Intervista agli Abstracter (metal, California)

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È stata un’intervista stranissima, quella che state per leggere. Oltremodo entusiasmante, piena zeppa di passione, un calcio in culo al politicamente corretto che impera anche nella musica estrema, ma devo ammettere che mi sono trovato in difficoltà a non sapere chi dei californiani Abstracter avrebbe risposto alle mie domande. Ok, qualche risposta posso intuire da chi è stata data, ma le altre? Hanno risposto collettivamente a tutte le domande? Oppure singolarmente? Oppure ancora alcune insieme e altre da soli? Mi sono un po’ confuso, forse non avrei dovuto, ma se avvertite un senso di spaesamento e di qualche frase discordante tra singolare/plurale… beh ecco, è dovuto a questa vicenda. E pensare che se solo questi ragazzi avessero voluto, avrei potuto sommergerli di altre decine di domande, su vari aspetti della loro vita al di fuori della band, ma non hanno voluto. Pace. Quello che troverete qui sotto è puro succo di Abstracter: piedi per terra e tanta qualità. Non avevo dubbi che sarebbe uscita fuori un’intervista molto intelligente. [F]

Cinereous Incarnate contiene tanto black metal, oltre che sludge, noise, crust punk, death metal. Come siete arrivati a questo livello? Semplicemente trasformando in musica i vostri ascolti principali? A mio avviso siamo davanti a un disco mostruoso, il vostro lavoro migliore. In tanti ci dicono che tra Tomb of Feathers e Cinereous Incarnate c’è un abisso. Superficialmente è vero, ma nella sostanza è cambiato poco. Le influenze primarie (Godflesh, Dystopia, Corrupted, Amebix, Disembowelment, Blut Aus Nord) sono sempre le stesse. Quello che è cambiato più che altro sono due cose principalmente: la consapevolezza, e, pare stupido dirlo, la lineup. Gli Abstracter di Tomb of Feathers erano un timido esperimento tra amici. Un hobby molto grossolano, con idee poco chiare, poca esperienza e mezzi limitati. Oggi oltre agli intenti più chiari e a una maggiore consapevolezza si sono aggiunti in lineup musicisti che hanno quindici anni e passa di esperienza, con tour alle spalle ecc. Il cambiamento grosso è arrivato con Adam (batteria) uno “cresciuto” in ambiti powerviolence. È il primo batterista che abbiamo mai avuto che ha il blast beat e doppio pedale codificato nel DNA e che vede queste cose come elementi imprescindibili della scrittura. Quello ha cambiato tutto. Diciamo che Cinereous Incarnate è il disco che gli Abstracter di Tomb of Feathers avrebbero sempre voluto fare.

Vi hanno definiti sludge-post metal, oltre che blackened doom. Dove sta la verità? Che cosa concorre a forgiare il vostro stile? Mah, sono etichette, parole, che aiutano chi ha bisogno di aiuto, nel ragionare, haha. Non biasimiamo chi usa label, e le usiamo anche noi, perché per natura l’uomo cerca di semplificare. Per esempio io e James suoniamo anche negli Atrament, e in quella band il “codice” è sacro. Mi spiego: quella band è nata per stare su un binario imprescindibile: d-beat crust svedese, anarco-punk UK, riff dei Craft e Dismember, voci black metal. È una band nata per omaggiare uno stile e riprodurlo nella maniera più celebrativa possibile, senza ovviamente sacrificare le nostre personalità. Là i generi e le etichette non solo funzionano, ma sono un must, poiché per noi è un vanto appartenere e seguire una certa scuola. Gli Abstracter non hanno mai seguito alcuna “scuola” e credo che la eterogeneità tra i nostri dischi denoti questa cosa. Un disco nuovo degli Abstracter non sapremo mai che suono avrà finché non è completato. Le influenze che ci finiscono dentro a ogni giro di boa sono tali e talmente numerose che è impossibile per noi sentire una “appartenenza”. Posso capire per esempio chi ci infilava in origine nel calderone post-metal – ma se abbiamo una qualsiasi somiglianza con i Neurosis per esempio, è solo perché siamo influenzati dalle stesse band che hanno influenzato loro: Amebix, Swans, ecc. Normale dunque che arrivino le similitudini. Nè i Neurosis né band simili (a parte i Godlfesh e qualcosa dei primi Isis) è mai stata una influenza nella scrittura per noi, neanche in origine. His Hero is Gone, Blut Aus Nord periodo “777”, Jesu, Nooothgrush – per dirne alcuni – si.

Cosa hanno fatto Kevin dei Sutekh Hexen e Only Now sul vostro nuovo disco? Non si sono limitati solo alle due tracce brevi, intitolate proprio Cinereous e Incarnate, vero? Cinereous e Incarnate sono state scritte a quattro mani con Only Now. Lui ha seguito le nostre direzioni, di persona, e noi guidavamo la mano. Le tracce sono state fisicamente create con gli strumenti da lui, ma scritte da tutti insieme. Kevin Gan Yuen non ha avuto alcun ruolo in Cinereous e Incarnate, ma ha fornito soundscapes e scorticazioni noise per tutte le altre tracce del disco.

Presenze costanti dei vostri dischi sono Greg Wilkinson e Brad Boatright. Spiegatemi il loro peso per voi Abstracter e di seguito l’importanza di un lavoro dietro le quinte fatto bene, al servizio della musica, adeguato caso per caso. Greg è uno che mangia pane, noise e metal da venticinque anni. Aveva una label noise/sperimentale, poi un progetto noise, poi ha suonato in varie band doom come Laudanum e Brainoil, ora registra ad Earhammer. Inutile dire che lui già sa in partenza cosa serve e cosa vogliamo. Sarebbe stupido andare a registrare da altri, si risparmia un sacco di tempo con lui proprio perché non dobbiamo mai spiegargli niente. Brad è semplicemente il guru del mastering estremo. Ogni cosa che tocca è sempre orientata alla pesantezza più totale. Non dico che vada bene per tutti, ma per noi il suo approccio è ideale. Non è detto che lavoreremo solo con loro anche in futuro, ma per ora è andata così.

Altra costante della vostra storia è il largo turnover di bassisti e batteristi, tanto che in ogni disco Mattia e Robin si sono ritrovati a suonare con persone diverse. Questo ha influito sul risultato finale? In particolare nel nuovo disco, che più si differenzia dagli altri, ci sono James Meyer e Adam Gambel. James lo conosco per le sue gesta in Atrament e Black September, mentre Adam… beh, avete accennato prima ad alcune sue qualità molto gradite, continuate a presentarmelo. In realtà di batteristi ne abbiamo avuti “solo” tre. E altrettanti bassisti. Diversi per ognuno dei tre dischi, ma penso che stavolta la lineup rimarrà solida perché non siamo insieme “per caso” come è sempre stato, ma perché siamo uniti anche dalla vita e dall’amicizia. La storia degli Abtracter e delle sezioni ritmiche è vecchia quanto la band stessa. Come ti accennavo in apertura, agli inizi della band le capacità individuali erano del tutto ignorate, e si suonava con chi si trovava, proprio perché eravamo senza curriculum e senza esperienza dunque siamo partiti dal gradino più basso. Per questo Tomb of Feathers è così “mansueto”. Però per dire, alcuni di noi ascoltavano i Portal e i Disembowelment anche nel 2012 – però va da se che per noi suonare robe tipo i Portal nel 2012 era impensabile per tutta una serie di limitazioni sia umane che tecniche. Fortunatamente però siamo un buon team di scrittura e abbiamo uno standard abbastanza alto, dunque non abbiamo mai scritto o registrato cose sotto tono, ma anzi a nostro avviso sempre migliori e dettate dalla costanza. Con la scrittura di canzoni sempre più ragionate da mostrare in giro siamo stati in grado di attirare l’attenzione musicisti molto più capaci, che agli esordi ci avrebbero snobbati del tutto. È stata una sorta di reazione a catena: si scriveva un buon pezzo nuovo, un po’ più impegnativo, che il batterista in corso aveva qualche problemuccio a suonare, ma si attirava così l’attenzione di batteristi più capaci che ci dicevano “bel bezzo, io lo avrei suonato meglio però”, e si finiva così per assoldare un batterista migliore ogni volta, dunque poi si scrivevano cose ancora migliori grazie al nuovo talento appena acquisito, e si andava avanti cosi, con la qualità della musica che migliorava esponenzialmente. Nel 2015 abbiamo perso il nostro batterista di allora per una serie di motivi sia musicali che personali (come al solito), e così abbiamo deciso di porre fine alla “saga” evolutiva e, forti di una reputazione molto più solidificata, siamo stati in grado di andare a “shoppare” in giro a nostro piacimento e assoldare il batterista che avevamo sempre voluto sin dalle origini della band: ovvero uno punitore che viene dal metal estremo che potesse far respisare le nostre influenze black e death-doom, che erano sempre esistite in noi ma perennemente inespresse per carenze proprio tecniche come ti dicevo. Adam suonava in una band powerviolence locale chiamata Dakhma (stile Iron Lung, Column of Heaven, o primi Knelt Rote) poi scioltasi, e avendoli visti suonare svariate volte ero rimasto sempre sconvolto dalla sua ferocia dietro le pelli. È stato l’unica persona a cui abbiamo chiesto quando è arrivato il momento di trovare un nuovo batterista. Era l’unico che volevamo, e ora grazie a lui siamo la band che volevamo essere nel 2012.

Conoscete i Convocation? C’è di mezzo anche Lauri dei Desolate Shrine. Ebbene, hanno fatto un discone tanto bello quanto pesante anche loro e mi è venuto subito da paragonarlo a Cinereous Incarnate. Ancora devo capire il perché, forse per la profondità che riuscite a raggiungere. Conosco e concordo – sono una grandissima band. Penso che abbiamo molte influenze in comune con quelli là… La similitudine sicuramente sta tutta là…

Qualche tempo fa sapevo che era in programma uno split coi Funerary, il loro scioglimento ha fatto saltare tutto o comunque uscirà qualcosa di postumo? Esatto, purtroppo loro si sono dissolti, per questo poi lo split è stato realizzato con i Dark Circles.

Al terzo album siete arrivati a collaborare un’etichetta che tratta molto più metal delle tante altre con cui avete avuto a che fare in passato. Come siete entrati in contatto con I, Voidhanger? In ogni caso avete comunque vari accordi separati per i vari formati del disco con altre etichette… Ovviamente per la tua band vorresti la situazione perfetta, e da mega-fan di quello che fa Luciano, è stato il primo a cui abbiamo chiesto. Non potremo essere più felici di lavorare con una label come IVH che ha un altissimo standard di qualità, gusti impeccabili, e una etica di lavoro inappuntabile. IVH è una label volta completamente all’underground e a valorizzare suoni impopolari e questo è ciò che conta.

Per gli anni trascorsi e per la distanza in termini di sonorità, riconoscete ancora come vostro un lavoro -passatemi il termine- “pulito” come Tomb Of Feathers? Per esempio i riff di To Vomit Crows e Ash sono lontanissimi da Cinereous Incarnate. Sì, chiaro, come ti dicevo in precedenza a quei tempi eravamo dei “ceppi” senza esperienza e per noi era impensabile suonare ai livelli di certe band che ammiravamo, dunque con un atteggiamento molto più rassegnato e realista ci siamo focalizzati sulle che cose che ci piacevano che erano più verosimili da suonare: Jesu, His Hero Is Gone, Iron Monkey ecc. C’era ancora un sacco da imparare musicalmente e si lavorava con chi era disponibile. Il primo batterista a cui abbiamo fatto abbastanza compassione da unirsi a noi era un mega fan di Yob e altra roba stoner metal come Sleep ecc. Tomb Of Feathers dunque è il frutto di questa strana commistione di personalità. Secondo me è un ottimo disco viste le circostanze – ovvero fatto con pochissimi mezzi e molto compromesso.

Parliamo delle copertine. Nei primi due dischi ci sono forme geometriche, richiami classici, forme definite. Dallo split con quei pazzoidi dei Dark Circles le nubi si sono addensate, con Cinereous Incarnate è una luce quella che si vede sullo sfondo? Anche se avete usato un logo molto grezzo, c’è una sorta di speranza? O di entità che guida/guarda ciò che avviene nel mondo? L’artista usato non è cambiato, e se ti capiterà di aprire il CD o il gatefold del vinile dentro [capiterà, capiterà…], ci troverai ancora parecchia geometria. La copertina dello split con i Dark Circles è la nostra unica copertina non fatta da Kevin Gan Yuen, proprio perché Mark dei Dark Circles voleva farla giustamente da sé visto che è anche un ottimo designer (tra l’altro quella copertina dello split è strafiga). Con questo disegno volevamo dare un po’ più di respiro alle distorsioni che ci sono nel disco, e far respirare un po’ più le sempre più presenti parti noise che ci sono del disco. Le cose dunque si sono sfocate e distorte e divenute molto più incupite e caotiche a livello visivo. La copertina è un nostro personale omaggio alla band che più di ogni altra ci ha influenzati, ovvero i Godflesh. Volevamo quegli elementi religiosi come le croci, ma calate nel nostro visual personale dell’apocalisse e della fine del mondo. Quello che vedi nella copertina è un buco nero, o un portale che si sta aprendo ad un altra dimensione che sta risucchiando il nostro mondo ormai morto.

Anche musicalmente riesco a fare delle distinzioni, con una vostra prima era che si conclude con Wound Empire e un’altra, molto più interessante per i miei gusti, che si è aperta con lo split citato in precedenza e ha inaugurato un nuovo periodo di estremismo e profondità. Siete d’accordo nella collocazione di questa sorta di spartiacque? Barathrum e Where All Pain Converges sono nate in modo diverso rispetto agli altri brani più datati? Sono una proiezione verso il nuovo album? Il discorso ritorna inevitabilmente sempre alle persone coinvolte. Tomb Of Feathers essendo un disco molto più sludge e crust, ha attirato per forza di cose un altro batterista interessato a sonorità simili – Emad – gran fan dei Bongripper e band simili per esempio. Inutile dire che i blast beat ecc non voleva vederli manco in cartolina, ma era solo interessato a fumare erba e suonare beat molto groovy di matrice “stoner” diciamo. Però lui era anche un batterista estremamente capace, molto più abile del precedente, e molto versatile, che era cresciuto da ragazzetto con gli At The Gates (cosa che abbiamo scoperto dopo). Quando è venuta fuori sta cosa che era molto abile con il doppio pedale e un beat diciamo “alla Slayer” noi ci siamo gasati tantissimo perché erano sempre cose che avevamo sempre voluto incorporare. Il problema è che lui era sia fuori allenamento con parti veloci e impegnative e anche affatto interessato allo stile, infatti come ti dicevo voleva solo fumare erba e ascoltare stoner metal fumoso e catramoso. Dopo Wound Empire lo abbiamo convinto in qualche modo a tirare fuori delle blastate e molto più doppio pedale. Quei due pezzi dovevano essere un disco nuovo con altri pezzi in quello stile ma non siamo mai stati in grado di finirlo con lui. È stata una guerra che alla fine ci ha logorati. Non era interessato al cambiamento, anche se era molto capace. Secondo lui il nuovo corso non era ciò che gli “era stato promesso” in principio (e ha ragione hahah!) e non era ciò a cui era interessato. Per noi però Barathrum e Where All Pain Converges da esperimento isolato si sono trasformati in un punto di non ritorno. Con quelle due canzoni siamo finalmente arrivati vicini ad essere la band che avevano sempre voluto essere.

Voglio ancora insistere su un confronto prima/dopo, mi commentate queste due vostre esibizioni? Questa è del 2012 e l’altra è dello scorso dicembre. Nel primo video vedi una band principiante e inesperta, nel secondo una band molto più padrona di se stessa e dei propri mezzi, con tra l’latro una sezione ritmica fatta di gente con quindici anni di mazzate sulle spalle. Un po’ come se vedi Rockarolla e Painkiller dei Judas Priest, hahah

In generale l’Italia non è stata molto attenta agli Abstracter fino ad oggi. A parte Metalitalia, Grindontheroad, The New Noise e un po’ anche io nella mia precedente vita, il resto del web non ha risposto “presente!” alle vostre sollecitazioni uditive. Come ve lo spiegate? Mah guarda, l’Italia è stata totalmente in riga “con il resto del mondo”. Rimaniamo una band “da tremila like” che in tanti in ogni parte del mondo, anche giustamente/comprensibilmente, hanno ignorato o non trovato interessante. Per questo cerchiamo sempre di fare dischi sempre meglio, nulla è dovuto, le cose vanno conquistate. Poi viviamo anche in una era digitale dove la musica è raggiungibile con un click e ora c’è un surplus di band e dischi in uscita incredibile. Si sbraccia in continuazione per una briciola di visibilità. Va benissimo così, non si recrimina nulla.

Tizio posta su Facebook una video in cui indossa orgoglioso una t-shirt degli Abstracter, un vostro brano in sottofondo, mentre fa il saluto romano e sulla parete della sua stanza è appesa una bandiera con una svastica. Prevarrebbe lo stupore o la rabbia? Se sapessi in partenza chi è che vuole la maglietta, non gliela venderei. Ma non ho la sfera di cristallo. Sarei senza dubbio stupito e anche incazzato/deluso.

E se a farlo fosse un musicista famoso/apprezzato dalla collettività? In generale secondo voi si può arrivare a scindere la musica dalle idee o dal certificato penale più o meno fitto dell’individuo? Penso agli Inquisition e a Craig Pillard, oltre che alla campagna mediatica contro i Marduk e i Watain. Su quelle cose io opto per un approccio sempre il meno forcaiolo possibile. Craig Pillard ha le miniature del duce in casa, dunque per me è lui è umanamente non molto diverso da un truzzo di Casa Pound. Il fatto che abbia “fatto la storia del metal” non mi getta fumo negli occhi come ad altri metallari sempre in preda a prolassi emotivi. Watain ecc non mi interessano, non trovo scioccante nulla di quello che fanno. Vanno a prendere le teste di maiale dal macellaio perché non hanno né le palle di staccare la testa a un maiale da soli, né saprebbero manco dove iniziare se volessero. Sono un po’ come Bieber che va in giro con la maglietta degli Slayer secondo me. Non sanno quello che fanno ed è tutta scena. Chi investe queste band e i loro comportamenti di significati troppo “alti” vive in una comica illusione. È intrattenimento – non li vedo molto diversi da Uomini e Donne o La Vita In Diretta!

Suonare incappucciati e col volto coperto è una semplice evoluzione del facepainting oppure ha qualcosa in più o in meno? Credete che una applicazione del concetto agli Abstracter avrebbe fruttato di più in termini di notorietà? Ma vabbeh, questa è una band di nerds fondamentalmente, il look non lo abbiamo, e manco ce lo possiamo permettere! Nel video sopra avevo il cappuccio della felpa in testa, ma insomma lo avevo anche stamattina in autobus per andare al lavoro hahah. Preferisco mille volte Justin Broadrick in Jeans e Polo che i Watain con le decorazioni di Halloween!

Un promoter o gestore di locale ti chiama perché è interessato a farvi suonare e vi elenca i dettagli. Quali sono le parole che fanno interrompere immediatamente la chiamata? Quali invece vi fanno correre direttamente da lui? Qua penso di non essere affatto originale: pagamento base a noi e non viceversa, band sul bill per lo meno in ambito metal/punk e non polka per esempio, no robe nazi o simili. Se qualcuno invece ci chiede di suonare con i Triptykon invece, dove devo firmare (l’assegno – hahah)?

Hanno fatto bene i Buioingola a farla finita dopo solo due album? Dobbiamo insistere per convincerli a ripensarci? Credo che siano LA band più incompresa di sempre. Personalmente spero tornino.

Un pensiero su “Intervista agli Abstracter (metal, California)

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