From Enslavement to… Agglutination! – XXV edizione, Chiaromonte 17 agosto 2019

Non è semplice raccontare un festival così noto e longevo, a meno che non si voglia cadere in ripetizioni a cavallo tra noia e retorica. Gli argomenti sono sempre gli stessi. Provate a fare un giro anche su altri articoli omologhi e prendete nota delle parole chiave: entusiasmo, aspettative, felicità di ritrovare gli amici, il panino con la salsiccia, grandi gruppi, con chiusura (tra lo stupore e il rammarico) sul numero di avventori. Ecco, vi svelo un segreto: puntare il dito contro il metallaro che non ha alzato il culo (locuzione abusatissima nei gloriosi reportage) non gli farà cambiare idea. Pensate davvero che possa passare notti insonni a causa delle dure parole delle nostre omelie? I numeri oggi sono ridotti, punto. Lo sono se si punta alle nuove band rampanti come fa – in parte – il Frantic, perché purtroppo manca la curiosità della scoperta. Lo sono persino se si punta sui grandi nomi storici come fa l’Agglutination perché “questi li ho visti sette volte, quelli due e questi altri mi sanno di baccalà con spuma di merda”. Appare evidente che oggi tenere in piedi un festival metal è roba per pochi coraggiosi, organizzarlo tentando di coinvolgere cinquecento-mille metallari nel cuore della Basilicata è un’impresa titanica. Alla portata di Gerardo Cafaro, appunto, avvinghiato alla sua creatura ormai adulta con forza commovente. Lo ringrazio perché ho quasi respirato l’aria delle magiche edizioni con tratti estremi preponderanti (2014 e 2015, con nomi come Belphegor, Carcass, Entombed, Inquisition, Obituary, Forgotten Tomb).

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Signori si nasce: Skulld, Ferum, Crisis Benoit, Vomitmantik, One Day in Fukushima, Valgrind e Leechfeast – Born To Be Grind Fest Vol. 5, 25 maggio 2019, Freakout Club Bologna

Sono un tipo aperto a nuove esperienze. Ogni tanto ci provo. E puntualmente non ci riesco. Di cosa si tratta? Ma è il gioco più amato da alcuni signori redattori dei portali musicali seri! Pensate che vita triste deve essere se si va ai concerti per sottoporre i musicisti a una sorta di esame, per rilevare e porre a fondamento del loro scritto il solo particolare negativo. Come se tutto il resto fosse dovuto o di ordinaria amministrazione. Posta in questi termini la questione mi ricorda alcune discussioni sulla Juventus di mister Allegri, ma non fatemi divagare. Non mi metto nei panni del celodurista dei live report: non ne sono in grado, conosco abbastanza bene diversi gruppi di cui leggerete appresso e quindi il mio sarà un flusso senza alcuna pretesa censoria (come al solito).

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L’erezione del Vesuvio: a Napoli arrivano Aura Noir, Hellgoat, Manticore e Kill

Ultimamente a Napoli e dintorni si stanno tirando fuori dei concertini veramente sfiziosi. Vado a memoria nel ricordare i Messa e i Dopethrone lo scorso ottobre, ma anche i magnifici Goath un annetto fa. Non dimentichiamo poi l’ormai consolidato appuntamento con l’Evil Fest ad Alvignano (nell’estate 2018 vennero i Varathron) e il Cult of Partenope, festival black metal che il prossimo autunno porterà Darkened Nocturne Slaughtercult, Harakiri for The Sky e Asagraum, tra gli altri. Con queste premesse, non è una sorpresa che anche quello che sta per iniziare sia un mese gravido per i metallari campani.

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Fare la bella vita all’ombra del sicomoro: Teleport, Assumption, Ekpyrosis, Ferum e Bedsore – 5 aprile 2019 – Trecentosessantagradi – Roma

Pezzetti di buccia di mandarino nelle mani. Risate. Allegria generale. I numeri dal sacchetto. L’attesa di una vittoria che puntualmente non arrivava mai. È uno dei traumi di infanzia che tutt’oggi mi porto dietro. La chiamo “ansia da tombola”. Quando un accadimento gradualmente si delinea, e lo fa positivamente, mi sale una sorta di preoccupazione irrazionale che, all’ultimo e per un cazzo di dettaglio all’apparenza insignificante, tutto vada alla rovina. Quando i ragazzi di Sycamore Shows avevano annunciato Assumption e Ekpyrosis (assieme ai Teleport, di valore assoluto, ma che però non incontrano esattamente i miei gusti) la mia euforia era già alquanto incontenibile, ma lievemente opacizzata dalla suddetta ansia che mi sussurrava all’orecchio “ora aggiungono un paio di gruppi scandalosi, è troppo bello per essere vero”. E invece no, cara ansia della merda. Il cartellone è stato completato da Ferum e Bedsore. Ho sentito di aver fatto tombola, finalmente: il destino ha deciso di far riunire nello stesso posto quattro gruppi che adoro dall’inizio delle loro carriere, alcuni dei quali sono già passati su queste pagine.

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Qualche parola d’amore e di metallo sul XXIV Agglutination Metal Festival, Chiaromonte 19 agosto 2018

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Ogni anno, una mattina d’agosto, un metallaro si sveglia con il cruccio di dovere (o è più un volere?) scrivere un’introduzione al resoconto dell’Agglutination. Col vostro permesso, vorrei tenermi leggero e concentrato sui gruppi, i veri protagonisti, quindi vi lancio qualche punto chiave del pre-ventiquattresimo (VENTIQUATTRO EDIZIONI, ditelo con me, è monumentale come concetto): previsioni meteo che definire nefaste è un eufemismo, tanta eccitazione come al solito e un viaggio d’andata a Chiaromonte in cui ho constatato la divergenza abissale tra la Lord of All Feavers & Plagues di Altar of Madness e quella di Entangled in Chaos. Non c’entra un cazzo col festival, direte voi: e no, è stata invece una rivelazione utile per concludere il paragrafo introduttivo che altrimenti sarebbe stato esattamente uguale a quello delle altre sei edizioni a cui ho partecipato.

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“E alle tastiere… il solito Claudio Simonetti” – Goblin, Woody Groove Festival 28/7/18 Potenza

Il virgolettato del titolo non è certo mio, ma di Claudio Simonetti, che si è presentato così, volendosi quasi schernire. Solito, cioé secondo Treccani colui “che non è diverso dalle altre volte, che è lo stesso di sempre; abituale, consueto“. Per chi ha imparato a spaventarsi anche grazie alla sua musica, quel “solito” assume connotati di familiarità e di intimità che raramente si hanno con musicisti così importanti.

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Writ In Water, Overkhaos, Rome In Monochrome, Eyelids (e una menzione a Veins e Innerhate) – Potenza, 19 maggio 2018

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Premessa: non me ne frega niente dei contest, anzi credo vadano proprio contro la mia idea di musica. Quindi scusatemi se non conosco regolamento e criteri per cui il 19 maggio 2018, al Pipistrello di Potenza, si sono ritrovati i sei gruppi che poi effettivamente hanno suonato. So solo che uno di loro, esattamente tre mesi più tardi, suonerà all’Agglutination, in apertura ai già annunciati Death SS, Pestilence, Necrodeath e Folkstone. Visto che la serata era gratuita e che i concerti metal nel capoluogo lucano si vedono con una frequenza spaventosamente bassa (due all’anno), l’occasione era piuttosto gradita. Il caso (o il buon gusto di chi ha deciso) ha voluto che i sei gruppi scelti per suonare in questa fase finale delle selezioni mi andassero tutti più o meno a genio.

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Onward to Traffic (with a rotting bus) – Incantation, Suicidal Causticity, Dr. Gore e Neid – Roma, 16 maggio 2018

Come i miei più affezionati lettori già sapranno, non scrivo recensioni da febbraio, benché ne siano uscite fino ad aprile (avevo una sorta di riserva aurea). Ciò riguarda anche i concerti? Boh, non ci avevo mai pensato. Evidentemente però se state leggendo queste parole qualcosa deve essere cambiato nei miei schemi mentali. In realtà il report perfetto l’ha già scritto Metal Skunk (come al solito) e vi consiglio di andare anche da loro, hanno espresso più o meno tutto quello che avrei voluto dire io. Se volete comunque leggere la mia versione, ci vediamo qualche centimetro più in basso.

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