Signal Rex punta al Nord: Se Lusiferin Kannel, Sammas’ Equinox e Örmagna

Su queste pagine ho scritto tantissimo, troppo forse, su Signal Rex e sulle sue gigantesche imprese in ambito black metal, specialmente portoghese. Non voglio ripetermi, lascio solo qualche link alle passate escursioni. Stavolta la scena locale non è protagonista perché ci sono in ballo tre dischi di respiro più ampio. Chiamateli pure commerciali, vendibili, accessibili, di sicuro appeal. Non sono termini offensivi perché saltano subito alla mente se proviamo solo a paragonarli ad altre uscite della label come Snorri, Zwarte Dood, Holocausto Em Chamas e via discorrendo. Come potete immaginare, non c’è tanto da spartire con la oscura e irreprensibile sub-label Harvest of Death, le cui recenti opere meritano davvero un capitolo a parte. Signal Rex, a inizio 2019, ha deciso di volgere il suo sguardo verso Finlandia e Islanda.

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Haeresis Noviomagi: l’eresia in formato cassetta

La fitta rete che tiene vivo il metal nei Paesi Bassi mi ha portato a Nijmegen, alla corte di Haeresis Noviomagi. Già dal nome (che richiama e collega all’eresia il vecchio nome latino della città di appartenenza, Noviomagus) pare qualcosa di ben più altisonante e solenne di The Throat. Ed è così, almeno in musica, visto che non c’è raw black metal, né si può dire che questo collettivo sia anti-social o contrario a collaborazioni con etichette prestigiose come, in ultimo, Eisenwald e Fallen Empire. Haeresis Noviomagi si è sempre occupata fin da principio di cassette: non lo specificherò ulteriormente, ma tutto il catalogo è costituito da tape.

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Intervista a Matteo Antonelli (Masked Dead Records)

Questa è un’intervista che avrei dovuto fare diversi anni addietro, quando ero più immerso nella musica di Masked Dead Records. Ora ammetto di essere molto più selettivo e severo, ma torno sempre con piacere su quella manciata di canzoni che mi hanno accompagnato in momenti importanti della mia vita. Non mi va di citarle. Piuttosto voglio aggiungere che non dimentico affatto Voland, Noesis, Februus, Kалуђер e prima ancora, quasi all’inizio del mio blog, Eyelids e Malauriu. Insomma, Masked Dead ha rivestito un ruolo non marginale su queste pagine virtuali e mi sembrava coerente, sensato e per certi versi necessario cercare di capire come ragiona Matteo Antonelli, colui che muove i fili di questa piccola e molto caratteristica label. [F]

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Uno sguardo su Grimm Distribution: Necrospell, Feed Them Death, Acheronte, Invocation of Death

Dopo qualche disco targato Satanath, sorprendentemente mi ritrovo a dare spazio alla branca che ricordavo più modesta delle etichette di Korolyov, ossia quella Grimm Distribution che in passato non era stata certo tra i miei ascolti principali. Oggi nei miei gusti l’etichettina/ditro ucraina ha scavalcato addirittura Symbol of Domination Prod., che secondo me ha avuto un 2018 molto povero. Orbene, gambe in spalla e via!

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In nomine Satanath (con bonus Funere): Vomitile, Automb, Nordland, Sinister Downfall

Ogni tanto faccio un salto dalle parti (virtuali) di Aleksey Korolyov e, al netto di qualcosa davvero improponibile, trovo sempre della buona musica. Non mi occupavo della sua etichetta da tanto tempo e ho colto l’occasione per riprendere un mucchio di uscite interessanti per svariati motivi. Signori, a voi un’infornata infernale della roba recente che più mi è piaciuta di Satanath Records e delle label satelliti Grimm Distribution e Funere. Nulla purtroppo di Symbol of Domination Prod. mi è piaciuto abbastanza, pazienza. Per farvi capire come mr Korolyov sta crescendo, sappiate che da qualche mese ha iniziato a stampare edizioni russe della discografia intera di Burzum, nonché di tante uscite recenti (Hate Eternal, Orphaned Land e altri ancora). Partiamo dalla label madre.

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Paesi Bassi, profilo basso. Sotto il segno di T.J., seconda parte: “puro e disposto a salire a le stelle”

Un paio di settimane fa vi ho presentato T.J. e i suoi gusti musicali alquanto particolari. Andiamo avanti, con quelli che reputo le sue migliori creature. Peccato non avervi potuto linkare tutta la musica di cui state per leggere: i formati analogici e non immediatamente riversabili su mp3 sono un’arma a doppio taglio.

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Paesi Bassi, profilo basso. Sotto il segno di T.J., prima parte: a bog’s life

Dopo aver trattato degli affumicati Smoke e dei loro dintorni, dopo aver accennato al piccolo Black Hermetic Order, è arrivato il tempo di concentrarci su un musicista neerlandese che mi è stato simpatico fin dai primi ascolti della sua consistente quantità di roba. Non pensate male: scrive musica solo da qualche anno, quindi ha tutto il tempo per andare oltre e regalarci altre perle. Di chi sto parlando? Ma di T.J., ovviamente. Originario di Amersfoort e stabilitosi a Utrecht, questo ragazzo (classe 1990) si è messo in gioco su molti fronti. Ero partito con l’idea di scrivere un articoletto su di lui, alla fine ne ho scritti due CON lui, che mi ha guidato passo dopo passo durante l’ascolto. Oggi tocca alla roba tendenzialmente meno metal e più rumorosa/droneggiante, nonché meno nota. Non è un caso che l’etichetta al centro della nostra attenzione sia la Consistentis Veritatis Peremptoria.

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