Intervista ai Miscreance

Mi scuserete se risulterò ancora un po’ arrugginito, è la prima intervista del nuovo corso di Blog Thrower e sono anche abbastanza emozionato. Non solo per me, ma soprattutto perché ho avuto il piacere di acchiappare i Miscreance. Anche loro sono in una nuova fase della loro carriera, considerando la prima frazione di vita come Atomic Massacre. E stavolta la considerazione nei loro confronti è ben più estesa e, nel nostro giro, clamorosa. Non voglio dire che saranno “i nuovi [nome a caso di band grossa e affermata]”, ma in fondo lo spero. Prima di proseguire, leggete l’ottima intervista ai nostri uscita per Metalitalia qualche giorno fa, da cui sono partito per non tergiversare sempre sugli stessi concetti. [F]

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Fingerfood #1 – Thulsa Doom, Majestic Mass, Apotemnophobia, Hagetisse, Antropofagus

La musica è il cibo dell’anima, dicono. E per chi un’anima non ce l’ha? Come la mettiamo? Io ho solo appetito, per dire. Perciò un taglio culinario al blog lo darei volentieri: cominciamo con un nuovo concept. Fingerfood è un termine in voga, che in certi ambienti hanno reso odioso, mentre in altri è sinonimo di vera e propria arte. Io lo reinterpreto come solo un porco selvaggio può fare, sempre in senso metaforico perché il suino le dita non le ha. A quanto ricordo, si parla di… piedini.
E insomma, non si tratta solo di bocconcini, ma di portate lampo per cui vale la pena leccarsi le dita (o i piedini). Anzi, persino spolparsele bene. Come nella mia prima vita blogghettara, cercherò di evitare le cose che reputo brutte o mediocri. Per il solito discorso secondo cui siamo di passaggio su questa landa desolata. Passaggio per giunta fugace. E perdere anche 3 minuti può essere un cazzo di problema. Se vi piace il format, sappiate che ho preso spunto da Extrema Ratio, che esce periodicamente su Aristocrazia Webzine, e da Bones, che era uno dei miei appuntamenti preferiti di Metallized.

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Non avrai altro Tito all’infuori di me – Death Over Rome, 9 settembre 2022 – Cerebral Rot, Mortiferum, Void Rot, Burial, Bedsore, Suum @ Traffic Club, Roma

Supremazia, dominio, Germania – Brasile 7-1 al Mondiale 2014, chiamatelo come volete voi. Bene o male, la presenza di Tito Vespasiani ha oramai permeato ogni angolo dei social, lo vediamo quotidianamente. Che siano i suoi profili o quelli della sempre propositiva Everlasting Spew (ave Giorgio!), mediamente mette in campo competenza e quantità di contenuti e informazioni. E poi quando si tratta di tradurre il tutto in azioni reali, la sua rete si espande e si concretizza in men che non si dica. Prendiamo le tre edizioni del Death Over Venice, ideato assieme a Irene dei Psychotomy, in cui hanno suonato due miei feticci come Zhrine e Dead Congregation, oltre a tutta la crema del death metal italiano. Tra parentesi, alcuni tocchetti della suddetta sono stati offerti a loro tempo su questo umile e umido blog: Hellish God, Assumption, Demiurgon, Valgrind.

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L’autointervista come fanno i terroristi – I Malak Ahrn e il senso della vita

Malak Ahrn è un trio di satanisti che crede in qualche forma di dio? Nessun dio può essere più bello della merda.

La vostra musica, se così si può definire, è putrida. C’era bisogno di riversare altra merda in questo mondo-letamaio? Ci sono gli autogrill coi cessi puliti e deodorati e quelli invece in cui ci si sente a casa, con la merda al ginocchio. Il mondo là fuori spesso è un cesso deodorato e noi sentiamo il dovere morale di abbellirlo con secchiate di diarrea.

Polli decapitati, carni modificate, macelli planetari, decomposizione, porcherie varie. A chi cazzo credevate di poter piacere? A tutti! Chi è che non ama queste cose? Ognuno di noi guarda nel cesso dopo aver cacato o si odora le calze dopo averle tolte. Il punto è quanto tu riesci ad ammettere che ti piaciamo.

Che problemi avete? Vari: il batterista colleziona braccia di bambole da cui pare essere sessualmente attratto, io (il cantante) sono dipendente dallo sgorgante dei lavandini, ne bevo sei bottiglie al giorno, non riesco a fermarmi e questo mi sta rovinando finanziariamente. Il chitarrista in realtà non esiste, ma siccome crede di esistere gli abbiamo fatto suonare la chitarra.

Meglio cacare in una tomba aperta di un prete benvoluto in vita dalla comunità, restando in tensione tutta la vita con la paura che l’evoluzione tecnologica possa -attraverso l’analisi della merda – risalire al tuo culo peloso oppure bere il frullato ricavato dalla spremitura a freddo di pagine porno anni 80 e temere fino alla fine dei tuoi giorni di aver contratto malattie tremende? Cacare nella tomba di un prete è bellissimo, il porno anni 80 pure. Non si può cacare nella tomba mentre si beve un frullato di porno anni 80?

Se potessi riportare in vita Lucio Fulci e costringerlo a girare una scena porno tra uno zombie dalle fattezze di Gino Bramieri e un uomo di spettacolo tra Gerry Calà, Maurizio Costanzo, e Claudio Lippi chi sceglieresti e perchè? Sicuramente Claudio Lippi. Senza nulla togliere alla squisita depravazione degli altri due, ma Lippi ha sicuramente molti più segreti, perversioni e feticismi.

Ultima domanda: meglio Gigione che coverizza Desecration of Virgin dei Sarcofago o I Blasphemy che rifanno Gino O Camionista di Gigione? Gigione non coverizza, semmai si appropria. No, mi vedo di più i Blasphemy che rifanno Gigione in maniera ossequiosa.

Intervista a Michele Labratti (Yakisoba, Full Body Punishment, Casket Garden, Congenital Deformity, Phreatomagmatic Death, Permanent Headache, Necrotized Mass e altri)

Conosco Michele Labratti relativamente da poco, quando nel 2018 mi sparò in faccia quei pochi minuti di Full Body Punishment. Pensai: “questo è un matto”. In seguito scoprii Yakisoba, la sua creatura più celebre. Pensai, ancor più interessato: “questo matto è marcio dentro e fuori”.  Poi è uscito Fossilized di Phreatomagmatic Death. Pensai, in preda all’esaltazione: “questo matto marcio deve raccontarmi un po’ di cose”. Nel frattempo ho scoperto che mister Labratti aveva tanti altri progettini, di cui alcuni usciti nel periodo della quarantena da coronavirus (tra cui Congenital Deformity, su tape pubblicata dallo zio Pech di Unholy Domain Records, una delle label più fighe del pianeta, e Necrotized Mass, in cui dimostra l’innamoramento verso Repulsion e Impetigo). Ci tengo a ricordarvi che io mi sono concentrato sulla sua musica più grind/gore/metal, ma ho lasciato inesplorato il suo versante più noise. [F]

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La saggezza del vagabondo metalpunk: intervista agli Hobos

Quanto sono presi bene gli Hobos? Vi auguro vivamente di incontrarli, anche virtualmente se potete, perché in un battibaleno riescono a travolgerti. Lo leggerete: in poche parole sanno condensare un mondo, bello e brutto allo stesso tempo, ma vissuto in prima persona e per questo di grandissimo valore umano. Oltre a questo, come se non bastasse, Nell’era dell’apparenza è uno dei miei dischi preferiti dell’anno scorso e credo che dovreste ascoltarlo appena finite di gustarvi tutta d’un fiato l’intervistina che segue. [F]

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Intervista ai Ferum

Nel pieno di un’emergenza sanitaria non tutti hanno voglia di approfondire temi macabri trattati in maniera leggera, lo so. Allo stesso modo sono consapevole che forse neppure alcuni lettori vorranno buttarsi a capofitto nell’atmosfera fetida che di solito promana dalle paginette candide di questo blog. Eppure io non so scrivere d’altro. Gli speciali sul Covid-19 lasciamoli agli esperti, non fingiamoci virologi perché sembra che sia una specializzazione molto diffusa, soprattutto sui social, da qualche settimana a questa parte. Dicevo che qui si parla dell’amico di una vita, il death metal. E lo faccio, con immenso piacere, ospitando una band che adoro, che ha esordito a fine 2018 su cassetta e cd con due etichette fantastiche. A voi i Ferum, di cui vi ho già parlato nei miei resoconti di due concertoni tanto belli, ma tanto belli che vi meritate una pacca sulla spalla se ve li siete persi con coscienza e volontà. [English version by Lorenzo Tosatti HERE] [F]

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Interview with Ferum

ENGLISH VERSION BY LORENZO TOSATTI

In the middle of a medical emergency, I know not everyone feels like dealing with macabre themes superficially, but at the same time I know there are many readers who would be thrilled to dive deep into the rotten atmosphere which this blog has to offer. Yet, I don’t know anything else to write about. So, let’s leave the latest on Covid-19 to the experts and let’s not pretend to be doctors, which is what’s happening a lot lately, especially on social media for the last weeks. Rather, let’s talk about our dear lifelong friend: death metal. And it is with great pleasure that today I shall be hosting a band which I really like and admire, who made their breakthrough at the end of 2018, releasing a CD and a cassette. I give you, Ferum! Of which I have previously written about in a couple of previous reviews about two fantastic concerts, so good that what you deserve is a pat on the back as to say ‘well done!’ with admiration and spirit, if it hasn’t been done already. [Italian version HERE] [F]

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Le Québec, tabarnak! – Interview with Saccage

Saccage is one of the most extreme bands that I have heard in recent years. With them it’s been sick love at first encounter, they have been among the bands that dragged me towards a crust/hardcore-influenced kind of extreme metal. They really mix the best of the best, all around. Before giving them floor I have to thank two people. First of all, Peppe of Amphist (looking forward for the new album, mate) for having made me discover this mindblowing Québécois band through Facebook. But mostly, if you’re going to read a well written and even better translated interview, with deep and detailed questions, it’s thanks to Salva, a friend who joined me in my fructuous scavenging in the moors of Bandcamp and of ugly music. We’ve got other big interviews in coming, but meanwhile let’s drown in evil together with Saccage! (Italian version here) [F]

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