Intervista agli Inverted Matter

Crudi, sinceri, immediati. Gli Inverted Matter hanno fatto un album molto appassionante. Death metal, parliamo sempre di quello, ma la storia del gruppo italiano è stata frastagliata e ho voluto approfondire la loro conoscenza. Poche chiacchiere, una volta tanto, e si va subito al sodo. Risponde alle domande Andrea Tocchetto, chitarrista e fondatore. [F]

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Il 2022 di Blog Thrower – la versione di [F]

Quanta cazzo di roba è uscita nel 2022? Quanti dischi meravigliosi! Davvero: se mi cancellassero dalla memoria tutte le pubblicazioni delle annate precenti, e mi lasciassero solo quelle cacciate fuori da gennaio ad oggi, non soffrirei chissà quanto. Quindi capite bene che parlare di top 10 sarebbe enormemente ingiusto per quello che ho sentito. Io odio le classifiche, diciamo che è un riassuntone (in ordine sparso) a futura memoria, per il me stesso del 2032 o del 2042. Ovviamente se pensate che io abbia dimenticato qualcosa fatemelo sapere!

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Intervista ai R.O.T.S.W. (Rise Of The Stateless Wolf)

Mi domando quale dovrebbe essere lo scopo di un piccolo blog di campagna, se non quello di far emergere lati inediti della musica che amiamo. Ecco, un latuccio, un laterello, sottile sottile per ora, sono i Rise Of The Stateless Wolf, spesso abbreviati in R.O.T.S.W. Per chi bazzica l’underground, i collegamenti con Heathen Lifecode e Anthropoetics potrebbero essere molteplici. Parola ai misteriosi conponenti, il cui recente secondo lavoro, Year Of The Snake, è davvero una fiammella di ispirazione nel panorama italiano. [F]

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The lost interview with Carcinoid (and a 2022 update)

This one you’re going to read is an old and forgotten interview from the lockdown times. It was, of course, originally meant for Blogthrower, but it came out in times during which the blog’s lifeblood seemed to be running out. Now that the blog lives again, I mentioned this idea to [F] and we decided to exhume this pile of reeking words and oozing paragraphs to let everyone finally enjoy it where it was always meant to be in the first place. As you’ll find out, Carcinoid hasn’t really been stopped by the pandemic… quite the contrary. So we also asked Az (the band’s main guitarist) to let us know what we missed these last few years. Italian version HERE [Zio Salva]

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L’intervista perduta ai Carcinoid (aggiornata al 2022)

Proseguiamo con il flow dello zio Salva e diamo, grazie a lui, il dovuto spazio a un gruppo stupendo. Dal 2018, i Carcinoid hanno pubblicato un ottimo album e qualche split. Complice la maledetta pandemia, non ci fanno sentire roba nuova da due anni. Ma non si demorde affatto. Decripto subito il titolo: questa intervistona conoscitiva, in cui si sviscerano tutte le fondamenta del gruppo australiano, risale al periodo di morte apparente di Blog Thrower, e non ha mai visto la luce su queste sudicissime pagine. Lo zio Salva all’epoca aveva anche trovato un posto alle parole di Az (chitarrista), Jess (bassista) e Josh (cantante), su Disastro Sonoro. Ed eccoci qui. Per evitare che tutto suonasse troppo anacronistico, visto che le risposte risalgono all’inizio del 2020, abbiamo ripreso il discorso con i Carcinoid, che ci hanno cortesemente fornito un aggiornamento della loro situazione attuale. English version HERE [F]

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Interview with Bocc

My first encounter with BOCC was quite random, but I’ve been instantly attracted to the putrid sound and sludgy riffs of A la Forca, right from the first seconds. Their latest record, Dolça Mort en els llims del Rec Comtal hadn’t come out yet, so I just listened to their first two obsessively and decided to support them by buying the digital on Bandcamp. Then chance would have it that a friend of mine asked me to join him in his trip to Barcelona (where BOCC hails from), so I contacted the band to ask if there were any gig of theirs during the days I was there. Sadly they didn’t have any gig planned for that time period, but I was stoked to get invited to go seeing them and meeting them at a rehearsal. Unfortunately they were all sick and had to cancel the rehearsals, but I still managed to go to a punk gig and meet a lot of cool people there. After some time, I noticed that BOCC was going to play together with Carcinoid in Barcelona (which is another amazing death-doom band, which I even interviewed years ago). The flight tickets weren’t so expensive, so I talked about it with a friend I met at the punk gig, and he offered to host me at his place (thanks a lot, mate!) and go to the gig together. So we did! The show was brilliant (of course) and, talking with them afterwards, I found some really nice blokes as well. I’d love to organize a gig with them where I live, together with another band I have in mind, but that’s quite utopistic for now. Doing an interview was the least I could do! Final words, I just want to sincerely thank my dear friend Blogthrower for giving me a platform to further develop my mental illness, Queens of Steel for the same reason (but in spanish!) and for their kindess, and last but not least, Emilio and BOCC for this amazing interview (and the tape)!
Put on a BOCC record (or Corrupted or something…) and enjoy! [ZIO SALVA]

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Intervista ai Bocc

Dicono che l’emozione non ha voce, ma talvolta può essere piuttosto eloquente. Stavolta le cose si sono fatte “grandi” in modo spontaneo. L’intervista qui presente non è mia, di quello stronzone che si firma [F] sotto ai post, ma è farina del sacco dello zio Salva, un amico che già avete imparato a conoscere nella grandiosa intervista che fece ai canadesi Saccage a inizio 2020. Quando gli prende bene, gli prende bene. I Bocc sono una sua scoperta, me li ha infilati nelle orecchie e da lì non sono più usciti. Li ha visti live a Barcellona, con quei marcioni dei Carcinoid, li ha conosciuti di persona ed è rimasto folgorato. Da lì si è pian piano sviluppata l’idea per un’intervista atipica, sin dalla lingua in cui è stata effettuata, per le ragioni che leggerete a breve. Altro elemento che mi riempie di felicità è il testo di questa chiacchierata con Emilio, attuale cantante/chitarrista dei Bocc. È stato pubblicato anche in inglese (qui) e in spagnolo (su Queens of Steel, che ringrazio tantissimo per averci ospitato). [F]

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Intervista ai Lebbra

Mi ispiro al miglior Pantaleo Corvino: vado nei campi di provincia e cerco potenziali colpacci. Forse siamo ancora in una fase embrionale per i Lebbra, ma il loro Return To Leprosy (Molten Face Records) è stato uno shottino di vitalità. Salernitani, zero esperienze degne di nota alle spalle, tanto entusiasmo: devono solo scrivere il loro futuro con la musica giusta e con le persone giuste. [F]

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Fingerfood #2 – Cryptic Brood, Book of Sand, Whore of Bethlehem, Extirpation, Epectase, Cherry Cordial

Pensavo fosse più immediato da realizzare, eppure anche Fingerfood richiede un certo impegno. Invece che uscire con rubriche raffazzonate, mi prendo il mio tempo. E pazienza se nel frattempo alcuni obiettivi escono addirittura con l’album intero (vedi Ripped To Shreds, Daeva, Faceless Burial, Vacuous, Bunker 66 e Lucifuge). A me interessano soprattutto quelli che noi over 30 chiamavamo “singoli”. In realtà sono solo anticipazioni del disco intero, perché noi vecchiacci vogliamo l’album, e non delle canzoni sparse. Ma andiamo a bomba sul primo gruppo.

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Intervista ai Funeral Boogie

Mi era mancato innamorarmi dei gruppi, farli miei e poi riportarli con modi rudi sul blog, tramite interviste. È toccato anche ai Funeral Boogie, di cui ho già iniziato a vedere magliette per gli eventi. Ho poi ascoltato per curiosità un loro brano e un Cupido dalle fattezze di Matt Pike mi ha trafitto (non dico la parte del corpo) con una freccia da 100 chili. Per quanto mi riguarda, entusiasmo alle stelle per questi ragazzi salentini. [F]