Intervista agli Ad Noctem Funeriis (black metal, Italia)

AD NOCTEM FUNERIIS

L’Agglutination sta arrivando, questione di giorni. Dopo i Rome in Monochrome è tempo di raccontarvi un’altra band che troverete il 19 agosto a Chiaromonte. Anzi, è il momento che Moloch, il chitarrista degli Ad Noctem Funeriis, ci illustri come funziona una gran bella esperienza black metal nel Sud Italia e come si riesca ad andare avanti senza concedere neanche una fettina sottilissima di culo alle divagazioni commerciali che il genere oramai spesso propone. [F]

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Lucanian skills: l’arte di sovrapporre gli Yawning Man all’Agglutination

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Da qualche mese tutti sanno che a Chiaromonte, tra dieci giorni esatti, si terrà la ventiquattresima edizione dell’Agglutination Metal Fest, con gruppi che tendenzialmente mi piacciono tutti: Rome in Monochrome, Circle of Witches, Ad Noctem Funeriis, Witchunter, Necrodeath, Folkstone, Pestilence e Death SS. Tenendo conto di come un fest ben più ambizioso e altisonante come il Colony Open Air (con Abbath, Dark Funeral, Taake, Carpathian Forest, Venom e tanti altri) sia andato letteralmente con le gambe all’aria appena prima della seconda edizione, capite come la costanza e la consapevolezza dei propri mezzi sia da sempre il punto di forza della rassegna di Gerardo Cafaro.

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Intervista a Gianluca Lucarini (Rome in Monochrome, Exhume To Consume, Degenerhate)

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Capita di sbagliare, e capita pure spesso. L’essere umano è meraviglioso anche e soprattutto perché contraddittorio. A me i Rome in Monochrome non piacevano perché su Youtube non rendono manco la metà di quanto sono grandi dal vivo. L’ho sperimentato con pochissimi brani in una ventilata serata lucana di qualche mese fa e sarò felice di godere ancora della loro forza comunicativa il 19 agosto, all’Agglutination. Affinché non vi fermiate anche voi alla prima (errata) impressione, ho interrogato il fondatore e chitarrista della band, Gianluca Lucarini, su una miriade di aspetti, che va dai RIM ad altri suoi gruppi ben più estremi e di cui sicuramente scriverò in futuro (Degenerhate e Exhume To Consume). [F]

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La Polonia nascosta #1: Dagorath, Czort, Veles, Skald of Morgoth, Sons of Serpent, Death Like Mass

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Se mi spingo a scrivere uno dei rari post (che non siano un’intervista), significa che c’è qualcosa o qualcuno dietro, come avvenuto con la rassegna su Pest Productions. Stavolta il motivo occasionale è venuto fuori da uno scambio di messaggi con Katia, boss di Nigredo Records. Mi si è subito accesa la luce, ho pensato che non avevo dato spazio ad alcuni suoi gruppi veramente interessanti. Ne ho recuperato uno e da lì, a catena, tanti altri, che però non sono legati da vincoli contrattuali con la label italo/svedese, ma da una nazionalità sempre più sinonimo di qualità, almeno nel black metal. Come ben potete intuire dal titolo, non vi scriverò certo dei Batushka, degli Mgła o dei Furia, ma nemmeno dei Plaga, dei Kriegsmachine, dei Lvcifyre o dei Cultes des Ghoules, sebbene ci sia qualche side project che li riguarda.

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Intervista amarcord ai Vomit The Soul (death metal, Italia)

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Domenica pomeriggio. Cosa si fa in quel momento della placida giornata di riposo che spetta a noi miseri umani ogni settimana? Ma è semplice: ammirare i propri dischi. Mi è caduto l’occhio su una triade efferata, composta da un EP e dai due album dei Vomit The Soul, gruppo non più in attività da tanti anni. Li ho rimessi nello stereo e sono partito in quarta: sulle ali della goduria per la loro musica fantastica ho voluto scoprire cosa avevano da dire riguardo a quell’esperienza dopo tanto tempo. Adoro i gruppi che si aprono alle annusate, alle curiosità, alle grufolate e ai pettegolezzi di Blog Thrower. [F]

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“E alle tastiere… il solito Claudio Simonetti” – Goblin, Woody Groove Festival 28/7/18 Potenza

Il virgolettato del titolo non è certo mio, ma di Claudio Simonetti, che si è presentato così, volendosi quasi schernire. Solito, cioé secondo Treccani colui “che non è diverso dalle altre volte, che è lo stesso di sempre; abituale, consueto“. Per chi ha imparato a spaventarsi anche grazie alla sua musica, quel “solito” assume connotati di familiarità e di intimità che raramente si hanno con musicisti così importanti.

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Intervista ai Thy Feeble Saviour (black/death metal, Texas)

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ENGLISH VERSION BELOW – Sapete che c’è? Mi aspettavo peggio. Se Francisco Pulido, mente e anima dei Thy Feeble Saviour, vi sembrerà poco loquace o brusco, vi assicuro che rispetto ad altre sue interviste questa è davvero espansiva. C’erano domande anche per Matt, batterista anche dei Morbosidad e dei Blaspherian, ma direi che dopo tre mesi di attesa non ho più interesse alle sue risposte. Evidentemente è troppo occupato, pazienza. [F]

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