Intervista ai Demiurgon

Poche parole, nessun grillo per la testa: i Demiurgon, ex Hatred, sanno creare musica di altissimo livello. Sono tra i tanti esempi di death metal sopraffino proveniente dall’Emilia Romagna e il loro recente The Oblivious Lure ha fatto girare la testa a un sacco di gente, in Italia e all’estero. Merito, come spesso accade negli ultimi tempi, della attivissima Everlasting Spew Records, che sembra aver dato ulteriore sicurezza alla band. Risponde all’intervista Riccardo Valenti, il batterista, protagonista anche nel black metal coi suoi Darkend. [F]

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Intervista a Kenos / Sacrilegious Crown

Come fai a pensare al raw black metal a metà agosto, nella tua solita località balneare, mentre ti corrono accanto giovinette giulive e ragazzetti sorridenti, pieni di vita e con il cuore immerso nell’estate? Me lo sono chiesto pure io, ma non ho ancora capito perché sono così fuori posto. Ecco perché ho deciso di farmi i cazzi altrui per l’ennesima volta. In questa occasione è toccato a un tizio che non ha voluto rivelare la sua identità reale. Se bazzicate quelle label stranissime come Defiled Light o Perverse Homage o ancora Black Gangrene lo conoscete di sicuro: è Sacrilegious Crown. Nessuna pagina social, ma c’è Bandcamp per ascoltare e magari acquistare. [F]

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Intervista ai Devoid Of Thought

Alla lunga mi stancherò, già lo so. Un giorno, spero lontano, all’ennesima affermazione sconsolata sul death metal di oggi e sugli italiani che non sanno suonare, smetterò di interagire e chiuderò il discorso con un sonoro vaffanculo. Ma prima di allora, permettetemi di rinnovare le buone maniere e, con la cortesia che mi contraddistingue, vi faccio tuffare nel cosmo necrotico, contorto e affascinante dei Devoid Of Thought. Hanno pubblicato due demo e uno split da fuoriclasse e le mie aspettative per il loro futuro sono altissime. [F]

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From Enslavement to… Agglutination! – XXV edizione, Chiaromonte 17 agosto 2019

Non è semplice raccontare un festival così noto e longevo, a meno che non si voglia cadere in ripetizioni a cavallo tra noia e retorica. Gli argomenti sono sempre gli stessi. Provate a fare un giro anche su altri articoli omologhi e prendete nota delle parole chiave: entusiasmo, aspettative, felicità di ritrovare gli amici, il panino con la salsiccia, grandi gruppi, con chiusura (tra lo stupore e il rammarico) sul numero di avventori. Ecco, vi svelo un segreto: puntare il dito contro il metallaro che non ha alzato il culo (locuzione abusatissima nei gloriosi reportage) non gli farà cambiare idea. Pensate davvero che possa passare notti insonni a causa delle dure parole delle nostre omelie? I numeri oggi sono ridotti, punto. Lo sono se si punta alle nuove band rampanti come fa – in parte – il Frantic, perché purtroppo manca la curiosità della scoperta. Lo sono persino se si punta sui grandi nomi storici come fa l’Agglutination perché “questi li ho visti sette volte, quelli due e questi altri mi sanno di baccalà con spuma di merda”. Appare evidente che oggi tenere in piedi un festival metal è roba per pochi coraggiosi, organizzarlo tentando di coinvolgere cinquecento-mille metallari nel cuore della Basilicata è un’impresa titanica. Alla portata di Gerardo Cafaro, appunto, avvinghiato alla sua creatura ormai adulta con forza commovente. Lo ringrazio perché ho quasi respirato l’aria delle magiche edizioni con tratti estremi preponderanti (2014 e 2015, con nomi come Belphegor, Carcass, Entombed, Inquisition, Obituary, Forgotten Tomb).

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Intervista ai Rüsa Nivul

Il procedimento è sempre il solito: mi imbatto in un album su Bandcamp, lo scarico e cerco di analizzarlo con i musicisti che lo hanno scritto. Capirete bene che è quasi un dovere per me fiondarmi a capofitto su un progetto decisamente singolare come quello che vi sto per presentare. Antinazismo, Demetrio Albertini, black metal e paganesimo matriarcale: non avrei mai pensato di affrontare questi temi nella stessa intervista metal. Soprattutto in un periodo storico in cui – secondo le voci del popolo – il black metal è cosa di (estrema) destra. Eppure eccomi qua, faccia a faccia coi Rüsa Nivul. [F]

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Intervista ai Thulsa Doom

Ve la faccio breve: i Thulsa Doom sono tra i migliori gruppi “nuovi” degli ultimi anni. Le virgolette sono d’obbligo perché leggerete di come questi vulcanici ragazzi romani abbiano già fatto la giusta gavetta in altre band. Sono sicuro che l’eccezionale Realms of Hatred è solo l’inizio. Tra l’altro quest’album è un invidiabile biglietto da visita anche per i live: pochi giorni fa è uscito fuori che i Blasphemy saranno a Roma a dicembre e spero tanto che gli organizzatori siano sufficientemente svegli da capire che in apertura ci vogliono solo Serpent Ritual, Thecodontion e appunto Thulsa Doom. [F]

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C’era una volta un’antica abbazia… Gli Evol e la genesi del black metal veneto

Ebbene sì. Il momento è giunto. Ho accarezzato l’idea per tanti mesi, l’ho coltivata pazientemente e adesso dovrei essere in grado di cogliere qualche frutto. L’oggetto del piacere è il Veneto. Ci sono tante zone d’Italia particolarmente fertili per quanto riguarda il black metal, ma la regione in questione mi ha letteralmente ossessionato. Mi sono accorto di avere una discreta collezione di dischi di quella zona e da quelli sono partito cercando collegamenti vari tra musicisti. I siti buoni ora vi delizierebbero con una forbita analisi antropologica, culturale, economica e geopolitica, magari con diagrammi e passi commentati di opere letterarie. Io invece vi lascio una raccolta di efficaci proverbi locali, così entriamo subito nel mood estremo, senza soffocarci le palle con inconcludenti giri di parole.

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