20 euro solo bocca: il mestiere più antico applicato alle recensioni

L’altra sera stavo per vomitare. Non avevo mangiato troppo, o meglio non eccessivamente per i miei standard suini. È che ci sono eventi della vita quotidiana che influiscono sulla salute psicofisica in modo dirompente, si fa fatica a passare oltre. Ci sono poi altri eventi che equivalgono a un fisting nella laringe e poi giù nella trachea. Il risultato è prevedibile: vomito, fiotti scuri e consistenti.

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L’apocalisse alla fine del primo tempo: Grandiose Malice, Thy Feeble Saviour, Morbosidad

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Volevo qualcosa ad effetto per la chiusura di questo primo periodo del blog. Un pugno pazzesco di Paul di Tekken 3 con k.o. al primo colpo, un bolide del Polpo dalla distanza o semplicemente una collezione di dischi da farvi venire le lacrime. Alla fine gli australiani sono andati per i fatti loro (che malati!), i Rites Of Thy Degringolade hanno deciso di diventare intellettuali e mi sono rimasti tre gruppi. Ognuno è a suo modo simbolo del metal che qui su Blog Thrower ho passato durante questi mesi.

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Le dimensioni non contano # 3 – speciale dischetti death metal: Malformity, Ossuarium, Nekrohowl, Mortiferum

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È passato un annetto da quando per la prima volta ho detto no a Valsoia, sì al colesterolo e ai dischetti. Non dico che la mia vita sia cambiata radicalmente, ma ora mi piace vedere tutto da un’altra prospettiva. L’esperienza mi ha detto che ci sono gruppi stratosferici su dischetto e impacciatissime nel riempire anche solo mezz’ora di musica, ad esempio. Il caso più eclatante, almeno negli ultimi tempi, è stato quello dei Bölzer. Un giorno da leoni, un altro invece… lasciamo perdere. Ognuno deve fare quello che è in grado di fare. Io mica vi faccio la classifica sui 10 EP più belli di sempre 1) perché non sono stato che in una briciola di quel “sempre”, anche se conto di fare qualcosa per rimanerci il più a lungo possibile e 2) odio le classifiche. Il caso ha voluto che in questo periodo fosse pieno di roba death metal e allora eccovi i cosini più infetti di questi mesi.

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Lihhamon – Doctrine (Nuclear War Now! Productions, 2017)

Che nome brutto, terribile, orrendo. Mi piace. Lihhamon, è che da noi la doppia acca non è contemplata. Non saprei come pronunciarvi. È della partita anche Vent, ex bassista degli Evil Warriors, anche loro alle prese con un disco nuovo dopo sette anni di buio. Di loro mi sono già occupato altrove, così come dello split Lihhamon/I I, altrimenti mi confondo: troppe posizioni si accavallano.

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Isra-hell: Aphotik, Ziggurat, Har, Mortuus Umbra

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Chi l’avrebbe mai detto? Sono arrivato addirittura a Israele. Non entro nel merito delle discussioni politiche, qui si fa risuonare il metallo, quello meno conosciuto e ispirato, quello che oramai Melechesh e Orphaned Land non fanno più. O non hanno mai fatto, a me hanno sempre portato noia. Anche nella “terra promessa” c’è roba che scotta. Ho fatto una cernita della roba uscita negli ultimi mesi, escludendo quella palesemente inadeguata o pessima, ed è rimasto ciò che state per leggere. Shalom!

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Educazione siberiana: Wintaar, Spell of Dark, Taiga

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Certe volte necessito di qualche imbeccata. Gli amici servono a questo, a farti avere le giuste botte di fortuna. Non era in programma un post sulla Madre Russia, almeno non nell’immediato. Certo, ci son stati i Vhorthax e i Serpentrance a tenere alto l’onore della nazione, non lo nego. Mi stavo un po’ allontanando. Ecco però che dico grazie a due individui a me cari che non nomino, ma che capiranno di essere stati gli artefici di questo mio vaneggiamento, se oseranno leggermi, per avermi fatto tornare a inzuppare il biscotto nella terra gelata.

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Le dimensioni del mio caos: Chaos Echoes, Chaos Moon, Chaos Invocation

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Patterns in Chaos, Kerrie Warren

Siete delle persone aride se non vi ha mai affascinato il concetto di caos. Tra l’altro leggendo in giro si scoprono tante cose. Tipo che <<la parola non aveva l’attuale connotazione di “disordine” che si ritrova nella parola d’uso comune “caos”, il termine greco antico “Chaos” viene reso come “Spazio beante”, “Spazio aperto”, “Voragine” dove indica, nella sua etimologia, “fesso, fenditura, burrone”, quindi simbolicamente “abisso” dove sono “tenebrosità, oscurità”>>. Grande Wikipedia, batti cinque! Siamo arrivati già al baratro metallico dei tre gruppi di cui vi voglio parlare oggi, che hanno il caos talmente dentro che ce l’hanno pure nel nome. Ok, non sarà prova di grande fantasia, direte voi, ma la compensano nella loro musica, credetemi. E scusatemi per la citazione fuorviante, è che questi qui il caos ce l’hanno grosso e nodoso.

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Goath – II: Opposition (Van Records) 2018

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Sulla carta si legge due dischi in due anni, tanto che altrove li hanno indicati nelle liste dei “best newcomers” del 2017, ma è della partita gente che sta in giro da quasi vent’anni come Seed of Hate/Total Hate. I Goath mi hanno comunque stupito. Le differenze con i gruppi di provenienza (e ci aggiungo anche i Deathronation) sono marcatissime e fanno pensare a uno stadio definitivo di un’ispirazione partita da lontano, lentamente, con del black metal gracchiante e basilare.

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