Size doesn’t matter: i 5 dischetti per chiudere il 2017 senza rimpianti

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Non ci casco più. Ho già fatto ammenda diverse volte negli ultimi mesi e ora torno a presentare i miei omaggi ai dischetti. Non dischi, proprio dischetti. Termine che intendo in senso vezzeggiativo e so che in realtà è un diminutivo. La brevità è un pregio che riesce a esaltare le gesta di pochi. Spesso sono gli stessi gruppi a sottovalutare la portata musicale di un mini-album, assegnandogli solo valore materiale/collezionistico perché spesso i dischetti sono in edizione molto limitata.

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Intervista a Gerardo Cafaro (Agglutination)

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Nei paesini lucani in genere la serata rock più estrema consiste in una cover band di Vasco Rossi o dei Queen. E poi c’è Gerardo Cafaro che si adopera per far suonare gruppi metal di livello internazionale. Lo ringrazierò sempre per avermi fatto trovare in un posto tranquillo, immerso nella natura, come il sud della Basilicata, grupponi come Cannibal Corpse, Vader, Bulldozer, Rotting Christ, Dark Tranquillity, Obituary, Inquisition, Edguy, Carcass e Entombed. Visto lo scarso bacino di utenza dell’Italia meridionale, Cafaro può essere visto come un pazzo o come un santo sceso in terra per diffondere il metal in zone di cui i vari promoter del resto d’Italia ignorano l’esistenza. Più verosimilmente, entrambe le cose. Leggiamo cosa ha da dire. [F]

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Pénitence Onirique – V.I.T.R.I.O.L. (Les Acteurs De L’Ombre Productions) 2016

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Ci sono gruppi italiani col nome italiano che fanno cacare calcestruzzo, ci sono poi degli ottimi gruppi italiani col nome italiano. Ci sono gruppi esteri col nome italiano, ma che era meglio fosse di un’altra lingua, eppure stratosferici (Medico Peste). L’ovvia conclusione che se ne può trarre è che prima o poi ci sarà comunque qualche merda da pestare per arrivare all’estasi.

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Omega – Eve (Dusktone) 2017

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Da un paio di album i Forgotten Tomb hanno perso la testa. Ogni ascolto è sempre più doloroso e ogni volta penso all’altro gruppo di punta del black/doom italiano, i Deadly Carnage. Loro non hanno alcuna fretta, hanno pubblicato un disco ogni tre anni, fino ad ora, serie positiva interrotta nel 2016 da un EP moooolto diverso da quanto fatto in passato. È probabile che si faranno sentire con un po’ di ritardo rispetto al solito, ma se la giustificazione si chiama Eve è uno slittamento del tutto comprensibile. Anzi, direi auspicabile.

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