Intervista agli Heretical

Per me (e sicuramente anche per la maggior parte di voi) gli Heretical sono un’entità immanente. Ci sono sempre stati. La band di Caltanissetta è una presenza costante nel panorama metal italiano dai primi anni Novanta. Questa mia intervista è una sorta di tributo al valore, un modo per ripercorrere nei dettagli un’altra epoca del metal italiano. Sto lentamente recuperando pezzi della discografia degli Heretical e mi chiedo sempre dove sarebbero potuti arrivare con un pizzico di fortuna. Poiché -lo leggerete- non ne hanno avuta nemmeno un po’. Ringrazio di cuore Azmeroth Szandor, colui che ha portato avanti il gruppo con fierezza e tra mille difficoltà che avrebbero fermato praticamente chiunque, per aver deciso di rispondere in modo sincero alle mie domande, non eludendo nemmeno quelle più delicate. [F]

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La Maggot Stomp Records e una riflessione sull’underground

Cuoricini

Metal Skunk

ms

Oggi parliamo di underground, quello vero. Quello che usa ancora le cassette non perché qualche hipster barbuto con la maglia a righe e gli occhiali con la montatura spessa dice che è di nuovo fico, ma perché i demo su cassetta e i 7” furono l’humus dell’underground ai tempi in cui questo era più fertile, e evidementemente c’è chi oggi vuole portare il proprio sincero e genuino tributo a questi supporti. Parliamo quindi di Maggot Stomp Records. Questa è probabilmente gente che è cresciuta come me nell’epoca del tape-trading e dei volantini fotocopiati in bianco e nero e, in quanto nostalgici dei vecchi formati, vuole recuperarne le sensazioni: lo scartare una cassetta e aprirne il libretto, lo shock visivo di una copertina in bianco e nero con qualche colore acceso qua e là (rosso vivo o blu intenso) o il 7” che puoi comodamente trasportare a mano. Alcuni…

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Intervista agli Acheronte

Mi capita abbastanza spesso di cambiare idea su un gruppo. Gli Acheronte, ad esempio, non mi avevano impressionato, per dirla in modo urbano, col loro Ancient Furies. Per fortuna, dopo diversi anni, ho radicalmente cambiato idea e questa intervista è un modo per dare un minimo di esposizione a un’entità molto meritevole, soprattutto alla luce del nuovo bellissimo album Son Of No God. Ovviamente non mi aspettavo nulla se non puro odio e misantropia… e così è stato. Le risposte sono state date collettivamente dalla band marchigiana, tranne dove espressamente indicato. Tra l’altro pochi giorni fa, a intervista conclusa, è arrivata la notizia dell’abbandono del gruppo da parte di Lord Baal. [F]

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In nomine Satanath (con bonus Funere): Vomitile, Automb, Nordland, Sinister Downfall

Ogni tanto faccio un salto dalle parti (virtuali) di Aleksey Korolyov e, al netto di qualcosa davvero improponibile, trovo sempre della buona musica. Non mi occupavo della sua etichetta da tanto tempo e ho colto l’occasione per riprendere un mucchio di uscite interessanti per svariati motivi. Signori, a voi un’infornata infernale della roba recente che più mi è piaciuta di Satanath Records e delle label satelliti Grimm Distribution e Funere. Nulla purtroppo di Symbol of Domination Prod. mi è piaciuto abbastanza, pazienza. Per farvi capire come mr Korolyov sta crescendo, sappiate che da qualche mese ha iniziato a stampare edizioni russe della discografia intera di Burzum, nonché di tante uscite recenti (Hate Eternal, Orphaned Land e altri ancora). Partiamo dalla label madre.

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Intervista a Francesco Del Vecchio (Taur-Im-Duinath, Párodos, Scuorn, ex One Day In Fukushima)

Francesco Del Vecchio è un musicista campano che avete sicuramente notato perché suona (o ha suonato) in diversi gruppi, abbracciando molti generi musicali. Dalla roba irruenta dei Throes of Perdition, al grindcore dei One Day In Fukushima, e ora session live per uno dei gruppi italiani più conosciuti, Scuorn, oltre che chitarrista dei Párodos. Ma io ho voluto privilegiare il suo progetto Taur-Im-Duinath, che è quello che reputo più maturo e che preferisco. Del Flusso Eterno è finito anche nella mia listona di fine 2018, tra l’altro. Ma partiamo dall’inizio. [F]

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Paesi Bassi, profilo basso. Sotto il segno di T.J., seconda parte: “puro e disposto a salire a le stelle”

Un paio di settimane fa vi ho presentato T.J. e i suoi gusti musicali alquanto particolari. Andiamo avanti, con quelli che reputo le sue migliori creature. Peccato non avervi potuto linkare tutta la musica di cui state per leggere: i formati analogici e non immediatamente riversabili su mp3 sono un’arma a doppio taglio.

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Intervista ai Verano’s Dogs

Deathgrind, cani, Lovecraft, Arthur Conan Doyle, Roma, Roberto Toderico. Se incrociamo queste parole chiave il risultato non può essere che questo. I Verano’s Dogs hanno finalmente esordito con un grande album chiamato Summoning The Hounds, uscito per Metal Age Productions lo scorso anno. Una ulteriore dimostrazione dell’eccellente stato di salute della musica estrema italiana e in particolare laziale. Grazie a Pompeo, il chitarrista, per essersi raccontato nel modo che state per leggere. [F]

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