Aspettando il nuovo disco: intervistina ai laCasta (black metal, hardcore – Italia)

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Se avete seguito precedenti sessioni di domande&risposte su questo blogghetto maledetto, avrete sicuramente notato che il gruppo intervistato (o meglio interrogato, in certi casi) ne usciva sviscerato in ogni dettaglio. Stavolta ho voluto dare uno sguardo più fugace -ma non per questo meno significativo- sulle attività dei pugliesi laCasta. La notizia di questi giorni è che stanno registrando il successore del loro primo e unico EP, intitolato Encyclia e uscito nel 2015. Quindi non prendetela come la mia solita torrenziale intervista, è piuttosto una sottospecie di reportage. Per quella ci sarà tempo e modo nei prossimi mesi. Ne esce fuori un gruppo che crede tantissimo nelle sue possibilità. [F]

Finalmente vi siete ritrovati per registrare il nuovo album! Avete già le idee chiare o crescerà qualcosa di nuovo nel frattempo? Datemi qualche scoop: durata complessiva, copertina, testi, qualsiasi cosa! Finalmente, sì! Diciamo che ce la siamo presa comoda, a dire il vero, perché i pezzi erano pronti e arrangiati già da un po’ di tempo, tuttavia abbiamo voluto dare modo di farci conoscere con l’EP Encyclia, che ha riscosso parecchio successo sia a livello mediatico internazionale che nazionale in sede live. Con il nuovo anno però era ormai ora di dare forma a quello che sarà il nostro primo full-lenght rabbioso, oscuro e violento più che mai! Per quanto riguarda le tematiche dei testi, grosso modo sono sempre le stesse, l’uomo nella religione, politica e società. La durata complessiva sarà di circa tre quarti d’ora, mentre per la copertina ancora non possiamo svelare nulla.

Ci sono etichette interessate alla vostra proposta? Non voglio nomi! Ad esempio ci sono stati approcci e/o reazioni da parte di questi soggetti che vi hanno colpito particolarmente? Per ora nulla di concreto riguardante un contratto discografico con un’etichetta specifica, però alcune tra quelle che a noi ci aggradano parecchio, per i generi e gruppi trattati, aspettano un nostro provino per valutare e nel caso proporci un contratto.

Vi siete rinchiusi in un capannone con…? L’attrezzatura è la stessa usata per Encyclia? Altri gingilli per trastullarvi quando non vi sopportate più a vicenda? Da pochissimo abbiamo acquisito un nuovo capannone simile a quello che avevamo prima ma che stavolta funge sia da sala prove che da sala di registrazione, preparato per bene grazie ai meticolosi consigli del nostro tecnico del suono Francesco Cervellera. L’attrezzatura in parte è quella usata per il vecchio lavoro, ma molto raffinata e potenziata sia dal nostro tecnico del suono citato prima ma anche con l’aiuto del nostro tecnico elettronico Carmine Gravina. Tra una pausa e l’altra di solito si consuma qualcosa da sgranocchiare o bere, oppure si fuma qualche sigaretta, oltre che scambiare news di vario genere.

Sarà tutto made in Monopoli oppure mixaggio e mastering avverranno altrove? Per quanto riguarda l’intera registrazione e il mixaggio verrà tutto fatto nel nostro studio e parte nello studio del nostro tecnico del suono, mentre per la fase finale di mastering ci affideremo ad un grosso e famoso studio in Oregon (USA).

Ma vi piace più l’hardcore o black metal? In quale cerchia vi sentite più a vostro agio? Ci hanno sempre definiti un gruppo ‘ibrido’ ma con le forti tendenze black metal più che hardcore. Da parte nostra possiamo confermare questa definizione per la nostra abilità di fondere i parecchi sottogeneri del metal estremo oltre che quelli dell’hardcore. Tirando le somme comunque ci reputiamo più vicini ed appassionati al black metal in tutte le sue sfaccettature sin dai nostri primi ascolti estremi in età adolescenziale.

Un grande gruppo che mischia hardcore e black metal come gli Hierophant è calato a Santeramo un annetto fa e li avete ospitati per benino. A novembre invece gli Hexis sono venuti a Bari. Lì come è andata? Perché non suonavate voi? In ogni caso c’è spazio per i laCasta e per il loro genere musicale? Il combo hardcore e black metal degli Hierophant per quello che ci riguarda, e per il resto della critica, lo sentiamo solo nel loro primo lavoro (che ci piace parecchio), per il resto si sono avvicinati col tempo più a sonorità powerviolence e ultimamente addirittura al death doom metal. Per quanto riguarda il mini tour del Sud Italia che facemmo con loro fu una bella esperienza ed i concerti andarono piuttosto bene sotto tutti gli aspetti. Per quanto riguarda gli Hexis, qui in Puglia i promotori non ci hanno preso in considerazione, ma sinceramente non abbiamo dato peso alla cosa perché recupereremo con loro più in là dato che sono amici del nostro chitarrista Mario e il contatto con loro quindi è assicurato; comunque crediamo sia andato tutto bene per quello che abbiamo sentito dire dalle varie voci. Abbiamo sempre dichiarato nelle varie interviste che a noi piace andare per la nostra strada senza stare a badare più di tanto a quello che ci circonda per una nostra coerenza personale. Il genere che trattiamo noi, come anche gruppi affini a noi sicuramente in Italia e maggiormente nel Sud, è raro che sia una cosa commerciale da ritrovarsela tutti i giorni o spesso e volentieri, ma d’altro canto non possiamo lamentarci per quanto ci riguarda, perché abbiamo suonato in giro parecchio pur essendo un gruppo underground estremo per adesso ancora autoprodotto.

con hierophant

laCasta + Hierophant

Nonostante tutto avete l’enorme quantità di dodicimila like su Facebook. Con un solo EP all’attivo è un numero altissimo, no? Vi piace essere social? Come detto poco fa, essendo una band autoprodotta in tutto e per tutto, l’unico modo per esporci ai nostri seguaci e farci conoscere dalla gente sono i social. Non siamo affatto legati alle mode di alcun genere come non siamo legati a fazioni politiche, religiose e sociali di alcun genere. L’EP Encyclia ha avuto davvero un enorme successo a livello mondiale e di questo siamo davvero orgogliosi, infatti sarà sempre menzionato come il nostro grido rabbioso nel mondo in cui viviamo che ci ha aperto la strada nel mondo della musica internazionale.

Avete mai pensato di cambiare nome? Vi piace sempre il nome scelto oramai diversi anni fa? Vi confesso che prima di ascoltarvi pensavo foste una classica band punk hardcore! Non abbiamo mai pensato di cambiar nome, anzi ci piace parecchio perché è immediato, facile da ricordare e racchiude quella che è la nostra essenza e le nostre tematiche trattate a trecentosessanta gradi. A dire il vero non sei stato l’unico a dirlo, ma poi sin dal primo ascolto questo parere di accostarci ad una band di stampo punk hardcore è stato altamente annichilito dal nostro accattivante sound oscuro, violento e ipnotico ricco di una dose endovenosa massiccia di raw black metal.

Un disco per ingannare l’attesa di vostre notizie? Presto sveleremo i progressi della registrazione, mixing e mastering, ma anche nome dell’album e tracklist con l’anteprima dell’artwork. Intanto vi salutiamo con l’ultimo lavoro dei nostri fratelli svedesi e sanguinari Watain intitolato Trident.Wolf.Eclipse. Che rabbia e oscurità siano con voi!

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3 pensieri su “Aspettando il nuovo disco: intervistina ai laCasta (black metal, hardcore – Italia)

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