Intervista a Hannes Delbello (Sepolcro, Engrossed, Celebrarian, Dismal Fate Records)

Quando ascoltai per la prima volta i Sepolcro pensai inconsciamente a qualcosa di molto vecchio e soprattutto morto. Vi parlo del periodo in cui si erano sciolti. Solo poco tempo fa ho scoperto che invece i membri della band sono tutti ragazzi giovanissimi. Ecco, nel leggere le parole di Hannes Delbello, boss dei Sepolcro, considerate anche questo: ho trovato in lui tanto entusiasmo e quel pizzico di sfrontatezza necessari per costruire tante belle cose. Tutto il contrario del piangersi addosso, oramai diffuso in troppi settori del metal. [F]

Metal Archives indica i Sepolcro come la tua prima band. Come mai, nell’età in cui classici quindicenni iniziano a fare le cornine del ruoooock e a suonare cover dei Metallica e degli Iron Maiden, tu sei entrato nei Sepolcro? Come sei stato attratto dal progetto di Nicola, il fondatore del gruppo? I Sepolcro nascono, come già detto, da Nicola nel 2011. Io sì, quindicenne al tempo e ammetto che di death sapevo poco o nulla… Ero in quella fase che tutti conosciamo e siamo passati, il “thrasher”. Giravano voci tra amici dove questo gruppo di città, da poco formato, cercava un batterista. Ero in piena ricerca band e componenti anche io, quindi eccomi lì. Non ci ho pensato due volte. Ovviamente ero il più piccolo (e lo sono tutt’ora), ma sinceramente non ci ho mai fatto caso. Se c’è qualcuno da ringraziare per quello che sono ora, è sicuramente Nicola. Dalle magliette dei Nuclear Assault e Anthrax mi ha costretto a comprare Autopsy, Entombed e così via… fino a passarmi la passione/malattia lovecraftiana, che tutt’ora costituiscono il cuore pulsante Sepolcro. È stata un’attrazione da cui tutt’ora non riesco per fortuna a levarmi/lavarmi.

Cosa vi ha fatto progredire mentalmente e tecnicamente dalla cover dei Sepultura (che possiamo ascoltare nella raccolta 2011-2018) a Festering Evocation? A proposito cosa ricordi dell’occasione in cui registraste Troops of Doom? Sicuramente chi davvero ci segue sin dagli inizi sa bene e ha notato il nostro progresso musicale. È semplice da spiegare: siamo cresciuti. I Sepolcro nascono coverizzando grandi classici, seguendo il filone proto-black/death 80s sud americano. Ricordo che si provava The Laws Of Scourge dei Sarcofago oltre che Troops… dei Sepultura per un periodo. Questa compilation è servita proprio a questo, farvi sentire sin dalla nascita tutta l’evoluzione del gruppo. Ho qualche ricordo di quella registrazione live. È stato il mio primo concerto con i Sepolcro ed è stata una data all’interno di una pizzeria nella bassa Veronese, in un locale ormai trasformato in una discoteca. Il bill era Sepolcro + GloryHole (ora Presumed Dead). A nostra insaputa il live è stato registrato in presa diretta, e c’era davvero un sacco di gente ad assistere alla serata. Ricordo che bisognava aspettare le 22.30 prima di incominciare perché c’erano famiglie ancora a tavola che mangiavano… Già puoi immaginare la reazione delle persone presenti quando i GloryHole hanno acceso la serata!

Festering Evocation è stato il mio primo approccio ai Sepolcro. Ovviamente fu subito amore. Perché vi siete rivolti, in sede di registrazioni e mixaggio, a Pozza e Manu dei Death Mechanism (e anche Bulldozer)? Fu il vostro primo assaggio di uno studio di registrazione? Per quello che so si, è stata la prima “registrazione” per tutti. Pozza e Manu già ci conoscevano per varie conoscenze in comune, Verona è una città piccola e la gente che frequenta e ascolta questo tipo di musica è poca… Tutto lì. Si sono proposti loro di registrarci, senza chiedere nulla in cambio, la demo Festering Evocation dentro un magazzino sperduto chissà dove. Poco dopo Pozza ha scattato anche le prime foto Sepolcro in centro città con la prima formazione.

Da esterno penso che Festering Evocation sia stato recepito alla grande. Alla tiratura originaria (100 cd e 33 tape atoprodotti nel 2013) si aggiunsero altre 200 cassette uscite per Unholy Domain Records nel 2014. Come avete reagito a questi numeri importanti? Che impressione vi fece l’incontro con Pech? Sinceramente io non sapevo come andassero le cose, ai tempi il leader e colui che aveva tutto il controllo di ciò che succedeva era Nicola stesso. E francamente di come andassero le cose nemmeno mi importava. Era tutto un divertirsi in sala prove il sabato pomeriggio dalle 14.30 alle 16.30. Dopo ci si risentiva solo la settimana successiva in sala prove e così via. Il demo piacque, le visual salirono immediatamente e vendemmo tutto in poco tempo. Pech al tempo non lo conoscevo affatto. Se ne occupava, come già detto, totalmente Nicola.

Dopo questo primo passo, perché ci furono cambi di formazione? Che tipo di insoddisfazione ci può essere in chi esce o termina il proprio percorso in un progetto? Credo che sia la mancanza di impegno, determinazione e costanza, assenti purtroppo nel 70% dei casi nei musicisti. C’è chi la prende alla leggera divertendosi facendo festa e chi la prende come cosa molto seria. Un muro. Nei Sepolcro nessuno è mai stato cacciato e buttato fuori. Sono state scelte fatte da queste persone perché magari si riscontravano opinioni diverse. Basta guardare cosa hanno poi fatto queste una volta lasciato il gruppo… Chi mi conosce bene sa bene quanto spingo e sa benissimo con che aggressività e fermezza cerco di mandare avanti questo piccolo nome. La passione c’è e non svanirà mai, ma è una fottuta guerra da mandare avanti a testa alta.

Nell’estate del 2014, con la rinnovata formazione a tre, avete registrato alcuni brani, destinati a finire in Horrendous Plasmation. Era già destinato ad essere uno split coi Presumed Dead? A proposito, loro che fine hanno fatto? A fine 2013, con il primo cambio di formazione e con l’entrata di Nor al basso già si intuiva questa nuova influenza puzzolente e marcia, molto Pungent Stench(iana), che ci stava circondando. In brevissimo tempo vennero fuori 3 pezzi. Intanto in quel periodo eravamo in stretto contatto con i Presumed Dead e l’idea di condividere una release interessò subito entrambi. Per motivi ancora ignoti, questa presunta etichetta Metal Music Austria scomparve nell’abisso più totale esattamente a una settimana dalla release. Purtroppo c’era un contratto di mezzo (di due anni) che ci impediva di piazzare da un’altra parte questo split ed è per questo che uscì solo nel 2016 tramite Headsplit Records. Cosa fanno i Presumed Dead ora? I presunti morti! Ahah! Ogni tanto li sento ma sembrano completamente f e r m i. Peccato, reputo loro tutt’ora come una delle meglio uscite old school death italiane. Se vi piacciono i primi Cancer e Morbid Angel, date assolutamente un ascolto al primo full del 2013 Infestation of Evilized Deformities uscito sotto il vecchio nome GloryHole!

Per me Horrendous Plasmation è un grosso passo in avanti per i Sepolcro. Dal punto di vista della composizione avevate cambiato qualcosa? I suoni ve li ha fatti Massimo Vezzani degli Hateful (all’epoca anche nei Valgrind) che forse ha catturato per la prima volta la vera potenza della vostra musica. Come fu il primo approccio con lui? Horrendous Plasmation è stato sicuramente il primo vero passo. Lo ammiro ancora tanto, e come produzione lo reputo tutt’ora come il mio preferito. I nostri 3 pezzi sono stati registrati molto velocemente in una giornata grazie a Massimo che ha subito capito cosa stavamo cercando. Sia a livello musicale, sia nell’ambito di recording / mixing, Massimo è davvero in gamba, super disponibile, aperto, serio e super rilassato. Infatti nel 2018 con Undead Abyss siamo ritornati da lui.

Abbiamo parlato del 2014, ma i vostri fan hanno ascoltato Horrendous Plasmation solo due anni dopo. Già mi hai raccontato cosa è successo di così grave. Quali sono stati i vostri pensieri tormentati in questo frangente? Come già accennato questa label austriaca scomparve nel nulla, non c’era alcuna traccia dell’etichetta, né del suo boss. C’era un contratto di mezzo, e non valeva nemmeno la pena di andare per via legali soprattutto per uno split. Abbiamo aspettato… e alla fine Horrendous… è stato buttato fuori, anche se non in cd, ma su cassetta. Credo che questa botta abbia influenzato abbastanza negativamente la situazione all’interno del gruppo, rallentandoci in sede compositiva per diversi motivi.

È a causa di questa situazione che nel 2015 il fondatore Nicola e Nor lasciarono sostanzialmente a te le redini dei Sepolcro? Come ti sei sentito? Se devo essere sincero credo che sia stato proprio uno dei fattori chiave. Già di suo Nicola stava ampliando i suoi orizzonti musicali altrove, cimentandosi ad esempio nel mondo dell’hardcore americano. Si provava sempre meno, i pezzi nuovi venivano sempre cancellati e scartati perché “troppo diversi”, stavano prendendo più una forma death/groove a parer mio. Nor invece per motivi suoi personali aveva questo desiderio da tempo di andare negli States. Appena lasciò Nicola, il giorno dopo lo fece anche Nor. C’era sempre meno interesse tra tutti noi.

Non hai subito pensato di sciogliere la band, ma hai trovato Simone a darti manforte. Eppure non è bastato a tenere in piedi il tutto. Perché? Era il periodo sbagliato, ognuno stava prendendo la sua strada in altre cose: lavoro, scuola, altri progetti ecc. Ho provato davvero tanti altri membri tra il 2015 e il 2016 che provenivano da Trento o addirittura dalla Toscana… Ma nulla, non era più lo stesso. Così a dicembre 2016 ho chiuso e rinunciato.

Cosa hai fatto quando hai messo da parte i Sepolcro? Ovviamente non mi sono fermato. Ho avuto alcune proposte da diversi gruppi, soprattutto thrash, e così ho cominciato a prendere il treno e macinare chilometri ogni weekend per andare da Verona a Varese o da Verona a Firenze per diversi progetti, purtroppo poi affondati dopo pochi mesi. Questo perché a Verona non si riusciva mai a combinare qualcosa, soprattutto per me che sto più a Nord, esattamente sul Lago Di Garda. Nel 2017 ho formato un nuovo gruppo death ma anche quello non è andato a buon fine e così decisi di andarmene. Fu proprio la scintilla che mi serviva per riprendere il controllo dei Sepolcro e così è stato.

Pensavi che i Sepolcro sarebbero tornati a macinare morte dopo qualche tempo? Hai chiamato tu Nor e Simone o si sono fatti sentire loro? Non pensavo di tornare sotto Sepolcro, soprattutto senza Nicola. Anche perché è successo tutto davvero in fretta. È stato un momento in cui volevo davvero subito riprendere il controllo. Ho richiamato Simone, e dopo solo un ora in sala prove per la prima volta avevamo composto già due pezzi (The Edge Of Infinity e Bone Totem). È stato davvero pazzesco, c’è stato un feeling immediato. Tanto da avermi fatto ricontattare immediatamente Nor, ormai già residente a Houston. E così… Eccoci qua.

Sepolcro is dead. Avete scritto queste semplici parole su Facebook il 24 dicembre 2016. Una reazione incazzata e due faccine tristi nei commenti. Appena tre post, ma nel marzo 2018 dopo, all’annuncio di Undead Abyss hanno reagito alla notizia circa 130 persone con diverse condivisioni del post. Cosa è successo? Siete cambiati voi, è cambiato il pubblico o vi siete fatti una buona pubblicità? Sicuramente è cambiato il pubblico, ma anche la scena death metal a livello globale in soli due anni ha fatto passi da gigante. L’America sta buttando fuori gruppi nuovi emergenti che con solo dei demo alle spalle possono davvero spettinarti. A parer mio il 2017 ha regalato tanto in quanto di demo, ora nel 2019 tutti questi gruppi “da demo” hanno i loro primi full length che tutti noi (io compreso) non vediamo l’ora di acchiappare e sentire. Ritornando alla tua domanda, sicuramente siamo cambiati noi come sound, stile e mentalità e credo che questo sia il tempo e il momento giusto per farlo. Il thrash sta calando parecchio e la visibilità sul death metal in questo momento credo sia alle stelle. Sta uscendo un sacco di roba veramente, ma veramente valida. Ciò grazie anche a numerose nuove etichette che spingono i gruppi emergenti.

Undead Abyss è uscito un annetto fa e ripropone il grande lavoro di Massimo Vezzani come produttore, oltre che la partnership con Unholy Domain Records. Eppure non è tutto come prima. Nor è negli USA e registra nello studio di Danny, un ex membro degli Imprecation. Come è stato creare questa demo a distanza? Credete di aver mantenuto la solita meravigliosa efficacia? Il peso della distanza non lo riscontriamo affatto, tranne che nel non poter fare dei live tutti assieme. Credo che ora, nel 2019, rimanere in contatto sui social, registrare e passarci tutto via internet faciliti davvero metà del lavoro. Quando abbiamo riff e parti nuove aggiorniamo costantemente sempre anche lei per mantenere lo spirito dell’essere un gruppo in cui nessuno deve essere tagliato fuori. Lei ha poi la possibilità di registrare le tracce di basso là, quindi è perfetto.

L’estate 2018 porta con sé due novità: la raccolta di tutta la musica dei Sepolcro su cd (100 copie per una label d’altri tempi, come Sevared Records) e la nascita della tua label personale, Dismal Fate Records. I due avvenimenti sono collegati? Barrett della Sevared Records ci teneva d’occhio ancora prima dello scioglimento. È un personaggio conosciuto soprattutto nella scena brutal death americana. Dopo il demo Undead Abyss continuava a pressarci chiedendo di collaborare con lui e da lì nacque l’idea della compilation 2011-2018. Fatalità sì, nello stesso periodo uscì la notizia Dismal Fate Records, ma fu una cosa separata. Poco tempo dopo, questa stessa compilation venne ristampata tramite Dismal Fate con la copertina rossa/nera.

Quali dovrebbero essere gli obiettivi e i modi di fare di un’etichetta che propone nuovissimi gruppi death metal? L’obbiettivo sicuramente è di dare visibilità al gruppo in questione. Aiutare a distribuire la loro musica soprattutto fuori dai confini nazionali, promuoverli, dare consigli sulla produzione, se possibile aiutare ad organizzare eventi.. Credo che un’etichetta in questi anni potrebbe prendere anche più posizioni, come manager e promoter. È tutto un evolversi anche in questo ambito. Il gioco sta tutto nell’avere i contatti giusti per muoversi e darsi da fare, cosa che magari molti gruppi alle prime armi non hanno.

Quali sono le persone che hanno avuto un peso determinante nella nascita dell’etichetta? Puoi anche rispondermi, in un bagno di umiltà, che la più importante la vedi tutti i giorni davanti allo specchio, eh. Ma penso che fare rete ti sia risultato utile in questi anni. La persona (ed unica) che ha avuto un forte impatto nella nascita di DFR è l’ormai già noto Pech di Unholy Domain Records. Pech ai tempi non lo conoscevo personalmente, sapevo solo il suo nome per via della ristampa di Festering Evocation. Credo che con lui sia partito tutto circa nell’autunno/inverno 2017, quando alla data dei Merciless a Milano mi chiese 2 copie di un demo che feci uscire con un altro progetto in quel periodo. Finito di registrare Undead Abyss giravano già “rumors” su un ritorno Sepolcro. Così mandai tutto direttamente a lui per Unholy Domain Records. Che dire… dopo l’uscita di quella release ci sentiamo continuamente, almeno una volta ogni due giorni, se non tutti quotidianamente! Potete chiedere a lui se non mi credete. Penso sia l’unica persona che ha davvero capito, visto e assaggiato il ritorno e l’evoluzione del gruppo nell’ultimo anno. Vedendo come lavorava e grazie anche alle vendite del nostro demo, ho deciso di seguirlo ed è stato lui stesso a darmi consigli su consigli su come partorire Dismal Fate Records. Per Sepolcro e DFR devo molto a lui. Non lo voglio negare, anzi… stay Pech!

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In Dismal Fate Records emerge dirompente la tua passione per le cassette. Condivisa dal sottoscritto, tra l’altro. Ecco, perché un ragazzo di vent’anni dovrebbe comprare questo formato, soprattutto visto che le uscite della label durano, in genere, circa dieci minuti? Prima o poi ti cimenterai anche nella pubblicazione di album lunghi? Per come la vedo io, tutti possono permettersi e tutti sono disposti a spendere 5/6€ per una cassetta, quando ormai vedo che la gente indietreggia per i 10/12€ di cd. Comprendo appena il motivo, magari perché con il costo di un cd ti puoi invece portare a casa due release diverse in formato tape, occupa meno spazio, poi c’è la questione nostalgia, qualità ecc. Sinceramente non saprei dirti, ognuno ha le sue convinzioni. La tape è perfetta per stampare i primi demo, è sempre stato così, ma non solo. Il primo full-length che uscirà sotto Dismal in formato tape sarà l’album d’esordio dei Disburial (Ecuador), tra qualche tempo nel corso dell’anno. Inoltre, aggiungo che non rimarrò nel settore “tapes only” ma mi darò pian piano anche ai CD (già provato con la seconda ristampa della compilation Sepolcro). Anche le cassette cominciano a costare sempre di più e il ricavo è quasi pari a zero per diversi fattori. Cerco di stare al passo, cercando di ingrandirmi rimanendo sempre aggiornato.

Perché sul sito di Dismal Fate Records i prezzi delle tape sono in dollari? Vuol dire che il tuo mercato NON è l’Italia? Ho scelto appositamente Storenvy (piattaforma americana) come distro online perché ultimamente vedo che spinge molto in USA. Ti allego uno screen (che puoi tranquillamente pubblicare) dei miei dati statistici.. cosi vi fate due domande. Aggiungo solo che gli americani in molteplici occasioni spendono più in spedizione che per il prodotto stesso.

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Colgo l’occasione della parentesi su Dismal Fate per chiederti: che differenza c’è tra promo, demo ed EP? Perché vedo che spesso si usano come sinonimi, ma l’etimologia dei termini non dovrebbe essere dimenticata… o no? Tu come ti collochi in questa diatriba? Sento e leggo anche io diverse opinioni in questa diatriba, ma sinceramente non mi importa più di tanto. Anche perché il più delle volte queste persone non sono nemmeno “musicisti”, ma fanno i “business man” e non capiscono esattamente ciò che il gruppo ha da offrire. Almeno io la vedo cosi. Il demo solitamente è la prima uscita di un gruppo, come per dire “ci siamo anche noi ora!”, per immergersi all’interno della scena (o chiamala come vuoi), per farsi spazio. Il promo bene o male è sempre quello. Magari è un termine che andava visto in maniera diversa negli anni passati per PROMuOvere la propria musica in diverse stazioni radio ecc., ormai filone morto. Il nostro Necrotheism Promo ’18, uscito in tiratura limitata l’anno scorso, è stato ideato per pubblicizzare e promuovere il nostro ritorno in sede live al festival chiamato proprio Necrotheism. L’Ep è un assaggio che un gruppo dà per farti capire che sono pronti al passo successivo. Con pezzi e qualità di registrazione superiore rispetto al demo/promo, usato per farsi sentire anche da etichette con la speranza di ritrovarsi un contratto. Sento polemiche perché secondo alcuni i promo dovrebbero essere FREE e REGALATI… Peccato che non sappiano cosa c’è dietro nel lato musicale, il lavoro e la produzione. Niente è gratis e mai lo sarà. Volete qualcosa di qualità? Comprate e supportate.

Cosa pensi del fatto che sul marketplace di Discogs non si trovi assolutamente nulla dei Sepolcro e appena quattro release di Dismal Fate, a differenza di band con centinaia di dischi che lassù vengono venduti a pochi centesimi? Sono i numeri che contano. Questa storia di Discogs la dice lunga a parer mio: alla gente piace il nostro materiale, questo basta e avanza. Vedo che ultimamente molti stronzi rovinano il mercato comprando doppioni per poi rivendere a cifre esagerate… allucinante. Con Sepolcro riusciamo a fare sold out con ogni release in brevissimo tempo, ed è per questo che ora stiamo lavorando nello stampare più copie e ristampare vecchie release (vedrete nelle prossime settimane). Anche con Dismal Fate riesco a viaggiare comodo, grazie anche ad una vasta rete di distribuzione che sono riuscito a crearmi negli ultimi mesi con diverse etichette estere. Ovviamente, per funzionare devi anche trovare e pubblicare band e musica valida.

Una delle prime pubblicazioni di Dismal Fate Records, nell’autunno dello scorso anno, è stato il promo di debutto di un tuo progetto solista: Engrossed. Cosa si prova a fare tutto da soli? Che differenze ci sono coi Sepolcro? Il progetto nasce quasi per sbaglio. Io ho studiato e suonavo esclusivamente batteria dall’età di otto anni. Ho sempre però voluto ampliare i miei orizzonti a livello pratico e musicale, magari imparando qualche strumento nuovo. Purtroppo chi batterista come me sa bene i costi elevati che bisogna affrontare per mantenere questi quattro tamburi: piatti, bacchette, aste, pelli… per questo non sono mai riuscito, economicamente parlando, a studiare contemporaneamente qualcos’altro. Mi è spesso capitato che durante delle prove in altri progetti, qualcuno lasciava qualche pezzo a casa mia, parlo di chitarre e bassi. Proprio l’anno scorso durante il comeback Sepolcro ho avuto modo di prendere in mano totalmente per i fatti miei una chitarra e dopo due mesi ecco uscito il primo promo di soli due pezzi. Sono totalmente autodidatta. Portare avanti una one man band, soprattutto nel death metal, non è affatto facile, ma con tanto impegno e forza di volontà è fattibile. Come tutto, alla fine. Differenza tra Sepolcro ed Engrossed? Beh forse lo capirai da solo una volta sentito tutto Amorphous Mass. Il singolo uscito al momento è il più tranquillo rispetto agli altri brani. Engrossed è più primitivo, più vecchia scuola, più cadenzato.

Sempre a proposito del fare rete in modo proficuo, a breve esce uno split tra Engrossed e altri tre gruppi. Potresti introdurmeli? Cosa collega due gruppi romeni, uno italiano e uno paraguaiano? I tuoi due brani risalgono alle stesse sessioni di registrazione del promo o è roba nuova? Into The Bottomless Pit è il titolo di questo nuovo split che è uscito il 22 Aprile sotto Macabre End Productions (Tape) e Death in Pieces Records (Cd) con all’interno otto brani da quattro gruppi diversi: Rotheads (RO) / Engrossed (IT) / Vorus (RO) / Eruptive (PY). Questa idea credo sia partita direttamente da Uriel dei Vorus, mi è stato proposto questo “slot” a novembre scorso e ho accettato di farne parte. I due miei brani in questione, In The Corpse Valley e Rest In Putrefaction, sono due brani scritti e registrati a dicembre dopo l’uscita del promo. Credo che anche in ambito Engrossed ci sia pian piano un’evoluzione, sia in livello di registrazione, sia da parte mia nell’apprendimento con gli altri strumenti per me estranei fino ad un anno fa. Ho già in cantiere pezzi nuovi per un’altra uscita prevista per fine anno.

Chi sono i Celebrarian? Cosa avete intenzione di fare e con quali tempistiche? Col primo brano della vostra demo avete già dato una bella scossa al panorama black/death italiano! I Celebrarian nascono come “scarto” dei riff Sepolcro tra me e Simone, considerati un pelino “troppo” esagerati. Però ricicliamo tutto! Non buttiamo via niente, quindi ecco il risultato. L’idea comunque arriva da parte di Simone, molto più addentrato di me nella scena black/death. C’è sempre stata questa mezza voglia di fare qualcosa assieme oltre ai Sepolcro. Non abbiamo fretta in questo momento. Come in tutte le cose in cui siamo coinvolti, vogliamo farle bene. Ora aspettiamo l’uscita ufficiale per il nuovo materiale Sepolcro e poi ci immergiamo in Celebrarian. Il primo demo più o meno c’è, voglio però prima giocare un po’ e studiarmi i modi esatti per suonarlo, registrarlo e mixarlo come si deve. Niente va fatto “tanto per…”

I Celebrarian potranno essere un progetto da portare dal vivo? Io già sogno un tour italiano delle tue creature: loro in apertura, poi Engrossed e Sepolcro a chiudere la serata! Ahaha mi vuoi morto? L’unica bestia che è riuscito a fare una cosa così assurda è stato l’anno scorso David M. al Killtown con i suoi quattro progetti… Undergang + Hyperdontia + Wormridden + Phrenelith. Pazzo. Engrossed credo che non vivrà mai l’esperienza live. È un progetto totalmente a parte e personale, usato per imparare a registrare e suonare altri strumenti. Celebrarian può darsi, magari l’anno prossimo… vedremo.

Torno a bomba sui Sepolcro perché a fine marzo è uscito il primo brano tratto da Amorphous Mass ed è stato un tripudio di commenti e reazioni entusiasmanti. Te lo aspettavi? Se devo essere sincero, non proprio. Le visual su Youtube/bandcamp stanno salendo parecchio inaspettatamente in poco tempo, così come i preorder tramite Dismal Fate. Leggo in giro che comunque dopo 8 anni anche la gente vuole qualcosa di più dopo tutte queste demo e release varie. C’è chi magari già si aspettava un full, ma a noi piace prima trovare l’ondata giusta. Finalmente siamo riusciti a trovare i suoni e la via, cosa che aspettavo prima di registrare un intero disco. Sicuramente sarà il prossimo passo, nel 2020. Comunque mi fa piacere anche perché dietro alla produzione c’è stato un lavoro non da poco, quindi è tutto ripagato.

Una delle caratteristiche più eclatanti di quel brano (e quindi dell’intero ep) sono i suoni. Gruppi con esperienza ultraventennale non sono mai riusciti a creare nulla del genere. E tu ce l’hai fatta alla prima esperienza in cui ti occupi della produzione della tua musica. Come diamine hai fatto? DEDIZIONE e nient’altro. Non serve avere i “soldi” e una strumentazione da panico, ma semplicemente devi saper suonarlo come si deve, ci deve essere un feeling e una buona energia. Odio le produzioni esagerate e plasticose, odio questi suoni finti creati con dei semplici ritocchi sul pc, la cosa deve essere naturale al 100% e deve sprigionare a nudo l’essenza che il gruppo in questione può dare. Deve essere una cosa che bisogna saper portare anche live. Vedo molti gruppi cadere in tutto ciò. Le chitarre e la batteria sono state registrate in una sessione di dodici ore non stop in una stanza cinque metri per cinque, quindi potete immaginare l’aria che tirava là dentro. Batteria e una traccia di chitarra in presa diretta, come se fosse una normale rehearsal e poi una cosa fondamentale… zero metronomo. Altre tracce di chitarra sono poi state aggiunte nel corso della giornata e in seguito, in poche settimane, anche voce e basso. Molti mi chiedono come abbiamo fatto a trovare certi suoni.. abbiamo solamente aggiunto del riverbero sulla batteria e basta! Siamo marci dentro, noi. Come prima vera prova nel campo del recording/mixing/mastering sono totalmente soddisfatto, ammetto che è stata dura (quasi sei mesi di lavoro tra una roba e l’altra), ma i risultati, come puoi ben capire anche te, ripagano! Sto anche prendendo in considerazione anche di registrare altri gruppi in futuro. Al momento sono alle prese con un mixing per un gruppo black metal dal Paraguay.

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Se lo stile del disegno vi sembra familiare, non temete, è proprio così. L’autore è il sempreverde Cesar Valladares (Carnal Tomb, Ekpyrosis, Cruz, Funest, Graveyard e tanti altri)

L’anno prossimo andrai in Messico coi Sepolcro. In Messico!!! Ti rendi conto? Come vi è venuto in mente e che obiettivi avete? Devo sottolineare che siete la seconda band passata su Blog Thrower che, nel giro di poche settimane, ha annunciato un tour in quella nazione (gli altri sono quei pazzi scatenati dei Crisis Benoit). È stata una bella sorpresa! Sinceramente non avrei mai pensato di volare fino in Messico con i ragazzi. Ringraziamo Gerardo (organizzatore del fest) per averci subito scritto dopo aver postato il primo singolo, e per permetterci di suonare dall’altra parte del globo con dei gruppi di cui io in primis sono fan. Sarà sicuramente qualcosa da non dimenticare. Nei prossimi mesi ci saranno anche altre news per quel periodo, si sta muovendo anche qualcosa fuori dal Messico, ma è ancora presto per svelare certi dettagli.

Sei d’accordo con quello che dice Salvini, e cioè che i cantanti devono pensare a cantare e basta? Nei tuoi progetti c’è un colore politico o quantomeno una direzione che si intravede in fatto di ideali? Suoniamo death metal con tematiche lovecraftiane, non capisco cosa possa centrare tutto ciò. Provo tristezza nel come si stia colorando la scena metal con certe idiozie, con questi warriors da tastiera e boicottaggi vari.

Visto che, secondo i miei calcoli, Amorphous Mass andrà a ruba, ti chiedo: cosa significa per te avere successo col death metal nel 2019? La parola “Successo” la potevi usare magari nel 1990 quando firmavi un contratto con Metal Blade, Roadracer o Earache Records. Oggi più che successo si tratta di riuscire ad avere una buona affermazione e supporto da parte di chi ti compra il disco e chi ti va a vedere suonare dal vivo. Non vedo molti gruppi riuscire a campare con la loro musica a meno che… non paghi tu stesso per andare in tour ecc. Il mercato è stato ribaltato completamente, magari ti prendi questa fama, ma solo per un certo periodo. Ci sono davvero TANTI gruppi ora e ci sono TANTE release che escono un mese dopo l’altro. Stare al passo non è affatto facile, bisogna davvero sudare e combattere per riuscire a fare qualcosa. Come accennato all’inizio, è una guerra… bisogna però riuscire a rimanere al fronte, affrontando a testa alta questa corsa, ma rimanendo sempre con i piedi per terra.

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