Intervista agli abominevoli Morbus Grave

Chi ben comincia è a metà dell’opera? Ok, se così è, sto già con un piede nella fossa. Chi ha scavato? Ma ovviamente i Morbus Grave! Ho sofferto un sacco per non aver potuto assistere alla loro discesa lungo la Penisola lo scorso novembre assieme ai Sepolcro, ma spero di poter fornire un giusto indennizzo lasciandovi una bella chiacchierata con Erman, il loro cantante, un soggettone squisito che sprizza death metal da tutti i pori. [F]

Andiamo con ordine. Adesso ci sono i Morbus Grave, ma prima del 2012 avevamo i Sepulcral e ancor prima i Torment. Questi gruppi possono essere considerati i genitori e i nonni dei Morbus Grave? Ciao Frank, grazie mille per l’oppurtinità concessaci. Per ciò che riguarda i Torment, inizialmente sono entrato a farvi parte in quanto a loro serviva un cantante, ed essendo un appassionato di thrash ho accettato. Tuttavia la passione per il death metal si è sempre fatta sentire. Da qui nascono poi i Sepulcral ed in seguito i Morbus Grave. Sono tre entità ben distinte e a sé stanti, definirli nonni non mi sembra corretto.

Erman, un tizio su Youtube ha commentato un brano dei Torment dicendo che l’unica cosa da migliorare era la voce. Che ne pensi? Immagino che ognuno di noi abbia i propri gusti. Dal canto mio ho sempre cercato di avere le mie influenze per quanto riguarda il modo di cantare. Tuttavia in quell’occasione poteva essere registrata in maniera diversa la voce, sì. Il giudizio della gente, o per lo meno i commenti sul web, non mi sono mai interessati, a dirla tutta.

Perché ci avete messo quattro anni a pubblicare le prime canzoni? Maso aveva diverse cose in uscita tra Funest e Macabro Genocidio, quindi forse è stato anche per questo? La primissima formazione vedeva me, Alex e Christian dei Black Oath. Essendo loro due oberati di impegni, hanno deciso di lasciare la band e quindi ho dovuto trovare gli elementi giusti per completare la line-up e registrare i pezzi che poi sono andati sul primo demo Throne Of Disgust. Volevamo comunque continuare con il gruppo e cercare di dare una linea continuità, ma dopo la registrazione del primo demo abbiamo avuto un stop.

Anticipavi che tra i vostri ex membri ci sono due dei Black Oath, ma anche Eros (Terrorsaw, Extirpation). Come è andata con loro? Come dicevo, la primissima formazione vedeva Alex e Christian dei Black Oath e i pezzi del primo demo sono stati composti da noi tre. Successivamente Maso ha riarrangiato il tutto, completandone la struttura. Per quanto riguarda invece Eros, ha partecipato solo per le poche date live che abbiamo fatto subito dopo l’uscita di Throne Of Disgust.

Io non lo conosco da tanto, ma è diventato subito un mio punto di riferimento per il death metal. Sto parlando di Alessandro, il boss di Unholy Domain Records. Visto che le prime due demo dei Morbus Grave, Throne of Disgust e Awakening of the Dead, sono state pubblicate da lui, rivelami qualche segreto, che tipo è? Conosco Alessandro da una vita, è un mio carissimo amico. Diciamo che la nostra amicizia dura ormai dal 1998. Abbiamo sempre condiviso concerti e nello stesso tempo la passione per la musica. Lui stesso ha sempre supportato la band e ci ha dato una grossa opportunità. Per questo gli saremo sempre riconoscenti. Semplicemente lui va a produrre le band che gli piacciono. Come ti dicevo ci ha sempre legato la passione per l’underground e in primis il death metal. Ho seguito la nascita di Unholy Domain con entusiasmo e ricordo quegli anni che sono stati molto intensi.

Nel 2017 avete colto l’occasione di pubblicare i pezzi di Throne of Disgust su cd, condividendo l’esperienza coi Lurking Terror, così anche loro hanno ripreso una demo uscita l’anno prima. Vi è stato utile avere un cd? È più vendibile delle cassette o presso di voi regna l’amore per le tape? Dopo l’uscita di Throne of Disgust abbiamo fatto delle date live, ma la band – anche se non morta – era praticcamente caduta nell’oblio. Abbiamo attraversato un periodo di stasi dovuto anche a diversi cambi di formazione. Ricordo che in Germania, al fest della Nuclear War Now, ebbi la possibilità di conoscere Filippo (ora Thulsa Doom), ci scambiammo le demo in questione e parlammo di questa eventuale collaborazione. Nonostante non ci fosse nulla di nuovo scritto, ho pensato “perché no?”. Nonostante le cassette e gli lp siano il formato che prediligo, ho creduto che fosse una buona occasione per far girare nuovamente la demo in un altro formato.

Ah per caso sai che fine hanno fatto i Lurking Terror? Non si sentono da allora. Sinceramente non ho più notizie di loro, so solo che Filippo ora suona con i Thulsa Doom. Non saprei dirti se siano ancora attivi o meno.

Perché Pide ha lasciato i Morbus Grave dopo la prima demo? Ci sono stati momenti in cui, rimasti in due, vi siete scoraggiati? In verità Pide ha suonato anche in diversi live dopo l’uscita della prima demo. La formazione dei live in quel periodo vedeva infatti Pide alla batteria, Eros e Maso alla chitarra, Eddy al basso e io alla voce.

morbus grave live

Quando la formazione è diventata quella attuale a cinque elementi? Eddy è un nostro carissimo amico, anche lui è sempre stato nella band dopo la registrazione di Throne of Disgust. Eddy e io abbiamo cercato di ricreare la band con Danny (che personalmente non conoscevo) . Infine è arrivato Johan, che abbiamo conosciuto al Bunker casualmente e da lì abbiamo ricominciato. Dopo il tour dello scorso autunno abbiamo avuto un altro cambiamento nella formazione, che oggi è la seguente: Maso alla chitarra, Eddy al basso, Magico alla chitarra, Danny alla batteria e io alla voce.

Nonostante non siate delle bestie da social network, si nota una vostra scomparsa totale da metà 2017 a fine 2018, quando avete annunciato il ritorno con Awakening of the Dead. Cos’è successo in quel periodo? Nonostante ci fosse la voglia di continuare, la band si era fermata completamente. Non era morta, però abbiamo vissuto un periodo di stand-by. Il periodo di fermo sostanzialmente è stato dovuto ai cambi di formazione di cui parlavamo precedentemente e anche al fatto che ci mancava il batterista. Una volta trovato Danny abbiamo ricominciato, come dicevi tu, senza pubblicare nulla.

Abomination esce su tape per Redefining Darkness Records, mentre una ristampa su cd delle prime due demo è targata Chaos Records. La prima label è dell’Ohio, la seconda del Messico. Come ci siete arrivati? È tutto avvenuto grazie alla potenza del web? Per quanto riguarda Abomination, Thomas della Redefining Darkness Records ci ha contattato tramite web. Abomination non era ancora stato registrato, ma lui, ascoltando una preview di Awakening Of the Dead ci ha detto che era interessato a lavorare con noi. Ho fatto presente che avevamo tre pezzi nuovi e una volta registrati ho provveduto ad inviarglieli. Da lì è nata la collaborazione con lui. Lo stesso è avvenuto con la Chaos Records, anch’essa interessata a produrre Abomination, ma avevamo già preso l’impegno con la Redefining Darkness Records.

Awakening of the Dead e Abomination hanno intro e outro. Che significato ha per te l’atmosfera creata da queste tracce che su cd spesso si saltano, ma su cassetta è già un po’ più macchinoso skippare? La scelta di utilizzare le intro e le outro viene dalla nostra passione per i vecchi film horror/thriller. Il loro utilizzo mi ha sempre affascinato, soprattutto il fatto di utilizzare qualcosa di oscuro e nello stesso tempo decadente che ben si amalgama con il concept che gira intorno a Morbus Grave.

Un altro tratto caratteristico delle due demo consiste in layout e copertina di Necromaniac Zine. Che rapporto vi lega a Thomas? Conosco Thomas da un sacco di anni: lui ormai sa cosa vogliamo. Le sue opere riescono chiaramente a far trasparire quanto vogliamo proporre musicalmente. Precisamente dai disegni utilizzati si può intravedere una chiara matrice anni ’70 che mette in evidenza il mood e l’alone oscuro della band.

Google mi dice che questi che i gruppi che vedi nello screenshot qui sotto sono correlati a voi. Mi spieghi se effettivamente ci ha azzeccato o Slugathor, Cruciamentum e Slayer non c’entrano nulla con voi? Ma guarda sicuramente Slayer . Slugathor non li abbiamo mai ascoltati , cruciamentum li conosco però ad essere sincero devo dire che il demo era una bomba i dischi che sono usciti successivamente mi hanno deluso abbastanza.

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Dopo la prima demo, vi siete “accasati” felicemente al Macabro Bunker, il cui stemma è ben in vista sul retro delle cassette. Dimmi perché vi trovate così bene. Com’è la vita nel Bunker? Il Bunker è come una seconda casa. Non si tratta solo di un posto per suonare, ma è luogo dove viene condivisa la passione per la musica, e dove c’è la vera amicizia. Si tratta proprio di qualcosa di simile ad un circuito chiuso, dove le persone si supportano vicendevolmente e ognuno può contare sull’altro. Non so bene come spiegarti, è come se fosse una fratellanza. Solo determinate persone possono venire al Bunker. Qui il discorso potrebbe essere molto più vasto e articolato. ma semplicemente la vita nel Bunker può essere riassunta con tre parole: lealtà, amicizia e fratellanza.

Ti dispiace, col senno di poi, non aver potuto registrare al Macabro Bunker (che ancora non era nato) anche i pezzi di Throne of Disgust? Nonostante Carlo abbia fatto un buon lavoro per Throne of Disgust preferisco di gran lunga come suonano Awakening of The Dead e Abomination. Dovessi tornare indietro forse darei una spinta maggiore al primo demo a livello di suoni. Nonostante ciò, diciamo che ogni produzione della band mette in evidenza una qualche evoluzione.

Erman, ti senti un po’ come un L.G. Petrov italiano, visto che col death metal ci sai fare, oppure i tuoi modelli sono altri? Ahahahah! Mah sinceramente io sono legato al thrash/death metal degli anni’80, oltre che ai primi due dischi degli Entombed, come del resto al materiale Nihilist.  Le mie ispirazioni principali sono Jeff Becerra, Chuck Schuldiner (Scream Bloody Gore e Leprosy), Scott Latour (Incubus), Thomas Gabriel Fischer (Celtic Frost/Hellhammer).

In autunno siete stati per una settimana in giro per l’Italia assieme ai Sepolcro, suonando in tanti posti, da Erba a Reggio Calabria. Come è andata? Vi sentite più saggi e maturi? Rispetto a questo live di marzo avete cambiato qualcosa? L’esperienza che abbiamo vissuto con i Sepolcro è stata fantastica. Per noi era la prima volta che ci trovavamo a vivere una cosa del genere ed è stato molto bello suonare in situazione e luoghi diversi . Questo ci ha fatto anche crescere e nello stesso tempo ci ha permesso di farsì che persone di diverse regioni d’Italia potessero vederci . Anzi saremo sempre grati ad Hannes e ai Sepolcro per averci dato questa opportunità.

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Tanti anni fa suonavate Cromlech dei Darkthrone dal vivo. Adesso fate ancora qualche cover (come Mutilation dei Death, già inclusa nella prima demo)? Ti ricordi di questa performance? È capitato per la data di marzo al Blue Rose, in cui abbiamo suonato dal vivo The Grotesque dei Benediction, poi però non abbiamo più suonato le cover che hai indicato. Mi ricordo di quella data, era stata una figata, poi siamo tutti dei grossi fan del primo disco di Darkthrone. Non sarebbe male tornare a suonare Cromlech.

Secondo te qual è il metodo più giusto, sano, efficace di diffondere il death metal? Ad esempio ultimamente siete stati recensiti dalla nuova fanzine Ultra Metal del valoroso Paolo e queste stesse pagine possono considerarsi di una fanzine virtuale. Ho conosciuto Paolo alla data di Acerra. Lui è una persona squisita . Il metodo migliore è quello tramite le fanzine, io sono cresciuto con quelle situazioni tipo spedire i soldi ai gruppi in busta chiusa o comunque venire a conoscenza delle band tramite fanzine o canali come questo. Penso che oggi si stia perdendo la vera nozione di underground. Non fraintendermi, l’underground esiste sempre, però forse il periodo in cui esistevano il tape-trading o le fanzine era un po’ più genuino. Ecco perché secondo me il progetto che sta portando avanti Paolo con Ultra Metal è da lodare.

Cosa pensi del clamore sorto attorno ad Abbath, visibilmente alterato, che ha fatto saltare un concerto in Argentina? Sono cose che capitano o lo bacchetti come stanno facendo tutti sui social, visto che è un personaggio importante e rappresentativo per il metal? Vedo sempre che sui social ci sono mille polemiche e mi sembra che un sacco di persone straparlino proprio senza cognizione di causa o giusto per fare polemica e rompere i coglioni. Del canto mio, non sono uno che commenta oppure spara sentenze sul web. Ho visto però che Abbath è diventato una parodia di se stesso. Ammetto che non lo seguo più da anni, però mi sembra che sia un personaggio che ha perso la credibilità che lo contraddistingueva.

Hannes, nell’intervista che mi ha rilasciato qualche mese fa in cui abbiamo parlato dei Sepolcro, ritiene che la politica e il death metal debbano viaggiare su piani distinti, soprattutto per chi – come loro – usa tematiche lovecraftiane e orrorifiche. Sei d’accordo con lui? Sono d’accordo al 100%. La politica non c’entra un cazzo con il metal, anzi dovrebbe rimanere da una parte. Ho sempre pensato che il death metal sia uno stile sia di musica, ma anche di vita e soprattutto sia qualcosa di sporco, grezzo con tematiche malsane.

Ma quando vi mettete a scrivere e pubblicare un album lungo? Cosa vi ha trattenuto in questi anni e vi trattiene tutt’ora? Quando abbiamo ripreso la band, abbiamo deciso di rimetterci a scrivere e di proporre nuova musica, però non sapevamo a cosa andavamo incontro. Sicuramente il prossimo passo sarà quello di scrivere nuove canzoni e – perché no? – un disco intero.

I Morbus Grave fanno dell’orrore il loro pane quotidiano. Ma qual è la cosa più orribile in assoluto? Forse la cosa più orribile che possa esistere è quello che riesce a creare la mente umana tramite pensieri e incubi. Il concept della band è sempre stato collegato a qualcosa di sinistro o oscuro. Tutte queste influenze, dalle quali prendiamo ispirazione, si uniscono alle nostre esperienze quotidiane: incubi, paranoia, dolori… Questo è ciò che si manifesta nella nostra musica. Una visione che può crearsi nella mente degli ascoltatori? Vivere in un incubo dal quale non possono sfuggire. Posso dirti che un sogno ricorrente che ho è il seguente: ragni giganti che mi attaccano, mi torturano e mi divorano. È così che vorrei trasportare l’ascoltatore, in una specie di incubo senza scampo.

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