Intervista a Geddon – Hörnhammer (black metal, Italia)

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Da buon individualista ed egocentrico, come potete constatare da questo blog, prendo subito in simpatia le one man band. Come al solito mi ha guidato il caso ed eccomi qui a scrivere di un progetto molto radicale e che ha pubblicato un disco veramente interessante come Visions of Storm. Ecco il solo manipolatore di Hörnhammer, sotto lo pseudonimo di Geddon. Tantissimi spunti, un fiume di verità da parte di un interlocutore assolutamente piacevole e senza filtri. Attenzione, contiene iastemme. [F]

Penso che al giorno d’oggi le compilation siano oramai inutili. Gli album di cover invece lo sono sempre stati. I tributi a gruppi ancora in attività li trovo semplicemente insensati. Come ho reagito a The Cult of Necrodeath, che riuniva tutto ciò? Con indifferenza. A te piacciono queste iniziative, Geddon? Se ci hai messo un brano immagino di sì, anche se era già pronto. Come ci sei finito? Innanzitutto grazie dello spazio, mio prezioso amico! Allora, le compilation nell’era del digitale sono assolutamente inutili, mentre le cover band e relativi dischi di cover fanno più schifo di un film porno tedesco con sottotitoli in slovacco, ma importato per il mercato arabico dove son state censurate causa regime tutte le scene in cui si scopa, quindi la tua indifferenza la capisco ed è perfettamente giustificata! Però vi è una eccezione: questa è una compilation tributo e credimi se ti dico che è venuta fuori davvero una bomba! E non voglio scomodare nemmeno le bombe dell’ISIS, perché quella compilation è più potente! Anzi credo che se usate come bombe a mano, le copie di quella compilation possano risultare davvero pericolose, ISIS levati proprio dai coglioni che non hai scampo ahahahahah! Il brano comunque non era proprio già pronto: sì, ho lasciato la batteria seppur modificando qualche dettaglio, le chitarre ritmiche e il basso sono tutti elementi rimasti come stavano ma ho aggiunto parti vocali fresche di macelleria, parti aggiuntive di chitarra sfornate per l’occasione e qualche bestemmia random urlata lungo il brano perché, si sa, la bestemmia nobilita l’uomo. No, l’ultima me la sono inventata però ho modificato alcune cosette: già al periodo di Visions of Storm chiesi a Peso, il battipelli della Necromorte con cui sono in contatto causa TrueMetal.it, di poter reinterpretare quel brano a cazzi miei e lui acconsentì con entusiasmo! E con altrettanto entusiasmo mi rispose quando sentì il risultato finale, tanto che quando fui avvisato tramite conoscenti di questa compilation io inviai la mia candidatura presentando il pezzo appena pubblicato e fu Peso a contattarmi per dirmi che voleva assolutamente quel pezzo sulla compilation! Non sai che onore, parliamo di un dei pezzi presenti nella mia Top 10 dei pezzi simbolo del metal estremo anni ’80! Ci terrei a sottolineare una cosa: il mio coinvolgimento in TrueMetal non centra un cazzo con il buon esito della mia proposta sulla compilation e mi son sottoposto al giudizio della loro etichetta come chiunque altro poi, ovviamente, il buon Peso ha insistito! Son contento che ad una leggenda come lui sia piaciuta così tanto la mia reinterpretazione.

Quindi adori i Necrodeath come me, ma ti piacciono ancora per quello che stanno creando adesso? E soprattutto sei riuscito a farti piacere Draculea? Ovviamente sì, io apprezzo un po’ tutta la loro produzione e delle cose recenti adoro soprattutto Phylogenesis e il coraggioso Idiosyncracy, davvero dei dischi con i megacazzi turgidi allo scopo di frantumare palle mosce a colpi di glande! Draculea giuro…ci credi che non ho mai capito se mi piaccia o meno? Certo però è che apprezzo quando un musicista prova a fare qualcosa di diverso, certo non sempre i risultati causano gioia bensì provocano diarree, ma nel caso di Draculea non mi è mai successo, quindi deduco che così schifo non mi faccia alla fine. E quando dico “diarree” intendo che alcuni dischi riescono davvero a procurarmele…ti giuro, NON STO SCHERZANDO!

Eppure a quella compilation di cover un ascolto l’ho dato. Conoscevo già gli ottimi Path of Sorrow, ad esempio, oltre agli storici Schizo e agli E-Force. È comunque un lavoro equilibrato, ovviamente la materia prima è di qualità sopraffina. Con quali dei gruppi coinvolti ti trovi più in sintonia? Hai fatto e/o ricevuto complimenti per il brano da te scelto? Partiamo dalla cosa più bella, i complimenti: sai, ho una one man band e secondo i luoghi comuni io dovrei essere terribilmente egocentrico, quindi devo tenere fede al mio personaggio! Sì, di complimenti per quel pezzo ne ho ricevuti parecchi, a mia sorpresa…cazzo è solo una versione in chiave hardcore di un pezzo della Necromorte! Wow allora si vede che non faccio così schifo nella vita, forse! Quello che creo può anche piacere alla gente e peccato che sono così brutto cazzo, altrimenti sarei pure uno scopapuledre in calore! (…no non sono sessista era solo una battuta in stile Blogthrower) Tra i gruppi coinvolti sono davvero in contatto solo con Daniele Armanini dei Septem, visti dal vivo qui in Puglia al Breaking Sound Metal Fest (…bravi ragazzi del Breaking Sound, ora non mi son dimenticato di citarvi, visto?) che tra l’altro mi ha rivelato di esser finito sulla compilation solo tempo dopo essermi messo in contatto a causa di un Live Report dell’evento in cui erano logicamente presenti anche loro. Poi tra i contatti vi sarebbe anche Arioch dei Malignance, che è stato anche l’autore di questa compilation e che successivamente mi ha rivelato di essere una mia vecchia conoscenza dell’ormai defunto forum di Black Metal Online… senza dimenticare i Necrodeath stessi, sono un buon amico di Peso sebbene ci sentiamo perlopiù via mail.

Hörnhammer è un po’ da “generatore automatico di nomi black metal”: è nato tutto per caso e/o per scherzo? Ora, dopo un paio di album, è diventato qualcosa di più serio oppure no? AHAHAHAHAHAHAHAHAHAH Dio Facocero questa mi ha steso! Mi ha steso perché è vera: cercavo un nome più possibile simile a Hellhammer, essendo un fan di Tom Gabriel Fisher, ma soprattutto gli Hellhammer per me erano divini, erano Blackened Punk con attitudine metal che per me è il massimo ed infatti non a torto sono considerati, da pochi purtroppo, come una delle prime band Metalpunk, se non la prima! Comunque occhio alla o a due punte, infatti il nome corretto è Hörnhammer, modificato dopo la dipartita di Zio Lemmy: a tal proposito registrai lo stesso giorno del decesso un pezzo tributo Hörnhammerhead che è in seguito divenuto un EP disponibile su Bandcamp al costo di un caffè! …e quanto all’altra domanda…sì, Hörnhammer è un po’ tutta la mia vita, come ogni altro mio progetto musicale che creo. Con Hörnhammer però ho un rapporto speciale perché, farò schifo al cazzo e sembrerò sdolcinato, ma è un pargolo nato quasi per scherzo che vedo crescere e migliorare giorno dopo giorno! Parliamo di un progetto nato per scherzo dopo mesi e mesi di registrazioni ad cazzvm di roba estrema e urla casalinghe! E non mi parlare di nomi a proposito che, davvero, non ho molta fantasia: pensa che il nome che uso, Geddon, deriva dal mio aver prelevato più o meno per caso il disco omonimo di Bathory ed aver coperto parte del titolo di “Armageddon” col pollice, il risultato era “…geddon”. Era il giorno in cui dovevo darmi un alter ego ma non sapevo quale, ma questo mi piacque subito, anche per via della particolarità della situazione in cui era nato, per di più proprio nel giorno in cui decisi di dare un nome al mio progetto e pubblicare qualcosa in rete.

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Hai sempre pensato che saresti stato solo tu a gestire tutti gli aspetti del progetto? Prima o poi potrebbe diventare un gruppo vero e proprio? Certo, ho DOVUTO farlo. Qui nel tarantino suonare è difficile ed intendo proprio a livello di possibilità di farlo, ed a ciò si va purtroppo ad aggiungere l’ego spropositato di alcuni musicisti che si credono chissà chi e fan cazzate, che perdita di tempo! Ho perso troppo tempo infatti con questa gente ed è una delle ragioni per cui volevo creare tutto e da solo in maniera valida, così ho seguito tutte le vie possibili per poterci capire qualcosa di ingegneria del suono. E poi sì, già da tempo sto anche pensando di coinvolgere alcuni conoscenti e portare Hörnhammer live ma…cazzo, qui nel tarantino i batteristi mancano! Il più figo di tutti è Rodolfo Russo, ex-Funeral Oration ed oggi nelle fila degli Assaulter (DIO FACOCERO, SUPPORTATELI) e Alldead (IDEM CON PATATE FRITTE), ma è una specie di Hellhammer (ora il batterista, non la band) del Metal di noi cozzari di Taranto & provincia, quindi credo proprio che non avrebbe il tempo necessario per stare dietro alle mie direttive ahahahah!

Se domani al mio risveglio, invece di andare a svuotare la vescica, avessi come unico desiderio e scopo quello di registrarmi un disco metal in camera mia, cosa dovrei fare prima di tutto? Prima di tutto ovviamente vai a pisciare… poi, una volta fatto, dovresti metterti a studiare, nel senso di fare esperienza facendo errori! Sembra una cosa assurda da dire, perché un qualsiasi stronzo ti direbbe che la prima cosa da fare è realizzare i propri sogni, suonare, volare con la fantasia…CAZZATE! Siate per le cose reali, rischiate, fate i vostri errori e cercate di capire PERCHÈ soprattutto agli inizi le vostre produzioni siano di così basso livello rispetto a quelle di alto livello commerciale che amate così tanto. Ed evitate di nascondere le vostre incapacità dietro abusi di effetti, la storia della produzione “grezza ma va bene così” perché sareste i primi a rimetterci! Oggi il pubblico è sommerso di musica ma soprattutto non è scemo (…vabbè, più o meno dai, dipende sempre da con chi hai a che fare), tutti creano musica di tutti i genere tanto che basta un pc ed una scheda audio anche integrata e potresti tranquillamente metterti su’ una workstation digitale per fare musica elettronica dal nulla, dall’oggi al domani! Ma agli inizi farai inevitabilmente schifo, anch’io facevo schifo e nessuno nasce imparato quindi sì, suonate, registrate ma cazzo, Dio Spazzino Dei Cessi Pubblici Sottopagato, PERFEZIONATEVI! E’ solo così facendo che capirete cosa vuol dire l’umiltà artistica. Riceverete commenti da hater da tastiera? Ma cosa cazzo ve ne frega, oggi su internet tutti son bravi a sparare cagate da dietro uno schermo, voi rialzatevi sempre e fate qualcosa di più coerente, magari imparando dai commenti costruttivi , che sono la cosa migliore di tutte. Non fate gli artisti frignoni incompresi, mica suonate Indie! Io stesso non creo chissà cosa, ma sono comunque anni luce avanti rispetto alle prime ciofecate che creavo: il punto sta tutto qui, evolvere.

Riesci a percepire un miglioramento tra i tuoi due album? O sono figli degli stessi momenti e delle stesse sessioni di registrazione? Hai altra roba nel cassetto? Ovvio che lo percepisco, anzi non per peccare in modestia perché piuttosto te lo scrivo per convinzione: Visions of Storm è venuto fuori esattamente come ce lo avevo in mente agli inizi… anzi, è addirittura migliore! Più compatto, più potente, più diretto! Al contrario non son mai stato troppo felice del risultato finale di Fog & Uproar, disco di debutto uscito lo scorso anno su Land of Fog Records, che in realtà altro non era che una raccolta dei primi brani Hörnhammeriani. …però cazzo, è anche vero che da qualcosa dovevo pur cominciare, altrimenti non evolvi. Per questo disco avevo in mente due album di riferimento, il primo è Strenght and Vision di Slavia, progetto del defunto Jonas Raskolnikov Christiansen, per me un vero Manifesto di un certo modo di concepire il Black Metal e di conseguenza la vita più che un semplice disco, oltre a Antitheist di Ad Hominem, uno dei miei progetti musicali preferiti e di cui per questo disco in particolare ammiro molto la produzione. Tipicamente adoro i suoi grezzi, in presa diretta, ma quel disco di Ad Hominem è davvero figo, quindi volevo creare una via di mezzo tra l’ultra-raw degli Slavia e la produzione pulita di quel disco dell’act di origine francese: per come la vedo io, mi sembra una buona via di mezzo. I miei dischi sono ovviamente figli delle stesse sessioni di registrazioni: spesso creo idee al volo mentre so che sto registrando un disco pensa, non ci perdo troppo tempo a pensare perché io agisco ahahahah! Semmai intervengo successivamente, dopo che lo scheletro è completo, allo scopo di aggiungere altri dettagli. …e sì, io ho SEMPRE roba nuova nel cassetto. Sono un disoccupato senza speranze ormai disilluso ed incurante delle cazzate di falsa ricrescita propagandate dai media italiani, quindi ogni volta che posso cerco di impiegare la mia rabbia registrando musica di qualsiasi tipo, soprattutto per Hörnhammer! Il terzo disco è già in lavorazione ma per finalizzare il tutto vorrei aspettare almeno un paio d’anni stavolta…

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Cosa pensi ti sia uscito meglio nei due album creati fino ad ora e cosa invece vorresti aver cestinato prima di pubblicarlo? Secondo te è importante l’autocritica? Sai…bella domanda! Come ti ho già accennato non ho mai apprezzato più di tanto Fog & Uproar, il disco di debutto, in quanto è venuto fuori veramente male secondo me, con molti brani disconnessi tra di loro come produzione, tanto che sembra davvero una compilation più che un disco vero e proprio. Sbagliai anche qualcosa nel mastering, infatti non riuscì a ricreare i volumi dei brani esattamente allo stesso livello ed alcune recensioni me lo fecero notare… per un fonico con aspirazioni e studi di ingegneria del suono è una bella botta eh? Ma non mi tirai indietro, quindi ho cercato di ricreare un mastering casalingo molto migliore, potenziando dove serve davvero i brani e livellando i volumi al medesimo livello…era ora! Quindi sì, riallacciandomi alla seconda domanda: certo che lo è,ognuno dovrebbe sempre rapportare il proprio lavoro a quello degli altri allo scopo di raggiungere risultati via via sempre migliori (potrai credere di essere il più bravo del Mondo in qualcosa, ma per quanto credi di esser bravo ci sarà sempre qualcuno più bravo di te in quella cosa, è normale), infatti io stesso come vedi tendo a criticare quel che faccio e di solito mi butto a terra perché non riesco mai a raggiungere i risultati sperati ahahahah…ma sai, è strano, con Visions of Storm proprio non ci riesco, giuro! Peccato che finora il disco non abbia goduto di alcun formato fisico: in verità gli accordi c’erano, ma la cara Razed Soul Productions ha deciso di chiudere i battenti senza farsi troppo sentire dopo 6 mesi di silenzi, quindi ora sono ancora alla ricerca di una label…forse l’ho trovata! Ma FORSE…e nel caso comunque la stampa del disco uscirà verso la primavera, sempre che tutto vada bene. Ecco, beccati questa esclusiva tutta Blogthroweriana.

E la critica? In fondo scrivi su Truemetal, sei abituato a opinare su tutto e su tutti, no? Non è quello che fanno i webzinari? Anche perché spesso leggo che i commentatori insultano pesantemente gli autori delle recensioni, senza manco aver ascoltato quello di cui si parla nel testo! Qui tocchiamo un tasto tanto, tanto dolente. Personalmente dico sempre quello che penso, non facendomi mai influenzare da nulla quindi cerco sempre un giusto equilibrio tra quello che è il mio valore personale e quello che sento sia il valore che effettivamente il disco merita ma, mannaggia alla porca puttana, è tutto fottutamente relativo! Io stesso non amo scriver recensioni perché non mi piace fare il giudice dell’arte di qualcun altro… o mi piace o non mi piace però, poi, in effetti penso a cosa ci potrebbe essere in mezzo a questi due estremi, quindi per creare una recensione parto sempre da questo concetto. E solo così in effetti riesco a farmi piacere quel che faccio: una recensione altro non è un’analisi più obiettiva possibile tra un Mi Piace (non quelli di Facebook…) e un Non Mi Piace, relativamente ad un’opera artistica o prodotto, come cazzo vuoi lo chiami. Sulla critiche a prescindere…cazzo Frank, mi costringi a dire cose molto cattive ahahahah! Io stesso ho commesso errori nelle recensioni in passato, ma era tutta inesperienza, quindi mi scuso con quei poveracci… ne han fatto le spese ma credimi, non mi piace MAI recensire negativamente un disco e, se proprio devo farlo, mi piace spiegare soprattutto il PERCHÈ quel disco risulta oggettivamente una opera non certo memorabile e sempre ammesso che sia in grado di farlo, perché altrimenti se non ci riesco ammetto i miei limiti e getto la spugna, non recensisco proprio un cazzo e sto più in pace con me stesso e con la band in questione. Nonostante tutto non credere, mi son comunque beccato una bella sfilza di critiche ed insulti, sia in “eccessi” (a detta dei lettori) in senso negativo che positivo…vai a vedere la mia recensione di Parthenope di Scuorn e fatti conquistare dalla pochezza di alcuni commenti, atti più che altro a screditare la mia analisi, oltre che critiche a prescindere e non solo in quel caso! I commenti di quest’ultimo tipo, invece, son frutto del populismo che oggi ha investito tutti gli ascoltatori di musica, la rabbia dell’arrivismo facile e voglia di rivalsa fasulla che accomuna un po’ un certo tipo di pubblico: “Ehi, tu chi cazzo sei per scrivere mentre io no? Brutto recensore, sei uno snob del cazzo, scendi dal tuo trono! Scendi al livello del popolo metal, montato di merda che non sei altro!”…e poi scopri che io, come tutti, non prendo un soldo da quel che faccio anzi mi espongo a dei rischi, sia derivanti dal rischio del possesso di copie promozionali pesantemente protette in quanto distribuite prima della data di uscita ufficiale (sai, potrei anche finire in prigione per pirateria con tanto di multa salatissima in caso qualcuno mi fregasse qualcosa), sia di critiche ad cazzvm: lo sai che qualcuno ammette di conoscere il mio indirizzo di casa e che pertanto ha promesso di menarmi di brutto? Strano, sono ancora vivo ahahahahaha! Leoni da tastiera del cazzo! Io ancora non mi spiego certi comportamenti da rivalsa popolare… non credo al motto “Brothers of Metal”, almeno ogni volta che leggo cose del genere… guarda ad esempio che caos han creato certi personaggi in merito al Colony Open Air…altro che “Fratelli del Metallo”, gente come voi spara solo merda per cercare invano di riempire con essa un vuoto che nella loro vita, così facendo, mai si colmerà! Il problema non è internet quanto COME lo si usa, come sempre, e ciò vale per ogni mezzo che vi viene fornito.

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Senti, che ne pensi del conflitto di interessi? Potrebbe esistere su Truemetal la recensione di un tuo disco senza che si possa pensare “ehi, non poteva mica criticarlo, è un suo collega”? Penso che la propria arte possa non piacere a tutti quindi logicamente ognuno, staff di TrueMetal compreso, è libero di farsi una opinione il più personale possibile in merito ad una qualsiasi opera artistica, che sia mia o meno. Da qui appunto il mio discorso sul difficile compito del recensore di cui sopra: non è affatto facile scrivere una recensione, ma molti credono che sia solo la voglia di qualche nerd dall’ego frustrato di sedersi su un trono giusto per sparare oro o merda a seconda dell’umore della giornata ed auto elevarsi senza alcun merito a critico del cazzo altrui! No, non è affatto così! Oggi di recensioni se ne scrivono molte, in molti, ma spesso di professionale e criticamente costruttivo trovo ben poco, solo parole spicciole. Per quanto mi riguarda Visions of Storm potrebbe anche prendere 30/100 su TrueMetal se un mio collega avesse delle ragioni valide per poterlo pensare e, logicamente, ben esposte. Ma non sempre le due cose sono ben strettamente collegate, anzi…ovviamente il mio è un discorso generale.

Hai contattato centinaia di etichette per avere una meritatissima pubblicazione su formato fisico del tuo ultimo album. Le risposte sono state molto negative. In particolare ci sono state molte richieste particolari, nel senso che TU avresti dovuto pagare le etichette. Ovviamente non voglio nomi, ma solo capire come è possibile. Eppure sentendo tanti altri musicisti è così ovunque. Spesso è così: per contratto il gruppo “compra” dall’etichetta i suoi cd e sarà costretto a rivenderli per non rimanere col cappio al collo e diverse centinaia di euro di debiti, quando va bene. Prima ho accennato alla label Razed Soul infatti…dopo un ottimo approccio iniziale dove nemmeno mi ha chiesto dei soldi per produrmi il disco, il tipo è divenuto di colpo molto sfuggente e molto, molto poco trasparente e giuro, non ci ho capito più un cazzo. A pensarci bene è l’esatta riproduzione della mia ultima relazione amorosa terminata pochi giorni fa ahahahah! In tutto, ne ho contattate ben 400, e tutto da solo, per di più in una sola settimana o poco più: giuro, dopo tale periodo ero praticamente SFINITO. Molte label portoghesi mi han mandato a cagare con offese molto pensanti, altre mi han dato dello spammer di merda, molte altre non mi hanno mai nemmeno risposto. Il fatto del pagamento invece, in realtà funziona così: oggi come ben sai il mercato è inflazionato quindi le etichette preferiscono salvare qualcosa dei propri fondi allo scopo di poter sostenere i costi di stampa, quindi chiedono una piccola percentuale al potenziale interessato, che ovviamente viene ripagato con un certo numero di copie del disco, da rivendere eventualmente tra il proprio e-shop ufficiale oppure ai classici banchetti dei concerti, ad un costo ovviamente superiore a quello sostenuto quindi, se ogni copia la tua label te l’ha fatta pagare 2 o 3€, tu la rivenderai a 10€. E francamente non riesco a dar contro a questo sistema, per chi lo fa in maniera onesta ovviamente (qui l’onestà è direttamente proporzionale alla cifra richiesta e se la stessa include anche la promozione a livello mondiale, altrimenti a quel punto tanto vale stamparsi il disco da soli): mi metto nei panni di un gestore di una qualunque etichetta mondiale e penso, bestemmiando il Porco Dio, che ogni mio investimento si potrà rivelare un potenziale fallimento, quindi il rischio di dover poi svendere quella tua intuizione che pensavi avrebbe venduto tanto al costo di 3€ dal tuo e-shop ufficiale dopo anni di attesa invenduta è sempre alto. Molte etichette poi, si propongono già dagli inizi come “Pay For Publishing” quindi sono a loro modo oneste. Certo, io sono un mezzo poveraccio e togli pure il mezzo, ma anche per questo non riesco a criticare questo metodo, basta che sia specificato in chiaro sin dall’inizio altrimenti si fa la figura dei furboni…

Il futuro non è fatto per i dischi fisici? Il digitale ha vinto. Anzi, lo streaming ha vinto, l’mp3 è moribondo. Prova a cercare lettori mp3, sono sempre più rari. Cosa ne pensi? Ti metto alla prova: cerca di convincere un collezionista di dischi e cassette che è meglio un file digitale. Sì, il futuro non è fatto per i dischi fisici e la gente deve capirlo al più presto, ma non in una maniera così drastica. Supporti come Compact Disc, Musicassette, Vinili hanno ancora senso di esistere solo che, Dio Babbano, i rispettivi lettori nessuno li produce più a momenti! Come cazzo vuoi arrestare il fenomeno del digital download se poi alla fine smetti di produrre i lettori adatti? E’ un fottuto, stramaledetto controsenso! Tali supporti sono, ovviamente, ridotti ad un mero oggetto da collezionismo mentre la massa è per il download a pagamento. Il formato Compact Disc poi, secondo me è davvero pessimo. Il Compact Disc ha delle ampie limitazioni in termini di dinamica che non si possono assolutamente evitare causa natura e limiti intrinseci del supporto stesso: solo 16bit di dinamica il che corrisponde a 96dB al posto dei 24bit cioè144 dB di dinamica se non ricordo male, tipico di molti venditori di musica in formato “liquido”. Un altro limite è dato dalla frequenza di campionamento: 44,1 KHz è una frequenza obsoleta, mentre i files digitali possono anche essere esportati ed ascoltati fino a ben 192KHz, il che significa un maggiore numero di dettagli. Certo, alla fine son tutte seghe, io stesso prendo queste cose con le pinze, ma una spiegazione me l’hai chiesta tu! E non dimentichiamo il fenomeno del Disc Rot tipico dei Compact Disc, il che si deduce in un sicuro deterioramento del supporto fisico a prescindere dalla sua quantità di utilizzo. Cosa diversa per vinili e musicassette: l’analogico è davvero inimitabile, è imprevedibile, è più “reale” anche se ha comunque i suoi limiti, soprattutto in ambito di fragilità e degradabilità del supporto stesso, perché nulla dura per sempre, compresa la vita umana. Però d’altro canta parliamo di un sistema che presenta anche una maggiore escursione dinamica dei suoni rispetto alla controparte digitale su Compact Disc, dato che la forma d’onda segue la sua forma naturale e non deve poi adattarsi alla schifosa logica dei bit. Il vero passo in avanti sarebbe un formato fisico futuro che permetta supporti fisici con dinamiche e frequenze di campionamento superiore, il che significa maggiore qualità della musica ascoltata. Bisognerebbe anche migliorare la resistenza al deterioramento. Fino a che questa nuova via non sarà stata inventata ci sarà il Digital Download, sistema che apprezzo e stimo nonostante sia un collezionista di dischi anch’io. E non dimentichiamo che sistemi come Bandcamp & derivati permettono di far ascoltare e acquistare la tua musica a gente davvero da tutto il Mondo, anche e soprattutto proveniente dai Paesi più bistrattati del fottuto pianeta, posti dove sicuramente la distribuzione discografica di qualunque tipo è del tutto inesistente. Questo questa via è per ora il futuro, o meglio la via più veloce per espandere le proprie possibilità di promozione mentre il resto è composto solo da discorsi per vecchi nostalgici. Il file digitale non si deteriora di per sé, semmai si deteriora il lettore, ma il file in sé rimane intatto e devi solo cambiare il lettore. La prova resistenza come vedi è vinta a mani basse. Al massimo imprechi i Santi Del Cazzo quando la connessione internet non va e non puoi scaricare il tuo acquisto! Io stesso pago per scaricare da Bandcamp e la cosa mi crea molta, molta soddisfazione in quanto sto comunicando all’artista, così facendo, che apprezzo la sua arte oppure all’etichetta che stimo la sua produzione e il suo intuito, senza intermediari. Non sottovalutiamo anche questo grandioso aspetto. La musica è essenzialmente un rapporto tra creatore ed ascoltatore, tra artista e pubblico: semplificare le metodologie di contatto tra le due fazioni con sempre meno intermediari è davvero una possibilità con molte idee vincenti. E comunque da Bandcamp puoi anche acquistare formati fisici e spesso, in automatico, hai il Digital Download a vita. Viva Bandcamp, Porca Puttana e smettetevela di lamentarvi!

Hanno ragione quelli che dicono “faccio musica solo per me stesso” o è solo una cazzata enorme, che emerge nel suo colorito marrone scuro appena la musica è pubblicata? Insomma, ci sono tanti cassetti in cui tenere le proprie opere “per se stessi”! E questo vale anche per le recensioni, per questa intervista e questo blog: siamo bisognosi di attenzione come dei randagi abbandonati in balia della vita e in attesa di qualche osso da spolpare? Bellissima domanda, cazzo! La verità l’hai appena detta tu, sebbene parziale, cioè “siamo bisognosi di attenzione come dei randagi abbandonati”. Sì, perché l’artista è un cane rognoso ed egocentrico, sempre a disagio con il Mondo. L’artista fa prima di tutto le cose per se stesso nel senso che vuol sputare fuori il proprio io nella maniera a lui stesso più congeniale possibile, ma spesso vi è gente che si spaccia come tale quando in realtà pensa solo a vendere e , purtroppo, esiste anche nel cazzo di Metal. Per me gli “ossi da spolpare” sono le soddisfazioni che ti dà il vedere qualcuno che apprezza una tua opera, anche solo avendola ascoltata in streaming, però la verità è che produrre musica ha dei costi da sostenere per cui ricavare dei guadagni anche solo per rientrare in tali spese potrebbe essere gratificante. Chi dice di far musica solo per sé stesso mente, perché la musica è in primis un’urgenza, un bisogno di comunicazione, quindi questa frase è errata anche solo partendo da questo concetto e se davvero la musica è per se stessi come dici te tanto vale tenerla chiusa nel proprio cassetto . Chi fa musica la vuole vendere e spesso vuol anche fare qualcosa di alternativo per poter vivere, ma oggi purtroppo non è più possibile causa cambiamento del mercato: o sei un artista o sei un pupazzo, che cazzo vuoi essere? Scegli, è come in Matrix, io sono Morpheus e stringo nelle mie mani rispettivamente una pillola rossa e una pillola blu: tu cosa cazzo scegli, Neo? Un artista è in automatico un sopravvissuto, un disagiato: chi ha sin da subito soldi e fama non è un vero artista, ma solo un raccomandato del business. E ripeto, tipi del genere ci sono anche nel Metal. Vuoi far soldi? Allora diventa il nuovo Justin Bieberon e comincia e far colare le vagine precoci delle quattordicenni! Vuoi fare arte? Preparati a sudare! Appena pubblichi musica non vuoi solo far ascoltare quel che caghi, ma anche e soprattutto venderlo! Meno ipocrisia farebbe bene a tutti, infatti io son qui per far promozione al mio disco ed infatti vorrei venderlo perché, cazzo, sono un musicista e come tale devo pagare anch’io le bollette. Fate un giro sul mio Bandcamp, basta anche una opinione ma se magari apprezzate acquistando sarebbe meglio, alla fine si tratta solo di fare un’offerta paragonabile al costo di una birra!

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