Intervista ai Witchunter (heavy metal, Italia)

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Non ho mai trattato un gruppo così classico su Blog Thrower, ma da quando ho scoperto i Witchunter per me è stata una mezza rivoluzione. Mi hanno scombussolato l’estate, prima con i loro due album (Crystal Demons del 2010 e Back On The Hunt del 2016), poi con l’allucinante esibizione dell’Agglutination. Volevo farveli conoscere, ecco tutto. Volevo farvi capire come anche uno che non ascolta abitualmente heavy metal vecchia maniera può rimanere scottato da certe canzoni e certi picchi di foga luciferina. La parola a Federico “Ace” Iustini, chitarrista. [F]

Ci sono tanti Witchunter nel mondo del metallo. Perché dovremmo ascoltare proprio voi, quelli di Martinsicuro? Ognuno ascolta ciò che ritiene opportuno. Detto ciò, ascoltare la nostra proposta musicale significa scegliere di ascoltare HEAVY METAL inteso alla vecchia maniera, vissuto con sincerità, eccitazione, autenticità e passione viscerale. Se si è alla ricerca della moda del momento, di futili e sterili sperimentazioni o di band dalle palle mosce consiglio di virare su altri orizzonti.

Avete esordito con una demo di quattro pezzi esattamente dieci anni fa. Perché nei dischi successivi avete ripreso solo il brano che porta il vostro nome? È un vero e proprio inno, impossibile resistere alla sua carica! Innanzitutto grazie. Siamo molto legati a questo brano.. esso rappresenta la nostra prima composizione e ha caratterizzato le prime acerbe prove che effettuavamo all’inizio del 2007 nella nostra sala, dove tutto è nato. Abbiamo scelto di riprendere esclusivamente Witchunter nelle seguenti uscite per preservare il valore del Demo.

Noto che molti ascoltatori aspettano il primo passo “serio”, svalutando la fase demo di un gruppo. Meno bello è che lo facciano anche le webzine. Anche voi siete stati trascurati o rimandati con la frase “tornate quando avrete un disco intero”? Sinceramente no, anzi… il Demo ha suscitato fin da subito grande interesse e ancora oggi, nonostante sia sold out ormai da molti anni è molto richiesto. Ci ha dato modo di farci conoscere nella scena underground senza troppe difficoltà e per noi ha un grande valore, dal punto di vista affettivo ed artistico.

Come vi siete accoppiati coi Witchcurse per la stampa in vinile dei vostri primi brani? Li avete scelti voi o ve li ha proposti l’etichetta di allora? Loro si sono fermati un po’ di tempo fa purtroppo. I Witchcurse sono stati proposti dalla Heavy Forces Records tedesca che in seguito all’ascolto del nostro Demo ci ha contattato al fine di ristamparlo su vinile aggiungendo qualcosa di inedito… rappresentato in questo caso dal brano Louder and Faster presente esclusivamente su quella determinata uscita. L’intenzione dell’etichetta, allora, era quella di fare uno split con due band legate alle sonorità del metal inglese ed in particolare alla NWOBHM… da questo è nato lo split Defenders of the Past.

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Chi sono questi “demoni di cristallo” che danno il titolo al vostro primo album? Il titolo è in parte legato ad alcuni aspetti ed episodi della mitologia Maya, della quale il nostro cantante Steve Di Leo in quel periodo stava leggendo alcune cose. Parlo di sola ispirazione in quanto l’intera tematica è stata trattata non in maniera approfondita e condita da demoni, Heavy Metal, tematiche oscure e vita di tutti i giorni… come siamo soliti fare.

Pensate di esservi distinti dai tantissimi gruppi passati sotto My Graveyard Productions? Hai capito perché ha chiuso? Con voi come si è comportata? Con la My Graveyard Productions abbiamo avuto un buon rapporto che ha portato alla stampa da parte dell’etichetta della versione in CD del nostro primo full-length Crystal Demons. Ritengo che le ragioni della chiusura della label non siano un aspetto da sottoporre al mio giudizio; sicuramente, come in tutti gli ambiti lavorativi, ci saranno state delle scelte, ragionamenti e valutazioni prima di scegliere l’opzione della chiusura. Per quanto riguarda il tema della “distinzione” o meno da altre band, estendo questa tematica non solo alle band della My Graveyard, ma in generale a molte delle band fanno parte di questo “nuovo movimento” legato alle sonorità Heavy Metal tradizionali. Ho la presunzione e l’orgoglio di affermare che nel bene e nel male, come Witchunter siamo riusciti a sviluppare, seppur in un contesto chiaramente derivativo per sua natura, un sound personale e riconoscibile e di questo ne vado orgoglioso.

Il 2011 è stato un anno molto importante per la vostra carriera perché sono usciti in vinile sia Crystal Demons (High Roller Records), sia un 7″ dal vivo intitolato Alive in Europe. Parlami del vostro rapporto con questo formato: è il top per il vostro genere? Si, il 2011 è stato un anno molto importante per noi.. per la ragioni da te espresse ma anche per il tour europeo che abbiamo intrapreso sotto la guida della tedesca Iron Bonehead Records, in compagnia di Baphomet’s Blood e Ketzer. In effetti il formato in vinile è ciò che, almeno personalmente, preferisco. E’ sicuramente il formato che suscita in me più emozioni… fu davvero particolare vedere, ascoltare e “toccare” per la prima volta un vinile sul quale erano impresse le idee, il credo e il lungo lavoro della band. Sembra una cosa banale, ma ho un ricordo indelebile di quel momento.

Dove avete registrato i brani di Alive in Europe? La accoppiata che ha griffato l’uscita è degna di grande attenzione: i re dell’estremo di Iron Bonehead si sono alleato con la pugliese Blasphemous Art! A quel punto avrete di certo pensato “Blasphemous Art è il posto giusto per il prossimo album!”. I brani presenti su Alive in Europe sono stati registrati durante il tour European Speed Metal Blasphemies del 2011 di cui ho parlato nella risposta precedente, precisamente nello show di Rostock in Germania. Ci siamo chiaramente trovati benissimo con entrambe le label che hanno contribuito alla realizzazione di questo EP. Per quanto riguarda la collaborazione con la Blasphemous Art Records ci tengo a sottolineare che essa secondo me ha rappresentato e rappresenta tuttora per entrambi i versanti una grande fortuna. Mi spiego meglio. Al di là dell’amicizia fraterna che caratterizza il rapporto tra me e Antonio Urso, boss della label, affermo con sincerità che lavorare con la Blasphemous Art Records è estremamente stimolante poiché si ha a che fare allo stesso tempo con un maniaco del Metal ed un professionista. Passione, autenticità e grinta si fondono con attenzione per i particolari, competenza e disponibilità… siamo totalmente soddisfatti di questa collaborazione e di certo non è finita qui.

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Dopo Crystal Demons cosa è successo? Sei anni non sono stati pochi per regalarci un successore. La vita ha deciso di tenervi impegnati in altri modi? La band è sempre rimasta in attività ma purtroppo in quei determinati anni alcuni frangenti riguardanti la sfera lavorativa e personale di un po’ tutti i membri della band ci hanno limitato sulla produzione di nuovi lavori in studio.

Salto la domanda che di solito faccio ai gruppi più leggeri che ospito sul blog. Non ti senti sicuramente fuori luogo nel metal estremo perché tu hai suonato nel primo e unico brevissimo EP dei Bestial Evil! Come è nata quell’esperienza? Avremo un seguito? Che ne pensano gli altri Witchunter? Tengo molto alla mia collaborazione nel progetto Bestial Evil in quanto esso nasce dalla fraterna amicizia di coloro che ne fanno parte ed è una delle testimonianze di ciò che rappresenta il Metal Club “Metal and Hell”, fondato dagli stessi componenti della band. Un progetto che ha avuto una grandissima risonanza nel mondo estremo underground e del quale sono orgoglioso. I Bestial Evil sono da intendersi, almeno allo stato attuale, come un progetto limitato all’attività in studio… ci sarà prima o poi un’apparizione live? Un altro lavoro in studio? Al momento sono sincero non lo so; solo il tempo ci potrà dare delle risposte in merito. Per rispondere all’altro tema da te inserito nella domanda, i Bestial Evil rappresentano un side project che di certo non ha influito sul normale andamento dei Witchunter proprio per le sue caratteristiche intrinseche prima citate.

Una parentesi. Poiché nei Bestial Evil ci sono anche due dei Blasphemophagher, ci potete dare notizie su di loro? Torneranno prima o poi? La speranza non muore mai qui su Blog Thrower! Ahahahaha… sono un grande fan e amico dei membri dei Blasphemophagher, alcuni dei quali sento settimanalmente. Piacerebbe anche a me… ma non sono la persona adatta a rispondere a questa domanda. Cult of Nuclear Hell never dies!!!

Avete ricevuto critiche o feedback degni di nota? I miei due cents: a parte qualche punto in cui il cantato era un po’ troppo sopra le righe e a parte The Breath Of Satan, che si allunga un po’ troppo, il vostro debutto è un bel disco! Direi che Crystal Demons ha avuto un ottimo responso sia da parte del pubblico che da buona parte della critica. E’ il nostro primo full e sono molto legato a questo lavoro. Esso rappresenta al meglio come suonavamo in quei determinati anni e quelle che erano le nostre idee all’epoca, che di base, per molti aspetti, rimangono vicine a quelle attuali.

Back On The Hunt è diverso da Crystal Demons perché vi hanno fatto notare dei punti poco performanti del vostro esordio oppure era già tutto stabilito, avete subito capito dove intervenire? Nel momento in cui mi appresto a comporre e lavorare su una nuova uscita la sfera impulsiva, emozionale e artistica prevale di gran lunga sulla sfera razionale, che di certo fa anch’essa la sua parte nella realizzazione di un disco. Principalmente comunque cerco di trasmettere con autenticità la mia idea di musica, senza curarmi troppo di critiche, mode del momento e senza fare raffronti ed analisi con i lavori precedenti che hanno una loro determinata storia a parte.

I miglioramenti sono enormi, da ogni punto di vista. Avete impressionato praticamente chiunque abbia assistito alla trasformazione rispetto alla vostra precedente esperienza discografica del 2010. Oggi, nel 2018, riascoltando Back On The Hunt, pensate che sia ancora impeccabile o ci sono dettagli che oggi suonereste in un altro modo? Ogni musicista riascoltando un album negli anni pensa in realtà a qualche variazione, arrangiamento diverso… è normale. Ma detto questo sono convinto che la bellezza di un album, se fatto con il cuore e non semplicemente e solo con la testa, sia rappresentata anche dal fatto che esso, come ho detto precedentemente, testimoni le idee e le caratteristiche della band in quel determinato momento. Sono davvero fiero di questo lavoro che simbolicamente rappresenta appunto il nostro “ritorno a caccia” in ambito di lavoro in studio.

Ai Mara’s Cave è nata una perla dell’estremo come Overwhelming Chaos degli Uncreation, vostri compagni d’etichetta da me intervistati qui, così come Back on The Hunt. Vi sentite valorizzati da uno studio di registrazione che trasuda qualità da tutti i pori? Assolutamente si e tra parentesi sono d’accordo con te nel giudizio dato agli amici Uncreation, davvero un bellissimo album fatto con le palle. Tornando al rapporto con il Mara’s Cave la collaborazione con Manuele Marani è stata costante dalle registrazioni di Crystal Demons fino ad oggi. Anche se le registrazioni di Back On The Hunt e del futuro split Witchevil Attack! sono avvenute nel Desaster Studio nel nostro chitarrista Chuck Verdecchia, il tutto è avvenuto sotto la supervisione di Manuele che ha impostato i lavori iniziali e si è occupato anche della revisione finale e del mastering. Manuele è davvero un grande, dal punto di vista personale e professionale e ha avuto il grande pregio di capire e comprendere esattamente, anzi in alcuni casi di migliorare, ciò che avevamo in mente. Sicuramente un valore aggiunto per la band.

Altro punto in comune con gli Uncreation è una copertina disegnata da quel mostro di bravura di Paolo Girardi. Prima di ascoltare l’album, alla luce di quello che eravate in Crystal Demons, temevo non fosse adatta alla vostra musica, ma mi sono ricreduto dopo pochissimo! Sono importanti le immagini per un gruppo come voi? Se sì, siete soddisfatti di come è uscita fuori la copertina del vostro primo full length? Ci tengo molto alle copertine e ritengo che esse siano parte integrante di un album. Le prime sensazioni scaturiscono proprio dalla cover di un disco e quindi senza alcun dubbio questo aspetto appare fondamentale almeno ai nostri occhi. I primi lavori relativi alle nostre cover, come il Demo e Crystal Demons, sono stati curati da Arturo Iustini, boss dell’Heavy Metal Night e ci sentiamo molto legati ad esse. La copertina del demo ad esempio risale ad un disegno fatto negli anni ‘80. Per quanto riguarda la nostra collaborazione, passata, presente e sicuramente futura con Paolo Girardi che dire… mi sento onorato di avere la possibilità di collaborare con uno dei più grandi artisti contemporanei nel mondo dell’arte. Un’artista autentico ed incredibilmente talentuoso, un metallaro, un combattente e davvero una persona straordinaria e fuori dal comune. Anche Paolo ha avuto il pregio e la capacità di comprendere a pieno i nostri spunti e idee trasportandole nel suo “mondo” e valorizzandole al massimo.

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La vostra prossima uscita consiste in uno split EP assieme ai Blackevil in cui interpretate un pezzo ciascuno dei Mercyful Fate. Nel vostro caso la seminale Curse of The Pharaohs. Spiegami perché un ascoltatore dovrebbe comprare quello che sulla carta è solo un disco di due cover. La tua descrizione non è esatta in questo caso. [Ahi ahi, perdonami, mi ha fuorviato la descrizione che ho letto in qualche post suFacebook!] Questo EP presenterà due inediti ed una cover per ogni band. Nel nostro caso come giustamente da te sottolineato, Curse of the Pharaohs dei Mercyful Fate mentre i Blackevil proporranno una cover di un’altra band, che non hanno ancora reso noto pubblicamente. Detto questo consiglio chiaramente di acquistare Witchevil Attack! per la presenza di due band che, seppur in parte diverse stilisticamente, sono contraddistinte da passione, autenticità e qualità verso ciò che propongono. Inoltre ad arricchire questa uscita, la presenza di pezzi inediti, la straordinaria copertina di Paolo Girardi e l’eccellente package proposto sugli ormai consueti standard della Blasphemous Art Records.

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Avete inciso cover di Tygers of Pan Tang, Tank, Led Zeppelin e Thin Lizzy. Ora Mercyful Fate. Vi siete mantenuti sul sicuro, insomma. Non siete di quelli che tirano fuori le chicche sconosciute, come mai? In realtà, soprattutto in sede live, abbiamo spesso proposto cover inusuali legate alla NWOBHM o in generale al metal europeo come Hugly Strung degli Chateaux, Monster of Rock dei Gotham City, Dutch Connection dei Jaguar… per ragioni non particolari questi brani non sono stati mai incisi da noi per un album in studio, forse lo faremo nel prossimo futuro. Per quanto riguarda Achilles Last Stand devo dire che nonostante la popolarità del brano e della band di riferimento, non ha rappresentato di certo una sicurezza. La difficoltà tecnica del brano e la sua storicità ne hanno imposto davvero tanta attenzione e lavoro… è stata dura, forse un rischio, ma ritengo il risultato finale un successo. Davvero una grande soddisfazione per un risultato secondo me non scontato e non da tutti.

Ma gli Iron Maiden? C’è bisogno di andare ai loro concerti per la centesima volta, quando ci sono i Witchunter carichissimi e in forma, assieme a mille altri gruppi, mentre l’ultimo disco veramente bello di Harris e compagnia risale a quando c’erano ancora le lire? Sì, credo che ci sia ancora bisogno di andare ai concerti dei Maiden, come di altri mostri sacri… e spero ancora per molti anni. La storia non si cancella e nel loro specifico caso ancora si percepisce con forza la carica, l’energia e la classe fuori dal comune che contraddistingue questo tipo di band. Quindi lunga vita a chi vive l’underground con grinta, sincerità, qualità e determinazione, ma lasciamo stare alcune band che vanno davvero oltre ogni critica, giudizio e umana concezione.

Ad agosto siete stati all’Agglutination: ci tornereste? È stata un’esperienza utile per la vita dei Witchunter? Assolutamente si. E’ stato davvero emozionante poter partecipare a questa manifestazione, uno dei festival più longevi della nostra penisola, dove abbiamo percepito la forte passione che lo alimenta e dove abbiamo ricevuto davvero tanto affetto e supporto durante e dopo lo Show. Siamo fieri dello SHOW proposto. Uno concerto vissuto con eccitazione, passione, determinazione… nel quale in trenta minuti abbiamo mostrato e cercato di trasmettere l’anima della band on stage. Un’esperienza che non dimenticheremo.

Se vi dicessero che suonate musica preistorica per ascoltatori preistorici, come rispondereste a questa affermazione? Preferirei il termine giurassico… adoro i dinosauri. HELL FOR LEATHER!!!

ACE

2 pensieri su “Intervista ai Witchunter (heavy metal, Italia)

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