Intervista ai Witchunter (heavy metal, Italia)

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Non ho mai trattato un gruppo così classico su Blog Thrower, ma da quando ho scoperto i Witchunter per me è stata una mezza rivoluzione. Mi hanno scombussolato l’estate, prima con i loro due album (Crystal Demons del 2010 e Back On The Hunt del 2016), poi con l’allucinante esibizione dell’Agglutination. Volevo farveli conoscere, ecco tutto. Volevo farvi capire come anche uno che non ascolta abitualmente heavy metal vecchia maniera può rimanere scottato da certe canzoni e certi picchi di foga luciferina. La parola a Federico “Ace” Iustini, chitarrista. [F]

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Qualche parola d’amore e di metallo sul XXIV Agglutination Metal Festival, Chiaromonte 19 agosto 2018

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Ogni anno, una mattina d’agosto, un metallaro si sveglia con il cruccio di dovere (o è più un volere?) scrivere un’introduzione al resoconto dell’Agglutination. Col vostro permesso, vorrei tenermi leggero e concentrato sui gruppi, i veri protagonisti, quindi vi lancio qualche punto chiave del pre-ventiquattresimo (VENTIQUATTRO EDIZIONI, ditelo con me, è monumentale come concetto): previsioni meteo che definire nefaste è un eufemismo, tanta eccitazione come al solito e un viaggio d’andata a Chiaromonte in cui ho constatato la divergenza abissale tra la Lord of All Feavers & Plagues di Altar of Madness e quella di Entangled in Chaos. Non c’entra un cazzo col festival, direte voi: e no, è stata invece una rivelazione utile per concludere il paragrafo introduttivo che altrimenti sarebbe stato esattamente uguale a quello delle altre sei edizioni a cui ho partecipato.

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Lucanian skills: l’arte di sovrapporre gli Yawning Man all’Agglutination

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Da qualche mese tutti sanno che a Chiaromonte, tra dieci giorni esatti, si terrà la ventiquattresima edizione dell’Agglutination Metal Fest, con gruppi che tendenzialmente mi piacciono tutti: Rome in Monochrome, Circle of Witches, Ad Noctem Funeriis, Witchunter, Necrodeath, Folkstone, Pestilence e Death SS. Tenendo conto di come un fest ben più ambizioso e altisonante come il Colony Open Air (con Abbath, Dark Funeral, Taake, Carpathian Forest, Venom e tanti altri) sia andato letteralmente con le gambe all’aria appena prima della seconda edizione, capite come la costanza e la consapevolezza dei propri mezzi sia da sempre il punto di forza della rassegna di Gerardo Cafaro.

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