Le dimensioni del mio caos: Chaos Echoes, Chaos Moon, Chaos Invocation

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Patterns in Chaos, Kerrie Warren

Siete delle persone aride se non vi ha mai affascinato il concetto di caos. Tra l’altro leggendo in giro si scoprono tante cose. Tipo che <<la parola non aveva l’attuale connotazione di “disordine” che si ritrova nella parola d’uso comune “caos”, il termine greco antico “Chaos” viene reso come “Spazio beante”, “Spazio aperto”, “Voragine” dove indica, nella sua etimologia, “fesso, fenditura, burrone”, quindi simbolicamente “abisso” dove sono “tenebrosità, oscurità”>>. Grande Wikipedia, batti cinque! Siamo arrivati già al baratro metallico dei tre gruppi di cui vi voglio parlare oggi, che hanno il caos talmente dentro che ce l’hanno pure nel nome. Ok, non sarà prova di grande fantasia, direte voi, ma la compensano nella loro musica, credetemi. E scusatemi per la citazione fuorviante, è che questi qui il caos ce l’hanno grosso e nodoso.

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Acherontas – Amarta (Formulas of Reptilian Unification part II), [World Terror Committee] 2017

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Per ogni Inferno che diventa intellettuale, c’è un Acherontas che inaspettatamente volge il suo sguardo verso gli anni Novanta e le basi del genere. Meno intermezzi, meno atmosfere lente e occulte, meno complessità: Amartas sarà anche collegato con Ma-Ion in quanto entrambi componenti le Formulas of Reptilian Unification, ma che divergenza!

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Medico Peste – Herzogian Darkness (World Terror Committee) – 2017

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Momento incredulità. Non mi capaciterò mai di come si possano spendere ancora oggi ore e fiumi di inchiostro virtuale nel raccontare per la milionesima volta dei Gorgoroth che prendono Gaahl, di Demonaz che smette di suonare causa tendinite con gli Immortal e dell’arrivo di Mortuus al posto di Legion nei Marduk, quando escono album come Herzogian Darkness.

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Acrimonious – Eleven Dragons (World Terror Committee) 2017

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È sicuro che parlando di black metal greco vi parleranno dei Rotting Christ, è probabile che vi diranno degli Acherontas come attuali alfieri della scena, ma non penso che ci sarà qualcuno che andrà dritto sugli Acrimonious. Perché in fondo il black di quella zona è epico, molto particolare, e quindi chi se ne distanzia e va verso il sound scandinavo non è subito accostabile a quella scena. Ciò non toglie la assoluta qualità di certi gruppi come i Thy Darkened Shade e gli stessi Acrimonious, che in comune hanno il chitarrista e l’amore per i Watain.

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Inferno – Gnosis Kardias (of transcension and involution) [World Terror Committee] – 2017

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Omniabsence Filled By His Greatness non era semplicemente un (luminosissimo) fuoco di paglia o una (grandiosa) deviazione cervellotica dal percorso degli Inferno. Ogni loro album è quantomeno buono, se non ottimo, e nella carriera ultraventennale sono da avere anche le due demo. I cechi rincarano la dose e ci regalano il loro album più difficile e diverso dagli standard del black metal. Dalla Repubblica Ceca alla Francia il passo sembra più breve del previsto in Gnosis Kardias (of transcension and involution), che ancor più del predecessore spiazzerà e dividerà gli ascoltatori in due fazioni molto nette: o lo si ama o lo si odia. Se già Omniabsence… vi risultava ostico, levate mano e dedicatevi alla coltivazione delle ortensie.Continua a leggere…

Entartung – Baptised Into The Faith Of Lust (World Terror Committee) – 2017

È facile spacciarsi per veterani al giorno d’oggi. Basta aver suonato due cover in garage con tuo cugino e vent’anni dopo ti ritrovi a reclamare imprecisati diritti di paternità di una scena musicale grande come il buco del culo di una libellula. Fortunatamente per gli Entartung l’etichetta si è limitata a parlare di old school veterans senza specificare altro, quindi forse c’è qualche speranza che non sia una buffonata. E in effetti primi due album della band tedesca sono stati dei fulmini a ciel sereno, delle ottime rielaborazioni in chiave norvegese del black teutonico di Geist e Nagelfar. Nulla a che vedere con la mediocrità dei Nocte Obducta, ad esempio.Continua a leggere…