Il 2018 di Blog Thrower – la versione entusiasta di [F]

Questa non è una lista dei migliori album del 2018 perché credo che questo lavoretto, tanto morbosamente amato da chi scrive di musica, sia alquanto ingannevole. Meglio chiamare le cose col loro nome: i dischi che mi sono piaciuti di più. Punto. È opportuno inoltre sottolineare che se per qualcuno l’ascolto del metal è stato superficiale, molto probabilmente il “disco dell’annooooo!!!!!” sarà già quello dei Behemoth o dei Judas Priest. Ma va bene così. Questo per dirvi che non voglio darvi solo i nomi caldi, ma anche e soprattutto quelli che mi hanno accompagnato con grande profitto durante i dodici mesi appena trascorsi. Altrimenti la mia lista sarebbe piena di Aborted, Obliteration, Hate Eternal , ma anche Arkhtinn. Funeral Mist, Imperial Triumphant, Sargeist, Ungfell, Kriegsmachine, Ævangelist e Svartidauði. In sostanza: a che serve una carrellata di nomi che già sapete essere imperdibili (perché lo sono, c’è poco da fare), e che avete sicuramente letto già altrove? E poi, sapete, a me non piace fare classifiche.

Continua a leggere…

Pest Productions: le grandi scoperte e i piccoli feticci

Pest Prod logo

Avete già capito che l’etichetta di cui ci occupiamo ha un fiuto invidiabile, e se non lo avete fatto non vi è bastato quanto vi ho raccontato l’altra volta. Ve lo ribadisco con qualche altro esempio. Vorrei sottolieare in apertura come questo e gli altri post sulla label cinese sono animati da uno scopo tutt’altro che dottrinale o sapienziale. In parole povere: io non so un cazzo e molti gruppi li ho scoperti da pochi mesi. Ci sarebbe quindi da parlare in modo molto più approfondito dei primi anni di Pest, quando il fenomeno post black era ancora lontano dal divenire qualcosa di giganteaco, ma Deng già aveva visto lungo. Un lettore mi ha fatto notare questo e diverse assenze, ma purtroppo il mio cervello funziona a momenti alterni, quindi cito qui due gruppi essenziali come Heretoir e Thy Light.

Continua a leggere…