Le Québec, tabarnak! – Interview with Saccage

Saccage is one of the most extreme bands that I have heard in recent years. With them it’s been sick love at first encounter, they have been among the bands that dragged me towards a crust/hardcore-influenced kind of extreme metal. They really mix the best of the best, all around. Before giving them floor I have to thank two people. First of all, Peppe of Amphist (looking forward for the new album, mate) for having made me discover this mindblowing Québécois band through Facebook. But mostly, if you’re going to read a well written and even better translated interview, with deep and detailed questions, it’s thanks to Salva, a friend who joined me in my fructuous scavenging in the moors of Bandcamp and of ugly music. We’ve got other big interviews in coming, but meanwhile let’s drown in evil together with Saccage! (Italian version here) [F]

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Intervista ai Necromutilator

Seguo i Necromutilator da diverso tempo e non mi era mai capitato di leggere molte loro interviste. Ho semplicemente fatto quel che volevo, come al solito. La band mantovana è stata protagonista lo scorso anno col massacrante secondo album chiamato Black Blood Aggression, ma attenzione: hanno da poco firmato un contratto con Osmose Records. Risponde in modo molto diretto alle mie tantissime domande il cantante / chitarrista Pest, ben noto per altre cosine blasfeme, soprattutto di recente, con Vomitmantik, Black Ejaculation e Sadomortuary. [F]

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Intervista agli Extirpation

Adoro passare da un estremo all’altro. Pochi giorni fa avete goduto del pessimismo cosmico dei Coil Commemorate Enslave e oggi vi faccio impattare con una band che più diversa non potrebbe essere. Gli Extirpation stanno facendo un percorso non altisonante, ma ad alto tasso di grande musica. In particolare il loro ultimo album è un gioiellino di black/thrash con piglio e produzione molto attuale. L’intervista non è lunghissima come al solito perché i ragazzi lombardi seguono una linea molto schietta e sincera, sia musicalmente che nel loro raccontarsi. Risponde Eros, chitarrista e membro fondatore. [F]

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Non è tempo di battute sulla ‘Nduja: le ultime bellezze metalliche dalla Calabria

Sapete che c’è? Mi sono rotto il cazzo di cercare, trovare e riportare scuse e giustificazioni. Avrei potuto benissimo evitare questo post con motivazioni tipo “ehhh la zona non è propizia” oppure “lì non va il metal”. Sarei tuttavia stato ingiusto verso alcuni esempi virtuosi che danno un senso alla Calabria dal punto di vista musicale. Sullo sfondo una miriade di gruppi di altra epoca. Vi cito velocemente gli Headcrasher (uno dei tanti nomi nostalgici degli anni Ottanta italiani) e gli Armagedon (non erano tanti i gruppi italiani a suonare così nel 1996). Inoltre, più vicini nel tempo e di cui non ho notizie da fin troppi anni, alcune figure importanti della mia crescita metallica: Amorphead, Land Of Hate, A Buried Existence, Acrylate e chissà quanti altri sto dimenticando. Ma questo non è un post nostalgico. D’altro canto avrei volentieri tirato fuori i Glacial Fear, loro sì che hanno sempre meritato tantissimo e sono stati piuttosto costanti. Mi concentro invece su una manciata di album usciti negli ultimi mesi/anni senza peccare in sensazionalismo fine a se stesso. Fate finta che ci siano anche i Minervium, destinati a belle cose, che hanno esordito non tanto tempo fa e ora pubblicano l’ep per Narcoleptica Productions. A proposito di Minervium, il loro batterista fa da trait d’union con la prima band della rassegna.

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Intervista ai Nerobove (metal, Italia)

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Di solito tra le parentesi del titolo scrivo il tipo di metal che il gruppo intervistato suona, ma coi Nerobove ho voluto lasciare tutto sul vago perché una definizione sintetica non esiste per loro. Hanno pubblicato da poco il loro primo album con questo moniker e devo dire che sono migliorati molto da quando si chiamavano in un altro modo… Ammetto che con loro ha influito la nostalgia di averli conosciuti in un’altra vita e constatare che sono più in forma che mai mi ha fatto davvero molto piacere. Risponde a tutte le mie curiosità Francesco Paladino, batterista. [F]

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In Sud America si suda tantissimo: Power From Hell, Evil Nerfal, Whipstriker, Enoquian

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Non parto coi soliti pregiudizi sulla maggiore o minore attitudine al metallo dei sudamericani, state tranquilli. So solo che ci sono gruppi che difficilmente incontreranno i gusti “sofisticati”degli ascoltatori abituati a bazzicare solo le etichettone come Nuclear Blast o Season of Mist. Non ho nulla contro di loro, anche io sono un fruitore di musica mainstream. È che non potete parlarmi dei Memoriam come di un nuovo gruppo underground o degli Shining come della cosa più violenta che riuscite a sopportare. Lì vado in bestia, inizialmente, poi mi dico “ma chi me la fa fare?” e procedo a scavare nel fertile terreno dei centinaia di promo che ricevo. Anche stavolta ce ne sono delle belle, direttamente dal continente che ha generato alcuni degli ispiratori di Blog Thrower come Inquisition, Sarcofago e Sepultura.

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Back to life #2: Total Inferno, Manipulation, Rotting Sky, Enoid, Denial

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Sono partito lanciatissimo nella prima puntata di resoconto delle mie periodiche riesumazioni. Oddio, mie… diciamo che sono le mie preferite di quelle che mi capitano sottomano. Ad esempio vi consiglio subito la ristampa di uno dei migliori dischi death metal usciti fuori dalla nostra nazione, Inside the Unreal degli Electrocution. A dicembre Dark Symphonies l’ha rimesso in giro con un secondo cd contenente le tre demo precedenti e il promo Water Mirror del 1994. Vedete mi vengono così: scruto, annoto, riporto. Questo dovrebbe essere un bestseller assoluto per i miei gusti, anzi dovreste già averlo in almeno una versione precedente se vi piace quello di cui vi scrivo. Vero? Eh? Vabbè, addentriamoci nella moltitudine brulicante che ci sta chiamando.

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Nocturnal Graves – Satan’s Cross (Season of Mist) 2017

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I Nocturnal Graves di oggi sono una sorta di supergruppo nel quale si incrociano le sorti della scena black australiana. Semplificando molto, il loro boss si chiama Nuclear Exterminator, ossia nient’altro che il buon Jarro Raphael, tuttofare di Impious Baptism e ex batterista dei Destroyer 666 nel loro capolavoro Phoenix Rising. Da questi ultimi oggi proviene anche l’esimio Shrapnel alla chitarra, mentre gli altri due musicisti provengono dai Denouncement Pyre, altra gentaglia altamente raccomandabile. Ma non era qui che volevo arrivare, per bacco.

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Dying Fetas #2: Natvre’s, Ectoplasma, Inhibitions, Rapture

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Che dite, va bene lo stesso come titolo, anche se non si riferisce solo a gruppi death metal come l’altra volta? Massì, è simpatico, no? Rimarca lo spirito del blog: cazzone e rivoltante. Mi sono un po’ allontanato dalla Grecia, ultimamente. Certo, i Kawir hanno fatto l’ennesimo disco di livello, ma poi ho guardato molto più spesso a ovest e a nord-ovest. Recuperiamo qualche tonnellata di feta rancida, suvvia.

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Beastiality – Worshippers of Unearthly Perversions (Invictus Productions, 2017)

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Perché non escono tutti i giorni dei dischi come questo? Perché non si può vivere con Worshippers of Unearthly Perversions impiantatato nel cervello? Vi serve davvero un’analisi del titolo? Parla di noi, parla di quello che scatta dentro di noi e di come è facile impazzire per un semplice album metal, che in fin dei conti è tutt’altro che semplice.

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