Fetidi ectoplasmi fottimorte e putrescenti quaglie dagli occhi gialli: perché il 2019 è stato un anno meraviglioso

In questo periodo di feste e raccoglimento spirituale, nella chiusura del santo 2019, riprendo un concetto a me caro. Devo davvero dirvi io di ascoltare Blood Incantation, Devourment, Coffins, Hideous Divinity, Misery Index, Profanatica, Impiety, Teitanblood, Diocletian, Deiphago, Batushka, Mayhem, Darkened Nocturne Slaughtercult, Storm{O}, Wolfbrigade, Cult of Luna e Atlantean Kodex? Se eravate giunti su questa pagina per leggere di loro, ecco: lo avete appena fatto. Ma vi sentite davvero soddisfatti? In fondo questi sono nomi che nelle listone sono SEMPRE presenti. A ragione direi. Nel 2019 i gruppi appena citati hanno creato album bellissimi, ma – come già avrete intuito – non mi appassionano i discorsi sull’ovvio. Allora con sommo piacere mi accingo ripercorrere un anno pienissimo come quei deliziosi calamari nelle mani violente e decise di mia nonna. Non ci sono capolavori? Chissà, io dico sempre che lo scopriremo solo tra qualche anno. Ah il tutto è in ordine rigorosamente alfabetico: no alle classifiche!

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La verità di Robbert Van Rumund (Melancholie, Wandelaars, Cer, Seer’s Fire, Psyche, Consistentis Veritatis Peremptoria, Chapel Grave, Realglaube e altri)

Avete presente la noia? Avete mai provato il desiderio di lasciare tutto così com’è, presi da un desiderio marcio di veder tutto andare in rovina? Ecco, ogni tanto penso a questo. Solo gli incontri virtuali con musicisti di un certo tipo mi hanno fatto desistere dal mandare tutto a puttane. Robbert Van Rumund è un personaggio affine a quello già tratteggiato di T.J. in queste occasioni. È nato assieme a In The Nightside Eclipse, in una notte di luna piena. Attualmente vive ad Utrecht.

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Paesi Bassi, profilo basso. Sotto il segno di T.J., seconda parte: “puro e disposto a salire a le stelle”

Un paio di settimane fa vi ho presentato T.J. e i suoi gusti musicali alquanto particolari. Andiamo avanti, con quelli che reputo le sue migliori creature. Peccato non avervi potuto linkare tutta la musica di cui state per leggere: i formati analogici e non immediatamente riversabili su mp3 sono un’arma a doppio taglio.

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Paesi Bassi, profilo basso. Sotto il segno di T.J., prima parte: a bog’s life

Dopo aver trattato degli affumicati Smoke e dei loro dintorni, dopo aver accennato al piccolo Black Hermetic Order, è arrivato il tempo di concentrarci su un musicista neerlandese che mi è stato simpatico fin dai primi ascolti della sua consistente quantità di roba. Non pensate male: scrive musica solo da qualche anno, quindi ha tutto il tempo per andare oltre e regalarci altre perle. Di chi sto parlando? Ma di T.J., ovviamente. Originario di Amersfoort e stabilitosi a Utrecht, questo ragazzo (classe 1990) si è messo in gioco su molti fronti. Ero partito con l’idea di scrivere un articoletto su di lui, alla fine ne ho scritti due CON lui, che mi ha guidato passo dopo passo durante l’ascolto. Oggi tocca alla roba tendenzialmente meno metal e più rumorosa/droneggiante, nonché meno nota. Non è un caso che l’etichetta al centro della nostra attenzione sia la Consistentis Veritatis Peremptoria.

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Paesi Bassi, profilo basso: il Black Hermetic Order

Se digitate Black Hermetic Order su Google, vi ritroverete anche dei richiami ad Alba Dorata. Non dobbiamo considerarli perché ci mandano fuori strada. Sto invece riferendomi al classico circoletto, composto da pochi musicisti che si scambiano i ruoli in varie micro-band. Probabilmente l’Aldebaran Circle portoghese (Occelensbrigg, Ordem Satânica, Trono Alèm Morte e Voëmmr) ha una eco maggiore, e comunque né questo né il Black Hermetic Order (durato meno di un lustro) possono essere considerati fenomeni su larga scala, ma la collocazione di certi progetti in questo contenitore mi è stata utile nel riordinare le idee e tentare di fornire un quadro non dico ordinato, ma neanche alla cazzo di cane.

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