Il 2018 di Blog Thrower – dischi e dischetti con [H]

Volendo imitare [F], anche io ho deciso di lanciarmi in uno di questi listoni di fine anno. Ho sempre ritenuto difficile, molto difficile fare classifiche oggettive in senso assoluto, anche perché i generi che trattiamo noi – ovvero, quelli del metal più estremo – rappresentano solo una piccola parte di tutto lo scibile musicale. Fare una classifica ridotta a pochi sottogeneri non sarebbe peraltro molto attendibile secondo me. Però da buon ascoltatore di musica brutta quale sono, mi sembra giusto darvi qualche consiglio per l’ascolto su ciò che è uscito in questo 2018. Ho scelto otto titoli per ogni categoria, ma non prendetela come una classifica, visto che non c’è un vero e proprio numero uno. A differenza del mio collega, qualche nome un po’ più noto ho voluto inserirlo, anche per dare qualche punto di riferimento a chi, altrimenti, potrebbe sentirsi un po’ spaesato nel leggere certi nomi. Viceversa, spero mi perdoniate se ho lasciato fuori della roba meritevole. [H]

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Cartoline dall’Eyjafjallajökull: il metallo islandese da non perdere (annata 2017)

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Guardiamoci negli occhi. Nelle palle degli occhi. Sgradevole a causa del mio leggero strabismo, nevvero? Vi aspettate di leggere dei Sólstafir? Alt. Qualcosa di folkloristico tipo gli Skálmöld? Ri-alt. Non ci siamo proprio. Ma potrei perdonarvi perché potrebbe essere la vostra prima visita nella mia umile dimora virtuale. Togliete le scarpe, rutto libero e via, tutti a bruciarci il culo sull’inesauribile geyser che tiene in vita l’Islanda: il metal. Vi indico solo i gruppi che hanno pubblicato nuova musica negli ultimi mesi, altrimenti corro il rischio di fare la fine di una recensione qualsiasi di Rock & Metal In My Blood e di tediarvi sull’effetto che gli Zhrine hanno su di me. Spero che il poco materiale scritto che ho trovato su di loro sia giustificato dalla qualità della musica, talmente alta che è inutile parlarne, perché altrimenti vorrebbe dire che i webzinari italiani stanno ignorando qualcosa di grandioso. Perdonatemi, come al solito, per i termini poco appropriati o generici: succede sempre quando si ha a che fare con delle opere massime del metal moderno.

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