Uno sguardo su Grimm Distribution: Necrospell, Feed Them Death, Acheronte, Invocation of Death

Dopo qualche disco targato Satanath, sorprendentemente mi ritrovo a dare spazio alla branca che ricordavo più modesta delle etichette di Korolyov, ossia quella Grimm Distribution che in passato non era stata certo tra i miei ascolti principali. Oggi nei miei gusti l’etichettina/ditro ucraina ha scavalcato addirittura Symbol of Domination Prod., che secondo me ha avuto un 2018 molto povero. Orbene, gambe in spalla e via!

Continua a leggere…

In nomine Satanath (con bonus Funere): Vomitile, Automb, Nordland, Sinister Downfall

Ogni tanto faccio un salto dalle parti (virtuali) di Aleksey Korolyov e, al netto di qualcosa davvero improponibile, trovo sempre della buona musica. Non mi occupavo della sua etichetta da tanto tempo e ho colto l’occasione per riprendere un mucchio di uscite interessanti per svariati motivi. Signori, a voi un’infornata infernale della roba recente che più mi è piaciuta di Satanath Records e delle label satelliti Grimm Distribution e Funere. Nulla purtroppo di Symbol of Domination Prod. mi è piaciuto abbastanza, pazienza. Per farvi capire come mr Korolyov sta crescendo, sappiate che da qualche mese ha iniziato a stampare edizioni russe della discografia intera di Burzum, nonché di tante uscite recenti (Hate Eternal, Orphaned Land e altri ancora). Partiamo dalla label madre.

Continua a leggere…

In Sud America si suda tantissimo: Power From Hell, Evil Nerfal, Whipstriker, Enoquian

26166225_1638611256182707_3149894918768311857_n-1

Non parto coi soliti pregiudizi sulla maggiore o minore attitudine al metallo dei sudamericani, state tranquilli. So solo che ci sono gruppi che difficilmente incontreranno i gusti “sofisticati”degli ascoltatori abituati a bazzicare solo le etichettone come Nuclear Blast o Season of Mist. Non ho nulla contro di loro, anche io sono un fruitore di musica mainstream. È che non potete parlarmi dei Memoriam come di un nuovo gruppo underground o degli Shining come della cosa più violenta che riuscite a sopportare. Lì vado in bestia, inizialmente, poi mi dico “ma chi me la fa fare?” e procedo a scavare nel fertile terreno dei centinaia di promo che ricevo. Anche stavolta ce ne sono delle belle, direttamente dal continente che ha generato alcuni degli ispiratori di Blog Thrower come Inquisition, Sarcofago e Sepultura.

Continua a leggere…

Dying Fetas #2: Natvre’s, Ectoplasma, Inhibitions, Rapture

11-19-2015_greek_politics_of_tragedy

Che dite, va bene lo stesso come titolo, anche se non si riferisce solo a gruppi death metal come l’altra volta? Massì, è simpatico, no? Rimarca lo spirito del blog: cazzone e rivoltante. Mi sono un po’ allontanato dalla Grecia, ultimamente. Certo, i Kawir hanno fatto l’ennesimo disco di livello, ma poi ho guardato molto più spesso a ovest e a nord-ovest. Recuperiamo qualche tonnellata di feta rancida, suvvia.

Continua a leggere…

Hak-Ed Damm _ Holocaust Over Dresden (Satanath Records, 2017)

a0068789038_16

Con questo nome mi aspettavo una schifezza tipo i Melechesh, sapete? Poi mi sono messo a studiare e ho trovato il primo disco degli Hak-Ed Damm molto più cruento. Nulla di speciale, solo pura violenza. Era il 2010, epoca di Necrowristfucked. Dopo uno scioglimento e diversi split, quindi una vita dopo, arriva il nuovo album che fortunatamente è molto meglio di quanto fatto in passato.

Continua a leggere…

Intervista ai Solfernus (black metal, Repubblica Ceca)

Solfernus_logo_vers

Non c’è niente da fare. Quando vedo e sento entusiasmo, voglia di sbattersi e un minimo di musica di qualità, mi viene naturale spingermi fino a chiedere qualcosa ai gruppi, cercare di capire un po’ di aspetti e soddisfare curiosità sempre presenti. Quindi capita che non riesco a dire di no. Sapevo che Igor Hubik, chitarrista dei Solfernus, non era un grande intrattenitore, ci sono delle interviste rilasciate come membro dei Root che non meritano di essere chiamate così. Eppure vedete, ho insistito ed è uscita fuori una buona intervista. In ogni caso Neoantichrist non è per niente male. La versione inglese dell’intervista è in basso, perdonate i miei strafalcioni grammaticali, vi prego. [F]

Continua a leggere…

Solfernus – Neoantichrist (Satanath Records / Murdher Records) 2017

a0443179060_16

Chi si rivede! Nell’anno dei grandi ritorni si ritagliano uno spazietto anche i Solfernus. Erano dodici anni che non si avevano notizie discografiche di loro, dal primo full length Hysteria in Coma. Nessuno stravolgimento di formazioni in questo nuovo Neoantichrist, solo una essenziale sostituzione: al posto di Tomáš Corn, andato a fondare gli incredibili Cult of Fire, arriva il batterista dei Root, che non necessitano di alcuna presentazione.

Continua a leggere…

Tyakrah – Wintergedanken (Satanath Records) 2017

a4263389610_16

Ah quanto mi è mancata Satanath! L’ultima scappatella con l’etichetta russa è stata per i colombiani Mouldered, astri nascenti del brutal vecchio stile, e in generale mi hanno regalato tante soddisfazioni in apertura del blog. In questo periodo sta sfornando poche uscite estreme e di mio interesse, devo ammetterlo. Ho dovuto spulciare un po’ prima di arrivare qui.

Continua a leggere…

Le dimensioni non contano # 1: Coscradh, Cryostasium, Wending Tide, 夢遊病, Come Back From The Dead

Uomini-le-dimensioni-non-contano

Non ci casco più. Ho già fatto ammenda diverse volte negli ultimi mesi e ora torno a presentare i miei omaggi ai dischetti. Non dischi, proprio dischetti. Termine che intendo in senso vezzeggiativo e so che in realtà è un diminutivo. La brevità è un pregio che riesce a esaltare le gesta di pochi. Spesso sono gli stessi gruppi a sottovalutare la portata musicale di un mini-album, assegnandogli solo valore materiale/collezionistico perché spesso i dischetti sono in edizione molto limitata.

Continua a leggere…

Dig Me No Grave – Immemorial Curse (Satanath Records) – 2017

650904

Ultimamente Satanath Records sta azzeccando un sacco di gruppi veramente gustosi. L’etichetta sovietica riesce incredibilmente a riuscire a coniugare una quantità abbondante di nuove uscite ad una buonissima qualità generale, con poche cadute di stile (di cui non mi va manco di parlare). Nella partizione death metal di tale scuderia si sono già fatti notare i Verthebral (ne ho parlato nella mia vita precedente) col loro esordio rigenerante e adesso i Dig Me No Grave arrivano al secondo album.

Continua a leggere…