Intervista a Kobold / Illuminated Manuscripts

Ci avevo preso gusto con le interviste in inglese (vedi Saccage). Certo, con l’aiuto delle persone giuste tutto è possibile, quindi mi ero fiduciosamente messo anche a pensare in inglese, in vista dell’intervista a questo oscuro estone/russo che si fa chiamare Kobold. Ma la sorpresa è dietro l’angolo: l’intervista si fa in italiano perché il tizio vuole addirittura rispondere in italia. Stramberia delle stramberie, direte voi, ma io ci sguazzo in queste cose. E anche nella truce bellezza del raw black metal creato per Illuminated Manuscripts non si scherza in quanto a robe singolari che ti lasciano con dei punti interrogativi massicci in testa. Smetto di ciarlare e lascio spazio all’artista. [F]

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Uno sguardo su Grimm Distribution: Necrospell, Feed Them Death, Acheronte, Invocation of Death

Dopo qualche disco targato Satanath, sorprendentemente mi ritrovo a dare spazio alla branca che ricordavo più modesta delle etichette di Korolyov, ossia quella Grimm Distribution che in passato non era stata certo tra i miei ascolti principali. Oggi nei miei gusti l’etichettina/ditro ucraina ha scavalcato addirittura Symbol of Domination Prod., che secondo me ha avuto un 2018 molto povero. Orbene, gambe in spalla e via!

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In nomine Satanath (con bonus Funere): Vomitile, Automb, Nordland, Sinister Downfall

Ogni tanto faccio un salto dalle parti (virtuali) di Aleksey Korolyov e, al netto di qualcosa davvero improponibile, trovo sempre della buona musica. Non mi occupavo della sua etichetta da tanto tempo e ho colto l’occasione per riprendere un mucchio di uscite interessanti per svariati motivi. Signori, a voi un’infornata infernale della roba recente che più mi è piaciuta di Satanath Records e delle label satelliti Grimm Distribution e Funere. Nulla purtroppo di Symbol of Domination Prod. mi è piaciuto abbastanza, pazienza. Per farvi capire come mr Korolyov sta crescendo, sappiate che da qualche mese ha iniziato a stampare edizioni russe della discografia intera di Burzum, nonché di tante uscite recenti (Hate Eternal, Orphaned Land e altri ancora). Partiamo dalla label madre.

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Educazione siberiana: Wintaar, Spell of Dark, Taiga

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Certe volte necessito di qualche imbeccata. Gli amici servono a questo, a farti avere le giuste botte di fortuna. Non era in programma un post sulla Madre Russia, almeno non nell’immediato. Certo, ci son stati i Vhorthax e i Serpentrance a tenere alto l’onore della nazione, non lo nego. Mi stavo un po’ allontanando. Ecco però che dico grazie a due individui a me cari che non nomino, ma che capiranno di essere stati gli artefici di questo mio vaneggiamento, se oseranno leggermi, per avermi fatto tornare a inzuppare il biscotto nella terra gelata.

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Le dimensioni non contano # 2: Anguis Dei, Vhorthax, Malakhim, Obscene, Gort

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Anno nuovo, dischetti nuovi. Ne escono tanti, me ne vengono segnalati tanti, ed è difficile scegliere quali fanno al caso mio, al caso nostro. Tanto prima o poi diventerà questo il formato del futuro: lavori di uno o due pezzi, pubblicati digitalmente e poi fisicamente in edizione molto limitata (per noi feticisti). Nessuno compra più un cd di dieci canzoni, figuriamoci uno molto meno capiente. Non c’è più quel significato dietro l’oggetto cd/cassetta, il vinile poi è un caso a parte perché costa di più produrlo, non so se di molto o di poco rispetto agli altri mezzi. La soddisfazione credo però sia di molto maggiore. Vabbè, elucubrazioni a parte, andiamo per la nostra strada. Comprate, comprate, comprate.

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Dig Me No Grave – Immemorial Curse (Satanath Records) – 2017

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Ultimamente Satanath Records sta azzeccando un sacco di gruppi veramente gustosi. L’etichetta sovietica riesce incredibilmente a riuscire a coniugare una quantità abbondante di nuove uscite ad una buonissima qualità generale, con poche cadute di stile (di cui non mi va manco di parlare). Nella partizione death metal di tale scuderia si sono già fatti notare i Verthebral (ne ho parlato nella mia vita precedente) col loro esordio rigenerante e adesso i Dig Me No Grave arrivano al secondo album.

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