Fare la bella vita all’ombra del sicomoro: Teleport, Assumption, Ekpyrosis, Ferum e Bedsore – 5 aprile 2019 – Trecentosessantagradi – Roma

Pezzetti di buccia di mandarino nelle mani. Risate. Allegria generale. I numeri dal sacchetto. L’attesa di una vittoria che puntualmente non arrivava mai. È uno dei traumi di infanzia che tutt’oggi mi porto dietro. La chiamo “ansia da tombola”. Quando un accadimento gradualmente si delinea, e lo fa positivamente, mi sale una sorta di preoccupazione irrazionale che, all’ultimo e per un cazzo di dettaglio all’apparenza insignificante, tutto vada alla rovina. Quando i ragazzi di Sycamore Shows avevano annunciato Assumption e Ekpyrosis (assieme ai Teleport, di valore assoluto, ma che però non incontrano esattamente i miei gusti) la mia euforia era già alquanto incontenibile, ma lievemente opacizzata dalla suddetta ansia che mi sussurrava all’orecchio “ora aggiungono un paio di gruppi scandalosi, è troppo bello per essere vero”. E invece no, cara ansia della merda. Il cartellone è stato completato da Ferum e Bedsore. Ho sentito di aver fatto tombola, finalmente: il destino ha deciso di far riunire nello stesso posto quattro gruppi che adoro dall’inizio delle loro carriere, alcuni dei quali sono già passati su queste pagine.

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Onward to Traffic (with a rotting bus) – Incantation, Suicidal Causticity, Dr. Gore e Neid – Roma, 16 maggio 2018

Come i miei più affezionati lettori già sapranno, non scrivo recensioni da febbraio, benché ne siano uscite fino ad aprile (avevo una sorta di riserva aurea). Ciò riguarda anche i concerti? Boh, non ci avevo mai pensato. Evidentemente però se state leggendo queste parole qualcosa deve essere cambiato nei miei schemi mentali. In realtà il report perfetto l’ha già scritto Metal Skunk (come al solito) e vi consiglio di andare anche da loro, hanno espresso più o meno tutto quello che avrei voluto dire io. Se volete comunque leggere la mia versione, ci vediamo qualche centimetro più in basso.

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