Lusitanian horde 2018 – rapida ascesa: Occelensbrigg, Holocausto Em Chamas, Voëmmr, Turiacus Tenebris, Nox Insultum, Celtarpyros e chicchette finali

Alcuni di questi esseri deformi avrei voluto e potuto inserirli nella puntata precedente, visto che non si tratta proprio di esordienti, tuttavia la loro giovane formazione, di un paio d’anni in quasi tutti i casi, mi ha fatto propendere per questa sistemazione. Stavolta quindi tocca alle conferme più gradite dell’anno, poco più di uno scalino verso l’inferno, ma pensate a quei gruppi che pubblicano cazzate a ripetizione che invece avrebbero molto da imparare dai seguenti discepoli dell’oscurità. Piccola annotazione: come al solito, se manca qualcosa, è perché mi è sfuggita o non mi ha colpito, tipo Hell M, troppo scolastico, o i Daemon Forest, troppo confusionari.

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Lusitanian horde 2018 – le solide realtà: Ordem Satânica, Ruach Raah, Candelabrum, Wømb, Degredo

È più “veterano” un gruppo attivo dal 1996 con un paio di EP, oppure un altro che nell’arco di un lustro ha pubblicato almeno un lavoro all’anno? Ovviamente la risposta è: dipende, non si può tracciare un discrimine netto. Ci sono talmente tante variabili in campo… Ebbene, in Portogallo si segue la seconda delle alternative appena descritte, quindi in questa occasione tocca ai gruppi che in Italia sarebbero considerati giovani e inesperti, mentre invece hanno già un gran numero di uscite.

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Lusitanian Horde 2018 – grandi antichi alla riscossa: Decayed, Morte Incandescente, Vetala, Black Howling

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Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando ho scritto di Portogallo per la prima volta! Ora è diventata una delle mie fonti preferite per un certo tipo di black metal (l’altra è la Polonia, come ben sapete) e per questo mi sono messo di buona lena a seguire con più attenzione tutto ciò che usciva fuori dall’estrema propaggine occidentale del continente. Quello che leggerete è il mio punto di vista sulle uscite più rilevanti dell’anno che sta finendo, quindi se manca qualcosa le alternative, come al solito, sono due: o non mi ha colpito o banalmente mi è sfuggita. Parto con una manciata di gruppi più o meno affermati, transito attraverso le importanti conferme di progetti più recenti, infine vi faccio ascoltare le nuove proposte da quella amata terra.

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Lusitanian Horde: tra passato e futuro del black metal portoghese

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Il Portogallo è vivo e vegeto. Abbiamo visto che molti gruppi storici ancora sono carichi di idee, ma c’è tutta una serie di assembramenti più recenti che sanno essere maligni e rimanere puri nel loro loculo underground. C’è anzi bisogno di scavare sotto il tipico “underground” per essere consapevoli di cosa c’e davvero in giro, anche se devo ammettere che i rampolli sono piazzati con etichette che sanno il fatto loro e il supporto può essere effettivo comprando la loro musica. Oddio, questi qui non sono proprio giovincelli, sono piuttosto un collante tra i grandi antichi tipo Corpus Christii, Decayed e via dicendo e gente alla primissima uscita, di cui leggerete presto.

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Lusitanian Horde: i grandi antichi del black metal portoghese – Seconda parte

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Si torna in Portogallo, terra di black metal sferzante e austero. Ho scoperto una terra promessa, incontaminata e poco nota ai più, etichette fiere e operose, musicisti pieni di cattiveria. Continuo con le esperienze più risalenti e che mi hanno colpito di più. Se manca qualche caposaldo le alternative sono due: 1) non mi è piaciuto, oppure molto più probabilmente 2) non lo conoscevo. La vita del metallaro è una continua scoperta.

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Lusitanian Horde: i grandi antichi del black metal portoghese – Prima parte

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Non sono un grande conoscitore dell’estremo portoghese, ma sicuramente ne sono un estimatore, per quel poco che lo ascolto. Non ho alcun titolo particolare per scriverne in modo esaustivo, e infatti non lo faccio, scusandomi sin da ora per le imprecisioni, pronto a correggere gli strafalcioni. Digitando su Google “black metal portoghese” il primo risultato è: Moonspell. Roba da scaraventare il pc o il cellulare a cinquanta metri di distanza. È una profonda ingiustizia, non credete? Soprattutto tenendo conto che subito dopo l’anteprima di un altro risultato recita “non è sicuramente una terra di grandi band”. Lì non ci ho visto più. Non si può dire “che schifo il bm portoghese” o di qualsiasi altra zona del mondo, significa ridurre un fenomeno complesso come una scena nazionale alla tabellina del 2.

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Goldenpyre – In Eminent Disgrace (Signal Rex), 2017

a4070415088_10Sembravano essere la classica band underground i Goldenpyre, con diversi demo discreti dal 1998 al 2003 (raccolti tutti nella compilazione Turmoil of Flesh, doppia cassetta), poi qualche tour con Suffocation e Nile. Il destino però si è messo di traverso e ha deciso -e scusate il macabro umorismo- che underground doveva andarci il loro nuovo cantante, Jarder, annegato nel 2009.

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