In nomine Satanath (con bonus Funere): Vomitile, Automb, Nordland, Sinister Downfall

Ogni tanto faccio un salto dalle parti (virtuali) di Aleksey Korolyov e, al netto di qualcosa davvero improponibile, trovo sempre della buona musica. Non mi occupavo della sua etichetta da tanto tempo e ho colto l’occasione per riprendere un mucchio di uscite interessanti per svariati motivi. Signori, a voi un’infornata infernale della roba recente che più mi è piaciuta di Satanath Records e delle label satelliti Grimm Distribution e Funere. Nulla purtroppo di Symbol of Domination Prod. mi è piaciuto abbastanza, pazienza. Per farvi capire come mr Korolyov sta crescendo, sappiate che da qualche mese ha iniziato a stampare edizioni russe della discografia intera di Burzum, nonché di tante uscite recenti (Hate Eternal, Orphaned Land e altri ancora). Partiamo dalla label madre.

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Non è tempo di battute sulla ‘Nduja: le ultime bellezze metalliche dalla Calabria

Sapete che c’è? Mi sono rotto il cazzo di cercare, trovare e riportare scuse e giustificazioni. Avrei potuto benissimo evitare questo post con motivazioni tipo “ehhh la zona non è propizia” oppure “lì non va il metal”. Sarei tuttavia stato ingiusto verso alcuni esempi virtuosi che danno un senso alla Calabria dal punto di vista musicale. Sullo sfondo una miriade di gruppi di altra epoca. Vi cito velocemente gli Headcrasher (uno dei tanti nomi nostalgici degli anni Ottanta italiani) e gli Armagedon (non erano tanti i gruppi italiani a suonare così nel 1996). Inoltre, più vicini nel tempo e di cui non ho notizie da fin troppi anni, alcune figure importanti della mia crescita metallica: Amorphead, Land Of Hate, A Buried Existence, Acrylate e chissà quanti altri sto dimenticando. Ma questo non è un post nostalgico. D’altro canto avrei volentieri tirato fuori i Glacial Fear, loro sì che hanno sempre meritato tantissimo e sono stati piuttosto costanti. Mi concentro invece su una manciata di album usciti negli ultimi mesi/anni senza peccare in sensazionalismo fine a se stesso. Fate finta che ci siano anche i Minervium, destinati a belle cose, che hanno esordito non tanto tempo fa e ora pubblicano l’ep per Narcoleptica Productions. A proposito di Minervium, il loro batterista fa da trait d’union con la prima band della rassegna.

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Le dimensioni del mio caos: Chaos Echoes, Chaos Moon, Chaos Invocation

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Patterns in Chaos, Kerrie Warren

Siete delle persone aride se non vi ha mai affascinato il concetto di caos. Tra l’altro leggendo in giro si scoprono tante cose. Tipo che <<la parola non aveva l’attuale connotazione di “disordine” che si ritrova nella parola d’uso comune “caos”, il termine greco antico “Chaos” viene reso come “Spazio beante”, “Spazio aperto”, “Voragine” dove indica, nella sua etimologia, “fesso, fenditura, burrone”, quindi simbolicamente “abisso” dove sono “tenebrosità, oscurità”>>. Grande Wikipedia, batti cinque! Siamo arrivati già al baratro metallico dei tre gruppi di cui vi voglio parlare oggi, che hanno il caos talmente dentro che ce l’hanno pure nel nome. Ok, non sarà prova di grande fantasia, direte voi, ma la compensano nella loro musica, credetemi. E scusatemi per la citazione fuorviante, è che questi qui il caos ce l’hanno grosso e nodoso.

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