Le dimensioni non contano # 3 – speciale dischetti death metal: Malformity, Ossuarium, Nekrohowl, Mortiferum

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È passato un annetto da quando per la prima volta ho detto no a Valsoia, sì al colesterolo e ai dischetti. Non dico che la mia vita sia cambiata radicalmente, ma ora mi piace vedere tutto da un’altra prospettiva. L’esperienza mi ha detto che ci sono gruppi stratosferici su dischetto e impacciatissime nel riempire anche solo mezz’ora di musica, ad esempio. Il caso più eclatante, almeno negli ultimi tempi, è stato quello dei Bölzer. Un giorno da leoni, un altro invece… lasciamo perdere. Ognuno deve fare quello che è in grado di fare. Io mica vi faccio la classifica sui 10 EP più belli di sempre 1) perché non sono stato che in una briciola di quel “sempre”, anche se conto di fare qualcosa per rimanerci il più a lungo possibile e 2) odio le classifiche. Il caso ha voluto che in questo periodo fosse pieno di roba death metal e allora eccovi i cosini più infetti di questi mesi.

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Back to life #2: Total Inferno, Manipulation, Rotting Sky, Enoid, Denial

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Sono partito lanciatissimo nella prima puntata di resoconto delle mie periodiche riesumazioni. Oddio, mie… diciamo che sono le mie preferite di quelle che mi capitano sottomano. Ad esempio vi consiglio subito la ristampa di uno dei migliori dischi death metal usciti fuori dalla nostra nazione, Inside the Unreal degli Electrocution. A dicembre Dark Symphonies l’ha rimesso in giro con un secondo cd contenente le tre demo precedenti e il promo Water Mirror del 1994. Vedete mi vengono così: scruto, annoto, riporto. Questo dovrebbe essere un bestseller assoluto per i miei gusti, anzi dovreste già averlo in almeno una versione precedente se vi piace quello di cui vi scrivo. Vero? Eh? Vabbè, addentriamoci nella moltitudine brulicante che ci sta chiamando.

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Triumvir Foul – Spiritual Bloodshed (Invictus Productions), 2017

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Demo stampata su vinile da Godz Ov War, album omonimo di due anni fa uscito per Blood Harvest e ora quello nuovo per Invictus Productions: veramente niente male la carriera di questa lercissima band. Mi viene impossibile chiamarlo side project di due quarti degli Ash Borer perché sti tipacci che compongono i Triumvir Foul hanno già reso omaggio al miglior black metal con gli album di Urzeit e Uskumgallu, tutti del 2016. Mi hanno fatto perdonare il sorprendentemente misero The Irrepassable Gate della band madre.

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