Fetidi ectoplasmi fottimorte e putrescenti quaglie dagli occhi gialli: perché il 2019 è stato un anno meraviglioso

In questo periodo di feste e raccoglimento spirituale, nella chiusura del santo 2019, riprendo un concetto a me caro. Devo davvero dirvi io di ascoltare Blood Incantation, Devourment, Coffins, Hideous Divinity, Misery Index, Profanatica, Impiety, Teitanblood, Diocletian, Deiphago, Batushka, Mayhem, Darkened Nocturne Slaughtercult, Storm{O}, Wolfbrigade, Cult of Luna e Atlantean Kodex? Se eravate giunti su questa pagina per leggere di loro, ecco: lo avete appena fatto. Ma vi sentite davvero soddisfatti? In fondo questi sono nomi che nelle listone sono SEMPRE presenti. A ragione direi. Nel 2019 i gruppi appena citati hanno creato album bellissimi, ma – come già avrete intuito – non mi appassionano i discorsi sull’ovvio. Allora con sommo piacere mi accingo ripercorrere un anno pienissimo come quei deliziosi calamari nelle mani violente e decise di mia nonna. Non ci sono capolavori? Chissà, io dico sempre che lo scopriremo solo tra qualche anno. Ah il tutto è in ordine rigorosamente alfabetico: no alle classifiche!

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Intervista ai Sangue

Non voglio diventare come uno di quei siti di fake news e click bait con titoli allarmanti e pieni di “PERKE NESSUNO NE PARLAAAAA”. Però a volte mi chiedo che senso ha ascoltare musica, ritenersi soggetti mediamente intelligenti e farsi sfuggire un gruppo incredibile come i Sangue. Ok, non hanno promosso in alcun modo il loro album, ma la label che se li è aggiudicati parla da sé. L’intervista che state per leggere mi ha rinvigorito, ha rianimato la mia fame verso il metal (o meglio una certa attitudine di questo) e credo che succederà la stessa cosa anche a voi. [F]

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L’apocalisse alla fine del primo tempo: Grandiose Malice, Thy Feeble Saviour, Morbosidad

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Volevo qualcosa ad effetto per la chiusura di questo primo periodo del blog. Un pugno pazzesco di Paul di Tekken 3 con k.o. al primo colpo, un bolide del Polpo dalla distanza o semplicemente una collezione di dischi da farvi venire le lacrime. Alla fine gli australiani sono andati per i fatti loro (che malati!), i Rites Of Thy Degringolade hanno deciso di diventare intellettuali e mi sono rimasti tre gruppi. Ognuno è a suo modo simbolo del metal che qui su Blog Thrower ho passato durante questi mesi.

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Lihhamon – Doctrine (Nuclear War Now! Productions, 2017)

Che nome brutto, terribile, orrendo. Mi piace. Lihhamon, è che da noi la doppia acca non è contemplata. Non saprei come pronunciarvi. È della partita anche Vent, ex bassista degli Evil Warriors, anche loro alle prese con un disco nuovo dopo sette anni di buio. Di loro mi sono già occupato altrove, così come dello split Lihhamon/I I, altrimenti mi confondo: troppe posizioni si accavallano.

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Le dimensioni del mio caos: Chaos Echoes, Chaos Moon, Chaos Invocation

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Patterns in Chaos, Kerrie Warren

Siete delle persone aride se non vi ha mai affascinato il concetto di caos. Tra l’altro leggendo in giro si scoprono tante cose. Tipo che <<la parola non aveva l’attuale connotazione di “disordine” che si ritrova nella parola d’uso comune “caos”, il termine greco antico “Chaos” viene reso come “Spazio beante”, “Spazio aperto”, “Voragine” dove indica, nella sua etimologia, “fesso, fenditura, burrone”, quindi simbolicamente “abisso” dove sono “tenebrosità, oscurità”>>. Grande Wikipedia, batti cinque! Siamo arrivati già al baratro metallico dei tre gruppi di cui vi voglio parlare oggi, che hanno il caos talmente dentro che ce l’hanno pure nel nome. Ok, non sarà prova di grande fantasia, direte voi, ma la compensano nella loro musica, credetemi. E scusatemi per la citazione fuorviante, è che questi qui il caos ce l’hanno grosso e nodoso.

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Rites Of Thy Degringolade – The Blade Philosophical (Nuclear War Now! Productions, 2018)

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Il blog è agli sgoccioli. Non sento più l’urgenza di scrivere nulla. I miei ultimi post saranno molto poco ispirati e me ne scuso con voi che li leggerete. Non potevo fermarmi prima di avervi segnalato che Paul Kressmann era tornato. Uno dei musicisti canadesi più importanti per il black metal che va tanto oggi. Pensate che non si trova nulla in italiano sul web riguardo ai suoi Sacramentary Abolishment, gruppo seminale che ha pubblicato due capolavori nella metà degli anni Novanta, prima di cambiare nome e diventare Axis of Advance. Assieme a lui, all’epoca, c’era un altro glorioso soggetto come Chris Ross dei Revenge. Capite la portata storica?

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I canguri sono delle persone gentilissime: Depravity, Portal, Impetuous Ritual, Grave Upheaval

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Una delle ultime cose a cui avrei pensato, dopo la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali di calcio, era la collaborazione tra un veterano marcio e irriducibile come Louis Rando (The Furor, Bloodlust, Impiety, Mhorgl e altri che non ricordo) e il cantante dei tecnicissimi e corazzati The Ritual Aura, che mi risultano totalmente inascoltabili. Le certezze sono fatte per essere frantumate e quindi ecco i Depravity, omonimi dei vecchissimi finlandesi.

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Back to life # 1: Satanic Warmaster, Stillborn, Lurker of Chalice, Forgotten Woods

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Noi moriremo. Tutti. Uno alla volta, probabilmente. La musica no, in teoria i miei pronipoti potranno ascoltare lo stesso urlaccio di Dead in Pure Fucking Armageddon del Live in Leipzig che mi ha fatto gelare il sangue la prima volta. Ora ho parlato della morte fisica, ma come ben sapete i gruppi muoiono come mosche, si sciolgono o cambiano genere. Oppure semplicemente fanno perdere le loro tracce, o anche smettono di considerare parti intere delle loro discografie. Come avete letto fino ad ora, nel blog mi occupo quasi esclusivamente di dischi nuovi. Ce ne sono alcuni, nuovi-ma-in-realtà-vecchi che meritano tutta la nostra attenzione. Il titolo è quello che è, cercavo qualcosa che riuscisse a indicare tutte le uscite in senso lato “non nuove”: ristampe, ri-registrazioni, raccolte e cose del genere. Sarà la rubrica più odiata dai fanatici della serie “prima stampa o morte”, pazienza: non ho cento euro da investire su dischi rari, mi dispiace.

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Anatomia – Cranial Obsession (Nuclear War Now! Productions) 2017

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Certo che gli Anatomia sanno essere veramente pesanti. Split quanti ne volete (Gravesite, Interment, Undergang, Necorvorous e mille altri), LP solo tre, dalla dimensione pantagruelica. L’ultimo è ancora più eccessivo. Cranial Obsession è splatter puro, con dei suoni allucinanti e spaventosi. Se la fuoriuscita delle budella dallo stomaco emettesse un particolare rumore, sarebbe quello dei riff contenuti in questo disco.

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