Interview with Mathew Nicholls (Carved Cross and more)

A couple of months ago, as you might remember, I appeared on the first time on Blog Thrower with an unusual in-depth analysis, in which I told you what I knew about the Tasmanian black metal scene. You can read it again HERE.

Well, after writing that article, something unexpected and amazing happened. Basically, I shared the screenshot of the article on my Instagram profile and it got noticed by Mathew Nicholls, probably the most active member of the Tasmanian black metal scene. Some of his projects are Carved Cross, Forbidden Citadel of Spirits, Fixation (I discovered he plays in Fixation in this interview, actually, e.d.) and many more, he is also the owner of Overuse, an underground record label on which Nicholls releases most of his material. So I took the opportunity and asked him if he was interested in an interview and Mathew kindly agreed. The result is a long and surprises-filled interview, but it was very satisfying. I hope you like it [H].

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Mathew Nicholls.

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Intervista a Mathew Nicholls (Carved Cross e non solo)

Qualche mese fa, come spero vi ricorderete, ho debuttato sulle pagine di Blog Thrower con un approfondimento un po’ inusuale, con il quale mi sono limitato a dirvi ciò che sapevo sulla scena black metal della Tasmania. Potete rileggerlo cliccando qui sopra.

Ebbene, subito dopo aver scritto questo articolo, è successo qualcosa di inaspettatamente bellissimo. Praticamente ho condiviso lo screenshot dell’articolo sul mio profilo Instagram, ed è stato notato da Mathew Nicholls, probabilmente il componente più attivo della scena black metal tasmaniana. Tra le band in cui milita, ci sono infatti Carved Cross, Forbidden Citadel of Spirits, Fixation (che stesse anche nei Fixation l’ho scoperto proprio con questa intervista, ndr) e altre ancora; inoltre, è la mente che sta dietro a Overuse, etichetta discografica underground con cui Nicholls pubblica parte del suo materiale. Insomma, ho colto l’occasione per chiedere un’intervista, e Mathew ha gentilmente accettato. Ne è uscita fuori un’intervista lunga e ricca di sorprese, ma devo dire anche molto soddisfacente. Spero sia di vostro gradimento! [H]

Intervista tradotta dall’inglese all’italiano da Giuseppe D’Adiutorio. Grazie!

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Mathew Nicholls.

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Paesi Bassi, profilo basso: il Black Hermetic Order

Se digitate Black Hermetic Order su Google, vi ritroverete anche dei richiami ad Alba Dorata. Non dobbiamo considerarli perché ci mandano fuori strada. Sto invece riferendomi al classico circoletto, composto da pochi musicisti che si scambiano i ruoli in varie micro-band. Probabilmente l’Aldebaran Circle portoghese (Occelensbrigg, Ordem Satânica, Trono Alèm Morte e Voëmmr) ha una eco maggiore, e comunque né questo né il Black Hermetic Order (durato meno di un lustro) possono essere considerati fenomeni su larga scala, ma la collocazione di certi progetti in questo contenitore mi è stata utile nel riordinare le idee e tentare di fornire un quadro non dico ordinato, ma neanche alla cazzo di cane.

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Intervista ai Formalist (doom, sludge, noise – Italia)

Formalist

Ragazzi, mi sono buttato. Ho ascoltato No One Will Shine Anymore e mi ci sono tuffato dentro, di pancia. Come non rimanere sfigurati dopo un disco del genere? I Formalist sono esordienti solo sulla carta perché in formazione hanno gente del calibro di Ferdinando dei Forgotten Tomb alla voce, Michele dei Viscera/// alla chitarra (il loro ultimo disco è tra le cose più belle uscite dall’Italia più estrema), Nicola e Riccardo dei Malasangre (rispettivamente basso e batteria). Li ringrazio per aver arricchito questo umile blog delle loro parole. [F]

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Roal Amundsen meets René Ferretti: intervista a quei bravi ragazzi di Xenoglossy Productions

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-ENGLISH VERSION BELOW- Non è colpa mia. Me l’hanno chiesto loro. L’hanno voluto loro. Se la sono cercata. E io ho cercato loro, li ho spiati, li ho studiati. Di chi parlo? Ma di Heliogabalus e Stilgar, due signorini che avete già conosciuto in un’altra lieta occasione: loro sono i Thecodontion e hanno trovato anche il tempo di creare e gestire un’etichettina molto graziosa e spumeggiante chiamata Xenoglossy Productions. Ve la presentano loro, raccontandovi tutto quello che hanno fatto fino ad oggi. Ringrazio Stilgar per aver deciso di donare a me e a tutti voi un’ineccepibile traduzione dell’intervista in inglese. [F]

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Back to life #2: Total Inferno, Manipulation, Rotting Sky, Enoid, Denial

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Sono partito lanciatissimo nella prima puntata di resoconto delle mie periodiche riesumazioni. Oddio, mie… diciamo che sono le mie preferite di quelle che mi capitano sottomano. Ad esempio vi consiglio subito la ristampa di uno dei migliori dischi death metal usciti fuori dalla nostra nazione, Inside the Unreal degli Electrocution. A dicembre Dark Symphonies l’ha rimesso in giro con un secondo cd contenente le tre demo precedenti e il promo Water Mirror del 1994. Vedete mi vengono così: scruto, annoto, riporto. Questo dovrebbe essere un bestseller assoluto per i miei gusti, anzi dovreste già averlo in almeno una versione precedente se vi piace quello di cui vi scrivo. Vero? Eh? Vabbè, addentriamoci nella moltitudine brulicante che ci sta chiamando.

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Le dimensioni non contano # 1: Coscradh, Cryostasium, Wending Tide, 夢遊病, Come Back From The Dead

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Non ci casco più. Ho già fatto ammenda diverse volte negli ultimi mesi e ora torno a presentare i miei omaggi ai dischetti. Non dischi, proprio dischetti. Termine che intendo in senso vezzeggiativo e so che in realtà è un diminutivo. La brevità è un pregio che riesce a esaltare le gesta di pochi. Spesso sono gli stessi gruppi a sottovalutare la portata musicale di un mini-album, assegnandogli solo valore materiale/collezionistico perché spesso i dischetti sono in edizione molto limitata.

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