Gli svedesi oltre la siepe #2: Cemeterius, Fördärv, Helvetestromb, Nachtlieder, Höstblod

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Torniamo in Svezia, alla scoperta di alcuni gruppi che soffrono la provenienza e la vicinanza ingombrante a troppi big del black metal. Se non avete ancora letto la prima puntata, è tempo di farlo. Poi fiondatevi nella seconda. O nel ground zero di Cirsium Kollektivet. Fate voi, insomma.

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Gli svedesi oltre la siepe #1: Hermóðr, Wolfcross, Fornhem, Hladomrak, Monstraat

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L’idea per questa serie di post viene da lontano. Dalla Svezia, appunto, con un messaggio in cui Katia di Nigredo Records mi invitava a prestare attenzione ad alcune sue recenti uscite. Mi sono chiesto quanto davvero conoscessimo, noi abitanti dello stivale, di quella nazione. La risposta è stata: non poco, perché da lì sono venuti alcuni dei gruppi più importanti della storia del metal, in ogni genere. Si può fare di più? Si può andare oltre i cartelloni pubblicitari e i mega tour di Watain, Marduk e Dark Funeral? Mi concentro solo sul black metal per una questione di mio ordine mentale e vi dico che mi sono trovato subito bene con Katia a farmi da consigliera: quando le ho spiegato cosa cercavo e di non suggerirmi i Grà, che per il mio modo di vedere sono quasi delle superstar, lei mi ha risposto “perché? non lo sono?”. Oltre a lei, ringrazio tantissimo il membro degli Effess stanziato lassù, che quel sausizzaro di San Gerardo ti dia sempre la forza di sommergermi di gruppi tosti e ignorati senza pietà. Tra parentesi, la band lucano-svedese ha scritto un nuovo brano su un fatto di cronaca che qui nei dintorni di Potenza tutti conosciamo. Ma andiamo in Scandinavia!

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La Polonia nascosta #1: Dagorath, Czort, Veles, Skald of Morgoth, Sons of Serpent, Death Like Mass

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Se mi spingo a scrivere uno dei rari post (che non siano un’intervista), significa che c’è qualcosa o qualcuno dietro, come avvenuto con la rassegna su Pest Productions. Stavolta il motivo occasionale è venuto fuori da uno scambio di messaggi con Katia, boss di Nigredo Records. Mi si è subito accesa la luce, ho pensato che non avevo dato spazio ad alcuni suoi gruppi veramente interessanti. Ne ho recuperato uno e da lì, a catena, tanti altri, che però non sono legati da vincoli contrattuali con la label italo/svedese, ma da una nazionalità sempre più sinonimo di qualità, almeno nel black metal. Come ben potete intuire dal titolo, non vi scriverò certo dei Batushka, degli Mgła o dei Furia, ma nemmeno dei Plaga, dei Kriegsmachine, dei Lvcifyre o dei Cultes des Ghoules, sebbene ci sia qualche side project che li riguarda.

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Krowos – Verbum Luciferi (Nigredo Records), 2017

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Ecco, sta iniziando la catena di collegamenti. È uno dei piccoli motivi di soddisfazione della gestione di un blog. Trovare un gruppo, che poi ne fa arrivare un altro e così via. Vi avevo raccontato come i Lilyum hanno ancora molte frecce al proprio arco? Bene, il loro batterista Frozen ha posto alla mia attenzione il nuovo album dei suoi Krowos, in cui -oltre a percuotere pelli e piatti- è anche compositore dei brani.

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