Il 2018 di Blog Thrower – la versione entusiasta di [F]

Questa non è una lista dei migliori album del 2018 perché credo che questo lavoretto, tanto morbosamente amato da chi scrive di musica, sia alquanto ingannevole. Meglio chiamare le cose col loro nome: i dischi che mi sono piaciuti di più. Punto. È opportuno inoltre sottolineare che se per qualcuno l’ascolto del metal è stato superficiale, molto probabilmente il “disco dell’annooooo!!!!!” sarà già quello dei Behemoth o dei Judas Priest. Ma va bene così. Questo per dirvi che non voglio darvi solo i nomi caldi, ma anche e soprattutto quelli che mi hanno accompagnato con grande profitto durante i dodici mesi appena trascorsi. Altrimenti la mia lista sarebbe piena di Aborted, Obliteration, Hate Eternal , ma anche Arkhtinn. Funeral Mist, Imperial Triumphant, Sargeist, Ungfell, Kriegsmachine, Ævangelist e Svartidauði. In sostanza: a che serve una carrellata di nomi che già sapete essere imperdibili (perché lo sono, c’è poco da fare), e che avete sicuramente letto già altrove? E poi, sapete, a me non piace fare classifiche.

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Intervista ai Malauriu (black metal, Italia)

È successo un fatto che mi ha reso felice per vari motivi. Ho ascoltato in anteprima il nuovo, inatteso EP dei Malauriu e mi è piaciuto. Anzi, mi è piaciuto tanto da spingermi a intervistare Asmodeus, il boss di quella band siciliana. Ne leggerete più in basso. Ma più di tutto mi sono sentito bene perché sono stato contattato nonostante non sia stato affatto tenero nella recensione al loro ultimo lavoro. Personcine piccoline mi hanno cancellato dai contatti Facebook per molto meno, lo sapete meglio di me come funziona con certi musicisti pompati. Ebbene, i Malauriu nelle parole qui in basso dimostrano di essere dei ragazzi seri e di saper usare l’ironia e l’autoironia. Nel black metal non è affatto scontato. [F]

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