Rogga Johansson, un uomo chiamato death metal: dai Paganizer alla conquista del mondo

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Rogga Johansson. Un nome, un manifesto, un’istituzione. Siamo nel 2018 ed è difficile non essere passati almeno una volta nella vita su un suo disco, ma poniamo che fino ad oggi abbiate ascoltato solo rap albanese. Il signore che vi ho nominato è una delle più coriacee e irriducibili incarnazioni del death metal. Ne produce in continuazione, a ritmi non coerenti con nessun’altra prospettiva di vita: quindi si desume che lui È il death metal. Avevo tentato di intervistarlo qualche anno fa, ha voluto le domande e non ho mai ricevuto risposta. Penso mi avesse bloccato, a un certo punto. Ma lo capisco, so essere molto rompicoglioni quando voglio. E so anche dimenticare questi episodi. Finché la musica vale, il resto non conta.

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