Intervista a Dolore (alias Giorgio Trombino)

Non aggiornavo il blog da parecchio, quasi un mese in cui è successo di tutto. Non temete: se i miei interlocutori decideranno prima o poi di rispondermi vi sommergerò presto di altre interviste. Ne ho una decina in stand by, quindi mi trincero a ragione dietro al classico “non è colpa mia”. Nel frattempo però ho deciso di deviare dall’enorme quantità di metal (con decise virate verso il crust, di cui vi renderò conto prossimamente), andando a importunare di nuovo un brillante individuo già noto alle cronache musicali contemporanee, artisticamente molto irrequieto, che si cimenta sempre con ottimi risultati in campi anche lontanissimi tra di loro. Giorgio Trombino, infatti, non si ferma davanti ai bei risultati avuti coi suoi Haemophagus e Assumption, tra gli altri, ma ha tirato fuori un altro asso dalla manica. In realtà più che un asso sembra un coltellaccio affilato, con cui ha messo da parte chitarre distorte e metallo assortito, per andare a parare su un mondo parallelo, cruento e orrorifico. Buon Dolore a tutti. [F]

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Scaphism – Unutterable Horrors (Horror Pain Gore Death Productions, 2018)

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Non conoscevo la tortura dello scafismo prima di incontrare sul mio percorso osceno gli Scaphist e gli Scaphism. Poi sono arrivati i Gutslit e un loro brano dal loro grandioso Amputheatre. Se ancora non ne sapete nulla, leggete e poi tornate qui. Entrambi i gruppi a tema sono estremamente validi, ma in questa occasione vi parlo dei secondi, provenienti da Boston.

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Le dimensioni non contano # 2: Anguis Dei, Vhorthax, Malakhim, Obscene, Gort

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Anno nuovo, dischetti nuovi. Ne escono tanti, me ne vengono segnalati tanti, ed è difficile scegliere quali fanno al caso mio, al caso nostro. Tanto prima o poi diventerà questo il formato del futuro: lavori di uno o due pezzi, pubblicati digitalmente e poi fisicamente in edizione molto limitata (per noi feticisti). Nessuno compra più un cd di dieci canzoni, figuriamoci uno molto meno capiente. Non c’è più quel significato dietro l’oggetto cd/cassetta, il vinile poi è un caso a parte perché costa di più produrlo, non so se di molto o di poco rispetto agli altri mezzi. La soddisfazione credo però sia di molto maggiore. Vabbè, elucubrazioni a parte, andiamo per la nostra strada. Comprate, comprate, comprate.

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