Il 2018 di Blog Thrower – la versione entusiasta di [F]

Questa non è una lista dei migliori album del 2018 perché credo che questo lavoretto, tanto morbosamente amato da chi scrive di musica, sia alquanto ingannevole. Meglio chiamare le cose col loro nome: i dischi che mi sono piaciuti di più. Punto. È opportuno inoltre sottolineare che se per qualcuno l’ascolto del metal è stato superficiale, molto probabilmente il “disco dell’annooooo!!!!!” sarà già quello dei Behemoth o dei Judas Priest. Ma va bene così. Questo per dirvi che non voglio darvi solo i nomi caldi, ma anche e soprattutto quelli che mi hanno accompagnato con grande profitto durante i dodici mesi appena trascorsi. Altrimenti la mia lista sarebbe piena di Aborted, Obliteration, Hate Eternal , ma anche Arkhtinn. Funeral Mist, Imperial Triumphant, Sargeist, Ungfell, Kriegsmachine, Ævangelist e Svartidauði. In sostanza: a che serve una carrellata di nomi che già sapete essere imperdibili (perché lo sono, c’è poco da fare), e che avete sicuramente letto già altrove? E poi, sapete, a me non piace fare classifiche.

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Intervista agli Hellish God (death metal, Italia)

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Voi direte: “ok questo ha un blog, sarà bravo con le parole”. Nulla di più sbagliato. Sono una pippa. Mi ripeto spesso e costruisco frasi ruvide, a voler essere buoni. Per questo vorrei chiedervi: avete presente quel tipo di death metal lì, che ci ha regalato negli ultimi anni uno dei dischi più belli dei Krisiun (Forged in Fury, 2015), il ritorno fenomenale dei Rebaelliun (The Hell’s Decrees, 2016) e quello non meno vulcanico degli Azarath (In Extremis, 2017)? Bene, non avrei mai pensato che l’anello successivo di questa catena dovesse essere un album italiano. E invece già da qualche settimana, ascoltando le anteprime, The Evil Emanations degli Hellish God si è rivelato per quello che è: mezz’ora da incorniciare e venerare. [F]

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