Dying Fetas #2: Natvre’s, Ectoplasma, Inhibitions, Rapture

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Che dite, va bene lo stesso come titolo, anche se non si riferisce solo a gruppi death metal come l’altra volta? Massì, è simpatico, no? Rimarca lo spirito del blog: cazzone e rivoltante. Mi sono un po’ allontanato dalla Grecia, ultimamente. Certo, i Kawir hanno fatto l’ennesimo disco di livello, ma poi ho guardato molto più spesso a ovest e a nord-ovest. Recuperiamo qualche tonnellata di feta rancida, suvvia.

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Nigredo _ Flesh Torn – Spirit Pierced (Transcending Obscurity Records) 2018

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Ve lo ricordate il clamore attorno ai Nigredo quando uscì Facets of Death? No? Nemmeno io. Infatti furono snobbati terribilmente, perché i metallari di merda quando sentono Grecia pensano solo ai Rotting Christ. Basterebbe dare uno sguardo al curriculum di John Votsis/Maelstrom per avere un quadro più chiaro della realtà. Tra i suoi innumerevoli progetti adoro in particolare gli Embrace of Thorns, ma soprattutto i Ravencult, nei quali ha randellato le pelli fino a pochi mesi fa.

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Splittini bellini #1: Lihhamon / I I, Paramnesia / Ultha, Barshasketh / Outre, Cultes des Ghoules / Sepulchral Zeal, Jute Gyte / Spectral Lore

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Sto rivalutando tantissimo questo formato, sapete? No, non il lupo. Lo split. E prende piede in me una triste considerazione: gli split più pubblicizzati, più diffusi e più acclamati di solito sono i più inutili. Ricordate quella roba imbarazzante tra Bulldozer e Death SS? Ecco, capite cosa intendo. Me ne sono già passati tra le mani alcuni, in autunno fu il tempo di BLSPHM e Sutekh Hexen, poi della combo cilena Wrathprayer e Force of Darkness. Bei ricordi! Ho deciso di raccogliere in un unico post gli altri splittini che mi hanno colpito molto e ovviamente sono fortemente consigliati.

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Septicflesh – Codex Omega (Season of Mist), 2017

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Sono felicissimo per il successo avuto dai Septicflesh negli ultimi anni. Stanno pubblicando dal 2008, quando si sono riuniti, album che non hanno nemmeno la metà del fascino dei loro capolavori degli anni Novanta, quando si chiamavano Septic Flesh, eppure il loro death metal sinfonico va fortissimo, tanto che poi ci sono arrivati anche i Fleshgod Apocalypse, diventati un fenomeno commerciale.

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Acrimonious – Eleven Dragons (World Terror Committee) 2017

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È sicuro che parlando di black metal greco vi parleranno dei Rotting Christ, è probabile che vi diranno degli Acherontas come attuali alfieri della scena, ma non penso che ci sarà qualcuno che andrà dritto sugli Acrimonious. Perché in fondo il black di quella zona è epico, molto particolare, e quindi chi se ne distanzia e va verso il sound scandinavo non è subito accostabile a quella scena. Ciò non toglie la assoluta qualità di certi gruppi come i Thy Darkened Shade e gli stessi Acrimonious, che in comune hanno il chitarrista e l’amore per i Watain.

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Humanity Zero – Withered In Isolation (Satanath Records) – 2017

653129Capita che i gruppi non riescano a trovare la propria dimensione, che non abbiano consapevolezza dei propri mezzi e che nessuno glielo dica a tempo debito. Non c’è niente di male ad ammettere di non avercela fatta. C’erano una volta gli Humanity Zero, greci e inesorabilmente bulimici: dal 2008 al 2014 un disco all’anno, un mare di death metal che sulla carta voleva suonare come i Death di Human e Symbolic, ma che di fatto si risolveva in un ammasso di suoni non calibrati, velocità spropositate quando non ci voleva e rallentamenti poco convinti. Non tutto era marrone e maleodorante però. Ogni tanto usciva fuori qualche brano più a fuoco come nell’album In The Parade Of The Ungrateful. La nuova vita era iniziata nel 2014, con l’ormai penultimo e sorprendentemente buono ‘Execution Ground’, molto più violento e al sangue. Li trovate tutti in free download nella descrizione dei video Youtube caricati dagli HZ, non vi preoccupate.Continua a leggere…