Intervista ai Ferum

Nel pieno di un’emergenza sanitaria non tutti hanno voglia di approfondire temi macabri trattati in maniera leggera, lo so. Allo stesso modo sono consapevole che forse neppure alcuni lettori vorranno buttarsi a capofitto nell’atmosfera fetida che di solito promana dalle paginette candide di questo blog. Eppure io non so scrivere d’altro. Gli speciali sul Covid-19 lasciamoli agli esperti, non fingiamoci virologi perché sembra che sia una specializzazione molto diffusa, soprattutto sui social, da qualche settimana a questa parte. Dicevo che qui si parla dell’amico di una vita, il death metal. E lo faccio, con immenso piacere, ospitando una band che adoro, che ha esordito a fine 2018 su cassetta e cd con due etichette fantastiche. A voi i Ferum, di cui vi ho già parlato nei miei resoconti di due concertoni tanto belli, ma tanto belli che vi meritate una pacca sulla spalla se ve li siete persi con coscienza e volontà. [English version by Lorenzo Tosatti HERE] [F]

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Interview with Ferum

ENGLISH VERSION BY LORENZO TOSATTI

In the middle of a medical emergency, I know not everyone feels like dealing with macabre themes superficially, but at the same time I know there are many readers who would be thrilled to dive deep into the rotten atmosphere which this blog has to offer. Yet, I don’t know anything else to write about. So, let’s leave the latest on Covid-19 to the experts and let’s not pretend to be doctors, which is what’s happening a lot lately, especially on social media for the last weeks. Rather, let’s talk about our dear lifelong friend: death metal. And it is with great pleasure that today I shall be hosting a band which I really like and admire, who made their breakthrough at the end of 2018, releasing a CD and a cassette. I give you, Ferum! Of which I have previously written about in a couple of previous reviews about two fantastic concerts, so good that what you deserve is a pat on the back as to say ‘well done!’ with admiration and spirit, if it hasn’t been done already. [Italian version HERE] [F]

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Signori si nasce: Skulld, Ferum, Crisis Benoit, Vomitmantik, One Day in Fukushima, Valgrind e Leechfeast – Born To Be Grind Fest Vol. 5, 25 maggio 2019, Freakout Club Bologna

Sono un tipo aperto a nuove esperienze. Ogni tanto ci provo. E puntualmente non ci riesco. Di cosa si tratta? Ma è il gioco più amato da alcuni signori redattori dei portali musicali seri! Pensate che vita triste deve essere se si va ai concerti per sottoporre i musicisti a una sorta di esame, per rilevare e porre a fondamento del loro scritto il solo particolare negativo. Come se tutto il resto fosse dovuto o di ordinaria amministrazione. Posta in questi termini la questione mi ricorda alcune discussioni sulla Juventus di mister Allegri, ma non fatemi divagare. Non mi metto nei panni del celodurista dei live report: non ne sono in grado, conosco abbastanza bene diversi gruppi di cui leggerete appresso e quindi il mio sarà un flusso senza alcuna pretesa censoria (come al solito).

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Fare la bella vita all’ombra del sicomoro: Teleport, Assumption, Ekpyrosis, Ferum e Bedsore – 5 aprile 2019 – Trecentosessantagradi – Roma

Pezzetti di buccia di mandarino nelle mani. Risate. Allegria generale. I numeri dal sacchetto. L’attesa di una vittoria che puntualmente non arrivava mai. È uno dei traumi di infanzia che tutt’oggi mi porto dietro. La chiamo “ansia da tombola”. Quando un accadimento gradualmente si delinea, e lo fa positivamente, mi sale una sorta di preoccupazione irrazionale che, all’ultimo e per un cazzo di dettaglio all’apparenza insignificante, tutto vada alla rovina. Quando i ragazzi di Sycamore Shows avevano annunciato Assumption e Ekpyrosis (assieme ai Teleport, di valore assoluto, ma che però non incontrano esattamente i miei gusti) la mia euforia era già alquanto incontenibile, ma lievemente opacizzata dalla suddetta ansia che mi sussurrava all’orecchio “ora aggiungono un paio di gruppi scandalosi, è troppo bello per essere vero”. E invece no, cara ansia della merda. Il cartellone è stato completato da Ferum e Bedsore. Ho sentito di aver fatto tombola, finalmente: il destino ha deciso di far riunire nello stesso posto quattro gruppi che adoro dall’inizio delle loro carriere, alcuni dei quali sono già passati su queste pagine.

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