Pest Productions: metallo bislacco e qualche meraviglia recente

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Benvenuti alla terza parte del nostro viaggio dentro Pest Productions, etichetta validissima e piena zeppa di gruppi straordinari. Dopo aver parlato un po’ delle basi, di quello che probabilmente già sapevate delle pietre miliari su cui si è fondata questa creatura, con metodo e disciplina, dal lontano 2006, vi segnalo ancora qualche altro disco. Prima un paio di cose bizzarre, poi le uscite più recenti, tutte di altissima qualità.

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Pest Productions: le grandi scoperte e i piccoli feticci

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Avete già capito che l’etichetta di cui ci occupiamo ha un fiuto invidiabile, e se non lo avete fatto non vi è bastato quanto vi ho raccontato l’altra volta. Ve lo ribadisco con qualche altro esempio. Vorrei sottolieare in apertura come questo e gli altri post sulla label cinese sono animati da uno scopo tutt’altro che dottrinale o sapienziale. In parole povere: io non so un cazzo e molti gruppi li ho scoperti da pochi mesi. Ci sarebbe quindi da parlare in modo molto più approfondito dei primi anni di Pest, quando il fenomeno post black era ancora lontano dal divenire qualcosa di giganteaco, ma Deng già aveva visto lungo. Un lettore mi ha fatto notare questo e diverse assenze, ma purtroppo il mio cervello funziona a momenti alterni, quindi cito qui due gruppi essenziali come Heretoir e Thy Light.

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Pest Productions: come è nata e cosa ne sapevo (poco)

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A grande richiesta torno ad occuparmi di un’etichetta, ad affondare le mie luride manacce nel ventre corposo di una piccola grande impresa che -a prescindere dalla musica prodotta- mi sembra giusto lodare per lo spirito con cui riesce a lavorare. Fatemi sparare un’ovvietà, così, in apertura: ci si fa un mazzo gigantesco per gestire una label seriamente. No, non parlo di quelle che fanno uscire un disco all’anno, quello è altro, sebbene sia uno sfizio che prima o poi mi toglierò pure io. Intendo qualcuno che ha reso la sua vita una catena di montaggio, tipo Aleksey di Satanath Records. Ma non è lui il protagonista stavolta. Dopo la piccolissima Cirsium Kollektivet è tempo di andare a parare altrove, molto lontano sia dalla Svezia che dall’Italia, in un posto che secondo me nasconde tantissime sorprese metalliche. Bisogna solo saperle scovare. Toh, ecco Pest Productions, orgoglio cinese dal cuore nero, ma vi avverto: non c’è nulla di enciclopedico o esaustivo come certi articoloni infiniti e cattedratici letti su Metallized. Anche quelli sono simpatici, ma hanno un’aria di seriosa superiorità latente che non mi è mai piaciuta. Vi scrivo consapevole di essere tanto ignorante quanto appassionato ed entusiasta di gruppi che sto scoprendo per la maggior parte in questo periodo.

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