Pest Productions: come è nata e cosa ne sapevo (poco)

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A grande richiesta torno ad occuparmi di un’etichetta, ad affondare le mie luride manacce nel ventre corposo di una piccola grande impresa che -a prescindere dalla musica prodotta- mi sembra giusto lodare per lo spirito con cui riesce a lavorare. Fatemi sparare un’ovvietà, così, in apertura: ci si fa un mazzo gigantesco per gestire una label seriamente. No, non parlo di quelle che fanno uscire un disco all’anno, quello è altro, sebbene sia uno sfizio che prima o poi mi toglierò pure io. Intendo qualcuno che ha reso la sua vita una catena di montaggio, tipo Aleksey di Satanath Records. Ma non è lui il protagonista stavolta. Dopo la piccolissima Cirsium Kollektivet è tempo di andare a parare altrove, molto lontano sia dalla Svezia che dall’Italia, in un posto che secondo me nasconde tantissime sorprese metalliche. Bisogna solo saperle scovare. Toh, ecco Pest Productions, orgoglio cinese dal cuore nero, ma vi avverto: non c’è nulla di enciclopedico o esaustivo come certi articoloni infiniti e cattedratici letti su Metallized. Anche quelli sono simpatici, ma hanno un’aria di seriosa superiorità latente che non mi è mai piaciuta. Vi scrivo consapevole di essere tanto ignorante quanto appassionato ed entusiasta di gruppi che sto scoprendo per la maggior parte in questo periodo.

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Intervista a Chiral (black metal, Italia)

Non riesco a nascondere i miei sentimenti. Se una cosa mi fa schifo, esterno tutto il mio disgusto. Se però mi fisso su qualcosa di bello e di importante, state sicuri che non mollo la porzione di carne finché non ho spolpato ogni centimetro quadrato. In questo caso un po’ mi dispiace aver disossato il povero Matteo Gruppi, in arte Chiral, ma se lo meritava. Intervistarlo è stato un vero piacere, averlo nei secoli dei secoli su queste pagine virtuali è invece un grandissimo orgoglio. [F]

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