Rites Of Thy Degringolade – The Blade Philosophical (Nuclear War Now! Productions, 2018)

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Il blog è agli sgoccioli. Non sento più l’urgenza di scrivere nulla. I miei ultimi post saranno molto poco ispirati e me ne scuso con voi che li leggerete. Non potevo fermarmi prima di avervi segnalato che Paul Kressmann era tornato. Uno dei musicisti canadesi più importanti per il black metal che va tanto oggi. Pensate che non si trova nulla in italiano sul web riguardo ai suoi Sacramentary Abolishment, gruppo seminale che ha pubblicato due capolavori nella metà degli anni Novanta, prima di cambiare nome e diventare Axis of Advance. Assieme a lui, all’epoca, c’era un altro glorioso soggetto come Chris Ross dei Revenge. Capite la portata storica?

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Thantifaxath – Void Masquerading as Matter (Dark Descent Records) 2017

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Chissà perché i gruppi migliori si scelgono nomi da medicinale per i disturbi gastrici. Devo indagare. Nel frattempo io non è che vi consiglio semplicemente i Thantifaxath, vi dico che se non li avete mai sentiti nominare non avete mai ascoltato uno dei dischi più belli degli ultimi anni. Sto parlando di Sacred White Noise, che è riuscito ad andare oltre il black metal senza essere “post” o troppo debitore dei Deathspell Omega. Non c’è niente da fare, dovete provare questa esperienza.

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Hak-Ed Damm _ Holocaust Over Dresden (Satanath Records, 2017)

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Con questo nome mi aspettavo una schifezza tipo i Melechesh, sapete? Poi mi sono messo a studiare e ho trovato il primo disco degli Hak-Ed Damm molto più cruento. Nulla di speciale, solo pura violenza. Era il 2010, epoca di Necrowristfucked. Dopo uno scioglimento e diversi split, quindi una vita dopo, arriva il nuovo album che fortunatamente è molto meglio di quanto fatto in passato.

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I sette dischi black metal più sottovalutati dell’inverno 2017: Sortilegia, Ignis Haereticum, Grafvitnir, Sar Isatum, Deathcult, Perdition Winds, Eternal Helcaraxe

Arrivano stimoli e impulsi da ogni parte del mondo. Tutti diretti a questo blog. Se non facessi altro nella vita (sai che palle…) pubblicherei tre post al giorno, sorrisoni e pacche sulle spalle. Umanamente però è impossibile far uscire qualche riga sulle uscite rispettando le scadenze. In questo spazietto ho raccolto alcuni spunti sui miei personali sette peccati capitali, ossia quei dischi che hanno trovato poca eco mediatica, soprattutto a livello italiano, che probabilmente vi sono passati davanti senza che ve ne siate accorti. Stava capitando anche a me, che ho tempeste di mail promozionali. In modo fine direi che è un’ideale di giustizia quello che mi guida. Volendo parlare come mangio, terra terra, è un modo per recuperare uscite minori solo sulla carta.

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Entity – Phobia Of The Formless (Via Nocturna), 2017

a1470408509_16Quando lo scorso anno sono stato folgorato dai Cell e dal loro esordio The Frozen Moon of Erebath ho pensato che con qualche aggiustamento sarebbero stati perfetti per I, Voidhanger Records. Nella speranza che la mia previsione si avveri con un nuovo album sotto la mirabile etichetta italiana, due di loro (bassista e chitarrista) si danno alla pazza gioia con gli Entity, progetto death metal in giro da circa tre anni che oggi arriva al primo album lungo.

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