Lovecraftiani di Renania: l’orrore strisciante secondo The Crawling Chaos Records

Anche dallo spam può nascere qualcosa di buono. Prefazione: stavo per cancellare dai miei contatti il boss di The Crawling Chaos Records. Non era passato che qualche minuto da quando mi era apparso tra i contatti ed era già partito con un’insistente campagna pubblicitaria a mie spese. Nessun problema, so che oggigiorno si cerca di vendere il proprio prodotto in ogni modo. Mi sono trattenuto, ho indagato più a fondo ed ecco il risultato.

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L’erezione del Vesuvio: a Napoli arrivano Aura Noir, Hellgoat, Manticore e Kill

Ultimamente a Napoli e dintorni si stanno tirando fuori dei concertini veramente sfiziosi. Vado a memoria nel ricordare i Messa e i Dopethrone lo scorso ottobre, ma anche i magnifici Goath un annetto fa. Non dimentichiamo poi l’ormai consolidato appuntamento con l’Evil Fest ad Alvignano (nell’estate 2018 vennero i Varathron) e il Cult of Partenope, festival black metal che il prossimo autunno porterà Darkened Nocturne Slaughtercult, Harakiri for The Sky e Asagraum, tra gli altri. Con queste premesse, non è una sorpresa che anche quello che sta per iniziare sia un mese gravido per i metallari campani.

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Signal Rex punta al Nord: Se Lusiferin Kannel, Sammas’ Equinox e Örmagna

Su queste pagine ho scritto tantissimo, troppo forse, su Signal Rex e sulle sue gigantesche imprese in ambito black metal, specialmente portoghese. Non voglio ripetermi, lascio solo qualche link alle passate escursioni. Stavolta la scena locale non è protagonista perché ci sono in ballo tre dischi di respiro più ampio. Chiamateli pure commerciali, vendibili, accessibili, di sicuro appeal. Non sono termini offensivi perché saltano subito alla mente se proviamo solo a paragonarli ad altre uscite della label come Snorri, Zwarte Dood, Holocausto Em Chamas e via discorrendo. Come potete immaginare, non c’è tanto da spartire con la oscura e irreprensibile sub-label Harvest of Death, le cui recenti opere meritano davvero un capitolo a parte. Signal Rex, a inizio 2019, ha deciso di volgere il suo sguardo verso Finlandia e Islanda.

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Haeresis Noviomagi: l’eresia in formato cassetta

La fitta rete che tiene vivo il metal nei Paesi Bassi mi ha portato a Nijmegen, alla corte di Haeresis Noviomagi. Già dal nome (che richiama e collega all’eresia il vecchio nome latino della città di appartenenza, Noviomagus) pare qualcosa di ben più altisonante e solenne di The Throat. Ed è così, almeno in musica, visto che non c’è raw black metal, né si può dire che questo collettivo sia anti-social o contrario a collaborazioni con etichette prestigiose come, in ultimo, Eisenwald e Fallen Empire. Haeresis Noviomagi si è sempre occupata fin da principio di cassette: non lo specificherò ulteriormente, ma tutto il catalogo è costituito da tape.

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Intervista a Matteo Antonelli (Masked Dead Records)

Questa è un’intervista che avrei dovuto fare diversi anni addietro, quando ero più immerso nella musica di Masked Dead Records. Ora ammetto di essere molto più selettivo e severo, ma torno sempre con piacere su quella manciata di canzoni che mi hanno accompagnato in momenti importanti della mia vita. Non mi va di citarle. Piuttosto voglio aggiungere che non dimentico affatto Voland, Noesis, Februus, Kалуђер e prima ancora, quasi all’inizio del mio blog, Eyelids e Malauriu. Insomma, Masked Dead ha rivestito un ruolo non marginale su queste pagine virtuali e mi sembrava coerente, sensato e per certi versi necessario cercare di capire come ragiona Matteo Antonelli, colui che muove i fili di questa piccola e molto caratteristica label. [F]

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Intervista ai Seventh Genocide (post-black metal, Italia)

Prima di quest’intervista va fatta una premessa doverosa: tra me e i Seventh Genocide c’è un certo tipo di rapporto. Ho condiviso il palco in un mini tour italiano, ho assistito varie volte a loro concerti da spettatore, o ancora ci siamo trovati insieme da semplici spettatori ad altri concerti ancora. Insomma, più che un’intervista io la definirei una chiacchierata informale. Ma proprio per questo, visto che ho avuto l’occasione di conoscerli di persona, probabilmente è più facile svelare qualche chicca interessante o raccontare dei dettagli che difficilmente leggereste in interviste canoniche. E ora, tuffiamoci direttamente nel cuore dell’argomento, e andiamo a sentire cosa hanno da dirci i ragazzi in merito [H].

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Seventh Genocide

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Intervista ai Fordomth

Se vi sentite frustrati, bloccati, intrappolati in un limbo, in una scatola minuscola che non vi lascia muovere neanche un muscolo, pensate ai Fordomth. Loro hanno finito le registrazioni del loro primo album nell’estate del 2015. Da allora non hanno trovato pace e solo pochi mesi fa, a fine 2018, I.N.D.N.S.L.E. ha visto finalmente la luce. Ovviamente in tre anni il mondo può cambiare radicalmente… e puntualmente l’ha fatto. In particolare tra turnover di musicisti e nuove canzoni che nel frattempo sono differenti da quanto fatto nell’album, comprensibilmente questo gruppo siciliano poteva lasciarci le penne. Invece è ancora qua e leggerete come c’è già molto materiale pronto. Aggiungo solo che per me I.N.D.N.S.L.E. è stato uno degli ascolti più frequenti degli ultimi mesi, una presenza opprimente e onnipotente. Sentiamo dalle parole dei ragazzi catanesi come sono andate le cose. [F]

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Uno sguardo su Grimm Distribution: Necrospell, Feed Them Death, Acheronte, Invocation of Death

Dopo qualche disco targato Satanath, sorprendentemente mi ritrovo a dare spazio alla branca che ricordavo più modesta delle etichette di Korolyov, ossia quella Grimm Distribution che in passato non era stata certo tra i miei ascolti principali. Oggi nei miei gusti l’etichettina/ditro ucraina ha scavalcato addirittura Symbol of Domination Prod., che secondo me ha avuto un 2018 molto povero. Orbene, gambe in spalla e via!

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Intervista agli Heretical

Per me (e sicuramente anche per la maggior parte di voi) gli Heretical sono un’entità immanente. Ci sono sempre stati. La band di Caltanissetta è una presenza costante nel panorama metal italiano dai primi anni Novanta. Questa mia intervista è una sorta di tributo al valore, un modo per ripercorrere nei dettagli un’altra epoca del metal italiano. Sto lentamente recuperando pezzi della discografia degli Heretical e mi chiedo sempre dove sarebbero potuti arrivare con un pizzico di fortuna. Poiché -lo leggerete- non ne hanno avuta nemmeno un po’. Ringrazio di cuore Azmeroth Szandor, colui che ha portato avanti il gruppo con fierezza e tra mille difficoltà che avrebbero fermato praticamente chiunque, per aver deciso di rispondere in modo sincero alle mie domande, non eludendo nemmeno quelle più delicate. [F]

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