Intervista agli À Répit

Sono un normalone. Leggo dicembre sul calendario e mi butto su una delle band più glaciali che ci siano in Italia. À Répit è una creatura che merita tutta l’attenzione di chi si ciba periodicamente di black metal fortemente caratterizzato dal luogo in cui è nato. Lascio lo spazio ai due musicisti coinvolti, che non saranno di molte parole, ma hanno dato diversi spunti e indicazioni a un curiosone come me. [F]

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Intervista a Marco Basili (Hornwood Fell, Nor, Nur Run, Vinter Fresa, Kailash, Krom, Hastur, Hastur Evocation)

Vivere nella musica, con la musica, per la musica: può essere un conciso riassunto della vita dei fratelli Andrea e Marco Basili, conosciuti in questo periodo storico per essere dietro agli Hornwood Fell (ma hanno fatto anche tanto altro, come leggerete a breve). Prima ancora che dai loro trascorsi, sono rimasto subito affascinato dalla loro musica, declinata su tantissimi paradigmi che hanno come radice una fortissima personalità. Risponde Marco, chitarrista e cantante. [F]

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Intervista a Kenos / Sacrilegious Crown

Come fai a pensare al raw black metal a metà agosto, nella tua solita località balneare, mentre ti corrono accanto giovinette giulive e ragazzetti sorridenti, pieni di vita e con il cuore immerso nell’estate? Me lo sono chiesto pure io, ma non ho ancora capito perché sono così fuori posto. Ecco perché ho deciso di farmi i cazzi altrui per l’ennesima volta. In questa occasione è toccato a un tizio che non ha voluto rivelare la sua identità reale. Se bazzicate quelle label stranissime come Defiled Light o Perverse Homage o ancora Black Gangrene lo conoscete di sicuro: è Sacrilegious Crown. Nessuna pagina social, ma c’è Bandcamp per ascoltare e magari acquistare. [F]

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Intervista ai Rüsa Nivul

Il procedimento è sempre il solito: mi imbatto in un album su Bandcamp, lo scarico e cerco di analizzarlo con i musicisti che lo hanno scritto. Capirete bene che è quasi un dovere per me fiondarmi a capofitto su un progetto decisamente singolare come quello che vi sto per presentare. Antinazismo, Demetrio Albertini, black metal e paganesimo matriarcale: non avrei mai pensato di affrontare questi temi nella stessa intervista metal. Soprattutto in un periodo storico in cui – secondo le voci del popolo – il black metal è cosa di (estrema) destra. Eppure eccomi qua, faccia a faccia coi Rüsa Nivul. [F]

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C’era una volta un’antica abbazia… Gli Evol e la genesi del black metal veneto

Ebbene sì. Il momento è giunto. Ho accarezzato l’idea per tanti mesi, l’ho coltivata pazientemente e adesso dovrei essere in grado di cogliere qualche frutto. L’oggetto del piacere è il Veneto. Ci sono tante zone d’Italia particolarmente fertili per quanto riguarda il black metal, ma la regione in questione mi ha letteralmente ossessionato. Mi sono accorto di avere una discreta collezione di dischi di quella zona e da quelli sono partito cercando collegamenti vari tra musicisti. I siti buoni ora vi delizierebbero con una forbita analisi antropologica, culturale, economica e geopolitica, magari con diagrammi e passi commentati di opere letterarie. Io invece vi lascio una raccolta di efficaci proverbi locali, così entriamo subito nel mood estremo, senza soffocarci le palle con inconcludenti giri di parole.

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Intervista agli Extirpation

Adoro passare da un estremo all’altro. Pochi giorni fa avete goduto del pessimismo cosmico dei Coil Commemorate Enslave e oggi vi faccio impattare con una band che più diversa non potrebbe essere. Gli Extirpation stanno facendo un percorso non altisonante, ma ad alto tasso di grande musica. In particolare il loro ultimo album è un gioiellino di black/thrash con piglio e produzione molto attuale. L’intervista non è lunghissima come al solito perché i ragazzi lombardi seguono una linea molto schietta e sincera, sia musicalmente che nel loro raccontarsi. Risponde Eros, chitarrista e membro fondatore. [F]

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L’incantesimo del diavolo: quando le tastiere stregarono il black metal

Questo notevole articolone sul black metal sinfonico è opera del mio amico Giorgio, un veterano che ha vissuto sulla propria pelle l’uscita di certi capolavori degli anni Novanta. Se ritenete che ci siano altri nomi ingiustamente dimenticati da quell’epoca, battete un colpo. [F]
1994: probabilmente l’anno più interessante prima del nuovo millennio. Il motivo? Beh, semplice da riportare. Gli Iron Maiden sono in studio senza Bruce, con la scommessa Blaze Bayley dietro il microfono. Le registrazioni di The X Factor avrebbero tenuto col fiato sospeso metà della platea metal internazionale. Nel frattempo il grunge, spinto dalla Mtv generation, sta invadendo il mercato. Diversi generi tra cui street e hard rock, A.O.R. e, per fortuna, glam metal, vengono letteralmente spazzati via. Nessuno può fermare Nirvana e company. Non di certo possono farlo i Metallica. Le foto promozionali dei quattro ‘signorotti’ per l’uscita di Load, a prescindere dalla svolta musicale, non lasciano molto spazio alla speranza. E la foto di Kirk Hammett vestito da pappone in completo bianco e col sigaro, spaventa ancora oggi. E allora chi fermò il grunge? Lo fece il Texas, lo fecero i Pantera. Far Beyond Driven debutta direttamente al primo posto di Billboard. Da soli, fanno da scudo all’avanzata di Seattle. Phil Anselmo, con proprio una camicia di flanella a scacchi addosso e la sua pelata, destabilizzava, minacciava e colpiva, mentre le chitarre di Dimebag andavano sempre più giù di tono, dove il confine col death metal si cominciava ad intravedere. Non male dunque il 1994. E nel frattempo in Scandinavia, la fiamma nera del true norwegian black metal, sulla stampa più viva e lucente che mai, in realtà si stava già spegnendo. Ma ce ne saremmo accorti parecchi anni dopo.

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Intervista a Consalvo (Coil Commemorate Enslave, ex Eyelids)

Ho aspettato pazientemente che i Coil Commemorate Enslave tornassero con un nuovo album per poter andare a fondo nelle loro idee e nelle loro intenzioni. Questa è l’intervista che avevo in mente da tantissimo tempo. Ringrazio Consalvo, un’Artista a tutto tondo, come leggerete, per avermi consentito di entrare a pieno nel mood di un progetto musicale che tutt’oggi reputo unico. [F]

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Intervista agli Eyelessight

Quando mi saltò la trasferta per Policoro, nel giugno 2018, maledissi tutti i santi del paradiso. Era l’occasione perfetta per testare gli Eyelessight dal vivo, tra l’altro accanto a Eyelids e LaCasta. Da allora la mia sete non si è placata, spero sempre di assistere a un loro concerto, soprattutto alla luce dell’ultimo grandioso album uscito per Talheim Records. Per ingannare l’attesa ho deciso di intervistare la band abruzzese e devo ammettere che, anche stavolta, ci ho preso. Grazie a HK, il batterista, per aver risposto alle mie tantissime domande. [F]

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Intervista agli Innero

Quello che state per leggere è il motivo principale per cui continuo a importunare i gruppi e a chiedere loro di spiegarmi tantissime cose, dalle più importanti alle più futili. Tutto è finalizzato a soddisfare la mia sete di conoscenza, senza rinunciare al piglio da ficcanaso che non riesco ad eliminare, o quantomeno a contenere. Vi ricordate con affetto di Principia Discordia dei Malnàtt e i Bland Vargar? Bene, ora avete un nuovo fantastico gruppo da seguire, gli Innero. [F]

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