Intervista ai Seventh Genocide (post-black metal, Italia)

Prima di quest’intervista va fatta una premessa doverosa: tra me e i Seventh Genocide c’è un certo tipo di rapporto. Ho condiviso il palco in un mini tour italiano, ho assistito varie volte a loro concerti da spettatore, o ancora ci siamo trovati insieme da semplici spettatori ad altri concerti ancora. Insomma, più che un’intervista io la definirei una chiacchierata informale. Ma proprio per questo, visto che ho avuto l’occasione di conoscerli di persona, probabilmente è più facile svelare qualche chicca interessante o raccontare dei dettagli che difficilmente leggereste in interviste canoniche. E ora, tuffiamoci direttamente nel cuore dell’argomento, e andiamo a sentire cosa hanno da dirci i ragazzi in merito [H].

3540334298_photo
Seventh Genocide

Continua a leggere…

Intervista a Mathew Nicholls (Carved Cross e non solo)

Qualche mese fa, come spero vi ricorderete, ho debuttato sulle pagine di Blog Thrower con un approfondimento un po’ inusuale, con il quale mi sono limitato a dirvi ciò che sapevo sulla scena black metal della Tasmania. Potete rileggerlo cliccando qui sopra.

Ebbene, subito dopo aver scritto questo articolo, è successo qualcosa di inaspettatamente bellissimo. Praticamente ho condiviso lo screenshot dell’articolo sul mio profilo Instagram, ed è stato notato da Mathew Nicholls, probabilmente il componente più attivo della scena black metal tasmaniana. Tra le band in cui milita, ci sono infatti Carved Cross, Forbidden Citadel of Spirits, Fixation (che stesse anche nei Fixation l’ho scoperto proprio con questa intervista, ndr) e altre ancora; inoltre, è la mente che sta dietro a Overuse, etichetta discografica underground con cui Nicholls pubblica parte del suo materiale. Insomma, ho colto l’occasione per chiedere un’intervista, e Mathew ha gentilmente accettato. Ne è uscita fuori un’intervista lunga e ricca di sorprese, ma devo dire anche molto soddisfacente. Spero sia di vostro gradimento! [H]

Intervista tradotta dall’inglese all’italiano da Giuseppe D’Adiutorio. Grazie!

mnblood
Mathew Nicholls.

Continua a leggere…

Roal Amundsen meets René Ferretti: intervista a quei bravi ragazzi di Xenoglossy Productions

xenoglossy logo

-ENGLISH VERSION BELOW- Non è colpa mia. Me l’hanno chiesto loro. L’hanno voluto loro. Se la sono cercata. E io ho cercato loro, li ho spiati, li ho studiati. Di chi parlo? Ma di Heliogabalus e Stilgar, due signorini che avete già conosciuto in un’altra lieta occasione: loro sono i Thecodontion e hanno trovato anche il tempo di creare e gestire un’etichettina molto graziosa e spumeggiante chiamata Xenoglossy Productions. Ve la presentano loro, raccontandovi tutto quello che hanno fatto fino ad oggi. Ringrazio Stilgar per aver deciso di donare a me e a tutti voi un’ineccepibile traduzione dell’intervista in inglese. [F]

Continua a leggere…

Intervista a Shine of Menelvagor (ambient, funeral doom, black metal, Italia)

23845294_380230185742808_1230345512_n

Dovete sapere che compro dischi. Tanti dischi. Troppi dischi. Ne ho da parte alcune decine, alcuni di questi preferirei bruciarli invece che tenere ancora con me, altri effettivamente sono stati colpi di testa o vecchi pallini che non mi comunicano più nulla. Per fortuna sono stato indirizzato verso alcuni gruppi Facebook in cui ne sono riuscito a piazzare quattro o cinque. In una di queste provvidenziali transazioni mi sono imbattuto nel progetto Shine of Menelvagor ed è stato subito amore a primo ascolto. Non potevo esimermi dall’andare a scoprire tutti i suoi dettagli, perciò lascio la parola all’uomo solo al comando di questa one man band, Luigi Scopece.  [F]

Continua a leggere…

Reverorum Ib Malacht – Ter Agios Numini (The Ajna Offensive) – 2017

656927

Dodfodd, demo 2015. Era finalmente qualcosa di diverso per Karl Hieronymus Emil Lundin, che andava oltre il raw black metal delle precedenti occasioni e lasciava intendere di avere un po’ di sale in zucca. Sono arrivato ai Reverorum ib Malacht solo da pochi mesi e la prima impressione sul loro operato poteva essere riassunta così: la messa della domenica di qualche decennio fa, col blast beat che più di una ritmica di batteria si avvicinava al ticchettare delle dita ossute delle vecchiette avventrici spazientite per l’eccessiva durata del rituale. Roman catholic black metal: così si definiscono. Non so se fanno sul serio, se c’è stata una conversione o no, ma solenni lo sono, e pure tanto. Originalità fuori discussione per il modo in cui le tematiche sono trattate. Se il black metal nasce come espressione di offensività e pericolo, questo non è né offensivo né pericoloso. Ma attenzione: anche il 99% del restante atmospheric black metal che parla di uccellini e passeggiate nei boschi non lo è. Almeno nei Reverorim ib Malacht ci sono tanti passaggi noise e ambient abbastanza disturbanti. All’inizio il black metal era prodotto malissimo e dai contenuti trascurabili (la demo e Urkaos poi con l’iconico De Mysteriis Dom Christi (il cui titolo ha fatto arrabbiare i metallari cattivi, gne gne gne) le cose si sono fatte più interessanti, ma sempre estremamente impegnative tra un canto gregoriano e un riff tutto sporco in lontananza, con durata superiore a un’ora. Che messa dura settanta minuti? Quella del vostro funerale?Continua a leggere…