Invictus Productions, un 2018 da incorniciare

Il mondo del metal estremo, nel 2018, è estremamente variegato e globale. In quest’ottica, molti fan di questi generi musicali fanno fatica ad orientarsi. Secondo me, un modo ottimale per riuscire a districarsi nelle miriadi di uscite che si susseguono in ogni anno è quello di trovare le proprie etichette “fidelizzate” personali. Ci sono infatti label che, per gusto personale e per qualità intrinseca, riesco personalmente ad apprezzare più di altre. Ce ne sono diverse, ma in particolar modo vorrei parlarvi del 2018 della Invictus Productions, interessantissima label irlandese che, secondo il parere di chi vi scrive, ha vissuto un anno ad alto livello.

invictus_productions

Continua a leggere…

Annunci

Paesi Bassi, profilo basso: il Black Hermetic Order

Se digitate Black Hermetic Order su Google, vi ritroverete anche dei richiami ad Alba Dorata. Non dobbiamo considerarli perché ci mandano fuori strada. Sto invece riferendomi al classico circoletto, composto da pochi musicisti che si scambiano i ruoli in varie micro-band. Probabilmente l’Aldebaran Circle portoghese (Occelensbrigg, Ordem Satânica, Trono Alèm Morte e Voëmmr) ha una eco maggiore, e comunque né questo né il Black Hermetic Order (durato meno di un lustro) possono essere considerati fenomeni su larga scala, ma la collocazione di certi progetti in questo contenitore mi è stata utile nel riordinare le idee e tentare di fornire un quadro non dico ordinato, ma neanche alla cazzo di cane.

Continua a leggere…

Non è tempo di battute sulla ‘Nduja: le ultime bellezze metalliche dalla Calabria

Sapete che c’è? Mi sono rotto il cazzo di cercare, trovare e riportare scuse e giustificazioni. Avrei potuto benissimo evitare questo post con motivazioni tipo “ehhh la zona non è propizia” oppure “lì non va il metal”. Sarei tuttavia stato ingiusto verso alcuni esempi virtuosi che danno un senso alla Calabria dal punto di vista musicale. Sullo sfondo una miriade di gruppi di altra epoca. Vi cito velocemente gli Headcrasher (uno dei tanti nomi nostalgici degli anni Ottanta italiani) e gli Armagedon (non erano tanti i gruppi italiani a suonare così nel 1996). Inoltre, più vicini nel tempo e di cui non ho notizie da fin troppi anni, alcune figure importanti della mia crescita metallica: Amorphead, Land Of Hate, A Buried Existence, Acrylate e chissà quanti altri sto dimenticando. Ma questo non è un post nostalgico. D’altro canto avrei volentieri tirato fuori i Glacial Fear, loro sì che hanno sempre meritato tantissimo e sono stati piuttosto costanti. Mi concentro invece su una manciata di album usciti negli ultimi mesi/anni senza peccare in sensazionalismo fine a se stesso. Fate finta che ci siano anche i Minervium, destinati a belle cose, che hanno esordito non tanto tempo fa e ora pubblicano l’ep per Narcoleptica Productions. A proposito di Minervium, il loro batterista fa da trait d’union con la prima band della rassegna.

Continua a leggere…

Intervista ai Necandi Homines (Italia)

Provate a far partire un pezzo dei Necandi Homines, se non lo avete mai fatto. Altrimenti ripensate al momento in cui vi siete imbattuti in loro. Oltre a un comprensibile senso di angoscia e negatività (ben fatto, ragazzi!), ho pensato sin da subito di aver scoperto una miniera, un gruppo molto particolare e al di fuori dalle logiche ordinarie del metal. Li ringrazio per le parole che leggerete a breve, per aver soddisfatto pienamente la mia assetata curiosità. [F]

Continua a leggere…

Lusitanian horde 2018 – le solide realtà: Ordem Satânica, Ruach Raah, Candelabrum, Wømb, Degredo

È più “veterano” un gruppo attivo dal 1996 con un paio di EP, oppure un altro che nell’arco di un lustro ha pubblicato almeno un lavoro all’anno? Ovviamente la risposta è: dipende, non si può tracciare un discrimine netto. Ci sono talmente tante variabili in campo… Ebbene, in Portogallo si segue la seconda delle alternative appena descritte, quindi in questa occasione tocca ai gruppi che in Italia sarebbero considerati giovani e inesperti, mentre invece hanno già un gran numero di uscite.

Continua a leggere…

Intervista a Roberto Mura (Third I Rex)

Third I Rex per me era un mistero, quando la conobbi tempo addietro. Una entità misteriosa che pubblicava dischi lodevoli (li potete ascoltare più in basso). Negli ultimi mesi ho conosciuto virtualmente colui che ha creato quasi dal nulla tutto ciò e non ho avuto neanche un mezzo tentennamento: dovevo capire come lavorava e come funzionava il suo cervello. Non fatevi ingannare dalla provenienza: sarà pure una “music label based in UK”, ma il cuore e il cervello sono tutti italiani. Quanto entusiasmo nelle parole di Roberto Mura! [F]

Continua a leggere…

Paesi Bassi, profilo basso: tocchi di black metal neerlandese – Smoke & co.

I Paesi Bassi sono un posto tanto piccolo quanto brulicante di vita metallica, tanto che non posso fare il solito pippone introduttivo che uso per il Portogallo. Nel death metal ci sono pesi massimi che hanno fatto la storia (Asphyx, Gorefest), sebbene oggi alcuni di loro siano molto spompati (Pestilence, Sinister). Teniamo conto inoltre di gruppi molto più famosi e conosciuti in ogni angolo del globo, come The Gathering, Ayreon, Epica, Within Temptation e After Forever. Lo so, su queste pagine i nomi appena citati equivalgono a delle invocazioni della Madonna di Lourdes. Volevo solo dirvi che è in qualche modo comprensibile, per il consumatore occasionale di metallo, fermarsi alla superficie. Andando oltre, se si pensa al black metal, di getto viene da pensare a due esempi: gli Urfaust e i Carach Angren. Anche qui non c’è molto da dire: è singolare come si riesca a racchiudere in un solo genere i primi, che mi hanno cambiato la vita con quel capolavoro di Geist Ist Teufel quando ero molto più giovane di adesso e poi hanno continuato a macinare dischi quasi sempre meritevoli di lode; e i secondi, un fenomeno dalla personalità non certo vistosa, ma che ha raggiunto una popolarità a mio avviso incredibile e a tratti ingiustificata. In ogni caso siamo ancora, come in ogni altro esempio fatto fino ad ora, nel pieno del mainstream della musica metal. Quello che leggerete di qui in avanti risponderà all’interrogativo su cosa ci sia sotto, dietro, in un’altra dimensione, eppure in parallelo rispetto ai nomi luccicanti. Ah non ho dimenticato quel genio pazzoide di Mories (Gnaw Their Tongues). Lui è di un’altra categoria e bisogna avere praticamente tutto quello che ha pubblicato. Ringrazio G.E./Heliogabalus della Xenoglossy Productions (oltre che musicante in Thecodontion, Perpetuum Mobile e Batrakos), già graditissimo ospite qui, per avermi fatto vedere la luce e per avermi fornito alcune uscite davvero introvabili.

Continua a leggere…