Non avrai altro Tito all’infuori di me – Death Over Rome, 9 settembre 2022 – Cerebral Rot, Mortiferum, Void Rot, Burial, Bedsore, Suum @ Traffic Club, Roma

Supremazia, dominio, Germania – Brasile 7-1 al Mondiale 2014, chiamatelo come volete voi. Bene o male, la presenza di Tito Vespasiani ha oramai permeato ogni angolo dei social, lo vediamo quotidianamente. Che siano i suoi profili o quelli della sempre propositiva Everlasting Spew (ave Giorgio!), mediamente mette in campo competenza e quantità di contenuti e informazioni. E poi quando si tratta di tradurre il tutto in azioni reali, la sua rete si espande e si concretizza in men che non si dica. Prendiamo le tre edizioni del Death Over Venice, ideato assieme a Irene dei Psychotomy, in cui hanno suonato due miei feticci come Zhrine e Dead Congregation, oltre a tutta la crema del death metal italiano. Tra parentesi, alcuni tocchetti della suddetta sono stati offerti a loro tempo su questo umile e umido blog: Hellish God, Assumption, Demiurgon, Valgrind.

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Uomini forti, destini forti – Blog Thrower vive

Fatemi schiarire la gola.
È la cosa più facile, no?
Mentre iniziare un discorsetto non lo è, in genere.

In questi anni di pausa qualcuno ha messo su la panza, qualcuno ha perso i capelli. Altri entrambe le cose.
Direi che possiamo saltare i convenevoli, ci conosciamo bene, dato che tutti i miei post precedenti sono ben visibili. Devo ammettere che alcuni mi imbarazzano parecchio, ma vabbè.

In breve, rieccomi. Sento di nuovo la voglia di prendere in prestito una manciata di parole per raccontarvi il mio rapporto con la musica.

Ho sete e fame, di dischi e concerti (tipo i bellissimi Frantic e Death Over Rome, a cui ho fortunatamente assistito). Ma desidero soprattutto riallacciare i rapporti con un po’ di ottime persone. Chiedo quindi subito aiuto a chi casualmente sta leggendo queste parole. Sono stato abbastanza distratto e superficiale negli ultimi due anni:
– se avete band o uscite di spessore da consigliarmi,
– se volete spammarmi la vostra musica estrema,
– se volete spettegolare con me di qualche individuo imbarazzante che popola il web metal,
sono tutto vostro.
Mi trovate su Facebook come Francesco Dal Porco.

Non cambia la sostanza del blog, scriverò quel cazzo che mi pare. In particolare non farò recensioni e, a pelle, mi sa che il tutto diverrà più intimo e meno istituzionale. Spero di non annoiare nessuno e prometto di usare solo termini estranei al linguaggio codificato del metallaro, tra fulmicotoni e zoccoli di fans più o meno duri.

Ci sono. Datemi appena il tempo di riposizionare lo zerbino davanti alla porta di casa. Ovviamente setole di suino di prima scelta, niente di meno. [F]

L’autointervista come fanno i terroristi – I Malak Ahrn e il senso della vita

Malak Ahrn è un trio di satanisti che crede in qualche forma di dio? Nessun dio può essere più bello della merda.

La vostra musica, se così si può definire, è putrida. C’era bisogno di riversare altra merda in questo mondo-letamaio? Ci sono gli autogrill coi cessi puliti e deodorati e quelli invece in cui ci si sente a casa, con la merda al ginocchio. Il mondo là fuori spesso è un cesso deodorato e noi sentiamo il dovere morale di abbellirlo con secchiate di diarrea.

Polli decapitati, carni modificate, macelli planetari, decomposizione, porcherie varie. A chi cazzo credevate di poter piacere? A tutti! Chi è che non ama queste cose? Ognuno di noi guarda nel cesso dopo aver cacato o si odora le calze dopo averle tolte. Il punto è quanto tu riesci ad ammettere che ti piaciamo.

Che problemi avete? Vari: il batterista colleziona braccia di bambole da cui pare essere sessualmente attratto, io (il cantante) sono dipendente dallo sgorgante dei lavandini, ne bevo sei bottiglie al giorno, non riesco a fermarmi e questo mi sta rovinando finanziariamente. Il chitarrista in realtà non esiste, ma siccome crede di esistere gli abbiamo fatto suonare la chitarra.

Meglio cacare in una tomba aperta di un prete benvoluto in vita dalla comunità, restando in tensione tutta la vita con la paura che l’evoluzione tecnologica possa -attraverso l’analisi della merda – risalire al tuo culo peloso oppure bere il frullato ricavato dalla spremitura a freddo di pagine porno anni 80 e temere fino alla fine dei tuoi giorni di aver contratto malattie tremende? Cacare nella tomba di un prete è bellissimo, il porno anni 80 pure. Non si può cacare nella tomba mentre si beve un frullato di porno anni 80?

Se potessi riportare in vita Lucio Fulci e costringerlo a girare una scena porno tra uno zombie dalle fattezze di Gino Bramieri e un uomo di spettacolo tra Gerry Calà, Maurizio Costanzo, e Claudio Lippi chi sceglieresti e perchè? Sicuramente Claudio Lippi. Senza nulla togliere alla squisita depravazione degli altri due, ma Lippi ha sicuramente molti più segreti, perversioni e feticismi.

Ultima domanda: meglio Gigione che coverizza Desecration of Virgin dei Sarcofago o I Blasphemy che rifanno Gino O Camionista di Gigione? Gigione non coverizza, semmai si appropria. No, mi vedo di più i Blasphemy che rifanno Gigione in maniera ossequiosa.

Blog Thrower – Io sto con i cinghiali

Grazie infinite!

Il Raglio del Mulo

Blog Thrower per il sottoscritto è stata una guida. Distratto dai nomi mainstream che popolavano per ovvie ragioni le colonne del sito con cui collaboravo in precedenza (Metal Hammer Italia), avevo trovato tra le colonne cinghialose un approdo sicuro quando avevo voglia di scoprire quelle “bandcheascoltanoigiovani”. Il buon Frank non mi hai tradito, per questo la sua decisione di sospendere l’attività mi ha sorpreso. Non che non la comprenda, anche io in questi venti anni di (dis)onorata carriera ho più volte desiderato mollare, salvo poi ritrovarmi alle prese con nuove avventure (che oggi si chiamano Il Raglio del Mulo e Rockerilla). Ho contattato Frank per salutarlo e, magari, rubargli qualche segreto…

Ciao Frank, il 2 giugno scorso con un post sui social network annunciavi la sospensione delle pubblicazioni su Blog Thrower: ti andrebbe di tornare sulle ragioni che hanno portato a questo gesto “estremo”?
L’hai davvero percepito come gesto estremo?…

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Tanti saluti dal Burmini

Come alcuni di voi già avranno intuito, sto passando un periodo non felicissimo. Da un lato la vita reale mi toglie il fiato. Dall’altro, questi mesi di lockdown mi hanno concesso un sacco di tempo per ascoltare musica. Dischi nuovi-nuovi, dischi vecchi-ma-nuovi-per-me, dai Beatles agli O, dai Moody Blues ai Sol Iustitiae. Insomma, probabilmente ho fatto indigestione e adesso non mi entra più nulla.

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Intervista a Michele Labratti (Yakisoba, Full Body Punishment, Casket Garden, Congenital Deformity, Phreatomagmatic Death, Permanent Headache, Necrotized Mass e altri)

Conosco Michele Labratti relativamente da poco, quando nel 2018 mi sparò in faccia quei pochi minuti di Full Body Punishment. Pensai: “questo è un matto”. In seguito scoprii Yakisoba, la sua creatura più celebre. Pensai, ancor più interessato: “questo matto è marcio dentro e fuori”.  Poi è uscito Fossilized di Phreatomagmatic Death. Pensai, in preda all’esaltazione: “questo matto marcio deve raccontarmi un po’ di cose”. Nel frattempo ho scoperto che mister Labratti aveva tanti altri progettini, di cui alcuni usciti nel periodo della quarantena da coronavirus (tra cui Congenital Deformity, su tape pubblicata dallo zio Pech di Unholy Domain Records, una delle label più fighe del pianeta, e Necrotized Mass, in cui dimostra l’innamoramento verso Repulsion e Impetigo). Ci tengo a ricordarvi che io mi sono concentrato sulla sua musica più grind/gore/metal, ma ho lasciato inesplorato il suo versante più noise. [F]

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Punk nella testa, non nella cresta – Intervista agli Egestas

Che periodo di merda. Per fortuna ci sono le mie chiacchierate coi migliori gruppi che scorgo attorno a me. Quando poi si crea un contatto diretto, quando ci si capisce al volo (o quasi), ritrovo me stesso e mi reincarno in una forma di vita superiore. Da cinghiale potrei quasi avvicinarmi allo status di essere umano. Una sorta di Pinocchio con le setole ispide e il grugno irregolare. Va bene, l’immagine è già piuttosto fedele alla realtà. Questo per dirvi che gli Egestas sono entrati rapidamente nel mio cuore, lo hanno devastato e so che difficilmente ne usciranno. Oltre le rovine è stato pubblicato a fine 2019 per una cordata DIY di altissimo livello: ZAS Autoproduzioni RecordsRADIO PUNKSedation, Mastice Produzioni, Fresh Outbreak RecordsSpaccio Dischi, L’Oltraggio Autoproduzioni, End Of Silence Records, Terapia Intensiva, Choicesofyourown – diy zoneDischirozziDisastro Sonoro. [F]

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Intervista ai laCasta

Cristo, come passa il tempo! Ho intervistato i laCasta oltre due anni fa, una breve chiacchierata introduttiva in cui li conoscevamo e cominciavamo a capire di che pasta erano fatti. Adesso, dopo aver ascoltato In Æternvm (Argonauta Records) posso dire con cognizione di causa che avevo scommesso bene su di loro. Non che Encyclia fosse brutto, ma è sicuramente ridimensionato se messo accanto al nuovo album di cui scopriremo presto un bel po’ di dettagli. La parola va a Mario Morgante e Marino Martellotta, rispettivamente chitarrista e bassista della band pugliese. Gli altri membri sono: Alessandro Donnaloia (cantante) e Tommaso Cavallo (batterista) [F]

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Intervista agli O

Primo aprile, la deflagrazione: il nuovo album degli O è uscito su Bandcamp. Vado nel panico, sulle prime non ho il coraggio di ascoltarlo, figuratevi di chiedere una delle mie solite intervista ficcanaso. Il motivo è il seguente: se fosse stato anche solo in parte meno bello dei suoi predecessori non avrei retto il dispiacere. E invece, come avrete oramai intuito, Antropocene è un altro lavoro maiuscolo, notevole, imprescindibile. Sono felice che Samuele e Maurizio, rispettivamente cantante e bassista, abbiano risposto così volentieri alle mie domande: è una graditissima conferma delle impressioni ultra positive che avevo di loro. [F]

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