Back to life #2: Total Inferno, Manipulation, Rotting Sky, Enoid, Denial

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Sono partito lanciatissimo nella prima puntata di resoconto delle mie periodiche riesumazioni. Oddio, mie… diciamo che sono le mie preferite di quelle che mi capitano sottomano. Ad esempio vi consiglio subito la ristampa di uno dei migliori dischi death metal usciti fuori dalla nostra nazione, Inside the Unreal degli Electrocution. A dicembre Dark Symphonies l’ha rimesso in giro con un secondo cd contenente le tre demo precedenti e il promo Water Mirror del 1994. Vedete mi vengono così: scruto, annoto, riporto. Questo dovrebbe essere un bestseller assoluto per i miei gusti, anzi dovreste già averlo in almeno una versione precedente se vi piace quello di cui vi scrivo. Vero? Eh? Vabbè, addentriamoci nella moltitudine brulicante che ci sta chiamando.

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Back to life # 1: Satanic Warmaster, Stillborn, Lurker of Chalice, Forgotten Woods

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Noi moriremo. Tutti. Uno alla volta, probabilmente. La musica no, in teoria i miei pronipoti potranno ascoltare lo stesso urlaccio di Dead in Pure Fucking Armageddon del Live in Leipzig che mi ha fatto gelare il sangue la prima volta. Ora ho parlato della morte fisica, ma come ben sapete i gruppi muoiono come mosche, si sciolgono o cambiano genere. Oppure semplicemente fanno perdere le loro tracce, o anche smettono di considerare parti intere delle loro discografie. Come avete letto fino ad ora, nel blog mi occupo quasi esclusivamente di dischi nuovi. Ce ne sono alcuni, nuovi-ma-in-realtà-vecchi che meritano tutta la nostra attenzione. Il titolo è quello che è, cercavo qualcosa che riuscisse a indicare tutte le uscite in senso lato “non nuove”: ristampe, ri-registrazioni, raccolte e cose del genere. Sarà la rubrica più odiata dai fanatici della serie “prima stampa o morte”, pazienza: non ho cento euro da investire su dischi rari, mi dispiace.

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