L’intervista perduta ai Carcinoid (aggiornata al 2022)

Proseguiamo con il flow dello zio Salva e diamo, grazie a lui, il dovuto spazio a un gruppo stupendo. Dal 2018, i Carcinoid hanno pubblicato un ottimo album e qualche split. Complice la maledetta pandemia, non ci fanno sentire roba nuova da due anni. Ma non si demorde affatto. Decripto subito il titolo: questa intervistona conoscitiva, in cui si sviscerano tutte le fondamenta del gruppo australiano, risale al periodo di morte apparente di Blog Thrower, e non ha mai visto la luce su queste sudicissime pagine. Lo zio Salva all’epoca aveva anche trovato un posto alle parole di Az (chitarrista), Jess (bassista) e Josh (cantante), su Disastro Sonoro. Ed eccoci qui. Per evitare che tutto suonasse troppo anacronistico, visto che le risposte risalgono all’inizio del 2020, abbiamo ripreso il discorso con i Carcinoid, che ci hanno cortesemente fornito un aggiornamento della loro situazione attuale. English version HERE [F]

A chi è venuta l’idea di creare i Carcinoid? Az: Jess ed io abbiamo avuto l’idea di fare una band insieme con influenze che piacciono ad entrambi. Jess ha più influenze doom ed io ho più influenze metal, quindi abbiamo pensato che il death/doom fosse la strada giusta. Allora abbiamo iniziato a scrivere insieme, Josh era preso benissimo sul farci la voce e abbiamo provato qualche batterista e Carter era il più adatto a quello che facciamo.

In che momento della vostra vita vi siete innamorati delle tematiche horror? E qual è stata la prima volta in cui avete incontrato il vero orrore, la vera sofferenza? Az: Suppongo che tutti i membri gravitino attorno alle cose più oscure/il lato più oscuro della vita. Penso che sia il soffrire di depressione e il voler morire giovani di età…

Parlateci delle differenze tra il processo di scrittura e registrazione del demo e dell’album, se ce n’è. Az: Nel demo i riff li abbiamo scritti insieme Jess ed io, più o meno equamente, come al solito. Nell’album, invece, Jess ne ha scritti un po’ di più di me. E’ sempre stata bravissima a strutturare e far scorrere lisce le canzoni. Nei pezzi dell’album abbiamo provato a combinare insieme i nostri riff in ogni traccia per rendere il tutto più interessante. Nel demo avevamo anche un approccio più diretto, ma per le tracce dell’album abbiamo decisamente provato a fare del nostro meglio, musicalmente.
Jess: Anche Carter ha sempre voce in capitolo su struttura e variazione dei riff. Ha registrato sia il demo che l’album ma la differenza è che abbiamo usato una 4 piste nel demo e una 8 nell’album per poter aggiungere più canali e variazioni al sound finale.

A proposito del sound, è abbastanza unico e il tono di chitarra è GIGANTESCO. Pensi che il segreto sia un fatto di strumentazione e settaggi, un musicista estroso, un ottimo produttore/studio o un mix di tutto questo? Az: Grazie dude! Nel corso degli anni sono stato sempre più attratto da toni spessi che ti fanno veramente portare a casa i riff. Semplicemente penso che col tempo ho trovato esattamente il sound che volevo. Ottengo i miei toni di chitarra attraverso i miei ampli (dei Peavey 5150) dei quali sono innamorato fin da adolescente, a parte quello non uso pedali per il mio sound. Bastano il mio ampli, pickup e chitarra per darmi esattamente quello che voglio. Penso che credere in quello che fai, essere sicuro di te e l’autoespressione sviluppata nel tempo siano il segreto. Puoi perfezionare il tuo sound in studio ma è bello aver già direttamente un bel sound che rende il contesto produttore-studio molto più facile.

L’album è registrato live (e ha senso: vista l’energia e il suono organico di tutto quanto)!
E’ qualcosa di non così comune al giorno d’oggi, ma una scelta saggia. Avete registrato così anche il demo? Inoltre, quante take avete fatto per traccia, più o meno? E ciò, comunque, significa che non c’è double-tracking della chitarra, vero?
E’ stato registrato TUTTO dal vivo (voce inclusa, dico) o avete aggiunto qualcosa dopo?
Diteci di più riguardo questa scelta e il processo dietro ad essa e se pensate che ne sia valsa la pena. Az: Abbiamo registrato tutta la musica live tranne la voce e l’eventuale overdub di chitarra. Quello che senti nel disco è esattamente quello che è stato suonato nella stanza insieme. Carter, Jess ed io in particolare, amiamo tutti le registrazioni vecchio stile. Non abbiamo neanche fatto double-tracking sulle chitarre. Ha un bel feel, con errori e tutto quanto, siccome un sacco di metal al giorno d’oggi è super polished ed ogni errore che finisce nella registrazione viene sistemato… non volevamo affatto registrare in quella maniera. Siamo stati molto contenti di come le registrazioni siano saltate fuori.

Una delle prime cose che viene in mente, subito dai primi secondi di Sorrow, però, è questa buffa domanda: c’è effettivamente ALCUN treble (batteria a parte) nelle chitarre e nel basso? Az: Ho un po’ di treble nel mio tono siccome siamo accordati piuttosto bassi, giusto per far si che ci sia un po’ di distinzione tra chitarra e basso.
Jess: Il mio treble è messo al massimo in tutti i dischi ma siamo anche accordati piuttosto bassi. Mi piace così perché così spicca nel mix. Odio quando il basso non si sente nel metal.

Il tono di basso è molto presente in tutto Metastatic Declination e sembra giocare un grosso ruolo nel far suonare tutto pesante, ciccione e funebre. Ha davvero un bel growl, molto rimbombo e completa molto bene il tono di chitarra paludoso! Avevate in mente fin da subito di tenere il basso così alto o semplicemente avete trovato un bel tono da usare e avete deciso di metterlo più alto durante il processo di registrazione? Inoltre, il growl nel tono di basso era qualcosa che volevate già ottenere oppure avete provato diversi sound e toni prima di trovare quello giusto? Sembra che il tono di chitarra fosse uno dei punti chiave fin dalla formazione della band, ma il basso invece? Jess: Siccome Aaron ed io abbiamo formato insieme la band ed entrambi scriviamo i riff, siamo arrivati alla conclusione che il sound dovrebbe esser stato con chitarra e basso allo stesso volume. Come ho detto sopra, odio quando il basso è affogato sotto gli altri strumenti, quindi mi piace averlo alto nel mix. Penso che ci distingua da altre band metal e aggiunga un altro strato di pesantezza. Ho usato diversi bassi e pedali in passato – suonavo un Rickenbacker nella mia altra band, ma sono contenta con il tono che ottengo con il Fender Jazz Special giapponese degli ’80 che uso insieme a dei pedali che forniscono un sacco di grinta e durezza che penso che si adatti al nostro sound.

Cosa ne pensi della relazione tra sound e songwriting? Non tutti i sound sono adatti ad ogni stile, quindi chiaramente devi trovare un tono che funzioni con il tuo tipo di riff. Gli Entombed spaccano, per esempio, ma non ascolterei mai un disco dei Judas Priest con quelle motoseghe (anche se sarebbe divertente, per qualche minuto!)… Az: Penso che sia una buona osservazione, visto che in qualsiasi band in cui sia stato i toni non sono mai stati gli stessi siccome lo modifico sempre per adattarsi al sound e all’atmosfera a cui puntiamo.
Jess: Penso che sia molto importante avere bei toni che si adattino allo stile di musica che suoni. Amo il mio tono di basso e penso che si integri molto bene con il nostro sound, essendo accordati molto bassi e avendo il basso alto di volume per le parti lente e pesanti, ma con abbastanza treble da spiccare nel mix anche nei riff più veloci.

Dread, l’intro da Metastatic Declination, è fatta da Xavier Irvine, che è il vostro produttore. Ascoltandola, sento atmosfere fortemente alla John Carpenter o addirittura Fred Myrow (in questo caso, Phantasm in particolare, che conosciamo tutti molto bene grazie agli Entombed)!Ha creato quell’intro da solo e vi è piaciuta o ci avete lavorato insieme? O gli avete dato indicazioni vaghe e poi ci ha messo del suo? E’ voluto il fatto che evochi un’atmosfera alla Carpenter/Phantasm? Az: Sono fan di quello che Xavier fa con i synth da un po’, siccome glie l’ho visto fare dal vivo. Quando l’abbiamo rinchiuso a fare mix e master dell’album gli ho chiesto se avessimo potuto fare un’intro. Josh ha suggerito qualcosa alla John Carpenter e io volevo qualcosa stile anni ’80. Avevamo alcune idee ma Xavier ha subito fatto centro. Poi ha lavorato con noi per perfezionarlo un pochino e ottenere la traccia finale.

Suonate ancora dal vivo anche le canzoni del demo? Per esempio, Red Mist Descending è una traccia così marcia e pesante che sarebbe un peccato abbandonarla così presto! Az: Sì, le suoniamo ancora, soprattutto Red Mist Descending, però dovremmo riproporre un po’ più spesso le altre due, haha!

I brani della demo e quelli di Metastatic Declination sono nati nello stesso periodo o sono frutto di stati di ispirazione differenti? Az: Le tracce nel demo sono in ordine di scrittura. Poi le canzoni dell’album continuavano a saltar fuori e abbiamo usato tutte quelle che abbiamo scritto successivamente nell’album.

I testi dovrebbero essere sempre una parte piuttosto importante e decisamente qualcosa da considerare, nella musica. Siete d’accordo? Gli date importanza, dunque vivendo con la condanna dell’eterna insoddisfazione per le vostre creazioni, volendoli sempre più originali, evocativi e, in generale, migliori? Penso che dai vostri testi trasparisca molto passione e dedizione, piuttosto che essere soltanto generici testi metal, no-sense e senz’anima, scritti solo perché bisogna cantare qualcosa. Enfatizzano veramente bene l’atmosfera opprimente e claustrofobica che la musica trasmette e sono piuttosto evocativi, infatti! Jess: Sicuro! Credo che l’avere gran musica e testi noiosi o brutti ti porti un gradino sotto. Josh è davvero bravo a scrivere testi e incarna difficoltà che tutti noi abbiamo incontrato. Mette a nudo la sua anima in quello di cui scrive, non soltanto generiche tematiche death metal, che penso che sia importante e che renda il tutto più interessante e reale.

Avete delle copertine fighissime in entrambi i vostri lavori e anche lo stile è coerente. La domanda sorge spontanea: chi è quest’artista e saremo in grado di vedere altri suoi lavori nei vostri futuri dischi? È ”parte della band” (nel senso che è una parte fondamentale dell’immagine della vostra band e quindi continuerete con lui/lei per le prossime copertine) oppure preferite variare?
Jess: Travis Papkey ha disegnato la copertina del demo e Necrofrost ha disegnato quella dell’album. Ci piace usare diversi artisti che incarnino grezze e truci atmosfere death adatte alla nostra musica. Nonostante amiamo entrambi questi artisti, probabilmente useremo qualcuno di diverso per la prossima release, siccome ci piace anche usare artisti emergenti per aiutare anche con la loro visibilità.

Nella copertina del vostro demo ci sono due lapidi, a quanto pare con qualcosa di inciso sopra. Una sembra dire ”I bear”, ma il resto di quella è coperto. L’altra dice ”R.I.P. 1846 – 1996” o qualcosa del genere, se non sbaglio. Ti piacerebbe spiegare questa cosa e il suo significato o preferisci lasciarla criptica e aperta ad interpretazione? Jess: Non abbiamo mai fatto caso a questi dettagli, dunque sei un osservatore molto attento per averli notati! C’entra Travis Papkey che l’ha disegnato, quindi magari chiedi a lui, potrebbe esserci un significato figo dietro!

La copertina del demo vede ogni tipo di tortura a umani (o qualcosa che ERA umano) e rappresentazioni di sofferenza. Tre di loro hanno anche un sacco di aghi addosso. La copertina di Metastatic Declination, invece, è più classica ma lo stesso molto marcia e sicuramente più marcia dell’uscita death metal media. In generale, la filosofia della band sembra trattare nichilismo, esistenzialismo, la morte, l’orrore, comportamenti auto-distruttivi, disperazione e decadimento. Ma c’è stato un leggero cambio di tematiche e immagine oppure la dipendenza può essere ancora considerata una forma di ispirazione (se mai la fosse stata, comunque)?Jess: Non penso che la dipendenza sia una tematica principale nell’album, anche se potrebbe esserne una derivata dalle principali, se la si vuole veder così. Abbiamo tutti problemi di salute passati e presenti, quindi penso che l’angoscia, il dolore, l’ansia, i traumi, i sentimenti di assenza di speranza e disgusto, ecc. siano espressi dappertutto nei testi e nella musica. Per la copertina dell’album abbiamo avuto l’idea basandoci sui becchini e sul tirare scheletri fuori dal terreno. Pensammo che sarebbe stata un’idea parecchio cupa e truce e Necrofrost l’ha eseguita bene.

Oltre alle evidenti influenze punk nella vostra musica, penso che l’immaginario e le tematiche più marcie di cui abbiamo appena parlato vi leghino, più o meno, allo stenchcore. Anche se non lo siete, siete più vicini a quel genere della maggior parte delle altre band death metal. Conoscete il genere? E cosa ne pensate? Az: Non l’ho mai sentito, ma sono decisamente influenzato da un sacco di roba punk.

Una cosa curiosa è che anche una delle migliori e ”più grandi” band stenchcore di sempre ha pubblicato qualcosa con Memento Mori, tra cui una ristampa (per la prima volta in CD) del loro ultimo LP, uscita da poco. Avete anche qualcosa in comune per quanto riguarda il nome: Cancer Spreading! Jess: Non li conosco. Dovrò darci un’occhiata!

Scommetto che amiate il crust punk. Si sente quel qualcosa di marcio, mischiato alle influenze punk… parlatecene. Vi piacciono anche Amebix, Deviated Instinct, Doom, ecc. dunque? E quali sono alcune delle vostre band hardcore punk preferite? Az: Sono un grande fan di diversa roba punk, ascolto più punk che metal per una buona porzione del tempo o comunque metal più influenzato dal punk. Un sacco di cose grind, Napalm Death, Repulsion, Righteous Pigs, Black Flag, Discharge, Dr. Know, The Meanies, Massappeal, Ramones, Wipers, Sonic Youth. Mi piace tutta la roba anni ’70, UK82, quella americana, australiana, pop punk, garage, persino un po’ di ska. Quindi sì, un sacco di roba punk, haha!
Jess: Mi piacciono un sacco Amebix e band come Dystopia e Disrupt, più sul lato sludge e crust piuttosto che hardcore e traggo molte influenze/molta ispirazione da quella roba.

Influenze… andiamoci più a fondo. Ho notato il tuo post su Facebook riguardo le tue 10 influenze preferite di chitarra. Tom G. Warrior, Greg Ginn, Tony Iommi, Max Cavalera e Pintado/Harris sembrano essere le più ovvie. Ma ce n’è anche alcune più sconosciute e inusuali, come la combo Moore/Ranaldo, Page Hamilton e Heath Smith. Ti andrebbe di raccontarci il tuo primo incontro con quelle che consideri essere le più importanti (suppongo Tom G. Warrior, Greg Ginn e Pintado/Harris) e come pensi che influenzino la tua musica? Az: Beh, Heath Smith è il mio fratello più grande, mio padre era sposato prima di sposare mia mamma e ha avuto due bambini nel suo precedente matrimonio. Heath ha vissuto con i miei genitori quando ero piccolo fino a quando avevo circa 5 anni, poi ha vissuto con noi un po’ sì un po’ no fino alla mia tarda adolescenza. E’ un grandissimo patito di musica e ha suonato in band metal. Mi ha fatto ascoltare Thrash, Death Metal, Glam e Grunge fin da quando ero un neonato. Quindi sono cresciuto con tutta quella roba ed ero solito uscire molto con lui, guardarlo suonare la chitarra, parlare di band e musica e l’ho visto suonare dal vivo qualche volta quando ero alle elementari. Fin dalla giovane età sapevo che volevo suonare musica e ne diventai ossessionato. Tra tutti è la mia influenza più grande e mi ha insegnato a suonare la chitarra quando ero un adolescente, dunque ho risparmiato per la mia prima chitarra. Dunque sono stato esposto alla maggior parte delle mie influenze attraverso di lui e un programma musicale televisivo in Australia chiamato ‘’Rage’’, che registravo su VCR per guardare i video musicali che mi piacevano. Quando ero un ragazzino le mie band preferite erano probabilmente Motley Crue, Metallica e Nirvana. Suppongo che, da ogni chitarrista che mi piace, prendo cose dal loro stile e le faccio mie, possono essere toni, plettrate, ampli, chitarre, feedback, ecc. ecc.

Dicci dell’importanza di Greg Ginn in particolare e anche dell’importanza dell’hardcore punk in generale, per il tuo modo di suonare e anche per la musica dei Carcinoid. Az: Mi piacciono davvero tanto le scale strane e jazzose che fa e amo i suoi riff: era punk ma aveva una sorta di atmosfera metal marcia che mi piace un sacco. L’Hardcore è una grande influenza sul mio stile e amo la sua passione, i valori, l’aggressione e il feel, trovo che il metal mi piaccia più quando ha più influenze e attitudine punk. Ho suonato in band hardcore in passato e spendevo molto tempo nella scena punk DIY di Melbourne, che mi è sempre piaciuta di più delle scene metal di qui, generalmente.

Tra l’altro… pensi che un po’ di influenza dei Sonic Youth sia in qualche modo finita nei Carcinoid? Az: Adoro un sacco di roba noiserock, sludge e grunge. Il feedback e le parti noise che fanno i Sonic Youth e un sacco di altre band che mi piacciono che hanno quel tipo di cose nella loro musica influenzano decisamente quel lato dei Carcinoid.

Bury the Existence, Dungeons of Blood, Xenos, Hobo Magic, Reaper, Creep Diets, Spawn e chissà quali altre band sto dimenticando: prima dei Carcinoid c’erano loro nelle vostre vite, dal metalcore allo stoner, fino all’amato death metal. Vi piacciono ancora le vostre vecchie creazioni? Vi conoscevate quando ancora non eravate ancora insieme come Carcinoid? Az: Sì certamente, ho gusti piuttosto ampli in musica e normalmente mi piace fare uno stile diverso in ogni band che faccio. Sono orgoglioso della maggior parte delle cose che ho fatto, alcune cose le sento ora e non mi piacciono così tanto ma fa tutto parte del mio percorso ed ha aiutato a far strada e sviluppare quello che faccio oggi. Ogni volta che faccio una band stilisticamente differente e suono con gente diversa imparo e sviluppo cose che apprezzo molto. /// Jess: Mi piace ancora la musica che ho creato negli Spawn (psych/doom), anche se mentre ero in questo progetto stavo sempre desiderando di fare qualcosa di più pesante e ho decisamente fatto molti progressi musicalmente, più di quando stavo in quella band. Ho incontrato Josh probabilmente 5 anni fa attraverso l’andare a concerti metal e amici in comune. Io ed Aaron ci siamo conosciuti per circa un anno prima di iniziare la band insieme. Abbiamo incontrato Carter quando ha provato per la band, ma sono stata a un sacco di concerti per vedere la sua band precedente, stoner/psych, Hobo Magic.

Ripensate a quei momenti e a quelle band che ho nominato prima. Avreste mai pensato di fondare un giorno un gruppo come i Carcinoid? C’erano dei presagi di quello che sarebbe stato? Jess: Pensavo che avrei iniziato più una oscura band sludge/doom, piuttosto che death/doom, ma è andata così perché io ed Aaron volevamo iniziare un progetto insieme e quando abbiamo formato i Carcinoid allora le cose hanno preso questa piega. Sono davvero contenta per come siamo migliorati in così poco tempo, l’intesa che abbiamo come band lavorando insieme, e il sound che abbiamo consolidato.
Az: Sì per me volevo davvero fare una band con Jess e mi piaceva un sacco di death metal (e non avevo mai fatto veramente quello stile prima).
Volevamo mettere insieme i nostri gusti e le nostre idee per fare una bella combo di roba Doom e Death completata con le nostre altre influenze.

Cosa pensate che abbiano i Blood Incantation che altri gruppi non hanno? Quale caratteristica li ha resi così popolari, specialmente nel 2019? Jess: Stanno allargando i confini di come il death metal moderno sta progredendo. Nella scrittura dell’album nuovo penso che abbiamo provato ad incorporare un sacco di elementi differenti piuttosto che i soliti nel death metal. Mi piacciono davvero un sacco. Eravamo molto eccitati di esser stati annunciati per condividere il palco con loro più avanti in quest’anno. Speriamo che succeda ugualmente.

Blood Incantation o Spectral Voice? Jess: Mi piacciono entrambi. Ma direi probabilmente Spectral Voice. Hanno molte più atmosfere dissonanti e doomeggianti di cui sono una grande estimatrice. Li abbiamo visti al Maryland Death Fest l’anno scorso. Fighissimi!
Az: Sento un sacco di band nuove attraverso Jess però torno sempre a tutta la roba old school, fa sempre ‘’click’’ per me, mi prende sempre. Ad esser sincero, non mi ha preso nessuna di queste band, ma non ho nulla contro di loro, comunque sia.

Un altro fenomeno (del web ma non solo) sono diventati i Sanguisugabogg. Come vi spiegate il loro successo? Perché ok, sono oggetto di meme sui social, ma a marzo faranno un tour con gli Undeath, i Vomit Forth e i Graveview, con appena una demo pubblicata (che è andata a ruba). Jess: Mi piacciono, ho sentito la loro musica, però non conosco molto della loro storia o della band.

Quali sono i vostri legami col Giappone? Vi siete trovati benissimo nel vostro tour lì, ma perché avete scelto proprio quella nazione, prima ancora di girare per bene l’Australia? Siete fan di gruppi hardcore e metal giapponesi? Jess: Il Giappone era fighissimo! Abbiamo avuto davvero un ottimo feedback lì. E’ abbastanza vicino a noi rispetto agli Stati Uniti o l’Europa quindi è per quello che abbiamo scelto di andare prima lì, oltre che abbiamo già fatto tour per maggior parte dell’Australia con le nostre band precedenti. Ci sono così tante band che amiamo dal Giappone – ovviamente Coffins, Evil, Transgressor, Anatomia, Nepenthes, Church of Misery, Eternal Elysium, SOB, Fuck On The Beach, Unholy Grave.
Az: Amo il Giappone, è uno dei miei posti preferiti nel mondo, ci sono stato due volte in vacanza prima dal tour. Quel tour era fighissimo e la gente era fantastica. Non avrei mai creduto di avere la chance di suonare lì, suppongo che l’opportunità sia saltata fuori e non avremmo detto no. Abbiamo piani di suonare in più posti in Australia appena possiamo. E sì lo sono: alcune delle mie band giapponesi preferite sono Coffins, Melt Banana, Transgressor, S.O.B., Unholy Grave, Fuck on the Beach e probabilmente tantissime altre che ho dimenticato, haha!

Gli incendi in Australia sono stati devastanti e avete suonato anche dei concerti benefit per raccogliere fondi. Come state vivendo la situazione? Credo che uno degli aspetti più odiosi sia la montagna di fake news al riguardo, tra razzisti che mettevano in giro pseudo-autori dei roghi dai nomi arabi e negazionisti del cambiamento climatico. Az: La situazione degli incendi nei boschi era un periodo piuttosto del cazzo, per fortuna non ne siamo stati influenzati, ma ci sono state persone che sono morte o hanno perso tutto. Il minimo che potevamo fare era fare qualcosa per aiutare a raccogliere fondi per aiutare. Abbiamo un gran problema in Australia con il governo di destra che sta al potere, supporta combustibile fossile e prova a far finta di niente sui problemi del cambiamento climatico, mentre evita lo switch ad un’energia più verde. Non sono un esperto sull’argomento però c’è molto di più che può esser fatto per aiutare la situazione, dal guardare agli indigeni per più implementazione di tecniche tradizionali per ardere che sono state seguite per almeno 66,000 anni. L’avidità delle imprese e i legami con compagnie che distruggono la terra paiono esser supportare maggiormente in Australia, invece di opzioni sostenibili, e lo trovo molto sconcertante.

In the hollows of the dead we crawl and we stumble, looking for salvation but only finding dust and rot. We try to survive, but we’re already dead. Chiudete The Drowning con questa dichiarazione. Mentre leggevo il testo, pensavo che fosse solo stampato nel booklet senza esser detto nella canzone, ma c’è anche lì. Suona, infatti, come una dichiarazione. Dunque, vivete veramente alla giornata? Indulgete in un stili di vita edonistici perché, appunto, questo potrebbe essere il nostro ultimo giorno senza neanche saperlo? Cosa ne pensate dei salutisti? Che evitano tutto quello che ‘’fa male’’ per stare in salute, ma potrebbero venir presi sotto da un bus mentre attraversano la strada. E qual è il senso di morire tutti perfetti e conservati, dopotutto? Crepi lo stesso. Josh: E’ solo qualcosa che si legava al concetto complessivo dell’album. Nonostante le nostre migliori intenzioni, siamo attratti da distruzione e decadenza.

L’erba è legale in Australia? Ho fatto una (MOLTO) rapida ricerca su Wikipedia e pare che la sua storia sia travagliata. Tu e/o altri nella band siete consumatori abituali? Az: L’erba è legale da coltivare nell’ACT. In passato penso che fosse legale da coltivare in S.A. (South Australia). Ho sentito che l’Australia ha un alto tasso di consumatori rispetto a molti altri paesi.
Suppongo che potresti dire che è travagliato qui, dato che è ancora perlopiù illegale, in generale. Alcuni membri la usano, io attraverso fasi di uso regolare e non così regolare. /// Jess: L’erba è appena diventata legale da coltivare dall’inizio di quest’anno in ACT (non il nostro stato). Due piante per persona o 4 al massimo per casa. Speriamo che cambi per Victoria al più presto possibile! Haha!

Erba o alcol? E perché? Az: Questa è dura. Amo farmi una birra a casa o alle serate o mentre suono. Ma ho grossi problemi a suonare da fatto. Però per sciallarsi e rilassarsi decisamente erba piuttosto che alcol!

Pensate che gli ambienti metal siano inclusivi o che ci siano ancora barricate ideologiche da abbattere? Jess: A volte. Veramente, dipende dalla gente. Certe persone sono fantastiche, certe non lo sono, quindi non penso sia giusto fare generalizzazioni riguardo tutti i circoli metal. Sento che sia più difficile per le donne nella scena metal sentirsi incluse o prese seriamente a volte – sulla base delle mie esperienze la percepisco come molto dominata dai maschi a volte. Ma ovviamente questo è cambiato negli ultimi 30 anni, e speriamo che continui a farlo. Penso che tutti si meritino di esser trattati come pari e di poter apprezzare il metal a prescindere da genere, etnia, sessualità, ecc. dunque questo non dovrebbe essere importante ma a volte i circoli metal possono escludere persone basandosi su questi fattori.
Az: Trovo che alcuni metallari siano molto arretrati nelle loro vedute, che non sopporto. Ho visto e sentito succedere un sacco di cose razziste, sessiste, omofobe e transfobiche. Che danno al metal un cattivo nome. Capisco che non sia tutti quanti ma lo rovina per tutti gli altri. Il metal non dovrebbe discriminare, è una musica universale che unisce le persone in tutto il mondo. Perché aggiungere tutto quest’odio innecessario di persone nell’insieme?

Questa è difficile. Miglior album dei Coffins e perché? Jess: Buried death. E’ il primo che ho ascoltato anni fa ed è ancora il mio preferito. Classico.

Chi è stato davvero geniale in ambito death metal per voi? Az: Suppongo band che sono veramente originali o incorporano altri stili all’interno della loro musica. I Cannibal Corpse penso che fossero veramente innovativi (specialmente per la batteria), Morbid Angel, Death, Obituary, Napalm Death in Harmony e Utopia, e roba più sperimentale come Alchemist, Nocturnus, Human Remains, primi Fear Factory, ecc. ecc.

Diteci i vostri 10 film di zombie preferiti! (sparate pure un bonus di 5 film horror di qualsiasi genere, se volete!) Jess: Non guardo così tanti film! Josh è veramente appassionato di un sacco di roba horror di serie B.
Josh: Top 7 Zombie Movies:
Tombs of the Blind Dead
Braindead
The Return of the Living Dead
Re-Animator
Rec
The Beyond
Poultrygeist: Night of the Chicken Dead

Avete annunciato due tour al di fuori dell’Australia per il 2020. Europa e USA? Dateci qualche certezza sul vostro futuro. Tipo lo split coi mitici Charnel Altar. Jess: Avremmo dovuto suonare al Killtown in Danimarca e fare un paio di settimane in Europa a Settembre, ma ovviamente per via del Covid-19 è tutto vago e incerto e non sappiamo per quanto a lungo ci saranno i travel ban. Ci stiamo prendendo il tempo per scrivere nuovo materiale e speriamo di poter suonare qualche data in più in giro per l’Australia quest’anno, se non possiamo lasciare il paese. Stiamo morendo dalla voglia di suonare in Europa e negli Stati Uniti al più presto, dunque speriamo che sia possibile per il futuro…

PRESENTE E FUTURO DEI CARCINOID

Un commento sull’intervista qui sopra Az: Rileggendo l’intervista del 2020 sono rimasto colpito dalle domande fatte e apprezzo la ricerca che c’è dietro alle domande. È anche stato interessante riflettere su quel periodo ed essere rigidamente rinchiusi in Naarm/Melbourne. È sempre un onore ricevere proposte di interviste dall’altra parte del mondo, particolarmente quando le domande sono valide come in questo caso, quindi grazie ancora e grazie del supporto!

Sulla nuova lineup Az: All’inizio del covid stavamo considerando di aggiungere un secondo chitarrista per inspessire il nostro sound e per avere più possibilità di aggiungere armonie e l’occasionale assolo. Wyatt si è unito alla band alla seconda chitarra all’inizio del covid ed è stato una grande aggiunta. Non molto dopo, abbiamo provato nuovi batteristi ed è entrato Kit alla batteria.

Un commento sul tour europeo Az: Il tour europeo è stato fighissimo! Ci siamo divertiti un botto soprattutto al Killtown Death Fest! È stata un’esperienza incredibile. Un sacco di band fantastiche e bellissima atmosfera. Anche Copenhagen era fantastica, una città bomba! Eravamo molto contenti del feedback che abbiamo ricevuto al Killtown. Siamo stati trattati super bene dagli organizzatori e abbiamo anche stretto un sacco di amicizie al festival! Ci farebbe decisamente molto piacere suonare ancora al Killtown in futuro. Siamo anche stati abbastanza fortunati da suonare due concerti in Francia (Chauvigny e Bordeaux) e uno in Spagna (Barcelona). Quello a Chauvigny era fantastico, e abbiamo anche potuto visitare una vecchia fattoria dove era situato il festival. Ci siamo decisamente divertiti! Abbiamo visto la città e suonato con grandi band. La mia preferita erano probabilmente gli Skelethal, a quel concerto. Anche Bordeaux era divertente… era una giornata super calda e il locale non aveva aria condizionata, quindi decisamente il concerto più caldo che abbiamo mai suonato! Le pareti del soffitto e il pavimento erano inzuppati di sudore e sono sorpreso di non esser svenuto mentre suonavo! I Mortuarie erano fighi! Abbiamo anche adorato vedere la Francia nei nostri giorni liberi! La Spagna/Barcelona erano anche incredibili. Non ero mai stato in Europa prima, quindi ovunque siamo andati era sbalorditivo e fighissimo! Il concerto a Barcelona era da paura! Abbiamo suonato con i BOCC e i Trollcave, che erano entrambi una bomba! Abbiamo fatto tante amicizie, come negli altri posti. È stato difficile tornare in Australia dopo esserci divertiti così tanto. Spero veramente che potremo tornare in Europa a breve.

Piani per il futuro Az: Iniziamo a registrare il prossimo EP questo weekend al Goatsound Studios con Jason PC (Blood Duster), per cui tutti noi non vediamo l’ora. Abbiamo anche un ospite segreto da una delle mie band australiane preferite a fare guest vocals in una traccia! Registreremo su nastro da 2 pollici, cosa che ho sempre voluto fare, quindi non vedo l’ora di sentire il prodotto finito! L’EP uscirà nel 2023. Per il 2023 inizieremo anche a scrivere per il nostro secondo album e, si spera, a registrarlo per la fine dell’anno prossimo. Suoneremo anche in Australia e potenzialmente all’estero. Ma aspetteremo e vedremo come vanno le cose…

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