Intervista a Michele Labratti (Yakisoba, Full Body Punishment, Casket Garden, Congenital Deformity, Phreatomagmatic Death, Permanent Headache, Necrotized Mass e altri)

Conosco Michele Labratti relativamente da poco, quando nel 2018 mi sparò in faccia quei pochi minuti di Full Body Punishment. Pensai: “questo è un matto”. In seguito scoprii Yakisoba, la sua creatura più celebre. Pensai, ancor più interessato: “questo matto è marcio dentro e fuori”.  Poi è uscito Fossilized di Phreatomagmatic Death. Pensai, in preda all’esaltazione: “questo matto marcio deve raccontarmi un po’ di cose”. Nel frattempo ho scoperto che mister Labratti aveva tanti altri progettini, di cui alcuni usciti nel periodo della quarantena da coronavirus (tra cui Congenital Deformity, su tape pubblicata dallo zio Pech di Unholy Domain Records, una delle label più fighe del pianeta, e Necrotized Mass, in cui dimostra l’innamoramento verso Repulsion e Impetigo). Ci tengo a ricordarvi che io mi sono concentrato sulla sua musica più grind/gore/metal, ma ho lasciato inesplorato il suo versante più noise. [F]

Quando è iniziato tutto? Quando hai capito che la tua strada era costellata di musica deviata? Anzitutto grazie mille per lo spazio e per il supporto! Appena ho avuto modo di registrare in maniera decente a casa ho capito che ormai era finita ahaha! Mi sono costruito pian piano una sorta di mini studio e da lì in poi è stata una spirale verso il basso. La possibilità di registrare quello che voglio e quando voglio (escluse le parti vocali, quelle solo in orari diurni per evitare le manette) è veramente liberatoria. Appena ho in mente qualcosa posso cominciare a scrivere, registrare e togliermi lo sfizio.

Prediligi uno strumento in particolare o l’insieme che si crea nella tua musica? Non ho una predilezione particolare. Per me è importante il risultato d’insieme, come dici tu, anche perché non ho un gran bagaglio tecnico quindi preferisco quando il pastone è ben amalgamato ahaha!

Cosa offre Viareggio a un pazzo di gore come te? Grandi prospettive e possibilità di carriera per gli alcolisti, un mare mediamente inquinato, una vasta pineta marittima piena di animali selvatici, le vicine Alpi Apuane e due Penny Market che sono il centro culturale della città.

Quali sono i tuoi idoli tra i musicisti che suonano praticamente sempre da soli? Il tipo dei Parlamentarisk Sodomi è quello che mi viene in mente per primo. A livello di composizione, riff di chitarra e parti di batteria è veramente fenomenale. Gli scrissi una mail anni fa per chiedere il suo parere su batterie reali e drum machine e mi rispose qualcosa tipo “Real drums sucks and drum machines sucks too”. Un eroe. Anche tanti “gruppi” ristretti di persone che si sono dedicati alla produzione musicale in studio, come ad esempio i Summoning, Ildjarn e altri artisti black metal.

Tu sei uno di quelli che crea storie di morte putrefazione, ma ha paura dell’ago quando va a fare i prelievi del sangue? Non mi impressiona la vista del sangue, ma sono un po’ ipocondriaco a fasi alterne, quindi ogni tanto penso di avere tutte le malattie del mondo. Classico tipo da “Mi fa male un gomito, deve essere il lupus”. Una cosa comoda per i testi.

Di quali canzoni o uscite conservi un ricordo pessimo, al livello di esserti pentito di averle registrate? Ricordi pessimi non ne ho, però mi dispiace aver usato delle idee probabilmente valide in un momento, all’inizio, in cui non ero ancora in grado di registrare con un minimo di decenza. Cosa che probabilmente penserò anche in futuro della mia attuale produzione. Sono tutte comunque esperienze utili che mi hanno permesso di andare avanti e fare altre schifezze, quindi non mi pento più di tanto. Il basso sull’EP Full Body Punishment è mixato malissimo, comunque.

Ti sei chiesto cosa rende il Giappone così affascinante per chi suona musica estrema? Te ne dico una: Catasexual Urge Motivation. ono una delle mie fonti d’ispirazione principali! Ho avuto la fortuna di collaborare con Tomoaki a una traccia dello split a 4 con Golem of Gore, Human Pancake e Serotonin Leakage ed è stato veramente un piacere. Comunque tutto il Giappone estremo è bellissimo. Dal noise al punk al grind. Ma pure la roba tipo il city pop ahah. Pure i manga, i film, gli anime, la loro cultura in generale. Hanno un fascino particolare che non ti so spiegare, ma che mi attira da sempre.

Yakisoba è il tuo progetto più conosciuto e “avviato”, con discografia più estesa. Si può parlare di evoluzione lungo le uscite pubblicate sotto questo nome? Quali avvenimenti hanno caratterizzato i quasi tre anni di Yakisoba? Sì, penso ci sia stata una specie di evoluzione, soprattutto perché pian piano ho imparato a registrare un po’ meglio e a suonare un pelino più decentemente. Per quanto riguarda tematiche, genere e sonorità sono rimasto ancoratissimo al vecchio e da lì non penso di smuovermi, anche se ho un’idea di un piccolo concept che svilupperò più avanti, una volta terminato il full.

Ai Golem of Gore, con cui hai fatto anche un altro split, affideresti un tuo arto tagliato di recente, la tua collezione di dischi e le chiavi della tua città? Arto e chiavi subito, anche oggi, insieme a un bel cesto di falafel. Tanto amore per i Golem, uno dei migliori gruppi del genere attualmente in circolazione e personcine con i fiocchi. La collezione di dischi verrà con me nella bara, purtroppo. Mi dispiace, ma loro capiranno.

Secondo te cosa passa per la testa agli ascoltatori quando cliccano play e fanno partire la tua roba? La consapevolezza di avere gusti musicali discutibili. Forse non solo musicali.

Cosa provi verso le persone che hanno pagato per le tue canzoncine purulente? Tanta gratitudine. Mi sembra sempre molto strano quando succede ma è apprezzatissimo. Grazie davvero! Bandcamp in questo senso da veramente una grossa mano a chi produce musica, quando non decide di tenersi tutto in spese, spese accessorie, spese casuali, ecc.

Society of Christ ha batteria vera, che ad altri tuoi progetti manca. Come mai? Questione di tempo, di denaro, di tecnica o cosa? Con Society of Christ è stato semplice perché la mia intenzione era quella di creare noisecore ignorante, quindi potevo fare un po’ come volevo. Io non so suonare molto bene la batteria, mi limito a poche cose, per gli altri progetti non ho proprio le capacità necessarie. Qui invece ho suonato in modo caotico e imbarazzante ma sono riuscito a registrare tutta una lunga sequenza di microcanzoni. Il risultato è un po’ approssimativo, ma vabbè! Per gli altri progetti mi piacerebbe avere un batterista in carne e ossa, ma sono rari e comunque apprezzo la versatilità della drum machine.

Giochiamo. Messi da parte nomi verosimili o troppo facilmente spendibili, con chi vorresti tanto suonare? Valgono anche personaggi insospettabili tipo Orietta Berti o Napoleone. Papa Francesco, senza nessun dubbio. Ho un conto aperto con lui, chi mi conosce lo sa. Un duo folk chitarra e voce sarebbe perfetto. Un po’ di cover di Neil Young e qualche pezzo proprio.

È meglio il sapore frizzantino del sangue o la cremosità avvolgente del pus? Dipende dal fine. Per la pasticceria è meglio il pus.

Perché la gente nel grind è fissata con gli split? Penso sia una specie di sindrome. Anche a me piacciono, ti fanno conoscere bene altri gruppi ed espandono il bacino di ascolto. In questo senso funzionano veramente, grazie a queste uscite ho scoperto un sacco di roba spettacolare. Il lato negativo è che tolgono tempo e risorse a uscite che con un po’ più di minutaggio potrebbero diventare degli ep o dei full.

Nel goregrind tutto è permesso? Se sì, perché un sacco di gruppi sono assolutamente identici? Bene o male ci piace a tutti la stessa roba. È un settore ristretto come il porno con i nani: alla fine ci devono essere i nani. Poi c’è sempre la voglia di provare a raggiungere i propri idoli, che siano i Carcass, i Regurgitate, i Dead Infection o i Last Days of Humanity, per dirne quattro tra i più influenti, e questo porta a ricalcare le stesse peculiarità che ci hanno fatto innamorare di loro. Ma va bene così, more of the same! Tanto alla fine compriamo tutto. Ci sono comunque gruppi che cercano di portare avanti un percorso relativamente personale, anche se sono in minoranza.

Visto che ti interessi di roba schifosa, il coronavirus ti ha dato qualche spunto? Che ne pensi, da “esperto”? Quello che mi ha dato è tanto tempo per registrare! Infatti in periodo di quarantena in pochi giorni ho potuto lavorare intensamente a nuovi progetti come Permanent Headache e Necrotized Mass, oltre a scrivere nuove tracce per gli altri progetti già in corso. Spunti a livello di malattie e di gore no, purtroppo. Ci sono malattie più interessanti in giro, ha troppa concorrenza.

Cosa significa per te vivere e pubblicare musica in un’ottica DIY? È fondamentale! È bello avere la libertà totale su tutto. Quando ho finito una release non devo aspettare nessuno: la riascolto e la pubblico. Internet in questo senso ha cambiato tutto. Questo oltre alla produzione di CDr che va avanti in questo settore da una vita e che porta a scambi, nuove conoscenze, collaborazioni. Poi è sempre bello stampare la propria copertina con una stampante di qualcuno che magari solitamente la usa per motivi totalmente diversi e passare poi una giornata a ritagliare cose aberranti.

Hai suonato grindcore, gorenoise, goregrind, crust, death metal, ma non ancora il black metal. Ti piace il genere? Ti cimenterai in questo stile prima o poi? O è più probabile che pubblicherai un album di tarantelle? Ho sempre pensato di farlo, amo il genere e lo ascolto intensivamente. Qualche anno fa ho prodotto due pezzi ma sono rimasti nel cassetto. Anche in questa quarantena ho scritto almeno tre pezzi black in maniera un po’ più decente ma poi mi sono arenato. Spero di riuscire a portare a termine un demo. Ho già tutto: testi, copertina, qualche nome. Vediamo come andrà. Intanto ho collaborato con un amico per un progetto di questo tipo solo per la parte vocale. Non dico di più, però, aspetto che sia lui a farlo. L’album di tarantelle è allettante.

Quanto è punk Michele Labratti oltre i Casket Garden? Parecchio! Crust, d-beat e HC (specialmente quello italiano) me li porto nel cuore. I Casket Garden sono nati proprio per questo e sono il progetto attualmente più longevo tra quelli che ho. Come accennavo prima ho prodotto da poco due EP per il progetto Permanent Headache e la musica è crust veloce stile Extreme Noise Terror, Driller Killer e Nausea, con qualche blast beat ogni tanto. Sono da sempre legato al punk e al suo approccio, sia a quello più distruttivo e autodistruttivo, sia a quello più propositivo e etico dei Crass e derivati, ai quali sono ideologicamente affine.

Full Body Punishment: fino ad ora solo quattro minuti, ma davvero eccitanti. Cosa si prova ad avere una copertina viola? È difficile vestire questo colore? Una copertina viola è una grossa responsabilità e non sono sicuro di esserne degno. L’immagine, se non ricordo male, viene dal film Sbatti il mostro in prima pagina di Bellocchio. Volevo qualcosa legato al cinema di genere italiano, ma con un colore da cazzotto in un occhio che ricordasse un po’ la stampa su carta colorata di tanti demo. Mi sono divertito un sacco a registrare l’EP e sicuramente farò un’altra release in futuro, anche se ora ho altre priorità da sistemare.

Ho chiesto alle Rhodotorula se avrebbero mai pubblicato un album lungo. Mi hanno risposto: “Come fai ad ascoltare dieci minuti consecutivi di questa roba?”. Anche per te è così, almeno per le tue cose noise e grind? Non ho ancora superato i dieci minuti, ma spero di farlo a breve con un full che mi auguro di finire entro fine anno. Comunque non credo che qualcuno abbia ascoltato dieci minuti consecutivi delle mie schifezze.

Come hai conosciuto il Pech, un guru del death metal, che ti ha poi pubblicato la tape del tuo progetto Congenital Deformity tramite la mitica Unholy Domain Records? Ci siamo conosciuti a qualche concerto al Blue Rose di Bresso, mi sembra, durante una trasferta insieme ai Profanal. Il Pech è veramente un grande, sia come persona che a livello di cultura musicale e passione per il genere. Quando mi ha proposto di pubblicare la tape con la Unholy Domain per me è stato veramente un onore e un piacere grandissimo. Non potevo chiedere di meglio. A proposito, seguite le uscite di Unholy Domain perché sono clamorose!

Secondo te il mondo del grind (core,gore) è qualcosa di diverso rispetto a quello del death metal? O a livello underground è più facile che un soggetto si appassioni a 360 gradi alla figura di un Michele Labratti o suoi simili? Ahahahahahha io non credo che qualcuno possa appassionarsi alla figura di un Michele Labratti a meno che non sia un medico, un tassidermista o un rappresentante delle forze dell’ordine. L’underground è piuttosto diverso, comunque. Il grind (soprattutto la parte gore e gorenoise) ha un underground molto più collaborativo, con tante etichette DIY gestite da appassionati e tanti “musicisti” propositivi e sempre in vena di partecipare a questo o a quel progetto. Tanti scambi, tanta autoproduzione e pochissime persone con atteggiamenti da rockstar, che soprattutto in questo ambito si rendono particolarmente ridicole. Il death metal è forse un giro un po’ più chiuso, ma comunque pieno di gente in gamba e gruppi incredibili anche qui in Italia.

Dal punto di vista “commerciale”, è più vendibile la tua roba grind o quella death? Penso che Phreatomagmatic Death, in particolare, possa davvero avere un grande futuro. Grazie per P.D.! A proposito, è uscita ora la versione in CDr sotto Rectal Purulence. Spero anche li di produrre qualcosa di nuovo in futuro, mi sono divertito a registrare il demo. Per quanto riguarda il punto di vista commerciale penso non ci sia niente di veramente vendibile ahaha!

Sei pronto a spiegare ai tuoi figli, se e quando ne avrai, tutto quello di cui abbiamo parlato fino ad ora? Ho risolto la questione decidendo definitivamente di non avere figli. C’è qualcosa di consolante e rassicurante nel far finire la propria linea genetica. Essere uno di quei rametti terminali degli alberi genealogici è una delle mie aspirazioni. Smettete anche voi di procreare! Abbandonate la nave.

In cosa spenderai le montagne di euro guadagnate con la tua musica? Le ho già spese tutte in non una ma ben due birre! Ora il bilancio è di nuovo in rosso ma c’è ancora tanta speranza su questa barca piena di buchi.

Suonerai mai dal vivo le cose create nei tuoi progetti solitari? Le intenzioni ci sono, ma sono ancora in altissimo mare. Vedremo un po’ come andrà, sto cercando di muovere un po’ di cose. Mi piacerebbe soprattutto con Congenital Deformity e con i Casket Garden.

Prossime pubblicazioni con il tuo zampino? Sto lavorando in questi giorni a una produzione grindcore con un ragazzo statunitense e sono veramente emozionato e preso bene. Dovrebbe uscire entro una decina di giorni, se tutto va come deve andare, e non vedo l’ora. Oltre a quello stiamo lavorando alla produzione del full album degli In Grief e piano piano sto portando avanti anche il full Yakisoba. Sto cercando di focalizzarmi su questo prima di fissarmi su un altro nuovo progetto come capita spesso.

Descrivimi un tuo ipotetico seppuku. Ne faresti un brano, prima di dirci addio? Probabilmente capiterebbe in modo casuale con un temperino cercando di aprire un pacchetto di dischi ricevuto per posta, quindi non avrei neanche la possibilità di scrivere un pezzo. Spero però che Papa Francesco mi dedichi una canzone alla memoria tipo Candle in the wind di Elton John.

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