Le Québec, tabarnak – Intervista ai Saccage

(English version here) / I Saccage sono uno dei gruppi più estremi che abbia ascoltato negli ultimi anni. Con loro è stato subito folle amore, sono stati tra i gruppi che mi hanno trascinato verso il metal estremo sporcato con il crust/hc. Mischiano davvero il meglio del meglio, a tutto tondo. Prima di dar loro la parola devo ringraziare due persone. In primo luogo Peppe degli Amphist (aspetto il nuovo album uagliò) per avermi fatto scoprire tramite Facebook questa straordinaria band del Quebec. Ma soprattutto, se state per leggere un’intervista scritta bene e tradotta meglio, con domande corpose e dettagliate, è grazie al Salva, un amico che mi sta accompagnando nel mio fruttuoso vagabondaggio nelle lande di Bandcamp e della musica brutta. Abbiamo altre intervistone in arrivo, ma nel frattempo affoghiamo nel male assieme ai Saccage. [F]

C’è un video bellissimo in cui spiegate brevemente molte cose di voi. Purtroppo è in francese e noi non capiamo che poche parole della vostra lingua. Ce lo raccontate così partiamo proprio da lì? Mi pare di capire che siate nati attorno al 2006-2007? Giusto, la band si è formata nel 2007. In questo video, realizzato da un filmmaker di Montreal come episodio del progetto “trve cvlt vide oseries” sulla scena metal del Québec, spieghiamo chi siamo e da dove veniamo, le motivazioni e lo spirito che animano il gruppo. I Saccage sono nati per incarnare un’idea di musica black/death con influenze crust e grindcore, con la nostra visione del caos e del male. Per quanto riguarda il video, uscirà presto una versione con la traduzione in inglese. La mia lingua madre è il francese, ma parlo pure inglese, anche se, veramente, non molto spesso. Mi scuso per eventuali errori a cui assisterete durante questa intervista.

La Derape Tabarnak è uscito a pochi mesi dalla vostra nascita. Come vi siete sentiti con i primi sette minuti di musica a nome Saccage? Eravate ancora Saccage Nocturne? Inizialmente la band si chiamava appunto Saccage Nocturne, ma presto diventammo solo Saccage. Principalmente perché suonava meglio così. Il logo è stato realizzato dalla label che ha pubblicato quella demo, registrata alcune settimane dopo nel seminterrato del nostro batterista.

Tra demo e Death Crust Satanique sono passati quattro anni. È stata una lavorazione impegnativa oppure semplicemente avete avuto altre cose da fare nella vita extra Saccage? Ci sono stati diversi cambi di formazione dopo la demo, ma non abbiamo mai smesso di scrivere musica. È che non avevamo una vera e propria line-up per andare in studio di registrazione. Appena sistemato tutto (il batterista, il cantante e il chitarrista si trasferirono insieme in una casa situata nella zona rurale nel Québec) e abbiamo trovato un bassista fisso, abbiamo rapidamente finito di scrivere il disco e siamo andati a registrarlo.

Una vostra canzone oramai storica si chiama Mötorcrust. Devo quindi chiedervi: cosa sono stati per voi i Mötorhead? Sono stati determinanti per farvi crescere sani e forti? Motorcrust è stata una delle prime canzoni scritte con la nuova line-up di allora. Perlopiù è una canzone riguardo il guidare veloce, fatti di alcol e satana, con riff bomba per spaccare tutto. Puoi vederla come una metafora per dire che abbiamo il male dalla nostra parte e nulla può fermarci.

Death Crust Satanique ha superato le centomila visualizzazioni su Youtube. Vi piace l’ebbrezza della notorietà? Siete diventati dei vip, eh? Non so neppure cosa sia un VIP su Youtube, ma ad ogni modo, è bello vedere che quest’album abbia assunto una sorta di status di “culto” nell’underground.

Cosa rappresenta per voi la realizzazione di uno split? Vi lega nel corpo e nello spirito all’altra band coinvolta? Non siete tra quelli che ne pubblicano tantissimi. Ad oggi infatti abbiamo solo quello con gli Hellcaust. Fare uno split dovrebbe essere qualcosa di speciale, una collaborazione per esprimere una visione unica tra varie band. Penso sia un buon modo di pubblicare materiale che non sarebbe necessariamente stato bene in alcun full length, né EP, e condividere una release con un’altra band che consideri parte della famiglia.

C’è anche Vorace (che è probabilmente il vostro disco più tipicamente crust/d-beat), che penso che sia troppo spesso ignorato, perché a dire il vero si rivela essere uno dei vostri migliori lavori, per ora, per i miei gusti. Cosa ne pensate di quello e cos’avevate in mente quando l’avete scritto e registrato? Alla fine, eravate soddisfatti con i risultati finali? Questo disco è stato il seguito naturale di Death Crust Satanique. Quelle canzoni furono create nello stesso periodo del nostro primo LP, ma non erano ancora del tutto pronte per essere registrate. Ci volle del tempo per farlo uscire, perché non mi piace pubblicare più di un’uscita all’anno, e poi ci furono anche alcuni cambi di formazione subito dopo. Era un modo per chiudere il capitolo della line-up 2010-2014 dei Saccage.

Récidive: un disco che sta in mezzo a un esordio dirompente e a un nuovo album clamoroso. Come ne esce dal confronto? Vi piace ancora oggi? Sì, è ancora oggi un album molto forte e ha ricevuto buone recensioni. La prima stampa del cd è andata sold out dopo meno di due anni. Ma non suoniamo per vendere dischi e avere belle recensioni. Tutti i nostri album sono unici/a sé stanti e rappresentano qualcosa nella nostra discografia. Questo disco è quel che ci passava per la testa in quel preciso momento e funziona da archivio per cosa facevano i Saccage in quel lasso di tempo. Penso che sia lo scopo di ogni musicista e artista quando crea qualcosa.

Siete in giro da un po’ di tempo ormai e vi siete evoluti notevolmente nel corso degli anni, come band. Death Crust Satanique suonava come se la band non avesse ancora una direzione specifica in mente (anche se era già notevole… anche il primo dei Saxon non era del tutto coerente, ma le canzoni effettivamente alla Saxon spaccavano ugualmente!), ma siete maturati e diventati sempre più personali con l’uscita di ogni nuovo disco. Khaos Mortem mostra chiaramente che ora avete una visione ben chiara in testa, anche esteticamente. Come commenteresti quest’evoluzione? Khaos Mortem è l’apice della discografia dei Saccage, il disco più maturo, in cui abbiamo preso quello che ci piaceva di tutti i nostri album e abbiamo abbandonato cosa non volevamo, per creare qualcosa di più brutale e preciso. Per me tutti i nostri album sono speciali, sono tutti unici. Penso che ci sia qualcosa di valido in ognuno, ma come per ogni musicista, l’obiettivo è sempre quello di creare qualcosa di migliore della volta precedente.

Khaos Mortem ha in copertina uno scenario infernale che raffigura Porte St. Jean. È un luogo della vostra città? Di cosa si tratta? Sì, Porte St. Jean è un imponente ingresso delle antiche mura di cinta di Québec City che ci sono da quasi 300 anni. Sono più o meno il cuore e il centro di tutto in Québec City. È un occhiolino alle nostre radici e alla città dove creiamo la nostra musica.

Le registrazioni di Kahos Mortem sono avvenute in quattro giorni, nella scorsa primavera. Per alcuni quattro giorni sono pochissimi. Per voi invece? Avete lavorato in linea con le precedenti esperienze in studio? Registriamo sempre in approssimativamente 4 o 5 giorni. Proviamo ad avere un sound fighissimo senza ritoccarlo troppo in post-produzione. Principalmente ci prendiamo un giorno per strumento. Facciamo molte prove prima di andare in studio così quando è il momento siamo già precisi e pronti per registrarle, semplice. Non hai bisogno di 14 giorni in studio se sai suonare le canzoni. Cioè, quando vai sul palco e le suoni dal vivo, dovresti essere preciso, sicuro e conoscerle bene. Penso sia la stessa cosa quando registri roba.

Joel Grind è un nome grosso della scena estrema. Come mai avete pensato a lui per il mastering degli ultimi due album? Quali uscite de lui curate vi hanno subito fatto capire che era l’uomo giusto per voi? Joel Grind è un gran produttore e tecnico del suono. Gli abbiamo chiesto di fare il master della nostra roba e ha subito detto di sì. Trovo figo collaborare con varia gente, perché così metti un po’ di ognuno (e del loro contributo) nella tua musica.

Avete una canzone giustamente chiamata Acouphene Funerarie. E’ un titolo piuttosto originale! Essendo condannato dal tinnitus io stesso, lo odio a morte e proprio per questo mi sorge spontaneo chiedermi di cosa parli quella canzone, quali siano alcune delle sue frasi migliori e cosa vogliano dire. Ti andrebbe di approfondirlo? Sì, come hai detto, “acouphene” in francese vuol dire tinnitus (acufene, appunto), un problema e/o una malattia che consiste nella percezione di rumore o un fischio nelle orecchie. Questa canzone è come un’ode al rumore e ai volumi esagerati. Un modo per dire che la nostra musica, quei riff di chitarra, la batteria massiccia e il cantato blasfemo possono farti morire d’acufene. La potenza del feedback della chitarra può spaccarti i timpani, e così via. La musica della morte.

saccage live

C’è anche una cover che avete detto essere un tributo ai Nunslaughter. Diteci perché avete scelto quella canzone, cosa significa per voi quella band e come pensate che abbia influenzato i Saccage. Inoltre, siccome li amate così tanto, presentate i Nunslaughter a coloro che non sono famigliari con la loro discografia e consigliategli qualche disco con cui iniziare! I Nunslaughter sono un gruppo old school death metal con influenze tendenti al black e tematiche/testi satanici, dagli USA. La canzone di cui abbiamo scelto di fare la cover (Death By The Dead) ha una storia speciale per noi perché nel 2009, il batterista, il chitarrista e il cantante erano soliti ascoltare tantissimo questo pezzo perché era un perfetto esempio di death metal e black metal con influenze punk. Questa canzone cambiò le carte in tavola per noi, quando la scoprimmo. In ogni aspetto dei Saccage, proviamo a scegliere ciò che ci rappresenta. Così, quando abbiamo avuto l’idea di fare la nostra prima cover dopo più di 12 anni, abbiamo subito pensato a quella canzone. Era un modo di chiudere un capitolo e un buon modo per rendere omaggio a questa band e questa canzone in particolare, vista la loro influenza su di noi.

Khaos Mortem è uscito in tutti i formati: cd per PRC Music, vinile per Torture Garden Picture Company e cassetta per Suicide By Cops Records. Personalmente a quale tipo di supporto siete più affezionati? Beh le cassette sono passate a Von Frost Coffins Records perché Suicide By Cops non produrrà più nulla, ma entrambe sono praticamente gestite dalle stesse persone. Per me tutti i formati sono importanti, perché così è l’ascoltatore a scegliere quello che gli piace di più. Mi piace molto la versione LP dei nostri album poiché è sempre speciale vedere gli artwork in un formato così grande e poi c’è il significato ritualistico del mettere il vinile sul giradischi. Ma è sempre importante anche la versione CD, è un modo facile per diffondere fisicamente le uscite ovunque quando vuoi scambiare roba e dare la tua musica alla gente.

Il nome della label che si stava occupando delle cassette è veramente geniale. In Italia abbiamo avuto alcuni casi eclatanti di persone morte dopo essere passate tra le mani delle forze dell’ordine. In Quebec ci sono storie simili? Ne avete vissute alcune da vicino? Vivo a Quebec City, una città di media grandezza, 500mila persone, nel Nord Est del Canada. Direi che è piuttosto calmo qui, non è come Montreal, New York o persino come da voi in Italia, dove ci sono molte più persone e alcuni quartieri difficili in cui la polizia se la prende con la gente. Personalmente odio la maggior parte dei poliziotti, non perché mi abbiano fatto qualcosa di grave, ma perché certi rompono i coglioni a persone che non hanno fatto niente di che, mentre ci sono pedofili, stupratori e molte altre cose di cui dovrebbero interessarsi… Ho sentito e ho visto molti abusi da parte di polizia e forze dell’ordine che provano a interrompere manifestazioni usando forza letale su persone non violente, e anche sbirri razzisti di merda che hanno ucciso altre persone solo per paura. La maggior parte dei poliziotti che ho incontrato è fottutamente arrogante. Non sto dicendo che siano tutti feccia, ma gli umani sono umani… dagli un’arma e del potere e la maggior parte si comporterà di merda.

A molti sembrerà un azzardo questo termine, soprattutto per un gruppo che fa musica bastarda e punk nell’anima, ma io sento nei Saccage una certa ricerca nelle canzoni. Che significa per voi sperimentare? Di fatto avete cambiato qualcosa in ogni lavoro: Récidive è diverso da Death Crust Satanique e anche dal nuovo Khaos Mortem! Sembra che non vogliate cadere nei luoghi comuni (come molti fanno) e esplorare invece tutti i meandri dei sottogeneri del punk e metal estremo su cui riuscite a mettere le mani. Cerchiamo sempre di mantenere omogenea la nostra musica, per mantenere il nostro tipo di blackened crust e death metal cattivo in ogni album. Ma quando ci sediamo e iniziamo a comporre, c’è sempre un concept dietro. Nella demo, si trattava delle radici della band, black/thrash metal con forti influenze punk/crossover. Per Death Crust Satanique, era fortemente influenzato dal crust svedese e dalla scena old school death metal, sempre mantenendo le nostre radici black metal. A quel punto cominciammo ad aggiungere della batteria d-beat e più riff melodici. Con Vorace abbiamo continuato sul nostro sentiero d-beat, old school death metal e crust punk. Abbiamo aggiunto la distorsione dell’HM-2 e provato a tenere la composizione semplice per farle rimanere molto energiche e dinamiche dal vivo. Con Recidive, siamo tornati ad avere un sound più death/thrash/grind. Canzoni come Dechet Humanitaire, La Fosse Circulaire e Saute-Cadran sono ottimi esempi di un sound più prettamente metal. Meno cori tipo gang shout, più blast beat. Khaos Mortem è il primo album davvero concettuale. Abbiamo voluto cambiare l’ottica dei testi per essere più cupi e misantropi perché adesso siamo più così, e per dare un taglio più blackened grindcore al nostro sound death/crust, per creare qualcosa di ancora più aggressivo della roba precedente, tenendone gli elementi che amavamo delle nostre uscite prima. Abbiamo cambiato l’accordatura delle chitarre, aggiunto più growl ed un approccio più diretto ed energico nelle voci. Vedo Khaos Mortem come un nuovo capitolo nello spirito dei testi e della musica dopo Death Crust Satanique/Vorace/Récidive. Ma complessivamente, anche se tutti questi album sono diversi, manteniamo lo stesso spirito e le stesse radici in ognuno di essi. È sempre lo stesso approccio guidato da voce e riff.

Venite dal Canada! Patria di band gloriose tipo Slaughter, Strapping Young Lad, Iskra, Voivod, Razor, Blasphemy, etc. Il Canada è riuscito in qualche modo a entrare nella vostra musica? Credete che suonereste diversamente se foste stati di qualche altra parte?La scena canadese ci ha chiaramente ispirato e sì, credo che non saremmo uguali se venissimo da un altro posto. Pure la scena del Quebec ci ha influenzato parecchio. Penso che la musica sia come un buon vino con di un vitigno preciso o una buona birra con luppolo locale. Le cose locali influenzano sempre la musica e sono proprio loro a dare qualcosa di speciale al sound.

saccage band

Poi, com’è la scena nel Québec e nel Canada in generale? I metallari e i punk sono uniti o c’è di mezzo qualche stronzata elitaria? Alcune band crust fighe dal Canada a cui pensate che chiunque debba dare un’occhiata (sia vecchie che nuove)? E lasciatemi prevedere che menzionerete anche gli Iskra! Gli Iskra sono buoni amici e spaccano ma questa nazione è fottutamente gigantesca! Loro vengono dalla West Coast, noi dalla East Coast. Sono come due stati differenti. Nella Est Coast e in particolare nella provincia del Québec (che è ancor più diversa perché noi parliamo francese e il resto del Canada parla inglese) la scena è davvero buona. Penso che abbiamo la più grande e più potente scena del Canada. L’ Europa è molto meglio dell’America per la scena punk/metal, però abbiamo anche noi molti festival underground (Québec Death Fest, Earslaughter Fest, Messe des Morts, Varning Festival, Grind Your Mind Open Air e via dicendo) e molte band più vecchie e altre nuove. Nella scena metal/punk della East Coast abbiamo degli ottimi amici e “veterani” che hanno suonato coi Saccage, come gli Hard Charger, Mesrine, Monarque, Dopethrone, Hellcaust e tanti altri.

Parliamo di lingue… il francese! Non è una lingua molto comune nella musica… nonostante la sua pronuncia piuttosto ‘’musicale’’, pare non essere adatto a quasi nessun tipo di musica. La Francia non ha mai avuto una scena punk degna di nota (nonostante potrebbe star accadendo qualcosa di PAZZESCO proprio oggi, dunque forse dovrei rimangiarmi quanto appena detto!) e poche band metal hanno osato cantare in francese… ora come ora, gli unici che mi vengono in mente sono gli H-Bomb. Nonostante tutto ciò, funziona perfettamente per voi! Diteci cosa vi ha motivato a cantare nella vostra lingua nativa, di cosa parlano i vostri testi e se Saccage si pronunci nel modo inglese/americano o se sia ‘’Saccàge’’! L’abbiamo sempre pronunciato in francese, proprio così: SA-KA-GE. Era chiaro sin dall’inizio che avremmo sempre cantato in francese. E per francese intendo il francese del Québec (o Québecois). Non siamo francesi, ma neanche canadesi. Siamo Québecois, ed è questo lo spirito che c’è dietro. Mi piacciono sempre le band che portano degli aspetti locali nella loro musica, proprio come tutte le band crust svedesi che cantano nella loro lingua madre e il black metal norvegese che ha testi in norvegese. Per i Saccage, la voce è sporca e pesante, quindi non è che gli ascoltatori facciano molta attenzione alle parole durante l’ascolto, ma la voce è più tipo uno strumento che si mescola con gli altri strumenti. Dopo di che, guardi all’artwork, i nomi delle canzoni e lo spirito dietro di esse, e puoi capire cosa vogliamo condividere con la nostra musica. Penso che anche se non si capisci il francese, tutti possano sentire lo stesso lo spirito dei Saccage.

Pensavamo foste al 666% occupati coi Saccage, ma abbiamo scoperto che alcuni di voi suonano anche in altri gruppi interessanti (Nate, che ha lasciato la band poche settimane fa, è anche qui dentro, mentre Alexis fa il cattivo anche negli Atroce). Voialtri cosa pensate di queste loro avventure? Sta bollendo qualcos’altro in pentola? Il Québec City è piccola e qui tutti i musicisti si conoscono. Ci piace suonare diversi tipi di musica e condividere idee con varie entità. Nel nostro giro di amici abbiamo gruppi come Atroce, Kickassviolence, Sedimentum, Névrose, Wounded Funeral, Outre-Tombe, Trépas, Délètere, Ultra Rapthor, Soiled by Blood, Survival Instinct, Paladin, Torturer e più recentemente i Sulfure con ex-membri dei Culte d’Ébolas e un nuovo progetto war metal è in via di lavorazione.

Dall’esterno, sembrerebbe che facciate musica solo per divertirvi, per sentire quello che voi vorreste sentire in un disco e rendere omaggio alle vostre influenze. La copertina di Récidive è anche piena di loghi e grafiche prese da grandi come Venom, Doom, Iskra, Hellhammer, Bathory e altri. Diteci di più sulle vostre influenze e sul vostro approccio al songwriting. Ho già risposto in gran parte nelle precedenti domande riguardo i diversi suond di ogni album, ma per farla breve e sparare qualche altra band che ci ha influenzato, mi vengono in mente: Aura Noir, Wolfbrigade, Wolfpack, Entombed, Toxic Holocaust, Nunslaughter, Gorgoroth, Immortal, Exhumed, Terrorizer e tantissime altre band. Perlopiù qualsiasi cosa old-school, dal death al thrash al black e il grindcore.

Avete cambiato diversi batteristi nel corso degli anni. Ci sono state divergenze personali/artistiche tra di voi oppure i Saccage sono talmente scatenati da consumare tutta l’energia del batterista di turno? Hahaha, non penso! Ci siamo divertiti a suonare con ogni membro, ma a volte cambiare componenti è solo una fatalità. Dopo quasi 14 anni nella scena, alcuni hanno avuto proposte da altre band, semplice mancanza di tempo da dedicare alla musica oppure si sono spostati verso nuovi progetti. Succede a tutti e in tutte le band, ma quel che è bello dei Saccage è che il sound è così particolare che un nuovo membro può capire subito cosa facciamo e adattare il suo modo di suonare alla line-up in questione. Tutti danno qualcosa di diverso alla band, ma l’impegno principale è quello di restare uguali.

Cosa stava pensando Dan quando hanno scattato questa foto? La sua faccia è memorabile! Mmmm… probabilmente stava contemplando il pogo e l’irrefrenabile energia del pubblico.

Immagine

Vedo che indossi una maglia dei Disma. Cosa pensi delle vicende controverse che hanno interessato la band ultimamente? Beh i Disma sono una buona band se pensi alla musica come entità a sé stante e i legami con l’ex-cantante degli Incantation sono entrati nei radar anni dopo la pubblicazione del primo LP. Da allora hanno cambiato il cantante che aveva questi legami, quindi i Disma di per sè non hanno decisamente nulla a che fare con tutto ciò. Dimostrano nuovamente il loro obiettivo: soltanto suonare del rumorosissimo death metal vecchia scuola.

Vi hanno mai trattato male nell’ambito di un concerto? Ad esempio ci sono state scuse idiote e fantasiose per cancellare l’esibizione o per non pagarvi? Con più di 100 concerti, abbiamo sempre avuto buoni rapporti con gli organizzatori perché scegliamo noi con chi lavorare. Abbiamo un sacco di buoni contatti dopo tutti quegli anni, così scegliamo sempre saggiamente con chi avere legami.

Come vi sentite ad essere così trasversali anche dal vivo, ad essere chiamati per suonare con i D.R.I. o in festival con gli Horna indifferentemente? Penso sia un punto di forza essere in grado di suonare musica in così tanti ambiti musicali differenti. La nostra musica ha così tante influenze, mischiate per bene in un modo che sia gli amanti del punk/crossover che quelli del black/death metal possano apprezzare.

Vi piacerebbe fare un tour in Europa? Spoiler: dovremmo girare l’Europa tra agosto e settembre 2020 con l’aiuto della Neuronoise Organisation dalla Francia. Restate sintonizzati.

saccage tour

La morte perfetta: cirrosi, overdose o AIDS? Overdose, una morte veloce e diretta.

Per finire l’intervista, sfogatevi: sparate un po’ di insulti e imprecazioni nei confronti dei nazi! Fanculo a tutta la feccia estremista. L’unico estremo ammesso è la musica estrema! Il silenzio fa schifo! La dérape tabarnak!

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