I xDUHx sono presi benissimo: l’intervista nonsense più sensata che ci sia

Ve l’avevo anticipato (e ve ne siete resi conto la settimana scorsa con l’intervista alle Rhodotorula). Ho diversificato un po’ i miei ascolti e il risultato è stato un leggero spostamento verso musica e idee contaminate dall’hc, declinato in varie salse di cui – se vorrete – potrete leggere d’ora in avanti, tra le altre cose. I xDUHx mi hanno fatto venire la febbre per quanto sono presi bene, sono delle persone entusiaste, che avrebbero risposto con piacere ad altre centomila domande. In futuro tornerò sicuramente da loro. Nel frattempo accontentiamoci di questa loro prima affacciatina sul blog. Si definiscono nonsense powerviolence; vediamo se dicono il vero. [F]

Quando mi trovo davanti a un nome così corto, mi trovo sempre un po’ in difficoltà. Come si pronuncia xDUHx e come vi è saltato in mente di chiamarvi così? A: Ciao Frank! Innanzitutto grazie mille per quest’intervista e per ospitarci nelle pagine del tuo blog! Il nome della band, DUH, si pronuncia così come si scrive. L’idea di chiamare la band così è nata dalla nostra vena ironica, demenziale e nonsense. “Duh” sarebbe una sorta di verso, molto rumoroso, della voce, che usava e usa fare spesso Matteo, il nostro cantante. Il nome era in ballottaggio con un altro verso, “ush”, ma alla fine abbiamo optato per “duh” e così è rimasto.

Visto che è presente un estratto celeberrimo in Cazzimperio Poststrutturalista, mi spiegate come la poetica di Richard Benson vi ha influenzato? Quali sono a vostro avviso i suoi punti più alti e quali i più bassi? A: Richard Benson sia come musicista che come personaggio mediatico piace parecchio a tutti noi. Quindi era doveroso omaggiarlo in qualche modo nel disco. Abbiamo pensato di mettere un celebre momento di una delle sue tante trasmissioni musicali in cui dà il meglio di sé. Secondo me i suoi punti più alti sono stati i pezzi con il Buon Vecchio Charlie, il disco solistico (come direbbe lui) Madre Tortura nel 1999 e le sue svariate trasmissioni nelle tv private, soprattutto Cocktail micidiale. I punti più bassi non saprei… di certo mi è dispiaciuto vederlo così malandato e invecchiato in questi ultimi anni; anche in un live in cui andai con Mattia, l’altro chitarrista della band. Però da poco è apparso un video su Youtube e si vede che sta molto meglio, quindi siamo molto contenti di questo!

Perché mettersi le dita nel naso non è visto dalla società come un gesto normalissimo? A: Bella domanda! Probabilmente perché viene visto come un gesto da maleducati se fatto in pubblico. Ma noi ce ne sbattiamo!

Se foste attori, in che film vorreste mettervi le dita nel naso? A: Beh direi mentre si guida una Toyota Supra a 220 all’ora in uno dei tanti Fast & Furious. Oppure in un film di fantascienza e in qual caso sarebbero proprio caccole spaziali!

duh cover 2

Dopo aver ascoltato Buon Riso a Cattivo Cuoco mi sono chiesto che razza di cuoco avete incontrato per avervi spinto a scrivere un testo su di lui. Quali sono i retroscena? M: Il retroscena di questo pezzo è un segreto, potremmo dire che parla dell’importanza di mettere il cuore nelle cose che fai, incluso stare dietro ai fornelli.

Come in ogni album italiano che si rispetti, non poteva mancare la canzone d’amore: La fame d’amore la si annega nel liquore. E in particolare l’ultima parte del testo è pura poesia in cui non si avvertono forti richiami al dolce stil novo, ma la delicatezza unica di quel passaggio mi fa sempre commuovere. E voi credete nell’amore? M: Credo nell’amore e in tante forme di amore: fare sesso, avere un’amica, la passione per la musica… Cito Le Orme: “La gioia di cantare, la voglia di sognare/ il senso di raggiungere quello che non hai/ ecco un altro giorno come ieri/ aspettare il mattino per ricominciare. La forza di sorridere, la forza di lottare/ la colpa d’ esser vivo e non poter cambiare/ come un ramo secco, abbandonato che cerca inutilmente di fiorire. La maschera di un clown in mezzo a un gran deserto/ un fuoco che si spegne, uno sguardo verso il cielo/ uno sguardo verso il cielo, dove il sole è meraviglia/ dove il nulla si fa mondo, dove brilla la tua luce”.

In un altro brano avete inserito un jingle che mi ha dato un colpo al cuore: il suono di accensione della Play Station 1. Siete nostalgici? M: Da piccino avevo la PlayStation 2 e ci giocavo abbestia, son legato a quei giochi ma insomma adesso, tutti, tutti i giorni non mi ci metterei… Era una figata fare le partite in multiplayer con i compagnetti delle elementari, perché allora c’era il multiplayer vero, non come adesso che stiamo tutti a casa propria ognuno con la propria console a farsi le seghine da sé con le cuffie. Allora connettevi i joystick insieme nella stessa console, decidevamo tutti a che giocare e si urlava, si gridava, si rideva, ci si meravigliava delle allora avveniristiche grafiche in 480p; e dopo merenda tutti insieme, Nutella abbestia, pane, salame, formaggi, biscotti, tè, cioccolate, yogurt. Da piccino mi piaceva mangiare, ma poi facevo quaranta flessioni e addominali al giorno sicché mi passava tutto il grasso, poi a diciannove anni smisi ma un po’ di sostanza m’è rimasta, se Dio vuole. Da Burnout e SSX derivano i miei attuali gusti musicali: Yellowcard, MxPx, Run DMC, Snow Patrol, Bloc Party, per non parlare di Burnout Revenge da cui ho scoperto bombe metalcore come Killswitch Engage, Trivium e Atreyu oppure SSX On Tour che includeva Motorhead, Iron Maiden e Scorpions… Oltre a un sacco di hip hop… Adesso ascolto più o meno quella roba lì, più il grindcore (Napalm Death, Misery Index, Rotten Sound), il jazz (John Coltrane, Charles Mingus, Thelonious Monk) e, purtroppo, mia mamma.

Il Sacro Graal l’avete venduto per comprare la PS4, e la PS4 per cosa la scambiereste? M: La PS4 la scambierei per dei soldi di cui 2/3 li darei a Emergency e 1/3 porterei la mia ragazza al ristorante, oppure la scambierei per un PC con scheda audio per suonare tutto il giorno e registrare canzoni, che è una cosa che mi piace da matti. Oppure, fornitura gratis di pizza a domicilio per un anno! Dice come te la mangi tutta quella pizza da solo? No, chiamo la mia ragazza e si mangia insieme, perché le gioie della vita sono: 1) il mangià 2) il bè 3) vien da sé. Comunque sostenete Emergency che Gino Strada è il più grande attivista per i diritti umani in circolazione, oltre ai grandi giornalisti Franco Borrometi e Sandro Ruotolo, autentici simboli della lotta alla mafia che attualmente fanno una vitaccia sotto scorta. Parte seria dell’intervista finita (andiamo avanti!, con fare imperioso e staliniano che non ammette repliche ma solo una centralizzazione del consenso)

duh cover

A quanti aperimorte avete partecipato? M: Tanti aperimorte, troppi per me, e le donne si contrariavano, ma tante, incontrandole la mattina, momento della giornata in cui non consumo alcolici, rinnovavano il loro consenso, pur con qualche giustificata riserva dovuta alle mie prodezze in Piazza dei Cavalieri solo pochi giorni prima. Altra cosa seria: sono stato ubriaco fino al vomito (5 volte) e alla maschera dell’ossigeno (1 volta), ma non ho mai messo le mani addosso a una donna, è una cosa che fa schifo e l’alcol o le sostanze non sono mai una scusante. Il testo è un modo per sdrammatizzare su un’occasionale ipocondria dovuta al ripetersi dell’abuso di alcool man mano che si va verso i trent’anni e ci si sente un po’ più vecchi, ma esagerando perché le droghe pesanti, per esempio, non le ho mai fatte: più pesante della topa non c’è nulla.

Si può combattere davvero contro Batman e Superman? M: Bisogna combattere Batman e Superman perché bisogna combattere il sogno americano!

Se Play Station fa molto anni Novanta, splittare con un gruppo chiamato Delorean sposta ancora più indietro le lancette! Come vi siete conosciuti e cosa vi ha spinto a suggellare l’unione con un vinile? M: I Delorean sono carissimi amici, ci siamo organizzati una cifra di concerti a vicenda anche con altri gruppi in cui suonavamo, siamo andati a tanti concerti organizzati da loro al fichissimo e straordinariamente attivo centro sociale Next Emerson di Firenze e spesso ci si becca in giro per l’Italia. Avevamo in mente di fare uno split e ci è venuto spontaneo chiedere a loro, sia per il nostro rapporto d’amicizia sia perché sono un gruppo pazzesco. E Ivan e soci hanno subito accettato volentieri la nostra idea! Non siamo però ancora stati in giro a farci una pizza insieme e dobbiamo assolutamente farlo.

I pezzi del vostro primo lavoro sono stati riproposti identici nello split o ci sono state modifiche qua e là? Perché è uscito così tardi rispetto al video teaser pubblicato a luglio 2018? A: Nel vinile sono presenti gli stessi pezzi usciti precedentemente in cd, ma con la differenza che il sound nello split è migliore grazie al master fatto da Lorenzo Bellia dell’Audiovolt studio. Purtroppo abbiamo impiegato diverso tempo per la scelta delle grafiche, dell’intero artwork, del disegno da far serigrafare e in generale perché abbiamo fatto tutto in diversi posti: la stampa dei vinili in Germania, la serigrafia alla Screamprinting di Roma e le copertine in una tipografia a Bologna. E poi abbiamo assemblato il tutto.

I brani che suonate in giro sono solo quelli pubblicati fino ad oggi oppure ci sono cover e pezzi nuovi? Non credo che il vostro tipico concertino duri solo nove minuti! Per caso fate i Nabat? M: Facciamo delle cover in lingua. Quale lingua? Su questo deciderei insieme per combattere la standardizzazione linguistica arbitraria perpetrata dalle istituzioni: destrutturiamo l’assegnamento arbitrario del significante al significato per liberare il pensiero da categorie preimposte dal patriarcato dell’Impero Romano. Desemantizzare per risemantizzare. Avanguardia. Proletariarizzazione del linguaggio per una rielaborazione del pensiero. Sì, dobbiamo fare i Nabat, spaccano davvero e vogliono dire tanto. Testi crudi e diretti sulla vita urbana e proletaria e sulla frustrazione per una vita imposta dalle istituzioni. Abbiamo dei pezzi non pubblicati di cui uno dedicato a una persona speciale che adesso sta all’estero ma se la trovo da qualche parte nel mondo glielo “canto” (leggi “sbraito”) con tanto amore brutal death metal.

Raccontatemi come sono andate le suonate di inizio settembre coi Butters, a Firenze, Urbino e Verona! A: Il minitour con gli amicissimi Butters è andato alla grande! Ci siamo divertiti un sacco in furgone e in tutte e tre le serate! Abbiamo rivisto tanti cari amici e conosciuti tanti nuovi. In più i gruppi con cui abbiamo suonato erano tutti validissimi e di vari generi musicali. La risposta del pubblico poi è stata ottima, in tutte e tre le date c’è stato un livello di coinvolgimento pazzesco, per noi questa è la cosa più importante.

Vorrei da voi un commento sui piuttosto recenti sgomberi di due spazi cruciali per un certo tipo di musica e ideali come il Galeone di Pisa e XM24 di Bologna, posti in cui avete suonato e che sicuramente vi hanno lasciato qualcosa. A: Gli sgomberi del Galeone a Pisa e dell’XM24 a Bologna sono state due operazioni che rispecchiano le politiche repressive del governo gialloverde e delle giunte comunali di entrambe le città. Noi abbiamo vissuto intensamente il Galeone a Pisa c’abbiamo suonato più volte, c’abbiamo visto diversi concerti e iniziative. L’XM24 lo stesso, c’abbiamo suonato una volta ed è stato meraviglioso (grazie ancora a Pavel e Domes per averci organizzato il concerto), un luogo in cui davvero si faceva aggregazione, politica (quella vera), in cui nascevano iniziative e idee interessantissime. Anche se queste posti di socialità sono stati sgomberati, le idee rimangono e con loro le compagne e i compagni che li portano avanti. È questo l’importante, mai arrendersi e continuare a lottare, e rispondere colpo su colpo a chi vorrebbe reprimere il dissenso.

Nel metal sono tutti fascisti, come ho sentito dire da diversi soggetti, o siete più ottimisti? M: I metallari fascisti sono poseur e non devono avere accesso ai concerti, il vero metal sfancula la rigidità dogmatica della politica per celebrare la musica, l’amicizia, la convivialità tra tutti gli uomini e le donne del mondo. È musica per star bene, esprimersi liberamente e esplorare se stessi a vari e complessi livelli.

Quali sono gli atteggiamenti meno costruttivi, ridicoli o che voi non approvate nella scena hc di oggi? M: Parto dal presupposto che sono pacifista e da questo ognuno tragga le sue conclusioni… Non proseguo sennò sembra che stia dissando qualcuno e dissare è roba da tamarri. Mi chiedo perché farsi sponsorizzare il proprio festival di musica alternativa da una multinazionale del tessile, ma mi fermo qui perché questa frecciatina potrebbe essere interpretata come un dissing… Un’altra cosa non proprio ridicola, ma da non fare, è pogare in spazi troppo stretti perché si rischiano fratture serie o comunque di farsi parecchio male, e soprattutto valutare il body type della persona con cui si sta pogando per dosare la forza. Per il resto, w la musica, w la libertà e ognuno scriva i testi che gli pare (a parte se è fascista) e li urli a tutto volume, che fa star bene e fa un sacco contestazione.

Cosa invece rende necessario suonare la vostra sbobba in giro per l’Italia assieme ad altri bei guaglioni come i Crisis Benoit, ad esempio? A: Suonare con i Crisis Benoit è necessario perché ci vogliamo bene! E in generale per noi suonare dal vivo è un bisogno perché ci permette di esprimerci liberamente e condividere con altre persone la nostra passione per la musica. Un abbraccio ai fratellini Domes e Pavel!

Il futuro cosa porterà ai xDUHx? Nuova musica, finalmente? M: Nuova musica sicuramente, poi chissà dove la suoneremo 😉 Io vorrei suonare al circolino a Cisanello dove fanno il liscio in apertura ai gruppi di liscio, intanto stiamo valutando anche opzioni extra-italiche (scoop). Inoltre è appena uscita una compilation promossa dall’etichetta The hills are dead records che celebra Scum, il primo disco dei Napalm Death. Noi siamo presenti con la cover di Stigmatized, a breve ci arriveranno anche le cassettine e i cd. Quindi oltre alle copie dello split avremo disponibili anche quelle della compilation. Si spera anche di far uscire tanta nuova roba interessante in questo 2020! DUUUHHH!

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