Intervista ai Sangue

Non voglio diventare come uno di quei siti di fake news e click bait con titoli allarmanti e pieni di “PERKE NESSUNO NE PARLAAAAA”. Però a volte mi chiedo che senso ha ascoltare musica, ritenersi soggetti mediamente intelligenti e farsi sfuggire un gruppo incredibile come i Sangue. Ok, non hanno promosso in alcun modo il loro album, ma la label che se li è aggiudicati parla da sé. L’intervista che state per leggere mi ha rinvigorito, ha rianimato la mia fame verso il metal (o meglio una certa attitudine di questo) e credo che succederà la stessa cosa anche a voi. [F]

Il mondo intero (quello che conta, insomma) si è chiesto sin dall’inizio da dove spuntassero questi Sangue romani. E per inizio intendo i primi mesi del 2017. Per noi i Sangue sono iniziati allora, per voi la storia quando è cominciata? Welt (chitarrista): L’embrione dei Sangue nacque qualche anno prima da me e Valerio Scissor. Poi arrivò Alex Wank. Io e V. Scissor eravamo gli unici del nostro giro ristretto che volevamo suonare! Stavamo sempre molto attenti alle uscite underground. Nel 2016/2017 feci ascoltare a un mio amico (il mitico G. Capra) una registrazione molto raw & dirty fatta in sala prove e lui mi consigliò di farne altre per un demo. Così il progetto si sviluppò e abbiamo coinvolto Marco Meta al basso e Mirko Offender alla voce. Le registrazioni, come vuole la “tradizione”, furono in presa diretta in una caverna di tufo occulto etrusco! Mixaggio a base di Javi (lo stesso dei nostri amici Teitanblood) e prodotto da Nuclear War Now! Productions. Nel nuovo album Culś invece al mastering e ad altri aspetti pensò Marco del The Devil’s Mark Studio a Roma. Prodotto sempre da NWN!P. // Valerio Scissor (chitarrista): Per me la base dei Sangue è nata quando, anni e anni fa, ho conosciuto Welt. Siamo due persone a cui non piace stare solo a guardare, e creiamo sempre qualcosa, a volte anche danni ahahahah! Da anni suoniamo insieme, che sia a casa o in sala prove, magari dopo qualche birra. In seguito è venuto il momento di chiamare in gioco altre persone, amici che come noi condividono la stessa nostra “attitudine”, che è la cosa più importante.

Considerando i vostri trascorsi pre-Sangue, ci si accorge della presenza di Mirko Offender dei Morbo (e prima ancora VII Arcano). Il suo approccio alla voce è diverso o c’è qualche affinità con le sue band precedenti? Welt: In questa domanda lascerei scorrere il suo verbo malefico per delucidare l’accaduto. Mirko è un amico da molto tempo e apprezzo tanto il suo contributo nel metal. È anche un cantante con molto talento. Per un periodo facevamo il dj set Neurot Night insieme. Comunque riguardo ai Sangue ci furono alcune richieste specifiche da parte mia e di V. Scissor, inerenti a un concept necromantico con una voce catacombale proveniente dalle profondità di qualche ipogeo dell’ oltretomba… // Offender (cantante): Sono sempre portato a sperimentare qualcosa di nuovo ogni qualvolta mi accingo a collaborare ad un nuovo progetto. Dunque direi di sì, ci sono delle differenze stilistiche con quanto fatto in precedenza, anche se con i Sangue si possono trovare delle affinità con i Morbo, visto che il terreno percorso è quello che si snoda nella tradizione death metal di fine anni ’80 ed inizio ’90. Credo che in alcuni momenti con i Sangue si delineano sentieri percorribili in quell’espressione musicale dove il confine tra death e black metal è molto lieve se non impercettibile. Le parti più caotiche di Culś tendono ad esprimersi più tramite un emanazione di un’ atmosfera ancestrale che non con la nitidezza delle note, di conseguenza la voce tende ad avere un tono più ritualistico. Entra anche in gioco il fatto che siamo in un campo espressivo primordiale ed istintivo che si riflette su tutti gli aspetti del lavoro, performance, produzione, liriche. Con i VII Arcano tutto era incentrato su un altro discorso ed indipendentemente da questo, oggi rifarei tutto diversamente dato che al tempo, dal mio punto di vista, vennero fatti diversi errori che andarono ad influire sul risultato finale. Dalla scelta dei musicisti, la registrazione/produzione, le pseudo label con cui abbiamo avuto il dispiacere di lavorare, ma anche la difficoltà di uscire fuori da certi standard. Ecco perché da circa dieci anni mi sento più a mio agio nell’avere a che fare con sonorità primitive, dove però sperimentare non e’ un tabù.

Salta subito all’occhio che in formazione c’è anche Alexander Wank, batterista dei Pungent Stench. Come è avvenuto il suo coinvolgimento? È stato della partita sin dall’inizio o agisce come “guest”? Welt: Prima di tutto Alex è un soul brother da almeno dieci anni. Lo conobbi a Vienna nel suo Totem Shop e poco dopo venne a tatuarsi a Roma nel mio Yama Tattoo Studio. Solo negli ultimi anni durante le sue vacanze in Italia tra tattoos, mangiate ed escursioni fuori città cominciammo a suonare insieme… poi da cosa nasce cosa. Lui, oltre il metal, come noi ama anche i film italiani horror di vecchia data. Un altro legame perfetto a livello di immaginario per la band. Tra l’altro date un occhiata alla sua label Cineploit: tantissime soundtrack 70’s italiane. // Valerio Scissor: Suonare con un monumento del death metal come lui è stato un piacere, un onore e una lezione! Siamo molto legati a sonorità degli 80’s e primi 90, ed era importante un batterista che non avrebbe aggiunto inutili vezzi troppo moderni per noi o lo avremmo ucciso!

Purtroppo non ho notizie degli altri musicisti coinvolti: ci sono altri progetti passati di cui dovrei sapere qualcosa? Welt: Marco Meta (il bassista) lo conobbi allo Yama Tattoo, all’inizio come cliente. Con lui c’è stato subito un grande feeling in amicizia, collaborazioni e nel metal estremo ha molto talento. Abbiamo scalato insieme anche le montagne dei Carpazi ahahah! Valerio Scissor è come un fratello, collaboratore allo Yama da molto tempo. Con lui quando suoniamo siamo in perfetta sintonia nel comporre riff insieme. Questo può solo avere altri sviluppi costruttivi. Nell’album c’è anche come guest il nostro amico Taneli Jarva (membro storico di Impaled Nazarene e Sentenced, tra gli altri) che grida in qualche brano.

Se un sempliciotto come me dovesse descrivervi in una manciata di parole, citerebbe il death metal e la storia etrusca. Cosa amate di più dell’uno e dell’altra? E perché così pochi gruppi si ispirano a tematiche geograficamente vicine come fate voi? Welt: Amo entrambi e, come altri miei interessi, troppo per dire cosa preferisco in particolare. Comunque il death Metal per me è il massimo per stare fuori da ogni rotta, veramente pesante e underground con una vena attitudinale a volte quasi punk. Musica per puristi! L’archeologia che mi affascina da quando ero bambino. Specie quella misterica di alcune civiltà ancora oggi arcane come gli Etruschi. L’Sntica Roma ha molte cose affascinanti da approfondire, ma per i miei gusti è stata fin troppo sfruttata. Vicino Roma è ci sono tantissimi siti pre-romani spettacolari, molti nascosti nelle foreste… che attendono di essere scoperti con delle sane escursioni. Mi ci sento più vicino. Purtroppo non credo che molti sappiano valutare il territorio che circonda Roma, non solo per ispirazione nella musica, in generale. Abbiamo dei tesori e a tantissimi non frega un cazzo. È tristemente culturale la dinamica. Almeno esistono in giro quei pochi true che lo fanno con il cuore e con iniziative realmente utili alla sensibilizzazione di tanto splendore. // Valerio Scissor: Essendo nato nel 1978 sono cresciuto nel periodo di pieno sviluppo del metal. Amo l’heavy metal, il doom, il thrash, il death, il black. Ero alla costante ricerca di nuove band da scoprire (come adesso d’altronde) e appena avevo due soldi in tasca mi compravo un vinile, magari consigliato da amici più grandi o da qualche rivista del settore, e lo squagliavo da mattina a sera mentre leggevo i testi e fissavo per ore la copertina imprimendoli ossessivamente nel cuore e nel cervello, ma c’è stato un periodo a fine anni 80 in cui il metal estremo non aveva etichette precise, i gruppi che mi hanno folgorato suonavano maledettamente evil e non sapevo se ascoltavo thrash, death o black metal, ecco… spero che questo trasudi dai Sangue! Nascere a Roma ha vantaggi e svantaggi, ami e odi, abbiamo una storia formidabile alle spalle, perché non attingere a piene mani da qualcosa che ti scorre nelle vene? // Offender: Intendo il death metal come una forma espressiva dalle grandi potenzialità sotto diversi aspetti. La sua esplosione a fine anni ’80 è stata musicalmente un cataclisma, in quanto in coincidenza del calare della qualità in campo thrash, il metal esigeva nuovi input estremi e non convenzionali per contrastarsi col mainstream. Dunque si è vissuto un genuino ed infiammato ritorno all’underground. Liricamente lo trovo un formidabile veicolo per catalizzare fantasie di vario genere, mi servo spesso dei suoi binari per far scorrere visioni legate alla sfera ancestrale, dove paure cosmiche si riversano, si fondono e si evolvono con l’apparire e lo scomparire di antiche civiltà e razze. È un connubio di forze primordiali dal grande effetto. Citando Lovecraft, ”la più antica emozione dell’ uomo è la paura, la paura più grande è la paura dell’ignoto”.

Il vostro esordio nel mondo del metal come Sangue contiene due brani. Come vi siete regolati con le registrazioni? Erano gli unici pronti al momento della pubblicazione oppure c’era già altra roba pronta? Welt: “L’oracolo nella nebbia al termine della via cava ci disse come procedere… osservando il movimento dei fulmini oltre la montagna”. // Valerio Scissor: Oracolo maledetto! // Offender: Avevamo del materiale che è stato selezionato e arrangiato in modo da presentare il gruppo con le giuste potenzialità del momento. Le registrazioni non hanno avuto un lungo procedimento, una volta registrati i brani a Roma, ho aggiunto la voce usufruendo dell’aiuto di un multi-tracce nel salone di casa ad Oslo, dove vivo. Tutto molto istintivo ed immediato.

Quali sono state le reazioni (vostre, dei vostri conoscenti e di ascoltatori esterni) all’ep? Welt: Le nostre piuttosto buone per un prodotto simile. Avendo poco tempo a disposizione nella nostra vita a maturare come musicisti (parlo per me almeno), non pretendevamo di fare musica di livello professionistico. Ma con degli obiettivi sì! Lo facciamo per passione… per ora. Tatuo tantissimo, faccio artwork per le band, dipingo etc etc La musica cerco di godermela principalmente in modo genuino. Comunque feedback esterni ci furono sin da subito e anche da stranieri, clienti metallari… e in vari blog online ho visto molti voti che arrivano a 8. Piccole soddisfazioni! // Valerio Scissor: Reazioni positive da tutti quelli che intendono il metal estremo con la nostra stessa attitudine, questo è buono. Poi c’è chi dice che la produzione è troppo sporca… ” grazie al cazzo!” (come si dice a Roma)! Se non piace a chi passa il tempo a spuntarsi le sopracciglia ne sono felice!

Sangue ep

È notevole che – appena partiti – siate subito finiti su Nuclear War Now! Productions. Come è avvenuto il contatto con la label californiana? Qual è il segreto per piacere a NWN? Welt: All’inizio avevo in mente qualche label, poi parlai con Timo Ketola [è uno dei migliori disegnatori metal degli ultimi vent’anni, lo potete trovare su lavori di Deathspell Omega, Altar of Perversion, Watain, Antaeus, Lvcyfire, Dead Congregation, Krypts e davvero tanti altri] che accolsi nel mio studio Yama anni prima. Lui conosceva già Yosuke di NWN. Con Timo ci confrontiamo molto, quindi sul dove chiedere per un progetto simile lui mi consigliò di provare con NWNP… A Yosuke piacemmo subito il progetto e ci fece il demo! Credo che non esistano segreti sul come piacere a NWN!P Basta piacergli… e non proporgli una band AOR!

L’ep è stato pubblicato in formato cassetta e vinile. Non vi ha dato qualche preoccupazione il fatto che una durata così ridotta (circa cinque minuti e mezzo), per giunta senza il supporto cd, fosse poco appetibile per alcuni ascoltatori? Welt: Per pochi ma buoni… fosse per me farei un videoclip su vhs! // Valerio Scissor: Nel metal niente compromessi, è uscito quello che ci ha dettato l’istinto. // Offender: L’ep e la cassetta sono semplicemente due versioni alternative di un demo, volevamo rilasciare un teaser al più presto per poi concentrarci sul full-lenght, processo accordato assieme alla NWN.

Quando avete capito che i suoni del primo album sarebbero stati diversi da quelli dell’ep? Perché avete cambiato produttore, da Javi Felez a Marco (The Devil’s Mark)? Welt: Con l’ album Culś abbiamo fatto un piccolo passo in avanti ricercando varie particolarità. Avendo Marco sul territorio per curare meglio queste dinamiche è stato più facile gestire il tutto. In più è molto bravo ed è l’ unico a Roma che tratta un genere così old school nei suoni. // Valerio Scissor: Penso sia stato un processo normale. L’ep è stato registrato con un registratore messo a terra, e se lo senti con le cuffie puoi scoprire qualche misterioso rumore della grotta! Per Culś volevamo qualcosa in più ma senza perdere l’istintività del suonare tutti insieme e Marco del The Devil’s Mark sa capire benissimo questo aspetto! // Offender: Ne eravamo coscienti già da quando la produzione del demo/ep era in corso, per i motivi spiegati precedentemente. Javi si è occupato soltanto del mix finale, riguardo i due brani di debutto.

Timo Ketola si è occupato delle copertina dell’ep e di Culś. Perché avete scelto lui? Cosa avete voluto rappresentare? Welt: Stimiamo molto Timo come pittore. E poi condividiamo alcuni immaginari artistici/mistici/naturalistici, quindi questo lo ha reso perfetto per un compito simile. Siamo felicissimi del risultato. Ritualità oscure e fantastiche di un mondo perduto immaginario… credo sia questo che volevamo fargli rappresentare. Noi ci siamo occupati invece di piccoli artwork in giro nell’album come riempitivi. Il poster interno invece è un b-side del film Assassinio al cimitero etrusco degli anni 80, dipinto dal Maestro Enzo Sciotti. Non usarono mai quella versione del poster per il fim, quindi mi ha venduto i diritti per usarlo. Sciotti è un pittore e una persona straordinaria. Per me queste sono le ciliegine culto sulla torta! // Valerio Scissor: Timo è un nostro amico, è un pittore mostruoso, respira e suda death metal: ho detto tutto!

Quali sono le differenze tra le due versioni di The Rite of Cosmic Void? Riprenderete un giorno anche Il Sudore Delle Catacombe? Welt: Forse nella nuova siamo più compatti. Il Sudore… vorrei molto rifarla. // Valerio Scissor: La naturale differenza per averla suonata di nuovo, ma grossomodo è sempre lei.

Culś è uscito nella primavera di quest’anno. La produzione di Marco ha cambiato tutto a livello esteriore. E nella sostanza? Vi sentite migliorati dall’ep del 2017? Welt: Per molte cose sì. Per altre, non avendo me, V. Scissor e Meta molta esperienza professionale nella musica, alcune dinamiche non ci hanno fatto raggiungere i risultati prefissati. Ma questo potrebbe accadere per il futuro con i Sangue o progetti paralleli… passo dopo passo. // Valerio Scissor: Nella sostanza spero non sia cambiato nulla, lavorare con Marco ci ha permesso di fare più cose che volevamo sperimentare, è un ottimo professionista e molto paziente, specie per aver sopportato e capito le nostre stramberie!

Cosa significa Culś? Welt: Esprime in etrusco il concetto di portale verso altre dimensioni… OPEN THE GATE!!!

In The Church è una brevissima introduzione ad opera di un gigante della musica: Claudio Simonetti. Chi non vorrebbe un maestro come lui in un album, eh? Come ci siete arrivati? Welt: Infatti è una traccia incredibile. È sicuramente importante all’interno dell’album. Almeno per me che lo stimo molto. Claudio Simonetti è un amico e stimato genio nella musica. Sono onorato che i rapporti tra noi siano maturati nel modo migliore nel tempo. Tutt’oggi faccio anche degli artwork ai suoi Goblin per merch vario, più’ altri tipi di collaborazioni. Ho prodotto la sua prima live score con Dawn of The Dead di Romero in Italia e ho in mente di fare altro a suo supporto. Simonetti sta lavorando ora anche al suo nuovo album, si chiama The Devil Is Back e uscirà a novembre, anche se in versione digitale sarà fuori a fine mese. Sono molto curioso di sentirlo a dovere.

Welt + simo
Welt e il Maestro Simonetti

I vostri brani sono così serrati e pieni di idee che gli interludi sono necessari per… prendere fiato? Ripensare al macello appena ascoltato e a quello che viene dopo? Tra l’altro suonate canzoni non lunghissime e questo è un altro grande pregio. Welt: Gli interludi furono di base una mia idea, accettata positivamente anche dagli altri. Mi piace che in un album ci siano momenti che respirino di più… Rendono più brutale la botta successiva dei brani più duri! Ero ispirato a interludi di Dead Can Dance, This Mortal Coil etc. Se dobbiamo avere un concept necroetrusco credo che con questi interludi l’atmosfera cerchi di evocare proprio quell’immaginario misterico e naturalistico. Meta invece mise in un interludio un giro di basso più NBM, che elaborato tutti insieme è diventato affine all’altro. Anche se all’inizio, quando misi su un tavolo tutti quegli strumenti antichi ed etnici, mi presero anche in giro! Ahahah! Ma la cosa bella è che poi tutti insieme abbiamo letteralmente improvvisato il giorno delle registrazioni creando qualcosa, a mio parere, di speciale. Di mio posso dire aver dato solo qualche indicazione per l’inserzione degli strumenti antichi, ma il resto è nato tutto spontaneamente. Questo perché ho studiato musica antica molti anni fa e ho cognizione sul come produrre suoni in un certo modo da flauti, ance, ocarine, cembali, corde per riprodurre il vento e strumenti tribali. Tra l’ altro ho in mente in progetto simile da molti anni… Vedremo se avrò tempo di svilupparlo. Brani troppo lunghi in un genere cosi scarno, rumoroso e senza pietà non credo che siano adatti… a me romperebbero probabilmente!

Vorrei che mi spiegaste qualche dettaglio succoso dei miei due brani preferiti: Her Cold Breath e When The Magus Whispers To The Sky. Sono incredibili! Welt: Grazie! La parte del basso iniziale di When the magus… mi piace troppo, è alla primi DRI! In Her cold breath le atmosfere più doom e tremoli/temi vari la rendono molto evocativa. // Valerio Scissor: Oh grazie mille, sono contento che ti siano piaciute. Quando buttiamo giù un pezzo nuovo partiamo da qualche riff di chitarra, che sia io che Welt portiamo freschi in sala oppure direttamente inventati sul momento, e poi iniziamo a lavorarci io, lui e Meta, influenzandoci a vicenda, e subiscono ulteriori cambiamenti quando poi riusciamo a vederci tutti al completo. Penso che in queste tracce in particolare ci sia stato l’intervento di tutti noi. // Offender: Liricamente Her Cold Breath abbraccia il discorso del legame dell’essere umano con la Morte. Il momento di massima decadenza dell’involucro materiale sfuma in una sorta di sacro rituale degenerativo/rigenerativo, in cui la forza femminile, creatrice e distruttrice allo stesso tempo, si riappropria del nostro organico e rilascia spiritualità con un freddo sospiro. When the Magus… : l’Alchimista, lo Sciamano. Quando la Sapienza ha una guida, la rivelazione avviene tramite la comunione degli Elementi.

Secondo me siete sin da ora molto riconoscibili e particolari. Quali accostamenti a band più note vi farebbero piacere e quali non sarebbero affatto azzeccati? Welt: Grazie tante! Credo sia importante cercare almeno un minimo di fare qualcosa riconoscibile/diverso. Ormai di base è stato fatto tutto. Nell’arte in generale la vedo così. Sul dove accostarci preferisco che qualche esterno mi dica cosa ci riconosca dentro. Secondo i miei gusti le band basilari che amo sono Repulsion, Slayer, Autopsy, Darkthrone, Terrorizer, Iron Maiden, Impaled Nazarene e molte altre. Ma io non mi ci accosto con i Sangue… loro sono DEI! // Valerio Scissor: Penso che la personalità di un gruppo sia molto importante, ed esce fuori dalla struttura delle tracce, voce compresa ovviamente, e dai suoni. Il suono per me è molto importante, sono molto ossessivo nell’ascolto dei singoli strumenti, e mi piace cercare un suono che rimanga ruvido pesante e non artefatto con un timbro personale e riconoscibile, deve rimanere tutto molto istintivo primordiale e potente. Mi piace la ricerca, ma non sopporto suoni troppo controllati ed elaborati, la paura di esagerare non fa parte del metal estremo così come usare una miriade di effetti. Le band di riferimento sono talmente tante che potrei non finire più, adoro i Candlemass e Possessed, amo a dismisura gli Autopsy, ma quando suoniamo penso che ci sia l’influenza di decenni di vinili nelle nostre case! // Offender: Per rispondere sinteticamente e senza tirar fuori nomi, direi che gli accostamenti graditi sono quelli con realtà che splendono di luce propria, con una certa personalità o comunque attitudine spontanea nei confronti del genere, non pilotati dalle case discografiche che impongono standard di mercato e ”depersonalizzazione dell’arte”.

Sangue full

Quando non sapevo nulla di voi e ho chiesto in giro, un sacco di persone mi hanno subito detto: “Ma come? Non lo sai? Sono quelli di Yama Tattoo!“. Insomma, siete conosciuti nonostante non abbiate social network come Sangue. C’è un motivo? Eppure in altre vesti e per altri scopi siete presenti, e come! Welt: Sapere questo mi fa rende felice… sono almeno quindici anni che io e lo Yama Tattoo team spingiamo pesantemente nella scena metal. Perché? Perché credo nell’heavy metal da sempre! E se semini tanto, in modo onesto e perseverando, raccogli nel tempo, anche se va controtendenza in certi periodi ed è un gran lavoro extra. In più amo lavorare tra tattoo e artwork per i metallari… Si parla di musica, cinema e cose che ci fanno passare la giornata felicemente ricaricandomi di nuovo. Credo che la promozione parallela dei Sangue sia stata anche una conseguenza di queste infinite iniziative che ho sempre curato. Nella pentola molte cose nuove stanno bollendo… Potete vedere le TBA sui miei social. Comunque sì, dobbiamo fare un social solo per i Sangue! // Valerio Scissor: La vita nel mondo del tatuaggio ci prende veramente molto tempo, poi sia io che Welt abbiamo veramente mille impegni diversi anche al di fuori. Per ora non è stata una priorità, ma appena possibile faremo anche questo!

Tattoo valerio
Opera di Valerio Scissor

Visto che ci siamo, apriamo una parentesi sui tatuaggi. Cosa vi sentite di dire a chi si avvicina a questo mondo? Welt: In termini più artistici e professionistici: i tattoo buoni non costano poco, non è la stessa cosa fare un tatto da chi tratta marginalmente uno stile o da uno specialista (non parliamo di piccoli tattoo commerciali). Non è buono volere tutto subito, veloci come un click, un appuntamento e via. È importante saper aspettare e godersi la scelta fatta. Inoltre la faccia/collo e le mani si dovrebbero tatuare dopo che ci si è tatuati almeno metà del corpo. come ricompensa! Quantomeno io vengo da una generazione di artisti che la vivevano cosi…

Qual è la diceria che vi dà più fastidio sui tatuaggi? Valerio Scissor: “Quando sarai vecchio che farai con tutti questi tatuaggi?” Hahahahah, mi tatuerò sopra i vecchi tatuaggi! Più seriamente spero che tra i giovani tatuatori rinasca di nuovo il rispetto per un certo tipo di apprendistato, e rispetto del tatuaggio stesso, così come per le nuove generazioni di tatuati spero che finiscano le mode, si ricomincino ad apprezzare gli stili antichi e a saper ascoltare il consiglio di un professionista.

Se venisse da voi qualcuno che vuole farsi tatuare le copertine dei Sangue, come reagireste? Welt: Prenderebbe benissimo ovviamente. Gli proporrei anche rivisitazioni del tema essendo anche io disegnatore di mostruosita’ innominabili! // Valerio Scissor: Gli direi… Tatuati Mental Funeral degli Autopsy!

Opera di Welt

Non avete ancora fatto concerti. Sarà sempre così o le cose sono destinate ad evolversi? È il prezzo da pagare per avere un batterista in Austria? Eppure a Roma avreste gioco facile a inserirvi in un habitat florido per musica più o meno affine. Penso ai più famosi Demonomancy e soprattutto ai Thulsa Doom, ai Serpent Ritual o ai Thecodontion. Welt: Sin dall’inizio ci siamo detti, a causa delle vite nostre super impegnate, che era un progetto solo da registrazioni e non da concerti. Anche se pensandoci bene un live rituale ci piacerebbe farlo. In una foresta, un sito esoterico… Vedremo! Alcune band che hai nominato sono ottime. Tanto, tanto rispetto. E spero se ne creino altre ed altre ancora. Dieci anni fa eravamo in una situazione florida a Roma. Ma oggi è diverso. Di solito dopo tanta calma ci potrebbe essere un risveglio nella scena… Lo spero molto. Paradossalmente Roma nella sua bellezza e’ una città cosi difficile. Ma ognuno ha le sue sfide, d’altronde! // Valerio Scissor: Forse quando il giorno durerà quarantotto ore, ma vedremo, never say die eh eh eh!

In che posti mandereste la gente interessata per addentrarsi a pieno nelle storie e nelle leggende etrusche? Chiudiamo con qualche consiglio. Welt: Calcola che ho in mente di scrivere un libro su questo. Sono anni che mi addentro in posti assurdi, specialmente tra Lazio e Toscana. Ho materiale fotografico a volontà e conosco molti siti incredibili. Un po’ di sano hiking metal punks con archeotracking, e aggiungerei mangiate serie da quelle parti! Un sito che a me piace molto è la piramide etrusca (che pare in realtà sia precedente) nella foresta vicino a Bomarzo. In un giorno si può vedere anche il famoso Parco dei mostri. Ma in quella zona c’è molto di più, nelle foreste…

Welt e pana
Welt con un cliente a caso, apparentemente uno dei personaggi più evil con cui ha avuto a che fare

2 pensieri su “Intervista ai Sangue

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