Intervista ai Thulsa Doom

Ve la faccio breve: i Thulsa Doom sono tra i migliori gruppi “nuovi” degli ultimi anni. Le virgolette sono d’obbligo perché leggerete di come questi vulcanici ragazzi romani abbiano già fatto la giusta gavetta in altre band. Sono sicuro che l’eccezionale Realms of Hatred è solo l’inizio. Tra l’altro quest’album è un invidiabile biglietto da visita anche per i live: pochi giorni fa è uscito fuori che i Blasphemy saranno a Roma a dicembre e spero tanto che gli organizzatori siano sufficientemente svegli da capire che in apertura ci vogliono solo Serpent Ritual, Thecodontion e appunto Thulsa Doom. [F]

Quando avete avuto l’idea di creare questa band? Come è cominciato tutto? [F. Phantomlord, chitarra e basso] – In quel periodo suonavo con i Lurking Terror, ma stavamo in una situazione di stallo senza uscita e anche i Necromancer andavano abbastanza a rilento. Se non ricordo male fu una sera ai Candlemass che con Nail decidemmo di fare una nuova band, improntata su un death metal fine 80′ inizi 90′ e per la batteria pensammo immediatamente a Lorenzo (BG Triumph) dato che era uscito dai Demonomancy. Tempo un mesetto e stavamo già provando.
[VK Nail, chitarra e voce] – Per quel che mi riguarda, decisi di volere proseguire la mia attività musicale qualche mese dopo aver lasciato i progetti precedenti. Quando smetti improvvisamente di suonare dopo parecchio tempo di attività, crei un vuoto dentro di te che hai bisogno di colmare. Quindi, dopo una proficua parentesi heavy con i Vultures Vengeance durata qualche anno, l’idea era un po’ quella di tornare nel contesto dove forse mi trovo più a mio agio come musicista, ovvero il metal estremo, fatto alla vecchia maniera. Fu così che, anziché riesumare i Necromancer, decisi assieme a Filippo (Phantomlord) di creare un gruppo nuovo assetato di sangue…
[B.G. Triumph, batteria] – Prima dei Thulsa era già qualche anno che io e Nail ci rincorrevamo per poter registrare alcuni pezzi che aveva tenuto nel cassetto. Dopo la mia uscita dai Demonomancy ho passato un lungo periodo senza suonare, ma quando Fil e Nail hanno iniziato a farmi sentire qualcosa di nuovo e concreto invitandomi tra le fila di questa nuova band, il richiamo è stato irresistibile.

Il nome Thulsa Doom è venuto subito oppure in un momento successivo? Siete tutti fan di Robert E. Howard? Per voi è importante il nome di un gruppo? [F. Phantomlord] – Il nome del gruppo è fondamentale: deve essere d’impatto, ma non scontato. Siamo tutti fan di Howard, Lovecraft, Tolkien e del dark/action fantasy in generale. Stavo semplicemente guardando il film di Conan il Barbaro e ho pensato che Thulsa Doom sarebbe stato un nome veramente suggestivo, strano e audace per una band death metal.
[VK Nail] – In realtà ci abbiamo messo un po’ a decidere. Filippo una sera propose il monicker Thulsa Doom e ricordo ci fu una lunghissima discussione interna. Io da estimatore di lunga data della saga di Howard, in principio mi esaltai, dopodiché riflettendo non lo accettai da subito come nome poiché lo ritenevo un tantino inusuale per il genere che avevamo in mente, più adatto (e forse “blasonato”) in contesti epic/heavy. Con il senno di poi e con il materiale registrato alla mano devo dire che la scelta si è rivelata azzeccata. Il nome ci ha aiutato anche in fase di composizione di testi e musiche, spinti dalla volontà di mettere in musica uno scenario serpentesco rituale, fatto di serpenti, negromanzia e poteri oscuri…
[B.G. Triumph] – Attraverso la scelta del nome si possono compiere numerose azioni: compiere un tributo, evocare immagini o perfino far capire che genere si suona. Thulsa Doom è il nostro modo di pagare un tributo all’immaginario che più ci piace e secondo me rappresenta molto bene anche la nostra musica, instancabile e crudele.

I Thulsa Doom saranno anche nati l’altro giorno, ma non siete gente alle prime armi. Mi avete già accennato che alcuni di voi hanno suonato in Necromancer, Vulture’s Vengeance, Lurking Terror e Demonomancy. Cosa conservate di queste esperienze tutt’oggi? Cosa vi manca del vostro passato con i gruppi appena citati? [Phantomlord] – È stata un’esperieza importante per farmi le ossa (così come aver suonato nei Reaction to Ruin dove facevamo crust), ma non è andata a finire come speravo sia nei Lurking Terror che nei Necromancer, però se così non fosse stato forse non avrei avuto la voglia ed energia per un nuovo progetto, che fin’ora è il migliore che abbia mai avuto.
[VK Nail] – I Necromancer sono stati il mio primo vero gruppo: le prime release, le prime esperienze live fuori Roma, le prime soddisfazioni… non posso che ricordare quei tempi con nostalgia, sebbene riconosca che il gruppo avesse tanti difetti e pecche di ingenuità che oggi, con l’esperienza in più maturata, mi appaiono abbastanza madornali. Ad ogni modo non rinnego assolutamente nulla di quei tempi. L’esperienza con i Vultures Vengeance invece è stata molto preziosa per me in quanto mi ha permesso di maturare molto come musicista e chitarrista. Con loro ho inciso il primo demo, l’EP e fatto qualche live in giro per l’Europa. Per problemi personali ho deciso di interrompere quella collaborazione ed intraprendere una nuova strada. Loro comunque sono andati avanti alla grande
[B.G. Triumph] – Co-fondare i Demonomancy mi ha cambiato la vita. Attraverso quella band ho potuto conoscere molte persone, viaggiare, compiere esperienze che difficilmente alla mia età si possono fare… Col cazzo che suonando in altri generi a 19 anni hai la possibilità di incidere un disco e venire spesato per andare all’estero a suonare. Sotto questo punto di vista il panorama metal, o almeno quello un po’ piu di nicchia, è molto aperto verso le nuove realtà. Se la tua musica merita il supporto arriva! Nonostante la mia decisione di lasciare la band, gli altri membri restano tra i miei piu cari amici e conservo ancora oggi bellissimi ricordi di quelle esperienze. Mi piace considerarmi il loro fan numero uno!

Quando i Thulsa Doom sono nati, c’era già qualche idea pronta? Oppure avete creato tutto assieme? Adesso come procedete quando vi dite “ehi, ho una nuova canzone in testa”? [Phantomlord] – Abbiamo ri-arrangiato dei pezzi che dovevano essere il nuovo materiale rispettivamente dei Necromancer e dei Lurking Terror, ma con nuovi testi. Tendenzialmente cerchiamo di buttare giù dei riffs o pezzi completi singolarmente per poi completare o rifinire. Ma è il lavoro in sala prove che è determinante perchè almeno per quanto mi riguarda non importa se il pezzo l’ho scritto io o Nail o Cuttroath, deve essere arrangiato da tutta la band. Ogni singolo pezzo dei Thulsa Doom deve essere firmato da tutti.
[VK Nail] – Avevamo composizioni semi-pronte ma, come si suol dire, ai pezzi mancava un’anima, un’aura malefica in cui infonderli. La vena death metal che abbiamo dato a Realms of Hatred è stato un sudato lavoro di sala prove, per portare i pezzi a suonare in quel modo. Anche per le nuove composizioni ragioniamo così. Portiamo in sala prove una struttura più o meno elaborata creata a casa e la lavoriamo. Da quando nasce, ogni canzone subisce un raffinamento da parte della band abbastanza lungo (a volte ci fissiamo per mesi). Che dire…siamo abituati a lavorare così. Sono sempre stato contro il registrare le cose di fretta. A meno che non sei un genio assoluto, in genere si percepisce facilmente se un lavoro è stato realizzato con la dovuta premura.
[B.G. Triumph] – La maggior parte del lavoro di composizione la fanno i ragazzi con i loro strumenti da femminucce. Il resto lo faccio io tirando bestemmie e battendo sulle pelli come un cavernicolo denutrito.

Il disco ha quattro brani e due interludi. Fatemi una cronistoria della loro creazione, man mano che i pezzi uscivano fuori. È stato un percorso naturale e spontaneo? Avete avuto rogne? [VK Nail] – Andando in ordine di traccia, l’EP si apre con The final scourge, pezzo in origine dei Lurking Terror che, al netto di tre/quattro riff portanti, abbiamo profondamente modificato, in particolar modo strofe e ritornello. È forse il pezzo che al primo ascolto trasmette maggior impatto e per questo abbiamo deciso di metterlo in apertura all’EP.
The gates of Nineveh (Woe to you city of blood) è il pezzo più vecchio tra tutti (risale al 2015). Lo avevo originariamente composto per un nuovo disco dei Necromancer ed anche in questo caso, il pezzo è stato tirato a lucido e rielaborato.
Realms of Hatred è uno strumentale nato da un‘idea del nostro batterista, Lorenzo/BG Triumph. Lorenzo spingeva molto per avere nell’EP una traccia atmosferica alla Master’s Hammer con un’atmosfera oscura e maligna. Per spiegarci cosa aveva in mente, un giorno portò in sala prove una tastierina giocattolo a due ottave e ci fece ascoltare alcune note. Fu una scena fantastica. Mi divertii poi a casa a tradurre quelle note nel pezzo ad arricchire il tutto con effetti atmosferici ed archi. Proseguendo nella tracklist, Demon Conjurer è forse il pezzo più articolato dell’EP e sicuramente quello su cui abbiamo impiegato il maggior tempo. Anche questo pezzo nasce da una struttura già composta per i Necromancer, a cui siamo riusciti ad aggiungere una linea vocale di impatto nel ritornello. Avendo un alto numero di riff, è stato il pezzo più difficile da assemblare. Il risultato finale è stato molto soddisfacente. Misfortune glance è un brevissimo interludio “neoclassico” che ha come unico scopo introdurre il pezzo di chiusura. Thulsa Doom è forse il pezzo che preferisco e che più mi diverte suonare. Quando lo composi il pezzo, la prima volta il ritornello nella mia testa cantava qualcosa come “Crypts of Doom”. Con l’avvento del nome Thulsa Doom, con una piccola modifica, il ritornello era già pronto per evocare i poteri della carne ed il malefico negromante howardiano.

La copertina è stata disegnata da Samuele Gore ed è puro old school: l’avete scelta voi oppure ve l’ha proposta lui dopo avergli fatto ascoltare le canzoni? [F. Phantomlord] – Sì, gli abbiamo fatto leggere i testi e lo abbiamo indirizzato sulla scelta degli elementi oltre al tributo a Tolkien per l’ultilizzo del Nazgul del Signore deli Anelli della versione anima di Ralph Bakshi. È stato uno scambio di proposte e il risultato è stato molto soddisfacente.
[VK Nail] – È stata una collaborazione molto proficua. Oltre al soggetto principale che abbiamo realizzato insieme, ho apprezzato moltissimo i particolari che ha voluto inserito nello scenario, come ad esempio i teschi, le montagne o le rovine sullo sfondo, ispirate tra l’altro alle rovine romane presenti in zona Appia-Pignatelli a Roma.

Registrazione e mix sono stati effettuati da Marco dei Demonomancy nel suo oramai rinomato studio. Come avete fatto a creare dei suoni così primitivi e crudi, senza per questo farli sembrare poco curati?[VK Nail] – Marco ha fatto un lavorone al mixer. È riuscito a soddisfare pienamente le nostre richieste (e lo abbiamo assillato parecchio…), ma anche a mettere nel mixing un suo tocco personale al sound. Ha davvero del talento. Non a caso adesso sta lavorando al Necromorbus Studio a Stoccolma.

Non è cosa da poco uscire subito, con la prima demo, su Invictus Productions e in pochi mesi avere cd, tape e vinile. Come avete trovato Darragh e in che termini vi siete subito sentiti in sintonia? C’è qualche piano anche per il futuro o cambierete casacca? [VK Nail] – Ci mettemmo in contatto con Darragh sempre grazie a Marco (Demonomancy), che gli inviò in anteprima le canzoni durante le fasi finali del mixing. Darragh si dimostrò da subito interessato a produrci una tape, dopodiché decise di realizzare anche cd e vinile. Devo dire che collaborare con Darragh è stato davvero eccezionale, lui è davvero un grande e la Invictus Productions è un’ottima label, tra le migliori nell’underground. Se le condizioni lo consentono, per noi sarebbe ottimo continuare a lavorare con lui.

Vi siete emozionati quando avete visto come era uscito bene il vostro album nei vari formati? In generale voi siete più tipi da cassetta, cd o lp?[Phantomlord] – Beh, l’uscita della tape fu attesissima, ma vedere il proprio lavoro inciso su LP è stata una soddisfazione straordinaria.
[VK Nail] – 100% d’accordo con Filippo.
[B.G. Triumph] – È sempre molto emozionante vedere i frutti della propria passione. Personalmente adoro il formato in cassettina più degli altri, non per una questione di suono ma proprio per la sensazione solida e materica. Non so come spiegare, ma a parità di contenuto, da una cassetta mi aspetto di ascoltare qualcosa di molto più brutale e primitivo che da un CD.

C’è qualcosa di Realms of Hatred che non vi convince o che non ha convinto alcuni vostri ascoltatori? Per i miei canoni, è perfetto e non mi vergogno a dirlo. [VK Nail] – Grazie! Per come sono fatto io, di ritocchi (per fortuna piccoli) me ne vengono in mente spesso quando lo riascolto (in particolare su parti di chitarra ed all’enfasi del mio cantato in alcune sezioni). Forse è anche un po’ corto il minutaggio a dirla tutta. Poi però realizzo che è un debutto, e tutto sommato la qualità che offre la reputo buona, va benissimo così quindi…Tutti spunti per una prossima release.
[B.G. Triumph] – Come debutto sono totalmente soddisfatto e anzi, quasi mi infastidisce che sia registrato così bene! Per la prossima release, che dovrebbe essere un full vorrei avere una batteria ancora più piena e inserire altre parti di tastiere.

A proposito di reazioni e gradimento, i vostri fan stanno più in Italia o all’estero? Ci sono Paesi o zone particolarmente interessate alla vostra musica o siete amati ovunque, come credo? [F Phantomlord] – Penso soprattutto in Italia ma abbiamo venduto parecchie copie anche negli States. “Andiamo molto” a Bangkok dato che ci è arrivata una foto della nostra tape in mezzo a cianfrusaglie in una bancarella di una povertà unica ahahahhaha

Da qualche parte avete definito Realms of Hatred una demo. Eppure avete registrato ai The Devil’s Mark Studios. Che differenza passa per voi tra demo ed ep? Sono tutte seghe mentali, lo so. [Phantomlord] – Non mi pare che lo abbiamo mai definito demo, è un EP a tutti gli effetti.
[VK Nail] – Sì, da qualche parte è riportato come “demo”. Onestamente non ricordo se lo abbiamo mai definito così (se si, probabilmente per errore). EP mi sembra la definizione corretta, visto l’impegno che è stato messo in gioco per la produzione.

A pochissimo tempo dall’uscita della tape avete fatto il vostro primo (e per ora unico) live in quel di Parma, allo Stige Fest. Rivedendo questo video del prode Davide Montoro che pensieri vi passano per la testa? Siete soddisfatti? [VK Nail] – Devo dire che eravamo tutti abbastanza emozionati. Era una data importante, io non salivo sul palco dietro al microfono e chitarra da un bel po’. Inoltre avevamo da pochissimo allargato la formazione con l’ingresso di A.Cutthroat al basso. Nonostante questo, tutto andò perlopiù per il meglio ed anche la reazione del pubblico fu positiva. Un primo piccolo passo per uno degli obiettivi che ci siamo imposti: raggiungere un alto livello qualitativo nei live.
[B.G. Triumph] – Un live veramente importante per tutti noi, penso sia andato molto bene. I ragazzi alzano sempre gli occhi al cielo quando dico che nonostante siamo molto “giovani” come band non dovremo mai suonare gratis (intendo senza rimborso), ma dato il bill e la quantità di gente prevista ho desistito dalla mia posizione e sono molto contento di averlo fatto.

Visto che allo Stige Fest avete suonato anche una cover, vi chiedo: i Necrovore sono il vostro punto di riferimento più importante? Oppure c’è anche altro? Insomma, se uno mi chiede “come suonano sti Thulsa Doom?”, quale dovrebbe essere la risposta?[F. Phantomlord] – “Suonano come”: un antico rito cosmico nato da un Monolite ancestrale emerso da abissi ripugnanti della perdizione, abbracciato da stelle maligne immonde che indicano l’essenza dell’oscurità e dell’irremovibile caducità della vita terrestre. Un’antica forza che collassa ed esplode come una supernova evocando oceani di lava primitivi e disgustosi.
[B.G.Triumph] – A parte le cazzate: I Necrovore sono una delle molte influenze della band, non la più importante. Abbiamo scelto Divuus de Mortus come cover per far capire cosa ci piace e che fare roba scontata non ci interessa. Se ti dovessi dire quali sono le mie influenze personali probabilmente non ci vedresti un nesso direto con la band, ma se dovessi dirti a quali grandi gruppi ci rifacciamo posso citarti Morbid Angel, Sadistic Intent, Nocturnus…

Come si è svolto il release party al negozio Ace Records di Roma? Avete suonato qualcosa? [F. Phantomlord] – Non abbiamo suonato, ma è stato un party con i controcazzi, infatti ci teniamo a ringraziare ancora Stefano ed Ace Records per averci dato quest’opportunità. Per chiunque passi per Roma consiglio di passarci, miglior negozio di dischi heavy metal della Capitale.
[VK Nail] – Ringrazio anche io il mitico Stefano di Ace Records. Vedere un negozio di dischi che dà la possibilità ad un giovane gruppo underground death metal di spingere il proprio lavoro non è cosa da poco oggi.

Domanda classica da queste parti. Quali sono le condizioni necessarie e sufficienti per ospitare un live dei Thulsa Doom? E quali atteggiamenti di organizzatori e pubblico vi farebbero imbestialire? [VK Nail] – Ciò che (a Roma in particolare) manca è forse un po’ più di criterio nell’organizzare degli eventi. So che non è semplice la vita dell’organizzatore, ma si vedono troppo spesso bill con gruppi spalla che non centrano nulla con gli headliner, gruppi riempitivo che suonano lì solo per contratto. Un bel live come piacerebbe a me consisterebbe in un bill ricco e coerente di gruppi. Il concerto deve mantenere una certa atmosfera durante tutte le perfomance. Ovvio aggiungere poi che la riuscita del live dipende – oltre che dalla bontà – dell’organizzazione anche dalla attitudine dei presenti.
[B.G.Triumph] – Un organizzatore è tale solo quando riconosce alle band lo sforzo di intraprendere un viaggio per andare a suonare, altrimenti è solo uno spilorcio. Il pay to play manco lo calcolo.

C’è un gruppo, un album o una canzone che vi vergognate di ascoltare in modo ossessivo?[Phantomlord] – Non ti saprei dire, ma so per certo che Nail ama cantare e ballare la Cucaracha.
[VK Nail] – La lista degli ascolti scabrosi è lunga e va sempre tenuta al segreto ahahahah.
[B.G.Triumph] – The Shire ost.

Cosa pensate di questi omonimi che amano i Thin Lizzy? Li ho scoperti per caso, quando ancora non avevo la vostra musica in formato fisico. [VK Nail] – Fortunatamente per noi sono abbastanza sconosciuti al di fuori dei confini norvegesi e non si può dire che suonino metal. Circolano anche delle foto abbastanza imbarazzanti loro, non sarebbe piacevole essere scambiati ahahah

È noto a tutti coloro che hanno letto il libretto di Realm of Hatred che i Thulsa Doom sono calcisticamente orientati verso i colori giallorossi. A meno che non siate laziali che hanno riconosciuto il valore universale di Totti… ma tornando a noi, quale vostro pezzo potrebbe essere un inno per l’ingresso in campo o un jingle per un gol? [F. Phantomlord] – Non provare mai più a darci dei laziesi, ok? Hahahha In ogni caso il mio sogno è far partire Breaking The Law allo stadio dopo il gol e tutta curva che frana cantando il riff iniziale ahahahhaha Spettacolo!!!
[VK Nail] – Realms of Hatred per l’ingresso in campo, mentre The Final Scourge sarebbe perfetta tra un gol e l’altro al derby!
[B.G.Triumph] – Misfortune Glance ogni triplice fischio de na partita di semifinale in cui non vincemo un cazzo (ovvero sempre)!

https://youtu.be/TxRuu2byNMc

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