Lovecraftiani di Renania: l’orrore strisciante secondo The Crawling Chaos Records

Anche dallo spam può nascere qualcosa di buono. Prefazione: stavo per cancellare dai miei contatti il boss di The Crawling Chaos Records. Non era passato che qualche minuto da quando mi era apparso tra i contatti ed era già partito con un’insistente campagna pubblicitaria a mie spese. Nessun problema, so che oggigiorno si cerca di vendere il proprio prodotto in ogni modo. Mi sono trattenuto, ho indagato più a fondo ed ecco il risultato.

La label tedesca, nata a Colonia sul finire del 2014 ed è gestita da Holger Johnen (su Facebook lo trovate come Holmger Johansson), sua moglie e un paio di musicisti fidati della zona. L’inizio non poteva essere più burrascoso: per crearsi una distro ha acquistato un grosso stock (900 pezzi) da una etichetta austriaca che stava per chiudere, ma i titoli sono arrivati quasi tutti danneggiati. Da lì, nonostante le difficoltà nel piazzarli, è venuto fuori il budget per la primissima pubblicazione, di cui leggerete a breve. Ad oggi Holger e soci ci hanno regalato una ventina di uscite fino ad oggi, nei formati più vari, tra black, death e thrash. The Crawling Chaos Records, ispirata nel nome dai miti di Cthulhu, è pura sostanza e di seguito vi segnalerò i suoi segmenti che ritengo migliori.

Plage

L’uscita numero uno è la versione in cassetta del primo full dei Plage. No, non sono i Plaga, ma meritano lo stesso. Due tedeschi e un danese alle prese con un più che discreto black metal che più classico non si può. Den Kristne Stank ha dalla sua parte una discreta capacità di mescolare un po’ tutti i nomi dei big scandinavi, riferimenti resi in modo leggermente più particolare del copia & incolla grazie a dei suoni che prediligono medi e bassi. Dagli Immortal agli Armagedda, in sostanza, con un occhio di riguardo per alcune melodie nascoste.


Funeral Whore

Rimanendo in tema di cassette, The Crawling Chaos Records si è occupata anche del secondo album dei Funeral Whore. È una gran bella band, in giro da oltre una decina d’anni. Probabilmente la conoscete per il ruvidissimo split coi toscani Profanal del 2011 o – se amate l’arte visiva – per lo split coi Bloodfiend, la cui copertina è stata disegnata da Roberto Toderico. Credo che attualmente stiano passando un momento di assestamento, con l’anno scorso passato a testare la nuova line up attorno ad un unico membro originario. Ma parlando di cose serie, questo gruppo è veramente gustoso. Il primo full Step to Damnation, uscito nel 2012 per Chaos Records, e soprattutto Phantasm, il motivo per cui vi scrivo di questa band olandese, trasudano un amore quasi commovente per il death metal. La solidità messa in campo è quella che ha reso F.D.A. Records un baluardo per certe sonorità, con predilezione per uno stile più europeo, al centro del quadrilatero composto da Benediction, Bolt Thrower, Grave e Asphyx.


Frosted Undergrowth

I Frosted Undergrowth sono nati quasi assieme a The Crawling Chaos Records e subito hanno dato sfoggio della loro gelida ispirazione. Under Satans Sun, registrato in soli quattro giorni, ha una innegabile capacità di ricreare un contesto preciso, fatto di muschio bagnato e odori del sottobosco. Attenzione: nessuna tastierona goffa da queste parti. Qualche aspetto dei più seminali Celtic Frost si ritrova sporadicamente, ma come punti di riferimento siamo più dalle parti di Gorgoroth, Taake e Nargaroth, con un catalogo di quei lunghi riff melodico/tragici che ha fatto scuola. Oggi i Frosted Undergrowth sono sotto Wolfmond Production e hanno pubblicato un full length che non delude affatto.


Satanic Assault Division

Vorrei essere come voi e non avere un cuore. Vorrei non dispiacermi quando apprendo che un gruppo chiamato Satanic Assault Division si è sciolto quasi due anni fa, dopo un ultimo EP nel 2016. Si tratta di un gruppo danese che non è mai andato troppo per il sottile, che mai ha perso tempo alla ricerca della pietra filosofale, ma ha preferito utilizzare le pietre che aveva a disposizione in modo ben più concreto. Tutta l’atmosfera uggiosa dei Frosted Undergrowth non è che un ricordo: qui si batte incessantemente, con foga e rabbia incandescente, su un divertentissimo black metal nerboruto, serrato e ben congegnato, ottimamente prodotto e a tratti imbastardito con venature di generi più catchy. Considerate alcuni passaggi thrash e assoli ultra classici, ad esempio, che sono assolutamente deliziosi. Gli album all’attivo sono due, non recentissimi, ossia il primo March To Victory del 2012 e soprattutto Kill The Cross, abbastanza lunghetto per il genere, pubblicato quattro anni fa in cd per Satanath e altri, e in cassetta per The Crawling Chaos. Se resistete ai Satanic Assault Division avete un bidone dell’immondizia al posto del cuore.



Absolutum

Ci appropinquiamo verso la fine, con un paio di cosine abbastanza recenti che fanno capire come il livello di questa label tedesca si sia sensibilmente alzato negli anni. Gli Absolutum sono una sorta di superband della Germania nord occidentale. Non saprei come altro definire un progetto che coinvolge il tizio dei Fäulnis e i due membri storici dei Valborg, tra gli altri. L’EP di debutto di questa creatura è veramente ottimo. Ho dei dubbi sul fatto che la resa sonora lo faccia sembrare un album del 1995, come si legge nei lanci pubblicitari. A meno che non faccia molto 1995 solo qualche linea di tastiera… ma non mi interessa, in fondo. Per me è un lavoro molto attuale, austero e ricco allo stesso tempo, guidato in modo magistrale da ogni musicista, in particolare il batterista Christoph Glanemann, che attualizza alcuni tratti degli Emperor. Aspetto con grande eccitazione il secondo passo degli Absolutum, che verrà pubblicato in cassetta a inizio estate, sempre da The Crawling Chaos Records.


Blyh

Come sa qualcuno che segue il blog da più tempo, ho sempre avuto un debole per i nomi bizzarri e Blyh è senz’ombra di dubbio uno di quelli. Sul web c’è un po’ di confusione perché si trovano due versioni del primo album Transparent To The World. La prima, del 2017, è una demo autoprodotta con una cover dei Songs:Ohia alla fine. L’altra, quella uscita l’anno scorso per The Crawling Chaos Records in cd e vinile, ha l’audio rimasterizzato ai Liquid Aether Studios e presenta un pezzo strumentale al posto della cover per problemi di licenza sul mercato europeo. Si tratta di un album sorprendente, in cui l’unione trionfale di black metal e melodia per una volta non vuole dire mettersi a copiare qualche riff melodeath. Tuttavia il meglio del meglio di questa piccola label teutonica ce lo regala il secondo lavoro del gruppo tedesco, appena uscito. Awake To Emptiness mette sul piatto suoni più definiti e arrangiamenti di livello superiore, che amplificano sia la portata emozionale, specie nella finale … And Die Not, sia la qualità delle sezioni più violente, comunque presenti. Hanno le carte in regola per esplodere anche a livello più mainstream, fate attenzione.

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