Intervista ai Fordomth

Se vi sentite frustrati, bloccati, intrappolati in un limbo, in una scatola minuscola che non vi lascia muovere neanche un muscolo, pensate ai Fordomth. Loro hanno finito le registrazioni del loro primo album nell’estate del 2015. Da allora non hanno trovato pace e solo pochi mesi fa, a fine 2018, I.N.D.N.S.L.E. ha visto finalmente la luce. Ovviamente in tre anni il mondo può cambiare radicalmente… e puntualmente l’ha fatto. In particolare tra turnover di musicisti e nuove canzoni che nel frattempo sono differenti da quanto fatto nell’album, comprensibilmente questo gruppo siciliano poteva lasciarci le penne. Invece è ancora qua e leggerete come c’è già molto materiale pronto. Aggiungo solo che per me I.N.D.N.S.L.E. è stato uno degli ascolti più frequenti degli ultimi mesi, una presenza opprimente e onnipotente. Sentiamo dalle parole dei ragazzi catanesi come sono andate le cose. [F]

Cominciamo dal nome. Che vuol dire Fordomth? A pelle sembra qualcosa di molto oscuro. Il nome della band deriva dal norvegese “fordomt”, ovvero “condannato”, e proprio la dannazione, in ogni suo aspetto, sta al centro del nostro universo creativo, permeando profondamente ogni significato, simbolo e contesto da noi riportati in musica.

Parlatemi del vostro logo pazzesco, ad opera di View From The Coffin. Praticamente vi fa da copertina, vista la sua complessa morbosità! Lo stile adottato da VFTC per questo lavoro è più sinistro, funereo e decrepito che mai, superandosi con un artwork fuori dagli schemi. VFTC si è appassionato fin da subito al progetto e noi, dal nostro canto, siamo rimasti estremamente soddisfatti del risultato finale.

Quanto tempo è passato dalla prima volta in cui avete fantasticato sui Fordomth alla nascita della band?Dalle parole ai fatti, nell’inverno del 2013, è trascorso un mese esatto. Il processo di assimilazione del concetto che sta alla base di I.N.D.N.S.L.E. è stato rapido ed efficace da parte di ogni membro della band. La coesione e l’energia scaturita da tutti i membri hanno dato modo di realizzare Fordomth, realizzando la sua conseguente metamorfosi nel tempo.

Perché sono passati cinque anni per vedervi esordire? Secondo voi sono tanti, pochi o è stato un giusto lasso temporale? I.N.D.N.S.L.E. ha dietro di se una storia travagliata come pochi. Riteniamo che gli anni trascorsi per il suo rilascio siano simbolicamente quanto di più adatto a questo tipo di lavoro, quasi come se esso avesse preso coscienza dei suoi stessi contenuti, decidendo autonomamente quando sarebbe stato il suo momento, e noi crediamo che, seppur fatalmente, questo debutto sia avvenuto proprio nel momento migliore.

La formazione che ha registrato I.N.D.N.S.L.E. è composta da sei membri. Tutti voi, singolarmente, siete in altri gruppi. È difficile lavorare in sei? Gli apporti sono stati paritari oppure della composizione si è occupato qualcuno in particolare?Sicuramente gestire una band di sei elementi non è cosa facile. Nonostante sia stato molto impegnativo, ognuno dei membri fondatori ha avuto molto a cuore questo progetto e la coesione e la comunione di intenti sopracitate hanno avuto infine la meglio su ogni difficoltà. Le idee alla base della sonorità e del carattere della band sono state opera di Gianluca [bassista fino all’anno scorso e ora chitarrista] e Riccardo [ex chitarrista] e, partendo da queste, successivamente ogni membro della band ha fornito il suo personale contributo.

Le registrazioni sono avvenute in due studi differenti: per le voci lo Studio Dupin e per gli strumenti lo Studio 12. Il mix e il mastering sono poi stati effettuati da Salvatore Calamarà. Avete ottenuto quello che volevate? È stata una faticaccia dal punto di vista strumentale riuscire a trovare i suoni giusti? Questa appena citata è un’altra delle particolarità che rendono la storia di I.N.D.N.S.L.E. specificatamente travagliata ed, a nostro avviso, unica. Tirando le somme, a prodotto finito, siamo soddisfatti del risultato, e proprio questa soddisfazione è stata una delle principali motivazioni che ci hanno spinto a pubblicare l’album anche a distanza di anni.

fordomth orizz

Appena finite le registrazioni, nell’estate 2015, il batterista originario è andato via. Perché siete rimasti bloccati per circa due anni? Avete mai avuto paura che i Fordomth fossero già arrivati al capolinea?La band ha dovuto affrontare un periodo di iato durato due anni che è iniziato esattamente appena finte le registrazioni dell’album. Una stasi principalmente dovuta alla difficoltà di trovare una figura idonea al mix ed al master dell’album. Questo compito è stato infine affidato a Salvatore ‘Toy’ Calamarà, che ha provveduto anche ad una featuring vocale come guest nel disco. Dopo varie opzioni, valutate e poi scartate nel corso di questi due anni, abbiamo preferito affidarci ad una produzione più DIY ma che sapesse con cognizione di causa quali fossero gli intenti del disco, piuttosto affidare il lavoro ad uno studio vero e proprio ma che non avesse avuto mai niente a che fare con il materiale sonoro presentato in I.N.D.N.S.L.E. Il presagio che Fordomth stesse per attraversare un periodo di inevitabile transizione aleggiava nell’aria già da tempo prima che esso si concretizzasse, ma è appunto sempre stato trattato come una mutazione necessaria piuttosto che come punto ultimo della band.

Cosa è successo poi per farvi ritornare in campo e darvi la spinta necessaria ad arrivare nel 2019 con l’album pubblicato? La gestazione di I.N.D.S.L.E. è stata complicata, la degenza dovuta ai cambi di line-up altrettanto, nonostante ciò però riteniamo di aver trovato un alchimia più stabile che mai ad oggi, i cui i primi passi vennero mossi nel gennaio 2018. Da quel momento la produzione di nuovo materiale è sfociata in un incessante torrente creativo, dando alla band la forma che ha oggi. Nel frattempo si è lavorato per pubblicare I.N.D.N.S.L.E. come debutto, album che abbiamo voluto assolutamente rilasciare anche perché ha segnato un periodo importante per noi, specialmente per Gianluca e Gabriele [cantante], e di fondamentale importanza per capire ciò che sta accadendo e che accadrà alla band.

Siete andati da Endless Winter col disco già pronto? Come è stato il rapporto con quella label? Io non la conoscevo, mi sapete consigliare roba che merita di vostri compagni di etichetta? Il lavoro era già ultimato, avevamo il master in mano quando abbiamo firmato con Endless Winter. Il nostro rapporto con l’etichetta è stato di immediata intesa. Gennadiy (il capo di EW) ha subito fatto la sua proposta, che noi abbiamo accettato. Si è trattato di un accordo basato sulla rapidità e l’efficienza, siamo piuttosto soddisfatti del lavoro svolto dalla label. Come ben specificato dalla stessa etichetta, essa si occupa esclusivamente di Doom Metal e condividiamo il roster con band che apprezziamo molto come Abysskvlt, ed i nostri connazionali Throne, Suum e Bretus per citarne alcuni di cui consigliamo assolutamente l’ascolto.

Eravate in sei, adesso siete in quattro. Solo la metà di voi c’era già negli anni di gestazione di I.N.D.N.S.L.E., e inoltre adesso Gianluca si è spostato alla chitarra. Insomma, i Fordomth di oggi sono altra cosa rispetto a quelli che possiamo ascoltare su disco?Seppur mantenendo le radici che ci legano al Funeral Doom, Fordomth oggi ha un aspetto simile ma profondamente diverso rispetto al periodo di I.N.D.N.S.L.E.. La matrice funerea non è stata abbandonata, ma le ispirazioni ad oggi convergono più verso il Black Sludge Doom. Nonostante ciò, non crediamo al concetto di genere circoscritto e vincolante, poiché, oggi più che mai, la linea di demarcazione tra generi confinanti per espressione è divenuta labile, permettendo una contaminazione reciproca che ha fatto scaturire delle grandi idee seguite da grandi release. A tal proposito (oltre ad un secondo full-length) sono già pronte per essere registrate due release di Black Metal moderno nello stile di Mgła, Wiegedood, Svartidauði e Malthusian, per citare alcune delle band da cui abbiamo tratto ispirazione.

fordomth copertina

È stato un album difficile da scrivere? In particolare quale capitolo vi ha dato più rogna? Adesso riuscireste a portare I.N.D.N.S.L.E. dal vivo, suonandolo da cima a fondo? La mia mente va ovviamente ai circa 25 minuti di Eternal Damnation. Quando fate un pezzo del genere dovete aspettarvi che quello sia considerato il centro di tutto. Lo è? ll processo creativo è scaturito fluentemente per la realizzazione di I.N.D.N.S.L.E., certo non con semplicità data la natura della materia sonora trattata e proprio in Eternal Damnation individuiamo l’epicentro di quanto espresso nel disco. Certamente questo brano decontestualizzato perderebbe gran parte del suo valore, così come gli altri, poiché questa release assume la forma di concept album, tracciando una linea narrativa che pone ogni brano in funzione degli altri. A meno di eventuali reunion o special shows non prevediamo di portare I.N.D.N.S.L.E. live. Attualmente esso non fa parte della nostra scaletta, in favore del nostro nuovo live set, che comprende brani dislocati tra i prossimi tre opus che abbiamo in mente di rilasciare.

In Nomine Dei Nostri Satanas Luciferi Excelsi, per voi e i vostri fan I.N.D.N.S.L.E., è anche il titolo di un album dei MZ.412. Sarebbe alla Fordomth andare un giorno in quella direzione, diventare ancora più disturbanti?Siamo grandi fan e fruitori del Drone e del Noise, non escludiamo assolutamente più avanti di inglobare più cospicuamente le suddette ispirazioni nelle prossime produzioni. Potrebbe essere domani come potrebbe essere tra molti anni, ma se ci conosciamo bene questo passo avverrà prima o poi, possibilmente seguendo la scia di di Sunn O))), Boris o – dei segmenti Drone/Noise di- Primitive Man.

Cd in digipack e in jewelcase: chi ha fatto questa scelta? Non era più utile stampare qualche cassetta o vinile?Avevamo in mente di produrre anche tape e vinili per I.N.D.N.S.L.E., l’accordo discografico che abbiamo trovato più consono alle nostre esigenze però non prevedeva questi formati. Nonostante ciò siamo soddisfatti di quanto è stato fatto insieme a Endless Winter. Per i prossimi lavori questi due formati per noi però saranno un must, pensiamo di pubblicare in un (prossimo) futuro release anche soltanto in vinile e/o tape.

Vi chiedo di guardare questo video e descrivermelo. Risale a un anno fa, credo fosse il vostro primo live, non avevate un pagina Facebook, nessuna pubblicazione. Praticamente preistoria! Eppure mi avevate già conquistato, con soli pochi minuti di esibizione filmata da un cellulare. Da non siciliano salta subito agli occhi che il pubblico era decisamente numeroso.Siamo lieti che esistano ancora questi frammenti di quel periodo e che possano essere ancora apprezzati. Questo video in particolare si colloca cronologicamente ad un passo prima dell’attuale line-up, essendo l’ultima nostra esibizione in cinque elementi, insieme a Riccardo Cantarella alla chitarra. Il giorno dopo questo live egli fu costretto a lasciare la band per andare a lavorare all’estero. Il video risale al Jettasangufest Vol.1, primo evento targato Tifone Crew, associazione di promozione dell’underground (e non solo) nel nostro territorio di cui tutti i membri della band attuale fanno parte. Quella sera abbiamo percepito che si è scosso qualcosa qui, e gli eventi di Tifone Crew continuano soddisfacentemente da un anno, a breve festeggeremo appunto il nostro primo anno di attività.

Il vostro disco è una delle esperienze più estreme degli ultimi tempi. Definirlo funeral doom è un eufemismo. Ecco, secondo voi quando un gruppo come i Fordomth si può definire commerciale? Con un amico riflettevo sul fatto che doom e, in grossa parte, anche il death metal, sono quanto di più invendibile nel metal, quando col black si riesce a generare comunque un certo interesse anche solo con vestiti stravaganti. I.N.D.N.S.L.E. tra forti ispirazioni da Evoken, Thergothon, Catacombs ed Ahab per citarne solo alcuni, possiamo definire questo disco commerciale nella misura in cui lo sono stati i dischi delle band sopracitate. Seppur mantenendo le radici funeral doom oggi la band ha virato verso un’intenzione più contaminata dallo sludge e dal black metal, accostabile, come già detto, alle ispirazioni di Primitive Man, Wiegedood e Sargeist per citarne alcuni. Non possiamo prevedere quanto questo mix sia “vendibile”, di sicuro però possiamo affermare che per noi vivere il black metal è un esperienza che va molto oltre il suo aspetto mondano, verso cui non nutriamo interesse.

Come è avvenuta la collaborazione tra Gabriele e i Nerobove, che l’hanno voluto nella loro Diluvio? Suonerete insieme, un giorno, così da favorire ospitate e ospitate reciproche nelle varie canzoni? C’è grande connessione nel nostro panorama estremo underground: la collaborazione di Gabriele con Nerobove ci ha fatto molto piacevole e si è svolta nel migliore dei modi. I Nerobove sono una band a noi vicina personalmente, facciamo parte dello stessa scena musicale nella nostra città e Francesco fa parte dell’ufficio stampa a cui ci siamo affidati per la promozione di I.N.D.N.S.L.E. (Mani In Faccia Promotion). Non abbiamo al momento show in programma con Nerobove, ma non escludiamo il piacere di poter condividere il palco insieme in un futuro.

Per fare la musica dei Fordomth c’è bisogno di disagio? Malattia? Fastidio? Quali avvenimenti vi hanno resi così negativi? C’entra Catania? In fondo Francesco dei Nerobove me l’ha definita così nell’intervista di qualche tempo fa: “Catania riassume in piccolo i problemi di un’intera regione: è sporca, buia, incivile, poco sicura. Io vivo molto male la situazione e non sono contento di abitare qui, anche se Catania è in realtà una città ricca di cultura e di vita, così come la Sicilia è un territorio tremendamente affascinante per storia, letteratura, folklore, archeologia, geologia”. Siete dello stesso avviso? Ciò che viene espresso in Fordomth fa parte dell’io più profondo di ognuno dei singoli membri della band, sia della line-up passata che dell’attuale. Nonostante quanto si possa e si potrà ascoltare venga vissuto giorno per giorno da ognuno di noi, d’altro canto ci riteniamo persone anche piuttosto socievoli ed a cui piace divertirsi. Ciò non preclude la coesistenza in noi di Fordomth, in maniera costante ed imprescindibile. Riguardo Catania siamo d’accordo con quanto detto da Francesco, nondimeno riteniamo che ogni persona che vive attorno al vulcano – chi più chi meno – sia un figlio di Tifeo, ed il caos magmatico che ininterrottamente scorre sotto le nostre esistenze garantisce ad ognuno di noi un temperamento selvaggio che caratterizza la nostra e gente, e per questo siamo grati alla nostra terra.

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