Paesi Bassi, profilo basso. Sotto il segno di T.J., prima parte: a bog’s life

Dopo aver trattato degli affumicati Smoke e dei loro dintorni, dopo aver accennato al piccolo Black Hermetic Order, è arrivato il tempo di concentrarci su un musicista neerlandese che mi è stato simpatico fin dai primi ascolti della sua consistente quantità di roba. Non pensate male: scrive musica solo da qualche anno, quindi ha tutto il tempo per andare oltre e regalarci altre perle. Di chi sto parlando? Ma di T.J., ovviamente. Originario di Amersfoort e stabilitosi a Utrecht, questo ragazzo (classe 1990) si è messo in gioco su molti fronti. Ero partito con l’idea di scrivere un articoletto su di lui, alla fine ne ho scritti due CON lui, che mi ha guidato passo dopo passo durante l’ascolto. Oggi tocca alla roba tendenzialmente meno metal e più rumorosa/droneggiante, nonché meno nota. Non è un caso che l’etichetta al centro della nostra attenzione sia la Consistentis Veritatis Peremptoria.

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Procedere in ordine cronologico in un contesto così underground e in un lasso temporale così ristretto è molto difficile, quindi proverò a non perdermi. Tra i primi progetti di T.J., i Tòr sono stati creati nel 2013 assieme a RvR (Cer, Seer’s Fire, Melancholie, Toorvond, Chapel Grave, Psyche e chissà chi altro sto dimenticando, ma di lui mi occuperò tra qualche tempo). I due hanno assunto soprannomi carini (Trachee e Sleyck, che in olandese significano rispettivamente trachea e melma) e hanno riversato la loro frustrazione in un progetto senza controllo o limiti alcuni. Se andate ad ascoltare la compilation che racchiude tutti i brani, noterete che hanno nomi di insetti, ma in fin dei conti è una allegoria della condizione depravata dell’uomo. Musicalmente sono presenti eccessi tormentati sia nel black metal che nell’ambient. Col senno di poi, T.J. ritiene migliore quest’ultimo profilo. Se volete qualcosa di fisico, non molto tempo fa sono uscite per Consistentis Veritatis Peremptoria due cassette, una (Verschopte Wanen) che contiene i brani black, l’altra (Atmosferen) che si occupa della roba più dilatata ed ermetica.


In materia di ambient/noise, stavolta meno violento, è utile segnalare che, sempre per la piccola Consistentis Veritatis Peremptoria, T.J. ha pubblicato, assieme a tale H./Harrie Mreijen, la prima demo di un vecchio progetto. I tre brani scritti come The Catacombs of Erudition erano in giro su Soundcloud dal 2014, ma solo da poco stati trasposti in cassetta con una bonus track. Ho sentito T.J. molto entusiasta di questo progettino, probabilmente ci sarà qualche novità nei prossimi mesi. Perdonatemi se non vi ho inserito alcuna immagine in questo paragrafo, ma non si trova assolutamente nulla sul web. Neanche su Discogs.


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Rimanendo ancora su esperienze più datate, ho scoperto quasi per caso che a inizio 2014 il nostro protagonista si è cimentato in qualcosa di diverso da tutto ciò che aveva fatto fino ad allora, con uno stile che neanche negli anni successivi avrebbe ripreso nello stesso modo. In un certo senso Glacial Mausoleum è un contenitore leggermente più classico in cui T.J. ha inserito tutte le sue idee e sperimentazioni in campo di ambient black metal, roba che non sarebbe mai potuta finire in altre uscite più estreme. Un annetto fa è uscita una raccolta completa intitolata Compilare MMXIV per Consistentis Veritatis Peremptoria. Solo venti esemplari in cassetta, per un progetto molto eterogeneo tra un brano e l’altro, a cui T.J. è molto legato e per il quale non esclude un seguito.


Ancient Morass è molto settoriale, addirittura semplice per certi versi. Lo split con Vestibulum Vacuui (The Throat) non si trova online e quindi non so che dirvi. Dall’altra uscita condivisa, di poco successiva, ancora per Consistentis Veritatis Peremptoria, emerge decisamente una spinta punk, con un rumore di fondo che collega i brevi brani. Devo ammettere che ne esce un po’ con le ossa rotte dal confronto col compagno di split, un essere mostruoso e ignoto chiamato Rosicrucianism. Il filo rosso che unisce questi due lavori al recente Bog Marrow è una attrazione profonda verso le paludi (come si può capire già leggendo il titolo e il moniker) di cui i Paesi Bassi sono pieni. L’EP appena menzionato è una strana creatura che propone del raw black metal con chitarre distortissime, che definirei a tratti melodico (specialmente nella parte I). Il radicale cambiamento consiste nel fatto che il materiale degli split risale addirittura al 2014, mentre oggi T.J. non è più interessato a questo sound.

[F]

Continua…

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