Intervista a Mathew Nicholls (Carved Cross e non solo)

Qualche mese fa, come spero vi ricorderete, ho debuttato sulle pagine di Blog Thrower con un approfondimento un po’ inusuale, con il quale mi sono limitato a dirvi ciò che sapevo sulla scena black metal della Tasmania. Potete rileggerlo cliccando qui sopra.

Ebbene, subito dopo aver scritto questo articolo, è successo qualcosa di inaspettatamente bellissimo. Praticamente ho condiviso lo screenshot dell’articolo sul mio profilo Instagram, ed è stato notato da Mathew Nicholls, probabilmente il componente più attivo della scena black metal tasmaniana. Tra le band in cui milita, ci sono infatti Carved Cross, Forbidden Citadel of Spirits, Fixation (che stesse anche nei Fixation l’ho scoperto proprio con questa intervista, ndr) e altre ancora; inoltre, è la mente che sta dietro a Overuse, etichetta discografica underground con cui Nicholls pubblica parte del suo materiale. Insomma, ho colto l’occasione per chiedere un’intervista, e Mathew ha gentilmente accettato. Ne è uscita fuori un’intervista lunga e ricca di sorprese, ma devo dire anche molto soddisfacente. Spero sia di vostro gradimento! [H]

Intervista tradotta dall’inglese all’italiano da Giuseppe D’Adiutorio. Grazie!

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Mathew Nicholls.

-Traduzione delle risposte dall’inglese all’italiano ad opera di Giuseppe D’Adiutorio-

Ciao Mathew! Per prima cosa, grazie di avermi concesso la possibilità di intervistarti. Parliamo dei tuoi tanti progetti: Carved Cross, Forbidden Citadel of Spirits, ma anche Ceremony, Night Falls Haunting, Blackline, Dea Tacita, e altri. Inoltre eri il proprietario di Winterreich Productions e ora gestisci un’etichetta chiamata Overuse.

Ciao Giuseppe, nessun problema, grazie per l’interessamento. Mi scuso in anticipo se le mie risposte non sono le classiche risposte stile kvlt black metal che le persone si aspettano di leggere, inizio semplicemente col dire che il mio interesse nel black metal ha avuto il suo picco massimo nel 2007.

Qual è stata secondo te la tua soddisfazione maggiore (sotto il profilo artistico) tra tutti i tuoi progetti?

Onestamente, non saprei. Non sono mai stato il tipo di persona che si siede e ripensa al passato. Non sono una persona particolarmente sentimentale e penso che non serva a molto guardare indietro e chiedersi se alcune release siano meglio di altre. Sarebbe diverso se queste band in questione scrivessero musica, la registrassero come una band, andassero in tour cercando di promuoverla, ecc… – ma in realtà questo non è affatto il caso. La maggior parte delle mie band (e in particolare quelle che hai menzionato) improvvisano quasi totalmente durante le registrazioni, inoltre può passare anche qualche anno prima che qualcosa venga finalmente pubblicata, nel mentre ci son state all’incirca una dozzina di altre registrazioni.

Anche le release che ti aspetti che io consideri come il nostro miglior risultato, come ad esempio l’ultimo LP di Carved Cross, sono solo un paio di riff random neanche finiti, scritti su un pezzo di carta, che volevo utilizzare per iniziare a scrivere un album. Però Dani (Dani Li, proprietario di GoatowaRex, ndr) ci ha chiesto se volevamo pubblicare un LP con GoatowaRex, curiosamente è stata la prima e unica richiesta che abbiamo ricevuto riguardo al pubblicare un album (e non una ripubblicazione di vecchio materiale). Per cui quel pomeriggio ho registrato abbastanza parti di batteria per un LP, ho suonato i riff che avevo e trovato qualcosa che assomigliasse vagamente a dei “ritornelli” da ripetere, il giorno successivo ho registrato le chitarre. E’ bello ascoltarlo su vinile, e sembra che un paio di persone l’abbiano capito davvero, ma in realtà ci ho soltanto speso 2 o 3 ore massimo per registrare l’album.

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MN con NP (Nun Piss) dei Bleak Solitude.

Nel mio recente articolo sulla scena black metal della Tasmania, ho parlato del ruolo di Burzum e di Striborg come influenze. Aggiungerei anche Les Légions Noires, almeno dal punto di vista sonoro. Sei d’accordo con questa affermazione? Ci sono altri artisti che ti hanno ispirato per la tua musica?

Onestamente non ho mai pensato che i cosiddetti “pionieri” come Burzum, Mayhem o Darkthrone siano davvero così influenti. Ovviamente le loro azioni nei primi anni ’90 hanno creato e dato forma a quello che è diventato il black metal, ma musicalmente non c’è nulla che ascolterei di nuovo. Penso che le band che questi gruppi hanno ispirato successivamente siano molto più interessanti musicalmente. Ho sempre considerato band come Katharsis, Mutiilation, Moonblood, ecc, ecc., i veri “classici” del genere.

Penso che la metà degli anni 2000 sia stata l’ultimo periodo in cui il black metal è stato davvero un genere a sé, dopo di ciò tutto è diventato un po’ fumoso e il black metal è diventato un altro tipo di sound come il death metal. Dire che “il black metal è morto” è un po’ stupido, ma ormai è tutta una gara a chi piscia più lontano cercando di collezionare gli stessi dischi online, o gente che assomiglia a dei “goth” pensando di sembrare “estremi” di persona. Sono lontani i giorni in cui dovevi stare attento a quello che dicevi agli altri riguardo alle band perché avevi davvero paura di trovartele davanti.

Ci sono altre band che consideravo molto influenti quando ho iniziato ad avere band ed etichette. Tra le band più interessanti che ho scoperto tramite lo scambio di cassette nei primi anni 2000 ci sono gruppi australiani come Black Putrescence, Black Twilight, Empire of Hate, ecc., che mi sembravano avere la stessa enfasi sull’avere un tipo preciso di sound allo stesso modo dei contenuti musicali veri e propri. Nessuna di queste band cercava di avere un contratto con un’etichetta o di pubblicare CD o LP, e penso che questa attitudine abbia davvero colto gli aspetti che io reputavo fossero più importanti nel black metal. All’epoca era avvero difficile ottenere copie di queste cassette, le persone le davano solo a chi le voleva davvero. Ci sono diverse storie riguardo a gente che mandava soldi per cercare di acquistarle, e invece delle cassette, ricevevano una busta piena dei loro soldi ridotti in cenere. Le cose migliori che ho ricevuto le ho avute da un tipo che scambiava queste cassette assieme a registrazioni su videocassetta di porno bondage e le cassette dei Wiggles dei suoi figli (i Wiggles sono una band australiana che fa musica per bambini, ndr).

Ovviamente Striborg è una parte importante della storia del black metal tasmaniano. Ma, come già detto, non penso di averci trovato nulla di troppo influente musicalmente. Nutro grande rispetto per Sin Nanna per il fatto di aver gestito le sue band ed etichette secondo la sua visione personale del black metal. Intorno al 2003 o 2004, quando ho iniziato a ordinare musica da lui, si poteva contattare Finsternis solo scrivendo una lettera, ricevendo in risposta la sua lista distro e informazioni riguardo a Striborg. All’epoca trovavo sorprendente il fatto che esistesse un’etichetta senza sito internet o almeno un indirizzo e-mail. Non ho mai incontrato Sin Nanna di persona, anche se abitiamo solo a mezz’ora di macchina di distanza.

L’altra persona fondamentale nella nascita del black metal tasmaniano (che non credo tu abbia menzionato nell’articolo) è Jarmed. La sua etichetta (Asgard Musik) e le sue band (Mirk, Kill the Kristians, Nuclear Winter, Scourge of the Leper, etc) sono in giro dallo stesso tempo di Striborg. Inoltre Jarmed ha pubblicato molti dei primi album di Striborg su CD con la sua etichetta, facendo conoscere la musica di Striborg tramite la sua distro. Asgard Musik organizza un festival black metal annuale (Recrucifying the Bastard) in Tasmania sin dagli anni ’90. Nel corso degli anni alcune delle mie band (Forbidden Citadel of Spirits, Bleak Solitude, Dea Tacita, ecc.) hanno suonato lì. Quando avevo 16 o 17 anni mi imbucavo a questi concerti con un mio amico anch’egli minorenne. Molte di queste persone (Ismaelta, Sin Nanna, Jarmed, etc.) sono più vecchie di me, all’epoca erano già sui trenta, e io li ho solo ora.

C’è un vecchio numero di una zine tasmaniana chiamata Down and Out, che parla interamente della storia del black metal locale e va molto più a fondo di come potrei fare io, consiglierei di recuperarla per avere maggiori informazioni riguardo a band ed etichette che hanno a che fare col black metal tasmaniano.

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Foto del Winterreich Dungeon, luogo dove nascono le creazioni musicali di MN.

Mentre sto scrivendo le domande per te, sto ascoltando “What you see in me” dei Fixation, che è stato pubblicato dalla tua etichetta, Overuse. Mi piace parecchio, mi ricorda un po’ i Bone Awl, i Cirrhus e altre band sotto la CW Productions. Oltretutto, ho notato che spesso i Carved Cross hanno fatto split con band punk/black metal. Sembra che tu abbia un certo interesse per il punk: cosa ti piace di questo genere, e cosa no? Il punk influenza in qualche modo la tua musica?

Sì, suono la chitarra anche nei Fixation. Penso che se tu chiedessi ad ogni membro della band quale sia la nostra ispirazione, ognuno di noi ti darebbe una risposta totalmente diversa. Penso che sia positivo avere una band in cui ogni membro pensa che stia andando in direzioni diverse. Personalmente, per le chitarre mi sono ispirato a diverse band hardcore degli anni ’00-’10 (Cult Ritual, Gutter Gods, Hoax, SQRM, Total Abuse, Vile Gash, etc.), anche se sono un chitarrista completamente inutile: non so niente di accordature, tonalità, accordi, ecc., suono fin quando non penso che qualcosa suoni bene e la scrivo.

Guardo al punk allo stesso modo in cui guardo al black metal: non trovo una motivazione sensata per cui la gente che ascolta un preciso stile di musica finisca poi per cambiare i propri vestiti, attitudine, interessi personali, abitudini alimentari o credo politico perché devono rispettare le “regole” di un genere. Non so nulla della scena punk locale e non, ma qualsiasi cosa che si allinei con il politicamente corretto, il veganismo o il femminismo è completamente all’opposto di quello in cui credo io.

Parliamo di nuovo della scena della Tasmania. Hai pubblicato due compilation con Overuse: “Tasmania I” e “Tasmania II”. Entrambi possono essere visti come una sorta di manifesto della musica estrema tasmaniana. Puoi descrivere queste due versioni, anche dal punto di vista dei contenuti? Non ho avuto la possibilità di ascoltarle e, da quello che ho capito, alcune delle band coinvolte non sono nemmeno metal.

Esatto, l’idea che ho con Overuse è quella di avere un modo per pubblicare le mie band e altri progetti di qui con cui sono in contatto regolarmente, anche se devo dire che non c’è nessuna “scena” qui. In realtà, tutta la musica di “Tasmania II” è stata registrata dalle stesse 4 persone.

Non so se reputo “estrema” la musica che faccio, anzi a parte Carved Cross, le altre band in cui milito non sono nemmeno classificabili come metal. Ma anche a proposito degli stessi Carved Cross, diverse persone mi hanno detto che pensano sia più vicino a certa musica elettronica che al metal, per via dei suoni così ripetitivi, con poche variazioni che formano la struttura dei nostri pezzi.

Ascolto molta techno minimale, noise ritmico, synth, acid anni ’90, ecc, per cui tutto ciò su cui ho lavorato recentemente ha un po’ di elementi di questi generi. Recentemente ho lavorato a un doppio LP di Carved Cross in una sola serata, dopo 8 ore di lavoro. So bene come funziona il processo di scrittura, so dove mettere certi riff mentre costruisco una canzone. So suonare musica su una chitarra non amplificata, sapendo lo stesso che tipo di suono avrà. Con l’elettronica è diverso, posso scrivere musica e registrarla due volte, le due registrazioni suoneranno in modo completamente diverso. Posso avere il volume alzato su uno strumento che finisce per coprire quello di un altro, o qualcosa amplificato attraverso i monitor, salvo poi accorgermi che quando riascolto la registrazione sul mio 4 tracce, il pedale della batteria è sparito! Ai miei occhi, il mio contributo per Carved Cross (o Forbidden Citadel of Spirits) suonando riff ripetitivi o loop di synth/noise è molto simile. Uso semplicemente due metodi diversi per creare la stessa atmosfera.

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Bleak Solitude live.

Come sai, io sono italiano, e pochissime persone qui conoscono la scena della Tasmania, o ne hanno anche solo sentito parlare. Cosa sai invece tu a proposito della musica estrema in Italia? Di solito, gli stranieri conoscono soprattutto Death SS, Necrodeath e Bulldozer.

In passato ho avuto a che fare con qualche band italiana (mi vengono in mente Goatreich 666, Fog, Tenebrae in Perpetuum). Mi piacciono anche i Death SS, ho una copia originale di The Story of Death SS in LP autografato da Steve Sylvester a casa da qualche parte, inoltre ho suonato in una band doom (The Wizar’d) con cui facevamo qualche cover dei Death SS, penso ci fosse anche una canzone il cui riff principale “omaggiava” un loro pezzo.

Volevo assolutamente prendere una copia dell’ultimo Carved Cross, uscito su GoatowaRex, ma sfortunatamente è andato esaurito in poche ore e ho perso l’opportunità di acquistarlo. Tuttavia, c’è qualcuno su Discogs che lo vende per centinaia di euro. Che ne pensi di questo? Il fatto che qualcuno stia approfittando della tua musica ti dà fastidio o non è un problema per te?

È un peccato che la situazione nel 2018 sia così, persone che ignorano album a 500 copie, ma ne comprano 5 di uno limitato a 150 per poi rivendersele. Penso che molte etichette siano da incolpare per questo comportamento, amano il fatto che le loro release siano vendute a prezzi esorbitanti, e provano a creare hype dicendo che quello che fanno è limitato e hai una sola occasione per comprarlo. Il valore di un album su Discogs è diventato il parametro per misurare il successo di etichette o band, in qualsiasi modo vuoi vedere la cosa.

Abbiamo spesso avuto a che fare con etichette che ci chiedevano di ripubblicare il nostro vecchio materiale, basandosi soltanto sui prezzi su Discogs. Se una cassetta viene venduta a 5 dollari non sono interessati, se invece si tratta di una cassetta che viene venduta a 100 dollari, la ripubblicherebbero senza neppure ascoltarla.

Abbiamo cercato di combattere personalmente questa pratica per le nostre release, cercando di inventarci modi creativi per far sì che i nostri album finissero nelle mani di coloro che lo meritassero davvero, invece dei più veloci ad ordinare da un sito. Avevamo un “abbonamento” per la zine Down & Out, in cui le nostre release venivano offerte solo a chi si iscriveva. Recentemente invece abbiamo mandato inviti anche a coloro che compravano un nuovo album di Carved Cross entro 30 giorni.

Alla fine però mi chiedo perché un’etichetta che sa benissimo che le loro release a 50 copie finiscono in vendita su Discogs a 100 dollari, continui a farlo per le release successive (a meno che non vogliano che succeda la stessa cosa, ovviamente).

Riguardo all’LP che hai menzionato, GoatowaRex lo ripubblicherà l’anno prossimo, per cui chiunque ha mancato l’opportunità potrà acquistarlo l’anno prossimo, evitando gli usurai di Discogs. Inoltre GoatowaRex pubblicherà anche l’LP self titled di Carved Cross entro fine anno. Entrambi gli album verranno pubblicati anche su cassetta da Wrath Productions. Se poi le persone son messe così male da voler pagare prezzi abnormi per un'”edizione originale”, quando ci sono opzioni disponibili con la stessa identica musica sopra, problemi loro.

L’ultimo Carved Cross secondo me è un album eccezionale, atmosferico al punto giusto e in grado di trasmettere un perfetto stato d’animo ipnotico. Allo stesso tempo sembra un po’ più pulito rispetto ai vostri lavori precedenti. Perché hai scelto questo approccio? Pensi che questa tattica vi abbia ripagato?

Grazie. Non credo che il processo di scrittura e registrazione per il nostro album più recente sia tanto diverso dagli altri album di Carved Cross. Però è vero che abbiamo usato un’attrezzatura differente stavolta, in passato avevamo un batterista, per cui quando registravamo lo facevamo come una “band” in una sala prove, utilizzando un vecchio registratore col microfono incorporato, per cui il suono era sempre alquanto discutibile. Ma ora mi occupo io sia di batteria che di chitarre, perciò devo registrare tutti gli elementi separatamente, quindi è naturale che il suono sia più pulito.

Penso che il motivo per cui l’album ha quel suono sia dovuto all’eccellente lavoro di CT, che ha mixato gli ultimi due album di Carved Cross. Lui capisce davvero cosa stiamo cercando di ottenere, non è il tipo che lavora al sound con un approccio “da taglia unica”. Ci lavora su a fondo, cercando di espandere il sound facendo il necessario per avere dei risultati migliori.

Credimi, la versione non mixata con cui ho smanettato dopo aver registrato l’album aveva un suono totalmente diverso dal prodotto finito.

Con i Forbidden Citadel of Spirits non avete più pubblicato nuovo materiale dal 2013, oltre alle versioni compilation sotto Skjold. Tornerete? Magari con un full length, visto che con quel progetto non è ancora uscito un album sulla lunga distanza…

Sin dall’inizio, il progetto Forbidden Citadel of Spirits è stato sempre composto da due membri, io e Ismaelta. Ismaelta si è sempre occupato di voci, immaginario e artwork, quindi senza il suo contributo i Forbidden Citadel of Spirits è come se non esistessero… E l’ultima volta che ho visto o parlato con Ismaelta è stato nel 2012.

Ci sarà un’ultima pubblicazione con Skjold, “Collection III” che raccoglierà tutto il materiale che manca alle altre due raccolte.

Ho sempre pensato che la musica che stavo scrivendo per i Forbidden Citadel of Spirits si sia evoluta naturalmente nella musica che ho iniziato a scrivere per Carved Cross, quindi non vedo il minimo bisogno di cercare di continuare il progetto da solo senza l’elemento più importante della band. Forse, nel caso in cui rivedrò Ismaelta, registreremo altro materiale, chissà.

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Forbidden Citadel of Spirits live.

A proposito dei Forbidden Citadel of Spirits, ho notato che avete pubblicato diversi split insieme a band portoghesi. Segui la scena portoghese, o comunque senti delle somiglianze tra le tue band e quelle portoghesi?

In passato ho avuto contatti con molte persone della scena portoghese. Abbiamo condiviso split, progetti ed etichette, questo soprattutto perché abbiamo un approccio simile al black metal nel periodo in cui pubblicavamo cassette limitate a 20 copie che non potevi proprio permetterti di regalare. Qualcuno una volta mi ha detto di aver scoperto Forbidden Citadel of Spirits dopo aver visto una delle nostre cassette in un cestino dei rifiuti, e gli avevano detto che era lì perché i suoni della cassetta sembravano quelli di un tizio che stava facendo i gargarismi con l’alcol attraverso una catena di pedali effettati.

Quando avevo una distro attiva intorno al 2007 passavo molte notti a incidere cassette, mettere la sveglia per 45 minuti, andare a letto, cambiare la cassetta, mettere la sveglia per 45 minuti, andare a letto, ecc, ecc. Non c’erano molte persone che iniziavano ad ascoltare black metal con band come Vetala o Mons Veneris, progetti così erano un gusto acquisito ed erano perlopiù disprezzate da quelli che ascoltavano black metal “normale” all’epoca, per cui tutti noi che avevamo etichette/band e passavamo le nostre vite buttando via soldi facendo ciò, ci sentivamo connessi. Le cose erano molto diverse all’epoca, una band come Black Cilice non vendeva migliaia di copie tramite “grosse etichette”. Se un progetto stampava 20 copie di una demo, andava benissimo. Non c’era alcuna intenzione di fare edizioni in vinile.

Nel mio recente articolo ho parlato principalmente di Carved Cross e Forbidden Citadel of Spirits. Parlaci dei tuoi altri progetti.

Penso che tu abbia menzionato la maggior parte dei progetti che potrebbero interessare a chi leggerà questa intervista. Mi piacerebbe dedicare più tempo ad alcuni progetti, ma tra il lavoro, la famiglia ed altri interessi, può essere difficile giustificare il passare ore e ore chiuso dentro il Winterreich Dungeon tutto solo.

Come vedi i Carved Cross in futuro? Hai in mente alcuni obiettivi specifici?

No, non ho obiettivi precisi per Carved Cross. Allo stesso modo di Forbidden Citadel of Spirits, la band fa molto affidamento sull’altro membro (Sam Vince). Se per qualche motivo smettessimo di restare in contatto, la band potrebbe anche essere finita domani.

Qual è il tuo rapporto con il tipo di metal più “mainstream”? Lo ascolti o lo eviti?

Come ho detto prima riguardo a black metal e punk, disprezzo qualsiasi cosa che abbia a che fare con la musica metal (mainstream e non). Non penso ci sia nulla di “estremo” riguardo al vestirsi allo stesso modo dei tuoi amici con “magliette metal”, giacche con le stesse toppe, stesso taglio di capelli, ecc, ecc. Sono certo che la maggior parte delle persone che leggeranno ciò non saranno d’accordo, ma penso che ogni genere o sottocultura che siano esistite per così tanto tempo ormai abbiano fatto il loro corso, tutto quel che resta ora sono dei modelli vuoti che le persone cercano di imitare, credendo di essere “individuali”. Se ti piace tutta quella roba va benissimo, a me no.

Si avvicina la fine dell’anno, quali sono le tue uscite preferite del 2018?

Non sono la persona migliore per dare una risposta del genere, infatti potrei essere la peggiore. Ho provato a cercare un album recente che ho comprato quest’anno, ma non me ne viene in mente nessuno. Forse comprerò il nuovo LP di Rune Bagge, uscito su Northern Electronics, il disco di Repro su Ectotherm e forse il nuovo album di Vril (il Vril techno, non il Vril black metal), ma son cose poco pubblicizzate, quindi puoi comprarle quando ti va.

Sinceramente, è possibile che scaricherò quelle cose, ne rimarrò deluso, e terrò soldi da parte per dei cloni di Buchla (per capire cosa siano, date un’occhiata sulla pagina inglese di Wikipedia, ndr).

Siamo alla fine dell’intervista, quindi devo chiederti, al di là delle tue band, del black metal e tutto il resto… ci sono dei motivi per andare laggiù in Tasmania? Convinci a venire a visitarti!

La Tasmania è un bel posto in cui vivere e far crescere una famiglia, è tranquilla e non troppo popolata. Non riesco a pensare a dei motivi per fare un viaggio qui, specialmente dall’Europa. Abbiamo della natura incontaminata, che è bello se ti piace andare in escursione e ascoltare musica con le cuffie, o cose del genere.

Questa è stata l’ultima domanda, grazie per la tua cortesia. Per concludere l’intervista, puoi darci dei link per seguire la tua attività?

https://overuse.blogspot.com

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3 pensieri su “Intervista a Mathew Nicholls (Carved Cross e non solo)

  1. Bella intervista, non sapevo che fosse lui ad occuparsi della Overuse, pensavo fosse Sam Vince, che faceva Down & Out una fanzine spettacolare: black metal, HC, Power Electronics e Porno… una bomba! Purtroppo sono riuscito a recuperarne solo un paio di numeri.

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