Blog Thrower première: lo split Kалуђер / Ancestral Vision

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Lasciare il segno è lo scopo di tutti gli esseri umani che strisciano su questa terra. La finalità di questo blog è tracciare una sgommata nella grande tazza di marmo della musica metal raccontata per iscritto. I musicisti che passano su queste pagine hanno tutti inciso il loro credo artistico nel mio cervello pieno di tarli e il solco si fa ancora più profondo quando alcuni di loro tornano a farsi sentire. Ebbene, oggi vi presento, col petto gonfio di orgoglio, un freschissimo split che unisce Kалуђер e Ancestral Vision.

Partiamo dal primo. Lo so, è un problema e per questo me lo sono fatto scrivere con l’alfabeto latino: “kaluder”, che significa “monaco” in serbo. Si tratta di un progetto dungeon synth del fiorentino Lorenzo Squilloni, appassionato di figure monastiche e musica sacra rinascimentale. Qui trovate tutte le sue produzioni, tranne lo split con Il Cinghiale, uscito per Masked Dead Records qualche mese fa. Evocation, che potete ascoltare in basso, è molto più cupa del resto delle creazioni a nome Kалуђер, e anzi, attorno al terzo minuto inizia addirittura una sezione di doom catacombale che si dipana fino alla fine. Non dobbiamo però montarci la testa: il monaco ha già sottolineato che si tratta solo di una breve parentesi nel metal estremo, tanto che nel futuro il suo dungeon synth andrà a lambire il rock psichedelico e il drone.

Per prepararvi in modo più analitico al secondo dei brani che ho il piacere di farvi ascoltare, vi rimando all’intervista di Warrior, colui che in questa occasione ha spinto il suo amico Lorenzo/Kалуђер verso il metal estremo. In breve: lui sta dietro a una manciata di ottime creature che non sanno nemmeno cos’è la banalità. Oltre a Stige e Peridexion Tree (a breve esce la terza demo, occhio!), di recente, assieme ai due Thecodontion, si è distinto in un progetto che è stato capace di rendere enigmatico e misterioso un black metal misto a grind e punk, chiamato Paradoxa Emblemata, oltre che ospite alla voce nei Gelkhammar, raw black metal appena uscito con un album sulla storia antica di… Odino? I Romani? I Galli? La Divina Commedia? No, Pantelleria. Ma sto divagando perché dovrei mettere al centro del palcoscenico un’altra faccia di Warrior, quella che si sostanza in Ancestral Vision. A inizio anno uscì in cassetta per Mospharic la sua opera prima, Akītu, che mi lasciò di sasso, dimostrandomi che era possibile unire il death/doom con delle ritmiche industrial e avere come filo conduttore dei testi in babilonese antico. Nello split in esame, invece, ha cambiato un po’ di cose, anche lui sempre irrequieto, tanto che difficilmente sentiremo due sue uscite perfettamente uguali e sovrapponibili. In Akītu c’è atmosfera profonda e tesa? Bene, dimenticatela. Herxheim è ispirata all’omonimo sito archeologico tedesco in cui potrebbero esserci tracce di sepolture rituali successive ad atti di cannibalismo. Di conseguenza è molto più diretta e veloce, sulla scia di un death/black molto polacco e imperioso. [F]

Tracklist:
01- калуђер – Evocation
02 – Ancestral Vision – Herxheim
03 – Ancestral Vision – Burial Rites
04 – калуђер – пећина

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